Fare due ricerche su Google genera la stessa energia necessaria a bollire una tazza di tè. E’ la conclusione a cui sono arrivati alcuni ricercatori di Harvard. Secondo il fisico Alex Wissner-Gross, ogni volta che le persone effettuano una ricerca sul più grande motore di ricerca, contribuiscono all’inquinamento mondiale. In che modo?
Google gestisce enormi data-center in tutto il mondo che consumano tanta energia, ed una singola ricerca genera 7 g di Co2. Moltiplicate questo numero per tutte le ricerche effettuate al mondo ed avrete dati preoccupanti. Ma, ovviamente, non è un discorso che vale solo per Google.
L’inquinamento generato dai computer e da Internet sta generando un po’ ovunque preocucpazione. Secondo un recente rapporto di Gartner, l’industria dell’IT genera lo stesso livello di gas a effetto serrra delle compagnie aeree, il che equivale al 2% di tutte le emissioni mondiali di Co2.
Continua a leggere: L'impatto ambientale dei motori di ricerca
Se la situazione attuale non cambierà, i data center con ogni probabilità nel 2020 sorpasseranno l’industria aeronautica in una non bella classifica: quella dei principali produttori di gas serra. Lo rivela uno studio di McKinsey & Co ripreso anche dal New York Times.
Lo studio si sofferma maggiormente sulle opportunità di risparmio dei costi e di energia che oggi vengono completamente sprecate nei data center aziendali e governativi. Per esempio, i server sono utilizzati in media solalmente al 6 per cento della loro capacità e al 56 per cento della loro performance massima.
Se allo stesso modo - sottolineano i ricercatori - si comportassero ad esempio gli alberghi, questi chiuderebbero per bancarotta pochissimo tempo dopo la loro apertura. Addirittura, la moda di sfruttare poco i data center sarebbe una moda molto moderna.
Continua a leggere: Nel 2020 i data-center inquineranno più delle compagnie aeree

Ricorderete Ecocho, il motore di ricerca ecologico lanciato pochi giorni fa e passato anche su queste pagine. La sua caratteristica principale era quella di incentivare le ricerche su Yahoo! e Google, promettendo di aiutare la causa ambientale piantando alberi ogni 1000 ricerche effettuate.
Non a caso la parola era è in corsivo, perché Google ha deciso di tagliare il supporto AdSense a Ecocho, che in un post sul proprio blog spiega l’accaduto invitando gli utenti a farsi sentire nei confronti di Google scrivendo all’indirizzo adsense-support AT google.com.
Il colosso informatico dal canto suo ha motivato la decisione sostenendo che Ecocho violava i termini d’uso del servizio AdSense, offrendo incentivi ai propri utenti per le ricerche effettuate su esso: non importa nemmeno come nel caso specifico che si tratti di incentivi indiretti o destinati a scopi nobili. Si ringrazia un nostro utente anonimo per la segnalazione.
Forse l’avrete già letto su Ecoblog.it, il nostro blog dedicato all’ambiente e all’ecologia. Un gruppo di programmatori sta realizzando una suite di script in Ajax di facile utilizzo e pronti per essere integrati all’interno di un sito. Il progetto si chiama “Gaia Ajax Widgets”, il codice è open-source ed è progettato per funzionare su Asp.Net, prendendo pieno controllo del ciclo di rendering della pagina.
Attraverso questi widget si possono creare calendari, slideshow fotografici e altri interessanti tool. La notizia curiosa (ma anche molto bella) è che la licenza commerciale del codice è scaricabile e utilizzabile gratuitamente (a fronte di una spesa di quasi 300 euro) da tutti coloro che stanno progettando un sito ambientalista o che tratti i problemi del nostro pianeta. Non per niente il progetto si chiama Gaia. Una bella iniziativa, no?
Via | Ecoblog.it

Neroogle è un nuovo motore di ricerca in linea con l’ambiente. I risultati delle ricerche sono identiche a quelle effettuate su Google, solo che verranno visualizzati su uno sfondo nero con dei caratteri grigio chiaro. La missione di Neroogle è di assoluta importanza, quella di far risparmiare migliaia di watt a beneficio dell’ambiente, infatti si stima che le ricerche su Google siano più di 200 milioni al giorno, con un consumo medio per visualizzazione di 74 watt.
Con i colori scelti da Neroogle invece il consumo si abbassa a 59 watt con un risparmio di 15 watt, questo si tradurrebbe in un risparmio globale di 8.3 Megawatt/ora al giorno, o circa 3000 Megawatt/ora l’anno, davvero un bella quantità di energia, per un così piccolo sforzo.
Io ho deciso di dare il mio piccolo contributo mettendolo come pagina iniziale, sperando che tutti gli amanti della natura e dell’ecologia facciano altrettanto.