La rete Tor è un sistema di comunicazione che permette la navigazione anonima su Internet. Ci sono diversi modi per utilizzare questa rete, come il browser OperaTor.
In alternativa potete utilizzare PortableTor, un piccolo programma che gestisce le comunicazioni anonime sfruttando Tor, Vidalia (l’interfaccia grafica di Tor) e Privoxy. Basta lanciare il programma e modificare il proxy del vostro browser puntando all’indirizzo 127.0.0.1:8118.
Il software può essere anche lanciato da una chiavetta USB, ed è un modo semplice e veloce per rendere anonima la navigazione. PortableTor, inoltre, consuma solo 26 mb di memoria, la maggior parte dei quali occupati da Vidalia. PortableTor è un software gratuito disponibile solo per Windows.
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Con l’avvento del Web 2.0 è partita una nuova era di Internet, con i lati positivi e negativi. Purtroppo, tra i lati negativi, va segnalato un aspetto che ha cambiato profondamente la nostra esperienza di navigazione: oggi è infatti quasi impossibile navigare anonimamente.
La sfumatura tra reale e virtuale si è assottigliata, ed oggi, attraverso i vari profili creati sui siti del Web 2.0, ognuno di noi ha una foto, una frase, un pezzo della propria vita reale che mostra come siamo anche sulla rete.
Il Web del futuro, quindi, è un Web non più anonimo. Complici anche le società che gestiscono i siti internet e che premono per la creazione di profili virtuali in cui le informazioni personali sono sempre più dettagliate. E gli utenti, forse incautamente, forse ignorando i pericoli, sono sempre più coinvolti.
Il lancio di Google Chrome ha contribuito ad alimentare le polemiche sulla gestione dei dati e sulla privacy degli utenti che da diverso tempo aleggiano sulla testa del colosso informatico.
In risposta a queste polemiche, lo staff di Google ha reso noto sul proprio blog ufficiale un paio di accorgimenti per garantire la trasparenza nella gestione dei dati degli utenti.
Il primo provvedimento riguarda i dati loggati per la ricerca, che da ora verranno anonimizzati dopo 9 mesi e non più dopo 18 come in precedenza, mentre anche Google Suggest (il “completamento automatico” delle chiavi di ricerca) vedrà anonimizzati i dati raccolti entro le 24 ore successive alla loro acquisizione, secondo Google “quanto più rapidamente possibile per garantire comunque un servizio innovativo ed efficiente”.
via | GoogleBlog
Se avete il pallino dell’anonimato e volete un modo semplice e veloce per navigare gratuitamente e anonimi su internet, provate xB Browser. Si tratta di un nuovo browser, gratuito, portatile e per Windows, che anonimizza il traffico di rete attraverso la rete gratuita Tor o attraverso la rete più veloce del suo distributore (XeroBank), anche se quest’ultima opzione è a pagamento.
Ovviamente non si tratta di un browser costruito da zero ex-novo, ma di una versione di Firefox (non la 3, ovviamente) appositamente modificata in modo da permettere la navigazione anonima.
Al momento è disponibile solo una versione per Windows, ma entro agosto - così assicurano gli sviluppatori - dovrebbe arrivare anche una versione per Mac Os X e Linux.
Nonostante siamo ancora probabilmente abbastanza lontani dal momento in cui quanto riportato nel titolo di questo post potrà accadere realmente, fa comunque discutere la proposta di legge avanzata da Tim Couch, parlamentare del Kentucky.
Couch avrebbe infatti intenzione di rendere fuorilegge la scrittura anonima dei naviganti su forum, blog e tutti i siti web dove è possibile dire la propria, rendendo gli stessi portali online responsabili della raccolta dei dati degli utenti: a “bastare” dovrebbero essere nome, cognome, indirizzo reale e quello della casella e-mail.
Le pene pecuniarie dovrebbero vedere una multa di 500$ in caso di prima infrazione, per poi salire a 1000$ in caso di recidività del soggetto in questione nel non conservare i dati dei propri utenti.
Continua a leggere: Scrivere anonimamente sul web diventerà illegale?
Molti di voi conosceranno Tor, il sistema per la navigazione anonima in internet, e sapranno anche che non è visto di buon occhio dalle autorità competenti in molti paesi.
A conferma di ciò, è arrivata la notizia dell’arresto in Germania di uno degli operatori dei server Proxy di Tor.
Tutto è accaduto alla fine di luglio ma Alexander, ha tenuto tutto segreto per questioni legali fino ad oggi, momento in cui ha scritto un post a riguardo sul suo blog.
Tutto è iniziato qualche mese prima , in dicembre, con l’arrivo di una lettera da parte della BKA (polizia tedesca per i crimini federali) che minacciava il ragazzo, reo secondo loro di “essere possessore di un indirizzo IP sospettato per la detenzione di materiale pedo-pornografico”, con annesse richieste dei log del server, della chiusura di quest’ultimo e, minacce per gli utenti (potenziali rei per l’utilizzo del server TOR).
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