
Mi rendo conto che in questi giorni le notizie sul devastante terremoto di Haiti siano state tante (e dubito che si finisca qui), al punto che qualcuno – me compreso, s’intenda – potrebbe essere portato a reagire come ha fatto Taylor Momsen secondo i colleghi di Gossipblog.it. Peraltro mi chiedo perché si siano spenti i riflettori sul terremoto in Abruzzo e mi rispondo da solo, stizzito. Penso comunque che valga la pena di parlare nuovamente di Haiti, specie in riferimento alla mobilitazione di Facebook.
Diversamente da Google – che ha messo a disposizione i propri servizi per agevolare la ricerca dei dispersi e coadiuvare le operazioni di soccorso – quello di Facebook è un approccio più consono ai social network: è intervenuta direttamente Randi, la sorella di Mark Zuckerberg, con un articolo riassuntivo delle risorse disponibili — prevalentemente destinate alle donazioni. La tragica occasione ha convinto gli sviluppatori a creare una pagina che sarà sfruttata anche in futuro per le emergenze di questo tipo.
In pratica Facebook ha concentrato gli sforzi su due applicazioni, di cui una già concepita per scopi analoghi: mi riferisco alle Cause – creata esplicitamente per raccogliere fondi indirizzati a progetti no-profit – e ai Regali per gli amici, tradizionalmente più ludica — benché ora serva “anche” per trasferire somme di denaro alla precedente. A proposito d’intrattenimento, Playfish ha pensato di dare il proprio contributo con una campagna su MercyCorps che al raggiungimento di $100.000 in donazioni regalerà un gadget virtuale a tutti i videogiocatori.

Non c’è soltanto Twitter in prima linea per la raccolta fondi come aiuti umanitari alle popolazioni colpite dal tremendo sisma di Haiti: nelle ultime ore il numero di social network che si sono accodati all’esempio di Biz Stone è cresciuto enormemente — al punto che persino Google è intervenuta attraverso vari interventi di supporto sui propri servizi.
Tumblr non è stato da meno e ha creato una pagina ad hoc per sensibilizzare i propri utenti alla donazione: oltre alla “classica” lista di organizzazioni no-profit impegnate nella raccolta degli aiuti, lo staff consiglia di seguire il tumblog di Medici Senza Frontiere (che contiene utili aggiornamenti sullo sviluppo degli interventi sanitari).
A corredo dell’iniziativa Tumblr propone di mostrare il proprio supporto – ovviamente dopo aver effettuato almeno una donazione simbolica – attraverso l’utilizzo di un ribbon da applicare al proprio avatar in un semplice clic: il fiocco reca ovviamente i colori della bandiera haitiana.
Non so come siate venuti a conoscenza del tragico terremoto che ha investito Haiti: personalmente – avendo un pessimo rapporto con la televisione e lavorando di notte – ho ricevuto le prime notizie proprio attraverso Twitter, esattamente com’è avvenuto per la sommossa popolare durante lo spoglio dei voti per le ultime elezioni presidenziali iraniane.
Se da un lato è possibile avere accesso alle immagini e ai video del disastro attraverso i servizi di Google, dall’altro – fermo restando la positività di un’informazione accurata – c’è chi ha deciso di andare oltre quel disgustoso “feticismo” del dolore sovente proposto dai medium tradizionali. E non poteva trattarsi d’altro che del web.
Consapevole dell’importante ruolo sociale assunto rapidamente da Twitter, è lo stesso Biz Stone a richiamare tutti alla coscienza civile: l’ha fatto con un intervento sul blog ufficiale — segnalando le principali risorse (su Twitter e non) online per provvedere a donazioni destinate all’aiuto e alla ricostruzione della popolazione di Haiti. È cosa buona e giusta.
Foto | AdnKronos