AIM, l’applicazione di AOL per la messaggistica istantanea, proporrà al più presto una nuova versione. Disponibile in anteprima per i principali sistemi operativi desktop e mobile o sul web, il futuro di AIM richiama il presente di Skype. La somiglianza tra le due soluzioni è impressionante — già a partire dall’interfaccia grafica.
Discussioni di gruppo, videoconferenze multi-utente e messaggi di testo per gli smartphone sono le funzionalità presentate da AOL per AIM: le stesse disponibili su Skype. A queste s’aggiunge il supporto ai contatti, agli aggiornamenti di stato e alle conversazioni di Facebook. Suona familiare? Beh, AIM include i tweet. E pure Skype.
Se non fosse per l’arancione predominante, sembrerebbe d’utilizzare Skype. AIM è stato uno dei primi programmi di messaggistica e per anni uno dei migliori, ma il tempo passa per tutti. Se volete dargli una chance, non occorre registrarsi. Le credenziali di GTalk corrispondono a un account su AIM che, magari, non avreste mai usato.
Via | MakeUseOf
Di quanto sta accadendo tra Michael Arrington e AOL per la questione legata a CrunchFund e la guida di TechCrunch avrete probabilmente letto a sufficienza qui su Downloadblog, dove abbiamo continuato a seguire con attenzione l’evolversi della diatriba con al centro quello che è il blog più influente della Silicon Valley.
Ma non siamo qui ora per darvi altri aggiornamenti: i mattacchioni di Next Media Animation hanno infatti realizzato un cartone animato, come da loro tradizione dedicato all’argomento più delicato delle news degli ultimi giorni (insieme al licenziamento di Carol Bartz). Michael Arrington contro AOL si trasforma quindi in un divertente cartoon a sfondo fantasy, dove il mago-Arrington prova a riempire il forziere di CrunchFund.
Via | Latimes.com
Mentre gran parte degli Stati Uniti guardava ieri sera il Superbowl, una grande notizia è girata immediatamente dopo la definizione dell’operazione: AOL ha comprato Huffington Post di Arianna Huffington, per un totale di 315 milioni di dollari, dei quali 300 milioni in forma cash e i restanti 15 come azioni.
Come parte dell’accordo, la stessa Arianna Huffington sarà presidente ed editor in chief della nuova piattaforma di media online targata AOL, che può già contare al suo interno altri importanti siti come TechCrunch ed Engadget. Sarà quindi a quanto pare questo l’obiettivo di AOL: quello di creare un nuovo centro di contenuti grazie a tutte le acquisizioni effettuate negli ultimi mesi.
Il CEO di Huffington Post Eric Hippeau e il CRO Greg Coleman abbandoneranno invece la società, o almeno è quanto riporta AllThingsD. Ecco invece come ha commentato Arianna Huffington la notizia:
“Combinando HuffPost con il network di siti AOL, fiorenti iniziative video, attenzione sia per il locale che per l’internazionale, sappiamo di poter creare una società con un enorme impatto, in grado di raggiungere un pubblico globale su ogni piattaforma immaginabile.”
Con l’acquisizione appena compiuta la piattaforma AOL dovrebbe essere ora in grado di raggiungere 117 milioni di visitatori unici mensili negli USA, mentre 270 milioni saranno quelli in tutto il mondo. Resta solo da vedere come un tipo come Michael Arrington potrà andare d’accordo con Arianna Huffington.
Via | Mashable.com

La novità era nell’aria da qualche giorno: sui principali blog statunitensi si vociferava della prossima disponibilità della chat di Facebook per il desktop attraverso una partnership con AIM. I rumor sono stati confermati nella serata di ieri con l’annuncio ufficiale che ha aggiunto dettagli ancora più intriganti.
Gli utenti di Linux sono stati i primi attraverso Pidgin e l’autenticazione esterna tramite le API ad avere accesso alla famigerata chat di Facebook – che dall’interfaccia web ha sempre diversi problemi – direttamente dal desktop: grazie all’integrazione con Jabber questa possibilità è stata estesa a tutti.
Se Pidgin è disponibile per tutte le piattaforme, l’utilizzo del protocollo XMPP consente d’interfacciarsi con la chat da qualsiasi programma che lo supporti: per intenderci, è lo stesso metodo già sfruttato con successo da GTalk. I dettagli sul funzionamento sono disponibili anche in lingua italiana tra le FAQ del nuovo centro d’assistenza.
I licenziamenti anche nell’industria informatica sono ormai purtroppo all’ordine del giorno, ma è singolare la modalità scelta da AOL per tagliare 2.500 posti di lavoro, pari a 1/3 dei propri dipendenti totali.
La società starebbe infatti cercando “volontari” da mettere alla porta, immaginiamo almeno con una cospicua buonuscita, anche se sembra un po’ difficile pensare che tra tutti si possano trovare 2.500 persone disposte ad andarsene. I tagli dovrebbero diminuire le spese annuali di 300 milioni di $.
Via | All Things Digital

Come da prassi ComScore ha rilasciato i dati riguardanti le ricerche effettuate sul web negli Stati Uniti durante il mese di ottobre, evidenziando un aumento di fetta di mercato per Google, arrivato al 63,1% ma dalla crescita diminuita rispetto allo scorso mese: 29,6% rispetto al 38,6%.
Il motore di ricerca più famoso del mondo mantiene comunque saldamente la propria leadership, seguito da Yahoo! col suo 20,5% che in caso di acquisto di Microsoft (8,5%) potrebbe realmente iniziare a insidiare il dominio di Google. Chiudono la lista Ask.com e AOL, rispettivamente al 4,2% e al 3,7%.
Via | Techcrunch.com
In previsione di una possibile fusione con AOL, Yahoo potrebbe vendere tutti quei servizi che la società ritiene non particolarmente redditizie. E, probabilmente, Yahoo Answers è tra i servizi candidati ad essere messi sul mercato.
Yahoo Answers, servizio lanciato alla fine del 2005, è diventato con il tempo un “enorme sito”: recenti statistiche di comScore affermano che il sito attrae circa 150 milioni di visitatori al mese, con un traffico di 1.3 miliardi di pagine viste. Possono sembrare numeri enormi, ma se considerate che il traffico di Yahoo è di 100 miliardi di pagine viste mensili, tutto cambia.
Il traffico elevato di Yahoo Answers deriva semplicemente dal fatto che, per partecipare al sito, bisogna avere un account Yahoo, oltre al fatto che tutte le pagine di Yahoo Answers vengono indicizzate dal motore di ricerca e messe in posizioni alte. Tuttavia, sembra che al momento non ci siano acquirenti interessati, nè il denaro necessario per un acquisto che, comunque, dovrebbe essere sostanzioso.
Via | Techcrunch.com
Due giorni fa Time Warner ha annunciato le entrate trimestrali, rivelando come i guadagni provenienti da AOL sono calati di oltre un terzo rispetto allo stesso trimestre dell’anno precedente. Questo può anche essere un fattore positivo nei confronti di Microsoft e Yahoo, ma è una pessima notizia per Google, che ha visto i suoi investimenti subire un colpo netto.
Nonostante AOL sia considerato un dinosauro di Internet, gli esperti continuano a riporre fiducia. Tuttavia la società continua a mostrare declino come ISP: gli abbonati su base nascionale sono scesi di oltre un quarto, provocando una caduta in termini di reddito e bilanci.
Per Microsoft e Yahoo questa crisi è una buona notizia: entrambe le società sono interessate all’acquisto di AOL e, dal loro punto di vista, prima muore e meglio è, visto che il valore di AOL, valutato 20 miliardi di dollari, non è più lo stesso. Di diverso avviso Google, che ha investito in AOL molti soldi, e che spera in una ripresa della società, almeno per recuperare gli investimenti iniziali. E così, nonostante la visione di AOL come una società ormai “vecchia”, molte aziende sperano in essa, e dipendono dalla sua sorte.
Via | Arstechnica.com
Negli ultimi tempi abbiamo assistito a numerose acquisizioni da parte dei giganti del Web. Ma perchè Google, Yahoo, Microsoft e AOL continuano le loro trattative con i piccoli fornitori di servizi? Perchè continuano ad allargarsi collezionando acquisizioni dopo acquisizioni?
Uno degli esempi migliori è Google. Tempo fa ha acquistato YouTube e, pur non avendo ancora monetizzato il potenziale di questo servizio, Google ha ottenuto il dominio del settore video. Tuttavia, Google Video sopravvive.
Google ha anche acquistato Jaiku, rivale di Twitter nel campo del microblogging e della messaggistica via telefonino. Ma Jaiku non è certo il servizio di Google più famoso.
Continua a leggere: Il mercato del Web sta passando una fase di stagnazione?
Sembra che la “lotta” per l’acquisto di Yahoo! da parte di Microsoft stia facendo rimanere in piedi solo un concorrente nel mondo dei motori di ricerca: Google. Secondo l’ultima classifica ComScore, Google rimane saldamente in testa per quanto riguarda la frequenza di utilizzo dei motori di ricerca, conquistandosi sempre di più la dicitura di “IL posto dove cercare”.
Secondo i dati relativi al mese di aprile, infatti, Google è cresciuta ancora (dal 59,8 al 61,1 per cento del mercato in un mese), mentre Yahoo!, Microsoft, Aol e Ask hanno perso, rispettivamente, lo 0,9, lo 0,3, lo 0,2 e lo 0,4 per cento. Come dire, più di sei utenti su dieci in tutto il mondo si affidano a Google per cercare su internet.
Vedremo ora, nei prossimi mesi, come reagirà il mercato, considerato che Microsoft intende sferrare (in primis tramite il suo nuovo servizio Cashback - attivo per ora solo negli Stati Uniti) un forte attacco a Google sul fronte della raccolta pubblicitaria.
Via | Mashable.com

Quattordici tra i maggiori operatori di telefonia mobile, fornitori di contenuti, società di social networking e provider internet hanno lanciato TeachToday.eu, un sito - disponibile in inglese, italiano, francese, tedesco, spagnolo e ceco - che ha il compito di aiutare gli educatori (che lavorano con adolescenti e bambini) ad insegnare ad usare internet in modo responsabile e sicuro.
Si tratta, spiegano i promotori dell’iniziativa, del primo caso di collaborazione tra un numero così significativo di società del settore Ict, al fine di affrontare una tematica molto complessa. Gli insegnanti trovano sul sito diversi contenuti, da piani di lezioni a casi studio a indicazioni pratiche volte al loro aggiornamento sugli sviluppi delle tecnologie della comunicazione.
Grande attenzione è stata sviluppata nell’aiutare gli educatori a guidare i propri allievi a sfruttare le opportunità offerte dalle nuove tecnologie, evitandone i rischi.
Continua a leggere: Insegnare ai bambini ad usare internet in modo responsabile: nasce TeachToday
Secondo quanto segnalato dal NY Times, Yahoo incontrerà venerdì i dirigenti di Microsoft e di AOL Time Warner, per discutere delle proposte di acquisizione delle due società.
Yahoo ha da tempo rifiutato più volte le proposte di Microsoft, reputandole troppo basse, e recentemente ha concluso accordi con Google per aumentare le entrate e cercare di rimanere indipendente. Ma, forse complici le minacce di Steve Ballmer, Yahoo ha iniziato dei negoziati che potrebbero concludersi il 26 aprile.
Secondo le indiscrezioni, Yahoo dovrebbe concludere una fusione con AOL e Time Warner. In questa situazione Time Warner avrebbe un 20% delle azioni di Yahoo, mentre AOL un 10%. E per Yahoo sarebbe vicina la capitolazione anche con Microsoft, secondo molti sempre più vicina all’acquisizione finale.
Via | Nytimes.com