Anche Android avrà la sua versione di The Daily, il quotidiano del gruppo News Corp che ha debuttato con successo su iPad.
Per il momento si tratta di un’indiscrezione, ma la notizia è stata riportata da una testata più che autorevole, e per due motivi: il Wall Street Journal.
Primo: il quotidiano si occupa principalmente di affari e l’affare della prossima primavera sarà il boom dei tablet, con l’arrivo di quelli con Android 3.0 e il lancio dell’iPad 2.
Honeycomb, ossia Android 2.4 o 3.0, richiederà un processore dual-core ARM Cortex-A9 per funzionare perfettamente, secondo quanto dichiarato da Bobby Cha, managing director della coreana Enspert, già al lavoro su un prodotto simile. Un processore di questo tipo al momento sarebbe incluso solo nel chipset Tegra 2 di Nvidia, ergo la maggior parte dei tablet in circolazione, a partire dal Samsung Galaxy Tab, rimarrebbe senza aggiornamento.
Ora considerando che Froyo, Android 2.2, non è mai stato ottimizzato e che neppure Gingerbread, Android 2.3, è stato pensato per dare il meglio di sé sui tablet, ci si potrebbe chiedere se questo, da parte di Google, non sia un autogol. Sarà anche vero che il mercato dei tablet è destinato a esplodere il prossimo anno, con i principali player che probabilmente invaderanno il mercato con il loro prodotto Honeycomb, ma cosa dire a chi ha già speso centinaia di euro per un giocattolino di questo tipo?
Il trucco potrebbe essere proprio questo, invece. Perché avere un tablet oggi è proprio uno sfizio. Google vorrebbe costringere i produttori a utilizzare componenti potenti sì, ma anche meno costosi, per abbassare il prezzo finale e fare lo sgambetto all’iPad, secondo quanto fatto intendere da Cha.

Creatore e principale sviluppatore di Gmail, ideatore del prototipo iniziale di AdSense, nonché fondatore di Friendfeed, Paul Buchheit è di sicuro uno che la sa lunga sia su Google e i suoi affari interni, che sulle possibilità di successo che può avere un nuovo prodotto così strettamente legato alla rete come Chrome OS.
È per questo che il parere di Buchheit espresso tramite Twitter (e lo stesso Friendfeed) assume una certa importanza, soprattutto quando secondo il buon Paul:
Chrome OS sarà ucciso il prossimo anno (o si “unirà” ad Android)
Nessuna possibilità per il nuovo sistema operativo di coesistere quindi con quello già esistente, nonostante l’intenzione di Google di raggiungere differenti settori di mercato con Chrome OS e Android. Proprio quest’ultimo, già avviato con successo, diventerebbe quindi il sistema operativo principale costringendo Chrome OS alla resa entro la fine del 2011. Voi cosa ne pensate, andrà davvero come dice Buchheit? Rispondete nel sondaggio qui sotto (e nei commenti).
Piaccia o, meno i giochi costituiscono una grandissima attrattiva sul web: l’altra è il sesso (o, il casual dating). Angry Birds è un videogame concepito per l’utilizzo su dispositivi mobili: con 42 mln. di download tra Android, iOS e Symbian e circa 14 mln. di transazioni sui contenuti a pagamento è destinato a bissare il successo di FarmVille come applicazione Facebook.
Nel weekend si è tenuto addirittura un Angry Birds Day in giro per il mondo: la popolarità del videogioco di Rovio Mobile è indicativa dello “spostamento” degli utenti di internet sugli smartphone. È il fatto che tanti investano sul mobile a determinare il trend. La prospettiva si è invertita, perché Angry Birds arriverà su PC solo dopo il successo ottenuto sui cellulari.
Ad Angry Birds è bastato un anno d’attività per aprire una specie di banca e permettersi di criticare Google sulla frammentazione di Android. Considerando la diffusione del mercato mobile in Italia, l’abbattimento dei costi della connettività e degli smartphone unito alla popolarità di giochi come Angry Birds potrebbero favorire la lotta al digital divide nel Paese.
Via | ZDNet News
“Stai avendo un attacco cardiaco? Se accetti di ricevere un po’ di pubblicità in cambio, monitoriamo il battito del tuo cuore e avvisiamo noi il 118″. Questa potrebbe essere la presentazione di una applicazione per Android sviluppata in Olanda. Secondo i ricercatori che hanno lavorato al progetto l’app che hanno pensato potrebbe servire anche per individuare malattie neuromuscolari monitorando le condizioni neurologiche. Oppure interessare chi vuole controllare il suo cuore durante la corsetta del mattino.
La notizia è riportata dalla rivista di scienze NewScientist. Il cellulare ci monitora e ci avverte se il battito è fuori norma, allertato al contempo via wi-fi o 3G chi di dovere.
Tutto buono? Forse sì, ma ipotizziamo di essere vittime di un mal di testa lancinante. Accorgendosene, la nostra fida app potrebbe materializzare sullo schermo del nostro smartphone un bella pubblicità della nuova super aspririna che ti toglie le cefalee in cinque minuti. Perché non provarla? Ve lo immaginate un messagino del tipo: “Stai rischiano un calo di zuccheri, comprati la merendina xxx per evitare di svenire”? Ci sarà da fidarsi?
Il nostro cellulare è destinato a diventare un utile consigliere o un molestatore che ci bombarda di pubblicità? Ne avevamo già discusso parlando dei nuovi gadget in grado di raccogliere e fornire informazioni ai propri utilizzatori grazie a sensori “fisici” o “soft”. Il dubbio non è ancora svanito.
Il Mobile World Congress 2010 è terminato da poco e le novità introdotte dalle varie aziende sono state moltissime: tra questi vale la pena di porre l’accento su Google Googles, uno strumento sperimentale che prevede diverse funzionalità tra cui la ricerca per immagini.
Proprio l’Optical Character Recognition (OCR) è alla base dell’ultima risorsa di Mountain View: Google Translate è un tool completo, ormai divenuto il punto di riferimento per la traduzione in rete a vari livelli… e Google Goggles consente ora di sfruttarlo nella vita di tutti i giorni.
Puntando la fotocamera del proprio cellulare su un’immagine contenente del testo è possibile ottenerne la traduzione nella propria lingua (partendo dal presupposto che entrambe siano supportate da Translate): i possessori di cellulari Android possono scaricare un’applicazione dedicata dall’Android Market.

Il Nexus One non è ancora approdato al mercato europeo (in realtà è ancora in fase di pre-ordine anche per Stati Uniti e Canada) e già – oltre alle comparative con iPhone e ai giudizi più o, meno autorevoli su di esso – “fioccano” indiscrezioni su un prossimo device di Google: si tratterebbe del Nexus Two, ovvero di un telefono a metà tra il MID e lo smartphone concepito per i professionisti.
Non ci sono certezze al momento: ciò che sta “girando” per il web sono due immagini rubate (almeno, così sono state presentate) di quello che dovrebbe essere il Motorola Shadow — un successore del Motorola Droid, di cui si è parlato a più riprese su Ossblog.it, che dovrebbe entrare nel segmento di mercato del Blackberry. Vediamo perché i rumor hanno qualcosa di credibile.
Quanti avessero seguito la conferenza di presentazione di Google – che si è tenuta appena due settimane fa – sa bene che Motorola (non soltanto per il Droid, che pure è stato il primo device a installare in esclusiva Android 2.1) è tra i partner che Mountain View ha elencato per lo sviluppo di futuri device — il Nexus One è prodotto invece da HTC. Con una battuta gli sviluppatori di Android hanno scusato l’assenza del delegato di Motorola sostenendo che fosse in ritardo: che si riferissero a questo?
Foto | Engaged
Non c’è soltanto VEVO nel presente (e nel futuro) di YouTube: con la presentazione del Nexus One – avvenuta lo scorso 5 gennaio – anche il popolare servizio di video sharing ha acquisito nuove feature dedicate al device mobile di Google.
Le funzionalità di YouTube per Android 2.1 (che presumibilmente dovrebbero quindi essere disponibili anche per il Motorola Droid) sono state ribattezzate come seamless experience: il termine si riferisce alla continuità nella navigazione tra un video e l’altro.
Il Nexus One è compatibile coi codec video MPEG-4, H.263 e H.264 AVC — consentendo quindi una riproduzione di qualità DVD: grazie all’accelerometro integrato, lo schermo ruota automaticamente per adattarsi a una risoluzione di 16:9 e nonostante l’assenza del “multitouch” di Apple lo scrolling consente di recuperare un titolo in 3 semplici clic.
Anche Google – specie dal rilascio di Latitude – è molto attenta alla geolocalizzazione: in un primo momento era possibile soltanto impostare la propria posizione ed eventualmente visualizzare i contatti che si trovassero nelle vicinanze (e per il servizio specifico è ancora così), ma le funzionalità locali si stanno evolvendo rapidamente.
Quella che è stata presentata di recente è un’applicazione del concetto alla ricerca — che poi sarebbe la funzionalità principale di Google: grazie al rilascio del motore per i luoghi d’interesse basati sulla posizione geografica che è stato introdotto per il mercato mobile si potrà visualizzare una lista di location di pubblico interesse partendo da dove ci si trova.
In pratica – accedendo a Google da iPhone, Android e altri smartphone abilitati – un pulsante consentirà di rintracciare punti di ristoro, alberghi, banche e quant’altro sulla base delle informazioni geografiche inviate al server. Sfortunatamente il servizio è già attivo soltanto per gli Stati Uniti e la Cina, ma gli sviluppatori promettono una sua estensione ad altri Paesi quanto prima.
Gizmodo ha pubblicato la notizia proveniente da una fonte anonima secondo la quale il telefono Google sarebbe praticamente una certezza, dato che la gola profonda avrebbe visto il fantomatico Google Phone coi proprio occhi.
Dal punto di vista tecnico non si dovrebbe trattare di un semplice telefono con Android ma un dispositivo completamente nuovo, con hardware marchiato Google e una versione di Android finora mai vista da nessun’altra parte. Sempre secondo quanto trapelato, nel corso delle prossime settimane i telefoni Google verranno distribuiti al campus di Mountain View sotto forma di prototipi: un Google Voice integrato ad Android?
Dopo l’annuncio di Chrome OS da parte di Google in molti si sono chiesti come il nuovo sistema operativo destinato ai netbook possa coesistere in futuro con Android, l’altro software del colosso informatico apparentemente destinato a pestarsi i piedi a vicenda con Chrome OS.
Qualche indicazione sul futuro utilizzo di Android arriva da un articolo di Forbes, secondo il quale entro la fine del 2009 verranno offerti sul mercato tutta una serie di dispositivi in grado di controllare con interfaccia touchscreen gli oggetti nelle case, basandosi proprio sul sistema operativo Google.
La società fornitrice Touch Revolution ha fatto sapere che ad arrivare saranno tre tipologie diverse di dispositivi:
Sempre secondo il pezzo di Forbes, la scelta sarebbe ricaduta su Android perché già predisposto per il supporto touchscreen, la sua “apertura” e la facilità d’uso.
Via | Mashable.com
Google ha rilasciato Google Voice come applicazione disponibile per i dispositivi mobili. Da questo momento, infatti, i telefonini con Android e Blackberry potranno utilizzare il servizio di Google precedentemente conosciuto come GrandCentral.
Google Voice, ricordiamo, è l’applicazione di Google che vi permette di avere un unico numero telefonico dove essere raggiungibili e verso il quale instradare tutto il traffico telefonico proveniente da altri numeri.
Tramite l’applicazione rilasciata per Android e Blackberry, gli utenti che dispongono di un numero telefonico Google Voice potranno accedere a tutte le principali funzioni del servizio, come ascoltare e leggere messaggi vocali e di testo, accedere alle chiamate e inviare SMS. E’ previsto, nei prossimi mesi, il rilascio di una applicazione per iPhone.
Potete scaricare le applicazioni Google Voice collegandovi a questo link.
Via | Techcrunch.com