
In questi giorni di corsa alle ultime notizie sulla vendita di Twitter, e di aperture possibili alla sua monetizzazione, sappiate che da tempo esiste un modo per guadagnare di persona attraverso i propri Tweet.
Un modo perfettamente legale e scevro da ogni meccanismo di marketing piramidale, o da eccesso di fatica. Innanzitutto, bisogna essere iscritti a HootSuite, che altro non è che uno dei più completi client di Twitter basati su interfaccia web. Fra l’altro, permette di programmare i propri tweet nel tempo e di gestire più account, e uno stesso account da parte di più amministratori. Non male.
Quello che è ancora più interessante è che HootSuite permette di sfruttare un suo sistema interno, per abbreviare gli url: ow.ly. Si può usare un comodo bookmarklet, allo scopo. Tutti i link che produrrete con questo sistema saranno dotati di proprie statistiche e della possibilità di essere associati a un piccolo banner Adsense, collegato al vostro conto. Non male per un servizio che ancora non monetizza per sé.
Continua a leggere: Collocare Adsense nei nostri link Twitter

Dio solo sa come Twitter riuscirà a monetizzare, prima o poi, i suoi milioni di utenti, di cui ormai buona parte sono brand curator o sedicenti consulenti d’immagine varia. Tutta gente che, almeno a quanto twitta, riesce a mangiare su Twitter, senza che ancora Twitter possa dire di farlo su di essa. Ci sono addirittura dei servizi, come Hootsuite, che applicano ai link via twitter un frame in cui ospitano Adsense, condivisa fra chi eroga il servizio e dall’utente che linka. Tutto alle spalle di Twitter.
Improvvisamente, Microsoft sembra avere una piccola soluzione concreta, o almeno non utopica, come molte di quelle cui hanno pensato noti guru del social web sembrano. Si tratta di ExecTweets, ed è un aggretatore di tweet inviati da professionisti e manager accuratamente selezionati. Twitter riceverà un compenso non reso noto pubblicamente perché l’aggretatore possa ospitare il suo logo, ed essere quindi ufficilamente riconosciuto.
In un secondo momento, Twitter ospiterà anche sulle sue pagine banner o piccoli annunci testuali (come quello che, ora, rimanda alla funzione di ricerca) che promuovano ExecTweets. Ancora una volta, Twitter riceve idee su come innovarsi e su come funzionare dai suoi stessi utenti.
via Mediamemo
Continua a leggere: Da Microsoft una possibilità di guadagno per Twitter

Nel momento in cui scriviamo Wikipedia ha quasi raggiunto la cifra di sei milioni di dollari provenienti dalle donazioni degli utenti. Per la precisione si tratta di 5,800,151 di dollari.
Si tratta di una cifra enorme e per di più proveniente dalle sole donazioni libere. Perchè la Wikimedia Foundation, ovvero la societàche gestisce Wikipedia, non desidera posizionare annunci sull’enciclopedia?
Si tratta di una domanda lecita, perchè, posizionando degli annunci, e considerando il numero di visite che Wikipedia riceve ogni mese, si potrebbero guadagnare tanti soldi.
Continua a leggere: Wikipedia ha raggiunto i 6 milioni di dollari dalle donazioni
Sembra che il progetto di integrazione dei dati di Google Adsense all’interno di Analytics sia quasi arrivato al termine. Infatti alcuni screenshot sono stati pubblicati innavertitamente su TheGoogleCache e subito rimossi, ma le copie memorizzate sui feedreader dei lettori hanno permesso di risalire a cosa bolle in pentola. E’ da molto tempo che se ne parla ma per la prima volta appaiono delle schermate dei risultati che sarà possibile ottenere dall’analisi dei dati.
In particolare le schermate mostrano che sarà possibile analizzare quali spazi pubblicitari ottengano più click, ottenendo quindi informazioni sull’interazione degli utenti con le pubblicità nel corso del tempo e sui conseguenti ricavi, anche a livello di singola pagina.
Continua a leggere: AdSense pronto per l'integrazione in Analytics?

Dopo la sfida a Second Life con Lively, Google ha aperto a tutti il nuovo servizio Knol, raccolta di articoli di stampo enciclopedico destinata a sfidare l’attuale dominio incontrastato di Wikipedia.
Fino a ieri in fase di test, Knol è composto da un insieme di pezzi scritti da mani autorevoli: è possibile per esempio trovare un articolo sull’epatite A a cura di una professoressa dell’Università di San Francisco o consigli su come prepararsi a un’escursione da un esperto in materia.
Non si tratta quindi di un approccio fondamentalmente libero come quello di Wikipedia ma di contenuti basati sul concetto di “autorevolezza”, dove la community può comunque offrire il suo contributo all’autore, suggerendogli migliorie e modifiche che quest’ultimo accetterà o meno d’introdurre nel proprio articolo.
Agli autori di Knol è offerta anche la possibilità di includere nelle pagine annunci AdSense collegati al proprio account, i quali una volta cliccati incrementeranno i guadagni di chi scrive.
Via | Official Google Blog
Continua a leggere: Google lancia la sfida a Wikipedia con Knol
Attraverso un’e-mail inviata a tutti gli account AdSense, Google ha annunciato che dall’ultima settimana di agosto verrà tagliato il programma Referrals, utilizzato per ospitare nel proprio sito un collegamento con il quale portare nuovi clienti (referrers) all’azienda inserzionista: il più celebre visto sulla rete è sicuramente quello dedicato a Firefox.
Il consiglio di Google è quello di togliere dal proprio sito il codice AdSense Referrals entro la fine di agosto per continuare comunque a godere dei profitti, mentre a chi non dovesse avere questo tipo di annuncio pubblicitario il suggerimento è quello di non inserirlo proprio in vista del taglio.
Continua a leggere: Google taglia AdSense Referrals da fine agosto
Il team di Google AdSense ha introdotto una interessante novità per tutti i publisher che possiedono un account AdSense. Si tratta di una funzionalità aggiuntiva di AdSense per la ricerca, la casella di ricerca da inserire nel vostro sito o blog che ti permette di guadagnare con le ricerche fatte dai tuoi lettori direttamente dalle tue pagine.
CSE, Custum Search Engine, questo il suo nome, permette di selezionare i siti all’interno dei quali verrà effettuata la ricerca, in modo da offrire risultati di ricerca mirati, in gradi di soddisfare le più svariate esigenze.
Inoltre i risultati offerti saranno corredati da annunci mirati che consentono un ulteriore guadagno al publisher.
Se vogliamo era in un certo qual modo prevedibile: Google inserirà anche tra i feed di FeedBurner il servizio pubblicitario AdSense. Dopo l’acquisto della piattaforma da parte del colosso informatico, si tratta della prima vera mossa d’integrazione coi servizi di Google: per l’occasione il blog di FeedBurner è stato aggiornato con le seguenti parole.
FeedBurner inizierà a sembrare più come un servizio Google, e completeremo un’integrazione più profonda dentro gli altri servizi Google come AdSense.
Dopo i numerosi passi mossi da Google nei mesi scorsi nel campo della pubblicità via Internet e oltre, una nuova frontiera degli annunci web si aprirà con i feed: restiamo in attesa di sapere quando tutto ciò sarà possibile.
Via | Mashable.com
Continua a leggere: Google inserisce AdSense anche in FeedBurner

Google AdSense, tramite il suo blog ufficiale in italiano, ha annunciato che la funzione “Centro Verifica Annunci” è disponibile per tutti i publisher, che ora potranno avere più controllo e trasparenza degli annunci pubblicati sulle proprie pagine.
Centro Verifica Annunci è lo strumento di AdSense che permette di vedere quali sono gli annunci che “appartengono al proprio giro”, che a turno si visualizzano nelle proprie pagine. Centro Verifica Annunci permette di inibire gli annunci che non ci sono graditi o per gusto o perché non ci sembrano attinenti al contenuto delle nostre pagine e quindi si riveleranno infruttuosi.
Per attivare il Centro Controllo Annunci nel proprio account AdSense bisogna andare nella scheda Impostazioni AdSense ed aprire la pagina Filtro degli annunci della concorrenza, dove bisognerà cliccare sul link “Centro Verifica Annunci” nella casella verde di notifica in alto nella pagina, si inizierà la procedura di accettazione dell’uso dello strumento.
Via | Google Adsense Blog
Continua a leggere: AdSense, Centro Verifica Annunci per tutti

Ricorderete Ecocho, il motore di ricerca ecologico lanciato pochi giorni fa e passato anche su queste pagine. La sua caratteristica principale era quella di incentivare le ricerche su Yahoo! e Google, promettendo di aiutare la causa ambientale piantando alberi ogni 1000 ricerche effettuate.
Non a caso la parola era è in corsivo, perché Google ha deciso di tagliare il supporto AdSense a Ecocho, che in un post sul proprio blog spiega l’accaduto invitando gli utenti a farsi sentire nei confronti di Google scrivendo all’indirizzo adsense-support AT google.com.
Il colosso informatico dal canto suo ha motivato la decisione sostenendo che Ecocho violava i termini d’uso del servizio AdSense, offrendo incentivi ai propri utenti per le ricerche effettuate su esso: non importa nemmeno come nel caso specifico che si tratti di incentivi indiretti o destinati a scopi nobili. Si ringrazia un nostro utente anonimo per la segnalazione.
Continua a leggere: Google taglia il supporto AdSense ad Ecocho
Yahoo! non sta a guardare e nonostante le pressioni esercitate da Microsoft nei suoi confronti durante gli ultimi giorni, risponde nuovamente e rilancia: prima ha respinto l’offerta al ribasso di Microsoft chiedendo palesemente che l’azienda venga valutata ad un prezzo perlomeno onesto, adesso passa al contrattacco, dimostrando di non essere una realtà statica in attesa della scossa che un’acquisizione da parte del colosso di Redomnd, e lo fa in grande stile, annunciando una partership di prova con Google nel settore dell’advertising.
Nel dettaglio questo accordo prevede che per ogni ricerca effettuata su Yahoo!, appariranno degli AdSense (collegamenti sponsorizzati) come in Google; accadrà solo per la versione statunitense e non per le altre localizzazioni del portale, inoltre, una nota stampa, Yahoo precisa che la comparsa degli AdSense sarà limitata al 3% delle ricerche effettuate sul search engine. L’intenzione di Yahoo! è quella di esplorare nuove vie per rimpinguare il bilancio, trovare altre soluzioni per massimizzare le entrate ed evitare così di finire alla mercé di altre realtà un tempo pariforze come Microsoft.
La risposta di Microsoft non si è fatta attendere: secondo un comunicato, l’unione dei 2 rivali metterebbe nelle mani di Google il 90% del “search advertising market”, il che renderebbe il relativo mercato quasi un monopolio, con tutte le conseguenze economiche facilmente immaginabili. Se questo accordo diventasse definitivo (ammesso che passi le leggi sull’antitrust) Microsoft non potrebbe più tentare l’acquisizione.
Via | NYTimes.com
Dopo l’ok dell’Unione Europea all’acquisizione di DoubleClick ed il perfezionamento dell’operazione, il passo successivo di Google non si è fatto attendere, incarnandosi nel neonato Ad Manager.
Il nuovo servizio, già testato nelle scorse settimane da alcuni siti, renderà ancora più facile e redditizia la gestione della pubblicità sulle pagine web, inglobando in sé le funzionalità di AdSense. Attraverso Ad Manager sarà infatti possibile ottenere un’unica interfaccia di gestione degli annunci pubblicitari, inclusi quelli appartenenti a società esterne a Google.
I vantaggi per il colosso informatico saranno sicuramente almeno due: se da un lato Ad Manager offrirà la possibilità di definire un qualsivoglia circuito di banner predefinito, quello di partenza sarà ovviamente AdSense, mossa che permetterà a Google di riuscire a penetrare ancor più nel mercato della pubblicità via web.
In secondo luogo, avere tutti i dati immagazzinati sui propri server garantirà alla Grande G un modo per effettuare statistiche più accurate, attraverso le quali offrire annunci personalizzati sempre più mirati alle esigenze degli utenti.
Via | Nytimes.com