Nonostante il suo enorme successo, Facebook non ha ancora dimostrato di poter competere nel settore degli inserzionisti. Nel tentativo di recuperare in questo campo, la società di Palo Alto ha rilasciato un nuovo formato di annunci denominato engagement ads.
I nuovi annunci vengono visualizzati sulla schermata principale quando un utente effettua il login. I nuovi annunci riguardano film, serie televisive con i quali gli utenti possono interagire in una sorta di “social marketing”. Facebook ha iniziato da poco a sperimentare questi annunci, consapevole del fatto che solo l’1.1% degli ads sulla sua rete vengono visionati dai suoi iscritti (secondo una relazione di giugno) .
Il settore degli annunci pubblicitari è ritenuto molto importante per le reti sociali: in questo campo MySpace ha un vantaggio enorme rispetto a Facebook. Questo nonostante una previsione di un calo della crescita dal 17% al 14.5% prevista per il prossimo anno.
Meebo è una società di cui abbiamo parlato in precedenza che offre un servizio di Instant Messaging via web. Ora annuncia la sua piattaforma CommunityIM che permette di utilizzare la sua tecnologia in modo trasparente anche in alti siti.
Si tratta quindi di una opportunità in più per le altre società che vogliono inserire funzioni di IM nei loro siti ma non vogliono svilupparle da zero, accorciando quindi i tempi e offrendo una integrazione con i maggiori strumenti di IM, mentre per Meebo è una opportunità per diffondere la sua presenza e ottenere un business model profittevole al di là degli introiti pubblicitari. Infatti dispone di una modalità di pubblicazione di inserti pubblicitari chiamata SparkAds che permette di suddividere le entrate tra Meebo e la società che utilizza i suoi servizi.
Continua a leggere: Meebo CommunityIM: una piattaforma di IM condivisa
Nella notte MySpace ha lanciato un nuovo servizio, chiamato My Ads. Il nome non lascia dubbi: si tratta di una piattaforma pubblicitaria che consente a chiunque di creare annunci e pubblicarli su MySpace.
E, a differenza di Facebook, che consente solo annunci di testo, MySpace permette anche di visualizzare annunci con immagini utilizzando i template pre-costruiti, filmati Flash oppure di crearne uno da zero. Come molte altre piattaforme pubblicitarie, i guadagni avvengono nell’ordine dei click.
Si tratta, decisamente, di un sistema che riflette il modello vincente di Google, e che vuole sfruttare la grande popolarità che i social network stanno attraversando. In fondo, Google era “solo” un grande motore di ricerca fin quando non ha trovato un modo per monetizzare il suo successo.
Il team di Google AdSense ha introdotto una interessante novità per tutti i publisher che possiedono un account AdSense. Si tratta di una funzionalità aggiuntiva di AdSense per la ricerca, la casella di ricerca da inserire nel vostro sito o blog che ti permette di guadagnare con le ricerche fatte dai tuoi lettori direttamente dalle tue pagine.
CSE, Custum Search Engine, questo il suo nome, permette di selezionare i siti all’interno dei quali verrà effettuata la ricerca, in modo da offrire risultati di ricerca mirati, in gradi di soddisfare le più svariate esigenze.
Inoltre i risultati offerti saranno corredati da annunci mirati che consentono un ulteriore guadagno al publisher.
Microsoft Works si rinnova e cambia la propria licenza diventando Microsoft Works SE.
Scondo ambienti vicini a Redmond SE significherebbe “Sponsored Edition”, una versione che potrebbe contrastare la diffusione illegale. Niente costi per l’utente ma ecco invece una piccola finestrella pubblicitaria.
Questa versione sarà inizialmente gratuita per tutti i produttori hardware che la richiederanno, beninteso che i proventi andranno solo ed esclusivamente alle casse della Microsoft. Il Vice Presidente Chris Capossela si dichiara entusiasta dell’idea di sperimentare nuovi software in questo campo e di esplorare le potenzialità di questo mercato. Capossela definisce questo primo progetto solo un software pilota, capace cioè di far capire alla Microsoft che decisioni prendere per il futuro in seno alla società.
Continua a leggere: Presentato Microsoft Works Sponsored Edition
Dopo l’acquisto di Doubleclick, le operazioni di Google per penetrare a fondo nel mercato della pubblicità sembrano non avere più limiti, anche al di fuori del web.
Secondo quanto riportato su Multichannel News il colosso informatico starebbe per portare la propria esperienza nel campo degli annunci direttamente in TV, attraverso gli accordi intrapresi con emittenti televisive americane del calibro di CNN, ESPN, Bravo ed A&E, per un totale di 94 network.
Il tutto sarebbe in realtà già all’opera per pochi eletti dallo scorso mese di giugno, mettendo a disposizione degli investitori spot pubblicitari della durata di 15 e 30 secondi. Uno dei responsabili del progetto TV Ads, Keval Desai, ha dichiarato di avere intenzione nelle prossime settimane di aprire completamente il servizio al pubblico, segnando così l’ingresso di Google nelle inserzioni pubblicitarie televisive grazie all’esperienza accumulata sul web.
Via | Venturebeat.com
Grosse novità per le testate che hanno deciso di abbandonare il formato cartaceo per dirigersi sul web. Yahoo! ed Adobe stanno sperimentando le prime forme di pubblicità contestuale, alla AdSense per intenderci, associate però ai file in formato PDF.
I due colossi infatti hanno ideato un sistema per incorporare banner pubblicitari, scaricandoli direttamente da web, nei PDF presenti in appositi repository di Yahoo!.
In sostanza un publisher non dovrà fare altro che caricare e distribuire i PDF, a cui vuole associare banner, tramite il proprio account di Yahoo! Publisher Network per vedersi accreditato il credito accumulato grazie ad i click fatti sugli ads dai lettori.
via CNet
Dopo l’acquisto di Doubleclick, arriva un’altra “mazzata” per chi si occupa di pubblicità online. Infatti Google ha ammesso che ha iniziato una politica di penalizzazione per quei siti che vendono spazi per link testuali, come ad esempio quelli offerti da Text-Link-Ads.
Per ora si tratta di una riduzione di pagerank, ma non è detto che il motore di ricerca non inizi anche a rimuovere o declassare l’indicizzazione degli stessi siti, come successo appunto a Text-Link-Ads.
La notizia, arrivata dopo una settimana di lamentele da molti bloggers che si sono visti diminuire i pagerank, ed è stata confermata ieri su Search Engine Land.
La vendita di links è per ora, per piccoli siti che generano poco traffico, l’unica fonte possibile di guadagno a confronto di un AdSense che renderebbe solo miseri centesimi di dollaro al giorno.
Che il motto “non essere malvagio” non valga per il mercato online della pubblicità?