
Le rivolte a cui abbiamo assistito in Medio Oriente hanno spostato l’attenzione sull’utilizzo della tecnologia nel coordinamento della protesta e nella diffusione delle notizie. Dopo aver discusso del dilemma etico dei social network (favorire la diffusione di notizie o rispettare le policy?), oggi scopriamo che il Dipartimento degli Stati Uniti sta promuovendo una nuova tecnologia “Panic Button” presso gli attivisti pro-democrazia in Medio Oriente e in Cina. Lo strumento in questione dovrebbe aiutare chi combatte contro i regimi oppressivi e dittatoriali.
Il Panic Button è un’applicazione che cancella tutta la rubrica del cellulare sul quale viene utilizzato e invia agli altri attivisti un segnale d’allarme. Michael Posner, assistente del segretario di Stato per i diritti umani, ha specificato:
Cercavamo di tenere un basso profilo su questa cosa, poichè un mare di persone con le quali collaboriamo sta operando in un contesto molto sensibile.
Continua a leggere: In lavorazione l'applicazione "Panic Button" per gli attivisti

Twitter non apprezza lo sviluppo d’applicazioni di terze parti per l’utilizzo della propria piattaforma: è un netto cambio di rotta rispetto alla caratteristica che l’ha reso popolare. A sostenerlo, con un giro di parole, è stato Ryan Sarver in una conversazione sul gruppo dedicato agli sviluppatori. La situazione è molto complessa.
La giustificazione ufficiale parla di continue violazioni ai termini di servizio che obbligano Twitter a rigettare l’ammissione di numerose applicazioni. Si sospettano però delle motivazioni meno virtuose: garantire il business del microblogging significa anche inibire l’uso delle applicazioni estranee a rapporti di collaborazione.
Non a caso Sarver cita tra gli esempi da seguire quelle applicazioni istituzionali come HootSuite, Seesmic, ecc. rinomate per visualizzare gli aggiornamenti sponsorizzati. Ormai, Twitter propone delle applicazioni ufficiali per l’accesso dai dispositivi mobili e l’interfaccia web è ritenuta più che sufficiente per l’uso quotidiano.
Via | CNET News
Secondo una indagine condotta e pubblicata dal Wall Street Journal, le applicazioni più popolari e diffuse di Facebook trasmetterebbero informazioni a moltissime compagnie esterne che si occupano di pubblicità e statistiche in rete. La cosa più sconcertante è che alcune di queste apps sarebbero in grado di “appropriarsi” anche di dati relativi agli amici degli utilizzatori diretti.
Esiste un numero sempre maggiore di compagnie che immagazzinano dati relativi agli utenti della rete per tracciare dei profili che riescono talvolta ad essere estremamente dettagliati. Le informazioni vengono raccolte dalle più disparate fonti ed inserite in grossi database. Mediante l’uso di sofisticati software è poi possibile incrociare questi dati fino ad arrivare a delineare delle vere e proprie schede con nome, cognome, fotografia ed altre informazioni di ignari utenti.
Su siti come Wink, che fino a stamattina non avevo mai visitato, ho provato io stesso a digitare il mio nome ritrovando in risposta il nome della città in cui risiedo, notizie sugli studi compiuti, indicazioni ad alcuni siti a cui sono iscritto ed il tutto condito da almeno un paio di fotografie. E’ estremamente probabile che altre schede contenenti i miei gusti e le mie abitudini vengano invece vendute a chi se ne serve ad uso più prettamente commerciale.
L’indagine del WSJ evidenzia come un giocatore di Farmville, applicazione tra quelle incriminate, cederebbe senza averne concesso autorizzazione informazioni preziose riguardanti lui stesso ed i suoi contatti e, considerando che questo popolarissimo gioco conta attualmente 59 milioni di utenti, si può facilmente immaginare la quantità di dati che la Zynga Game Network (i produttori di Farmville) può avere a disposizione e potenzialmente cedere a terze parti. In questo potrebbero essere coinvolti indirettamente addirittura quegli utenti che non solo non hanno mai giocato a Farmville ma hanno esplicitamente scelto le impostazioni più restrittive possibili per il loro profilo.

Default Programs Editor è uno strumento che… fa quel che dice il nome stesso, ossia gestisce i programmi di default che vengono utilizzati dal sistema operativo per aprire i vari tipi di files.
In Windows 7 e Vista la gestione dei tipi di file è cambiata rispetto alle precedenti versioni di Windows, implementando la cosiddetta “gestione dei programmi di default”. Dal pannello di controllo è infatti possibile variare il comportamento di Windows quando si tratta di aprire files di qualsiasi genere, impostando il programma adatto tra una scelta di software disponibili installati sul pc. Ma se il programma che vogliamo non è presente nella lista? O se vogliamo semplicemente togliere l’associazione dei files di TUTTE le estensioni gestite da Windows Media Player per poter gestire i media in tranquillità con un software diverso? Con Windows 7 e Vista l’operazione era ardua, se non impossibile.
Grazie a Default Programs Editor (freeware, portable e compatibile con Vista e 7 32/64bit) è possibile gestire l’associazione di ogni tipo di file, variandone l’applicazione predefinita e potendo personalizzare anche le varie voci del menu contestuale associato, nonchè l’icona del file ed il nome visualizzato all’interno delle cartelle per quel tipo di file. É poi possibile personalizzare le applicazioni che andranno a gestire l’autorun delle varie unità e disassociare le estensioni dall’applicazione predefinita, anche nel caso di applicazioni di sistema quali Windows Media Player, Internet Explorer o Photo Viewer.
Informazioni dettagliate, manualistica e download sono disponibili a partire dall’home page di Default Programs Editor
Quante volte vi siete trovati nella situazione di dover arrestare un programma e non riuscirci perchè bloccato? in questo caso SuperF4 potrebbe essere l’utility giusta al momento giusto.
Si tratta di un programma freeware che vi consente di arrestare facilmente qualsiasi applicazione in modo efficace ed immediato, senza però permettervi di salvare il lavoro che stavate facendo.
Basta utilizzare la combinazione di tasti CTRL + ALT + F4, perchè SuperF4 risiede direttamente nella memoria. Oppure potete utilizzare la combinazione di tasti WIN + F4 per utilizzare il mouse sulle finestre bloccate e terminarle. Se vi chiedete l’utilità di questo programma basti ricordare che non sempre la chiusura forzata di un’applicazione bloccata tramite Task Manager va a buon fine. SuperF4, invece, chiude l’applicazione desiderata senza problemi.
Potete scaricare il programma cliccando su questo link.
Via | Freewaregenius.com

Tweepz è un motore di ricerca per Twitter. Attualmente è basato su più di 2,5 milioni di account e per essere inclusi nel database basta diventare follower di @tweepz. E’ possibile cercare utenti ed argomenti.
Siete alla ricerca di altre applicazioni per Twitter? Sul blog di Catepol una bella lista.
Via | Go2web20.net
Le applicazioni per Facebook si moltiplicano a vista d’occhio, ma la maggior parte sono prettamente ludiche, demenziali o comunque poco interessanti per l’utente medio: per questo Select Courses ha redatto un elenco di 100 app potenzialmente utili per tutti.
Le app sono divise in nove categorie tematiche: sociali (per implementare le connessioni con i propri contatti), per la condivisione (sharing di documenti e altri files), foto, relative alle scuole frequentate (ricerca avanzata di ex compagni e personale scolastico), informazioni (news, dizionari, traduzioni, ecc.), gruppi (con funzioni simili alla prima categoria), organizzazione (reminders), integrazione con altri siti (Twitter, Digg, Delicious) e apprendimento (per imparare e migliorarsi).
La lista completa, con link e breve descrizione accanto ad ogni app, si trova a questo indirizzo.

Dopo almeno un paio di Facebook Party per regione (di cui almeno uno con bidone), arriva in Italia un evento Facebook riconosciuto ufficialmente dalla società di Mark Zuckerberg.
Si tratta di Facebook Developer Garage Milano. Come dicono le varie parole stesse, si svolge a Milano (giovedì 23 aprile, ai Chiostri di San Barnaba) e riguarda da vicino i potenziali sviluppatori italiani di applicazioni per Facebook, non tanto gli utenti comuni, che il loro potenziale lo stanno già esprimendo benissimo.
Se avete qualcosa da dire o da chiedere in merito al developing di software sociale fatevi avanti, visto che l’evento è completamente gratuito. Per maggiori info guardate il sito web degli organizzatori.

L’apertura della sezione Labs all’interno dell’intrefaccia web di Gmail sta trasformando a poco a poco una casella di posta elettronica, per quanto ricca di funzionalità e di spazio, in un piccolo sistema operativo. Dotato di applicazioni e di soluzioni.
Uno dei mini-programmi scritti appositamente per funzionare dentro Gmail che trovo più funzionale è una piccola chicca per gli appassionati del microblogging: Twitter Gadget for Gmail. E c’è da dire che non è affatto mini, nella funzionalità. Basti pensare che supporta più account. Oltre ad eseguire tweet e retweet, fornire permalink ai micropost dei nostri contatti che è un piacere. Potrebbe seriamente essere un’alternativa in pianta stabile per Twitter leggera più dell’Air (le cui applicazioni sono pesanti come macigni, per quanto fully featured).
La grafica dei pulsanti ricalca in tutto quella di Gmail, e vi ci troverete subito a vostro agio. Se non sapete come installare Gadget su Gmail Labs, qualora dunque non sia ancora attivata l’opzione “Installa qualunque gadget da URL”, seguite questa breve guida visuale. Un difetto: non ha la funzione ricerca.

Yahoo! ha deciso che è il momento di cercarsi un posto nel mondo degli sviluppatori di applicazioni ispirate o dedicate a Twitter. E non lo fa col solito client, che probabilmente avrebbe stentato a trovare spazio in un mercato tendente alla saturazione.
Lo fa con uno strumento di ricerca e monitoraggio, sviluppato, com’è il trend per applicazioni del genere, su Adobe Air, quindi multipiattaforma. Sideline aggiorna le parole chiave più gettonate in tempo reale, le organizza in gruppi, e organizza in gruppi di interesse anche le vostre parole chiavi personali, salvandole e riutilizzandone secondo la scadenza che vorrete stabilire. Neanche Monitter, che però è una web application, riesce a fare tanto.
Come nella tradizione delle applicazioni Air, sappiate anche che Sideline impiega ram che è una bellezza. Uno dei gravi effetti collaterali della twittermania.
Via | Obsessable
Forse alcuni di voi ricorderanno il caso Scrabble, l’applicazione usata da centinaia di utenti su Facebook e bloccata qualche mese fa per problemi di licenza. La vicenda portò i creatori dell’applicazione a cambiare nome in WordScrapper, sebbene le polemiche non si siano fermate.
Nel frattempo un altro gioco è salito agli onori della cronaca, raggiungendo una popolarità enorme negli ultimi tempi, ovvero UNO. Il gioco, per chi non lo sapesse, consiste nello scartare le proprie carte, che possono avere quattro colori e numeri diversi.
I dati relativi alla diffusione di UNO su Facebook sembrano indicare che questa applicazione diventerà una delle più popolari. Infatti già 60.000 utenti si sono iscritti a questo gioco. Per chi fosse appassionato di questo gioco e volesse divertirsi su Facebook può accedere dalla pagina relativa.
Via | Mashable.com
Google sta preparando uno dei suoi “Campfire One” eventi occasionali dedicati agli sviluppatori. Il prossimo si svolgerà il 7 aprile. In passato, durante questi Campfire, Google ha spesso annunciato grandi progetti, come è successo in passato per OpenSocial e App Engine.
Cosa dobbiamo aspettarci questa volta? Molti scommettono su Java su App Engine, come si vocifera da tempo. E se invece fosse il tanto atteso GDrive? Nella speranza di qualche novità, rimaniamo in attesa e vi rimandiamo al 7 aprile.
Via | Techcrunch.com
Foto | Flickr