
Associated Press (AP) è un’importante agenzia di stampa statunitense. Ha un ufficio italiano e sedi in tutto il mondo. Mike Oreskes, amministratore editoriale di AP, ha pubblicato una nota su crediti e attribuzioni per il network di Associated Press: la novità è che i blogger saranno considerati come fonti autorevoli per le agenzie al pari degli uffici stampa tradizionali.
È noto che Mike Oreskes sia molto impegnato nel dibattito sul futuro del giornalismo. Nel 2008 ha lasciato il New York Times di International Herald Tribune (IHT) per approdare ad Associated Press ed è intervenuto a più riprese sull’evoluzione delle notizie nell’era di internet. Altre case editrici hanno cominciato ad assumere blogger, ma quella di AP è una svolta.
Il «giornalismo appassionato» o, citizen journalism ha raggiunto dimensioni tali da non essere più ignorabile. Associated Press l’ha intuito ed è probabile che molto presto altre agenzie seguiranno il suo esempio. Una notizia importante per i blogger, specie ora che i blog erano dati per “spacciati” col successo di Twitter e affini. I medium tradizionali non bastano più.
Via | TheNextWeb
È polemica nella blogosfera, soprattutto quella americana, per la decisione dell’Associated Press (Ap), una delle più importanti agenzie di stampa del mondo, di stilare delle linee guida per l’utilizzo dei suoi articoli all’interno di siti e blog. La decisione, unica nel suo genere, vuole stabilire per la prima volta e in maniera chiara quanta parte di articoli è possibile riprodurre liberamente e gratuitamente senza andare a infrangere i copyright.
La Ap, un po’ come l’Ansa in Italia, è una cooperativa di circa 1.500 aziende editoriali di tutto il mondo (tra queste c’è anche il New York Times, solo per fare un esempio) e fornisce ai propri abbonati (l’abbonamento costa migliaia di dollari l’anno) notizie in tempo reale su quello che accade in tutto il mondo. Perché giornalisti e aziende editoriali devono pagare così tanto, e i blogger invece possono pubblicare liberamente tutto ciò che vogliono? Questo, un po’, il ragionamento dei vertici dell’agenzia.
“Tagliare e incollare lunghe porzioni di testo scritte dai nostri giornalisti non è quello che vogliamo vedere - spiega un responsabile dell’Ap - e a chi ci dice che questa è lo spirito di internet, noi rispondiamo che lo spirito di internet in realtà è linkare ai contenuti originali, in modo che le persone possano leggere i contenuti laddove sono stati scritti”.