
Windows 7 è in fase di rilascio, ed in 22 ottobre è sempre più vicino. Per installare il proprio sistema operativo saranno disponibili due modalità: l’installazione pulita da CD (e quindi dover reinstallare tutti i programmi e copiare tutti i propri dati su disco), oppure aggiornare il sistema mantenendo programmi e file intatti.
Ad una prima analisi questa seconda modalità dovrebbe essere più veloce e semplice. Ma in molti casi non è così. Alcuni test hanno dimostrato che questa operazione potrebbe richiedere addirittura 20 ore per aggiornare un sistema da Windows Vista SP1 a Windows 7. Bisogna anche dire che alcuni di questi risultati hanno dato come valore 27 minuti in tutto.
Ovviamente le prestazioni dipendono dal numero di dati ed applicazioni presenti sul computer. I risultati migliori sono stati ottenuti con 20 programmi installati e circa 70 Gb di dati memorizzati. Mentre con 650 Gb di dati e 40 programmi installati, potrebbe volerci molto di più.
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Quale è la minaccia più grande per gli attuali sistemi operativi, ovvero Windows Vista, Mac OS X, Linux e il prossimo Windows 7? E’ Windows Xp, che nonostante la veneranda età, conserva ancora la base più ampia di utenti in tutto il mondo. Almeno per poco ancora.
Infatti nuove statistiche sembrano mostrare un calo di Windows Xp dell’1.1% ad agosto, con un aumento di Windows Vista (0.9%) e Windows 7 (o.3%). Windows Xp, però, mantiene sempre il primato tra i sistemi operativi con il 71.8% del totale, davanti a Windows Vista con il 18.8%.
La posizione dominante di Windows Xp rappresenta un problema serio per Microsoft, che sta spingendo molto affinchè le imprese che stanno ancora utilizzando Windows Xp passino a Vista o a Windows 7 dopo ottobre. Inoltre chi rimane a Xp decide anche di non acquistare un nuovo PC, con le conseguenze che tutti possiamo immaginare. Certo è che Windows 7 avrà delle difficoltà ad imporsi sul mercato, come è successo al suo predecessore Vista.
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