
L’amministrazione Bush è sotto accusa perchè, secondo la National Security Archive non sono state adottate misure adeguate per l’archiviazione e il recupero futuro delle email che riguardano i cittadini americani. La legge americana, infatti, prevede che le email debbano essere salvate in modo da essere facilmente consultate per motivi di sicurezza.
Invece, secondo la NSA, la Casa Bianca non è riuscita a conservare circa cinque milioni di email da marzo 2003 a ottobre 2005. Di contro, alla Casa Bianca protestano, affermando che sono stati depositati 60.000 nastri di backup tra cui 438 “disaster recovery”, ovvero nastri di backup fatti durante il periodo critico da marzo a ottobre 2003.
Di diverso avviso la NSA, che rivela che mancano proprio i nastri del periodo relativo all’invasione dell’Iraq. Sotto accusa il sistema di archiviazione, demolito durante l’amministrazione Clinton, poichè da una archiviazione automatica si è passato ad un sistema di backup manuale, ma forse meno efficiente. Il processo mediante il quale le email vengono conservate è primitivo e il rischio che i dati vengano persi è elevato.
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Sicuramente ricorderete la vicenda G-Archiver segnalata domenica scorsa, riguardante il pericoloso funzionamento del software di archiviazione per account Gmail, che inviava ad uno dei propri autori username e password della casella Google degli ignari utenti.
Attraverso il sito ufficiale del programma non si è fatta attendere la reazione da parte dell’intero team di sviluppo, che si è scusato con tutti i consumatori per il danno arrecato, invitando loro a cambiare immediatamente la password del proprio account e-mail.
Secondo quanto riportato nella nota, un membro del gruppo (molto probabilmente il John Terry di cui si è parlato in precedenza) avrebbe inserito una parte di codice sorgente utilizzato nella fase di debug per il testing di G-Archiver, dimenticandosi poi di rimuoverlo nella versione finale rilasciata al pubblico.
Nonostante le scuse degli sviluppatori, restano alte le proteste da parte del popolo della rete: su vari siti è stata infatti chiesta la denuncia dell’intero team di programmatori, mentre c’è anche chi propone il boicottaggio di sito e utility. Pur volendo accettare la buona fede degli autori del tool, la cosa sicura è che quantomeno non ci troviamo di fronte ad un esempio modello di software engineering.
Via | Garchiver.com
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Il ruolo che i post di questo blog spesso hanno è quello di consigliare ai lettori programmi e tutto quanto in grado di migliorare la qualità della loro vita informatica. Anche questo potrebbe essere uno di questi casi, non fosse per una sgradita sorpresa che l’utility di cui vi metto in guardia quest’oggi porterebbe con se, stando a quanto riportato su Coding Horror ed altri blog.
G-Archiver è un programma shareware per Windows, che al prezzo di 29,95$ si occupa sostanzialmente di archiviare l’account Gmail di un utente all’interno del proprio PC: se il tutto finisse qui, non vi sarebbero problemi di sorta e anzi ne raccomanderei a tutti l’utilizzo.
Peccato che invece a quanto pare quella appena descritta non sia la sua unica funzione, dato che John Terry (il suo creatore) si è divertito ad inserire un’altra parte di codice all’interno del programma, ben più pericolosa: G-Archiver invierebbe infatti all’indirizzo email jterry79@gmail.com username e password dell’ignaro utente, convinto di star solo archiviando il materiale del proprio account Gmail sul PC di casa.
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