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Tutti gli articoli con tag aggiornamenti di stato

Come – e perché – evitare che Twitter traduca gli indirizzi digitati

pubblicato da Federico Moretti

TwitterTwitter ha adottato da tempo il redirect degli indirizzi attraverso il dominio t.co: è una soluzione di sicurezza per evitare il phishing sul portale. Però, purtroppo la piattaforma di microblogging non distingue tra la digitazione dei domini e gli indirizzi veri e propri. Insomma, converte qualunque termine con un’estensione nota.

Ad esempio, scrivendo WordPress.com – il nome della piattaforma di Automattic – su Twitter si ottiene l’equivalente dell’indirizzo http://wordpress.com/, tradotto nel dominio t.co. È un problema, se si sta parlando di WordPress.com, perché i contatti visualizzeranno soltanto un indirizzo: non è possibile risalire al nome originario.

Per evitarlo è sufficiente sostituire al punto fermo il simbolo ASCII: digitando WordPress.com, Twitter restituirà WordPress.com - senza tradurre il nome in un indirizzo. L’escamotage funziona sia sull’interfaccia web, sia nelle applicazioni. Richiede qualche istante in più per scrivere gli aggiornamenti, ma è davvero efficace.

Via | Digital Inspiration

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Twitter verifica Wendi Deng, la moglie di Rupert Murdoch: è un falso

pubblicato da Federico Moretti

Twitter Verified Account

La credibilità degli account verificati di Twitter è stata messa alla prova da uno sconosciuto, che si è registrato come Wendi Deng: è la moglie di Rupert Murdoch. Se il profilo dell’imprenditore è reale – alla faccia del biografo Michael Wolff – quello della consorte è stato solo un efficace tentativo di screditare la piattaforma.

Senza alcuna comunicazione da parte di Twitter, come ha ammesso lo stesso anonimo proprietario del profilo, l’account ha ricevuto subito il logo che ne avrebbe identificato l’autenticità. Tuttavia, @Wendi_Deng non è affatto la moglie di Murdoch: qualcuno ha pensato fosse un giornalista del The Guardian, ipotesi smentita via Twitter.

Il rapporto con la popolare testata britannica è stato ipotizzato in ragione del fatto che il The Guardian ha pubblicato la notizia del fake, ancora prima che News Corp. ne prendesse le distanze e l’utente si rivelasse. Chiunque sia costui, l’aspetto più importante della vicenda è nella scarsa affidabilità degli account verificati.

Via | The Guardian

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Pulire la bacheca di Facebook per aggiornare il profilo con Timeline

pubblicato da Federico Moretti

Facebook TimelineTimeline, il nuovo profilo di Facebook, è disponibile per tutti da qualche settimana. Se ancora non avete effettuato l’aggiornamento, aspettate: potrebbe essere utile pulire prima la bacheca dagli aggiornamenti di stato. Oltre alle rinnovate impostazioni sulla privacy, Timeline recupera i contenuti che risalgono ad anni precedenti.

L’aggiornamento non impedisce di cancellare i messaggi e gli stati scritti in passato, ma non esiste un modo di farlo in automatico. Rimuoverli uno a uno richiederebbe delle settimane, soprattutto se siete iscritti a Facebook da molto tempo: potreste convincervi a cancellare il profilo dalla disperazione. Parola di chi l’ha provato.

Anziché optare per una soluzione così drastica potreste considerare l’ipotesi di sfruttare delle risorse gratuite per pulire la bacheca prima di buttarvi a capofitto su Timeline. Questi metodi non cancellano le immagini, non rimuovono gli eventi o le iscrizioni ai gruppi: si limitano a eliminare i messaggi di stato propri e altrui.

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Rupert Murdoch, il magnate della comunicazione, è iscritto a Twitter

pubblicato da Federico Moretti

Rupert Murdoch — TwitterRupert Murdoch - il Chief Executive Officer (CEO) di News Corp. - è un utente di Twitter. L’imprenditore ottantenne ha deciso d’iscriversi alla famosa piattaforma di microblogging soltanto sabato, con la vigilia del Capodanno. È un segnale molto importante per l’inizio del 2012: non tanto per l’uomo, quanto per ciò che rappresenta.

Murdoch guida una multinazionale al secondo posto tra i broadcaster più importanti, appena dietro alla BBC. Nel corso degli anni, Murdoch ha accompagnato il passaggio dell’informazione dalla carta stampata alla televisione e da quest’ultima al web. L’iscrizione a Twitter, all’età di ottant’anni, è un ennesimo sintomo di cambiamento.

Forse, è un segnale addirittura “troppo” importante. Perché – nonostante il logo che lo definisce come un account verificato – il profilo su Twitter di Murdoch potrebbe essere un fake. Lo sostiene Michael Wolff, corrispondente di Vanity Fair da New York e biografo dell’imprenditore australiano. Non esistono dichiarazioni ufficiali.

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Facebook e il passo indietro sul News Feed, una delle nuove funzioni

pubblicato da Federico Moretti

FacebookIl News Feed ha sempre costituito una parte dell’interfaccia di Facebook. Tra i vari aggiornamenti del social network, però, era stato realizzato un nuovo News Feed che non conteneva le notizie in ordine d’apparizione. Gli aggiornamenti più recenti sono stati spostati sul Ticker, un riquadro laterale posizionato nella parte destra.

Nelle ultime ore gli sviluppatori di Facebook hanno deciso di ripristinare il News Feed precedente. Anziché evidenziare soltanto le notizie più importanti, il News Feed torna a contenere pure quelle più recenti. Un passo indietro che dimostra tutto il disorientamento del social network. Timeline, il nuovo profilo, tarda ad arrivare.

La momentanea défaillance di Facebook non provocherà delle cancellazioni, né migrazioni di massa degli utenti a Google+ o altre piattaforme. Tuttavia, il ripristino di News Feed rende inutile la presenza del Ticker. Entrambi compaiono sulla pagina principale del social network e mostrano gli stessi contenuti. Non ha un significato.

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Mozilla ci riprova con Firefox Share, il “sostituto” del pulsante F1

pubblicato da Federico Moretti

Firefox ShareMozilla ha accantonato il pulsante F1, del quale parlammo circa un anno fa, in favore di una soluzione ancora più rapida ed efficace. Firefox Share è un’estensione per condividere le pagine visitate sui social network: a differenza del pulsante F1 la condivisione avviene direttamente dalla barra degli indirizzi dall’icona dedicata.

Molte delle funzionalità previste da Firefox Share sono state escluse dal rilascio pubblico (perché l’estensione è ancora in rodaggio). Al momento, si possono condividere i collegamenti soltanto su Facebook, GMail o Twitter. A differenza del pulsante F1, Firefox Share è una soluzione client–side: Mozilla non conserva le credenziali.

Rispetto al tentativo precedente, Firefox Share è disegnato per rispettare il layout del browser sulla piattaforma utilizzata. L’estensione ha aspetti differenti su Windows, Mac OS X e Linux per integrarsi col desktop. Mozilla ha rilasciato Firefox Share con una licenza open source per aggiungere altri provider a quelli supportati.

Via | Mozilla

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Facebook permette di ricevere gli aggiornamenti dal box dei commenti

pubblicato da Federico Moretti

FacebookSeguire un utente su Facebook è più facile: il social network ha inserito la funzione nel box dei commenti agli aggiornamenti di stato. Le sottoscrizioni possono essere abilitate e gestite dalle impostazioni del profilo eventualmente impedendo ai “seguaci” di commentare gli status update pubblici (quelli privati non sono mostrati).

La nuova funzione è particolarmente utile quando il box dei commenti di Facebook appare su portali esterni al social network. Infatti, utilizzando i social plugin chiunque gestisca un sito web può attivare i commenti dei lettori all’esterno di Facebook. Il numero dei “seguaci” è mostrato al fianco del pulsante per la sottoscrizione.

Iscriversi ai nuovi commenti a una discussione non equivale, però, a seguire gli aggiornamenti di stato degli utenti. Il box degli interventi su Facebook permetteva già di ricevere i commenti d’una discussione cui si era o meno partecipato: il nuovo collegamento si riferisce agli aggiornamenti del profilo, non a quelli d’un thread.

Via | ZDNet

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Facebook aggiunge le liste automatiche per condivisioni più “mirate”

pubblicato da Federico Moretti

Smart List - Facebook

Facebook ha deciso di seguire l’esempio delle “cerchie” di Google+ introducendo le Smart List, ovvero delle liste generate automaticamente per condividere i contenuti con dei gruppi selettivi d’amici. La nuova funzionalità dovrebbe raggiungere tutti gli utenti entro la fine della settimana, successivamente sulle applicazioni mobili.

A essere del tutto sinceri, l’idea di suddividere i contatti in liste è venuta proprio a Facebook, prima di Google. Le Smart List somigliano alle “cerchie” di Google+ perché suddividono gli amici in categorie: lavoro, scuola, famiglia, città di provenienza. Criteri che, insieme ad altri, potevano già essere utilizzati per le liste.

Il vantaggio delle Smart List è nella creazione automatica degli elenchi: esattamente come le liste precedenti, possono essere modificate per affinare la selezione effettuata da Facebook. La novità non introduce modifiche alle impostazioni di privacy: una differenza è nell’arricchimento dei suggerimenti per le richieste d’amicizia.

Via | Facebook

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Google+ inserisce gli aggiornamenti pubblici nella ricerca di Google

pubblicato da Federico Moretti

Progetto Google+Google continua il percorso d’integrazione del proprio social network a livello di ricerca: gli aggiornamenti di stato contrassegnati come pubblici su Google+ sono stati aggiunti tra i risultati. Avevamo già accennato a questa possibilità sul contratto in scadenza con Twitter nella ricerca in tempo reale. La sostituzione è avvenuta.

In particolare, quando si condividono pubblicamente dei collegamenti il profilo di Google+ è associato alla raccomandazione del pulsante +1 nei risultati della ricerca. Qualcosa di simile avviene anche per i contatti inseriti nelle proprie cerchie (se l’aggiornamento di stato non è pubblico). Meglio controllare quanto si condivide.

Non sembra esserci un metodo per escludere gli aggiornamenti pubblici dalla ricerca di Google. L’unica soluzione è condividere i contenuti esclusivamente con le cerchie di Google+, affinché nulla possa approdare al motore: non s’esclude un prossimo aggiornamento della privacy, per configurare la propria presenza tra i suggerimenti.

Via | Digital Trends

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Twitter non vuole altre applicazioni di terzi per la sua piattaforma

pubblicato da Federico Moretti

Twitter

Twitter non apprezza lo sviluppo d’applicazioni di terze parti per l’utilizzo della propria piattaforma: è un netto cambio di rotta rispetto alla caratteristica che l’ha reso popolare. A sostenerlo, con un giro di parole, è stato Ryan Sarver in una conversazione sul gruppo dedicato agli sviluppatori. La situazione è molto complessa.

La giustificazione ufficiale parla di continue violazioni ai termini di servizio che obbligano Twitter a rigettare l’ammissione di numerose applicazioni. Si sospettano però delle motivazioni meno virtuose: garantire il business del microblogging significa anche inibire l’uso delle applicazioni estranee a rapporti di collaborazione.

Non a caso Sarver cita tra gli esempi da seguire quelle applicazioni istituzionali come HootSuite, Seesmic, ecc. rinomate per visualizzare gli aggiornamenti sponsorizzati. Ormai, Twitter propone delle applicazioni ufficiali per l’accesso dai dispositivi mobili e l’interfaccia web è ritenuta più che sufficiente per l’uso quotidiano.

Via | CNET News

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MySpace si può sincronizzare con Facebook e Twitter

pubblicato da Federico Moretti

MySpace Sync

Le novità di MySpace non sono ancora finite. Dopo l’aggiornamento dei profili, che ha introdotto il rinnovamento dello stream per gli aggiornamenti di stato, MySpace ha aggiunto la possibilità di sincronizzare il profilo con Facebook e Twitter. La funzione è stata presentata nella notte con un intervento sul blog di Jennifer Ruffner (responsabile del prodotto).

La possibilità di sincronizzare gli status update con Twitter non è proprio una novità. Anche prima del restyling era già possibile fare altrettanto: si tratta piuttosto di una modalità in linea coi nuovi requisiti di Twitter. Quest’ultimo, infatti, si appresta a rimuovere la connessione HTTP in chiaro per sfruttare esclusivamente OAuth e i suoi parametri di sicurezza.

Se la sincronizzazione con Twitter è speculare, ossia permette l’aggiornamento di MySpace da Twitter e viceversa, quella con Facebook non è ancora completa. Per il momento si può aggiornare lo stato di Facebook da MySpace, ma non è possibile il contrario: presto il gap sarà comunque risolto. La nuova funzione ha una guida rapida predisposta da MySpace.

Via | MySpace

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Axl Rose, il tour dei Guns N' Roses e il caso su Twitter

pubblicato da Federico Moretti

Axl Rose Twitter

Il Ferragosto ormai alle spalle ha messo a dura prova le coronarie dei fan europei di Axl Rose e dei Guns N’ Roses. Molti hanno rischiato l’infarto quando un messaggio su Twitter ha annunciato la cancellazione di tutte le date future della band. L’aggiornamento ha avuto un’eco straordinaria (+100 retweet in un giorno), ma era un fake orchestrato alla perfezione.

Del caso si sono occupati anche i colleghi di Soundsblog.it che, contattati dall’establishment dei Guns N’ Roses, hanno tranquillizzato i fan circa l’effettiva programmazione dei concerti. Tutto risolto, quindi? Sembrerebbe di no, perché il tweet non è stato rimosso e non compaiono ulteriori aggiornamenti. Eppure quello di Axl Rose è un account verificato.

A prescindere dallo specifico “hacking” del profilo di Axl Rose, bisogna domandarsi quanto siano davvero sicuri gli account verificati su Twitter. Qualcosa di simile è successo recentemente anche a Justin Bieber. Considerando la popolarità della piattaforma e l’enorme diffusione degli status update è bene che Twitter s’impegni per risolvere tutte le falle.

Via | The Register

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