Logo Blogo

Tutti gli articoli con tag acta

George Hotz, hacker della PS3, dona $10.000 alla EFF

pubblicato da claudiasantini

donazione hotz

Sony ha condotto una battaglia legale contro l’hacker George Hotz, economicamente sostenuto da offerte economiche di altri utenti per garantirgli una difesa legale. Hotz aveva promesso di donare in eccesso rispetto alla parcella del legale alla Electronic Frontier Foundation e oggi arriva la conferma: l’hacker ha donato ben 10.000 dollari. Hotz ha scritto sul proprio blog:

Questi soldi vanno all’EFF nella speranza che l’America possa un giorno essere un fulgido esempio di libertà, libera da DMCA e ACTA, e che l’interesse privato non riuscirà mai a mettere sotto scacco le idee suggellate dalla costituzione: il diritto alla privacy, la proprietà privata e la libertà di parola.

Per rispolverare un po’ di concetti, l’ACTA è l’Anti-Counterfeiting Trade Agreement, ovvero un accordo tra stati che dovrebbe regolamentare un giro di vite contro la pirateria informatica. Con DMCA si intende Digital Millennium Copyright Act (DMCA), ovvero una legge sul copyright statunitense che colpisce la produzione e la diffusione di tecnologie, terminali o servizi destinati ad eludere le misure (comunemente conosciute come digital rights management o DRM) che controllano l’accesso a opere protette da copyright.

Continua a leggere: George Hotz, hacker della PS3, dona $10.000 alla EFF

....
condividi 1 Commenti

Il punto su ACTA: dove siamo

pubblicato da Marco Giacomello

ACTA l’acronimo che spaventa da 6 anni. In principio se ne iniziò a discutere al The First Global Congress to Combat Counterfeiting tenutosi nel maggio del 2004 a Bruxselles. Il 23 ottobre 2007 gli USA svelarono al mondo intero il progetto dell’Anti Counterfeiting Trade Agreement al quale avrebbero partecipato l’Unione Europa, il Giappone, la Korea del Sud, il Messico, la Svizzera ed il Canada (questo il comunicato diramato dall’Unione Europea).

Alcuni paesi come l’Australia decisero invece di attuare la giustissima politica dell’ Ask First lanciando una consultazione pubblica (precisamente il 15 novembre del 2007) per decidere se partecipare o meno ad ACTA. La consultazione pubblica proposta dal governo australiano ispirò negli anni a venire molti altri governi a fare lo stesso; due paesi su tutti, USA nel febbraio del 2008 e Canada dell’aprile dello stesso anno (per tutti i passi fatti da ACTA negli anni vi rimando alla timeline iniziale del prof. Geist).

Il 15 aprile del 2008 sempre a Bruxelles l’European Council of Ministers decise di fare sul serio proponendo negoziati seri e costanti per giungere a breve ad un documento condiviso. Dal 2008 ad oggi decine sono state le riunioni, i comitati, i congressi e molti di questi steps sono da sempre avvolti da segretezza (qui un post di Gianluca sul tema). Tante e diverse sono state poi le perplessità sulla poca trasparenza che questo rivoluzionario accordo dovrebbe portare al mondo del web, anche da parte dello stesso Parlamento Europeo.

Continua a leggere: Il punto su ACTA: dove siamo

....
condividi 2 Commenti

Giampaolo Letta di Medusa Film intravede nuove prospettive contro la pirateria

pubblicato da giovanni de stefano


Cineblog ha dedicato una discussione piuttosto interessante a un’intervista rilasciata a Cinemonitor da Giampaolo Letta. Questo signore non ha idee del tutto strampalate riguardo al tema della pirateria - su cui è largamente incentrata l’intervista in questione. Almeno, per essere figlio di Gianni Letta e Vice-Presidente e Amministratore Delegato di Medusa Film.

Sebbene Giampaolo faccia probabilmente confusione fra i termini “streaming” e “scaricamento”, quello che emerge dall’intervista è un raro caso - rarissimo, se pensiamo all’ambito del nostro Paese - di produttore e distributore di proprietà intellettuale che si senta, per non dire stimolato, quantomeno “costretto” dal mondo della cosiddetta pirateria informatica a cercare nuove strade per il suo business.

“Sono convinto che per contrastare la pirateria non bastino misure legislative coercitive; parallelamente bisogna realizzare un’offerta legale, a pagamento, attraverso gli strumenti tecnologici disponibili in rete”.

Insomma, non per tutti i distributori - sebbene anche piuttosto attivi, come Giampaolo è, nelle famigerate associazioni di categoria - l’unica soluzione è la collaborazione coercitiva fra fornitori di servizi Internet e Governi (come quella proposta dall’ACTA), per reprimere l’esigenza di condivisione che sembra avere la maggior parte degli utenti della Rete.

Continua a leggere: Giampaolo Letta di Medusa Film intravede nuove prospettive contro la pirateria

"La pornografia infantile è una gran cosa", parola di Johan Schlüter, avvocato pro-copyright

pubblicato da giovanni de stefano


D’accordo, il “titolone” usato su TorrentFreak potrà anche sembrare un po’ esagerato: “La pedopornografia è una gran cosa, dicono le lobby anti-pirateria” (e lo è). Ma la sostanza è quella, e la tesi che la spiega sembra essere diventato uno dei cavalli di battaglia principali della lotta alla lotta alla pirateria.

“Non è un segreto che le lobby pro-copyright stanno sfruttando la pedopornografia per far chiudere i siti di file-sharing. Lo fanno da anni. Il loro scopo finale è quello di imporre la lotta contro la pornografia infantile come una scusa per imporre filtri a internet, su scala mondiale. Con la nuova direttiva presentata nell’Unione Europea la loro strategia sembra dare i primi frutti”.

Il post prosegue con il racconto di un aneddoto agghiacciante. Era il 2007 e a Stoccolma era in corso un convegno dal titolo emblematico: “La Svezia: un porto sicuro per i pirati?”. Nel prendere la parola, Johan Schlüter del Gruppo Danese Anti-Pirateria, comincia così la sua prolusione:

“La pornografia infantile è una gran cosa. Lo è perché i politici capiscono la pornografia infantile [come un problema, ndr]. Giocandoci questa carta, possiamo farli agire, e cominciare a far bloccare i siti di file-sharing”.

Continua a leggere: "La pornografia infantile è una gran cosa", parola di Johan Schlüter, avvocato pro-copyright

Fuori la legge delle "tre disconnessioni" dall'ACTA

pubblicato da giovanni de stefano


E’ vittoria per il fronte contrario alla clausola dei “three strikes” (”delle tre disconnessioni”), all’interno dell’Anti-Counterfeiting Trade Agreement, di cui è stata depositata una nuova bozza aggiornata questo martedì. E’ stata vinta una battaglia, per i diritti degli utenti della rete, ma non è ancora stata vinta la guerra, beninteso.

La nuova bozza è visibile in .pdf a questo indirizzo, grazie a Wired.com. Una bella gatta da pelare, secondo associazioni sui diritti digitali come Public Knowledge, resta, eccome. Si tratta del Digital Millennium Copyright Act, che prevede che i fornitori di servizi Internet siano responsabili penalmente delle violazioni di copyright che avvengano sulle loro reti, nel caso rifiutino di rimuovere alcuni contenuti dalle “grinfie” dei tanti potenziali pirati online.

D’altro canto, è ormai tempo di riconsiderazioni, riflessioni e, perché no, anche indietreggiamenti riguardo alle linee dure di alcuni governi, incluso quello europeo, sulla cosiddetta “pirateria informatica”. Il primo passo grande in questo senso, probabilmente, lo ha fatto l’amministrazione USA, ufficializzando la sua posizione sull’impatto economico del peer-to-peer.

Continua a leggere: Fuori la legge delle "tre disconnessioni" dall'ACTA

....
condividi 2 Commenti

Vietato criticare Obama su Facebook

pubblicato da Gianluca Pezzi

obama_warNegli Usa non è possibile criticare Obama su Facebook, per lo meno se sei un marine: questo è quanto racconta Sign of San Diego. Sapevamo che Facebook è un’arma a doppio taglio, che può portare a licenziamenti oppure a pene d’amore.

Tutto parte da una pagina che il sergente Gary Stein aveva creato appunto su Facebook. La “Armed Forces Tea Party Patriots” non è piaciuta, ed il sottufficiale ha sperimentato così i limiti che chi indossa l’uniforme non può oltrepassare quando parla del proprio governo. E’ nata una querelle che ha portato alla cancellazione della pagina da parte dello stesso Stein.

La cosa è finita sui media, e come accade spesso in questi casi, l’azione repressiva ha finito per ritorcersi contro chi l’ha promossa. C’è che sta dalla parte del sergente e invece chi gli da contro. Fino a che punto arriva la libertà di parola? Da notare che in questo caso non stiamo parlando di un marine alla sergente Gunny, ma di un metereologo che criticava la riforma sanitaria. E che non metteva in dubbio Obama come “commander in chief”.

Torniamo allora al nodo cruciale, ovvero di quanto possa spingersi la libertà di opione su internet. E’ giusto porre dei limiti? Fino a che punto si può parlare di censura, preventiva o meno, e fino a che livello possiamo criticare chi ci governa? Dopo anni in cui abbiamo assistito a dibattiti senza fine in rete, sembra proprio che i nodi stiano arrivando al pettine. Il classico bavaglio all’informazione, così come è stato concepito fin’ora, sembra non funzionare. Cosa stanno escogitando i governi lo sappiamo: basta osservare i movimenti attorno ad ACTA… Ultima domanda: secondo voi stiamo vivendo davvero gli ultimi giorni di “pacchia” prima della stretta finale?

Foto | Flickr

....
condividi 6 Commenti

L'accordo ACTA sulla lotta alla pirateria è stato pubblicato online

pubblicato da giovanni de stefano

Forse gli sforzi del Parlamento Europeo non sono bastati ancora a ottenere maggiore trasparenza, da parte della Commissione Europea, intorno all’Anti-Counterfeiting Trade Agreement (ACTA). Com’è noto, gli accordi che dovranno regolamentare un giro di vite contro la pirateria informatica, a livello internazionale, eran
o segreti anche per i membri del Parlamento Europeo.

Abbiamo scritto “erano” perché, se gli sforzi delle Istituzioni, anche quando sono così bene intenzionati, non bastano, arriva il peer-to-peer a salvaguardare i cittadini e le stesse Istituzioni, davanti a un segretezza che può fare solo male (il vero malware istituzionale). Un pdf con le basi dell’accordo, lo stesso accordo che neanche i parlamentari europei potrebbero ancora leggere, è disponibile su Pirate Bay (che, a sua volta, non è disponibile in Italia, ma questa è un’altra storia).

La Quadrature du Net, d’altro canto, propone il pdf direttamente online (chissà per quanto), con delle linee riassuntive riguardo al suo contenuto. I punti principali sono lo scopo di ACTA, le modalità della cooperazione fra le nazioni che lo sottoscrivano, e le misure da attuare contro i crimini analizzati. Anche, com’è noto, il ruolo che i provider di banda potranno avere nella questione: un vero e proprio compito da poliziotti (come temono su AfterDawn).

Le reazioni sul web non si sono fatte attendere. Quello che fa più orrore (anche a Wired) è il rischio di “interruzione del traffico internet”. Stranamente, ci sono anche fonti autorevoli come Ars Technica che minimizzano, parlano di “abozzi retorici”, e sembrano non credere nei rischi che la firma dell’accordo potrebbe comportare per le libertà digitali.

....
condividi 4 Commenti

Il Parlamento Europeo unito per una maggiore trasparenza sul trattato ACTA

pubblicato da giovanni de stefano


Buona parte del Parlamento Europeo si sta dimostrando - coraggiosamente - insofferente rispetto all’atmosfera di segretezza e di mancanza di trasparenza intorno a tutto quello che riguarda il cosiddetto Anti-Counterfeiting Trade Agreement (ACTA: “Accordo Anti-Contraffazione”), da parte della Commissione Europea.

L’ACTA è un accordo plurilaterale su cui la Commissione è al lavoro per stabilire degli standard riguardo i diritti sulla proprietà intellettuale. Oltre all’Unione Europea, vi sono al lavoro anche i governi di paesi come l’Australia, il Giappone, gli Stati Uniti, la Svizzera, gli Emirati Arabi Uniti. Tutti i maggiori partiti rappresentati al Parlamento Europeo hanno fatto quadrato intorno a questa sensazione di disagio, facendo approvare nella seduta di ieri una risoluzione che renda obbligatorio per la Commissione pubblicare tutti i documenti fin’ora prodotti dalle contrattazioni con gli altri paesi.

Il Parlamento deve essere informato sui processi di negoziazione: è questa la parola d’ordine. Anche l’unico membro del Parlamento aderente al Partito “dei Pirati” Christian Engström ha firmato la risoluzione.

L’altro elemento su cui sembrano essere tutti d’accordo è l’assoluta contrarietà alla cosiddetta legge dei “Three strikes” (“le tre disconnessioni“): una normativa paventata o già applicata in alcuni paesi dell’Unione Europea, che infliggere la riduzione della banda dedicata a Internet o l’interruzione totale di essa per chi si fosse macchiato di crimini contro il diritto d’autore (dopo tre avvertimenti). Il Parlamento ha sempre fermamente condannato l’ipotesi che si possano diffondere ulteriormente leggi come questa.

....
condividi 3 Commenti

Negoziati ACTA, segreti e silenzio assoluto

pubblicato da Gianluca Pezzi

actaACTA, un nome che sulla carta dovrebbe significare Anti-Counterfeiting Trade Agreement, ovvero un trattato internazionale anticontraffazione. C’è qualcosa di oscuro in questi negoziati ACTA, se davvero si fa fatica a capire di cosa si tratti in realtà.

C’è infatti un velo di silenzio impenetrabile attorno a questo accordo internazionale. ACTA dovrebbe portare in teoria ad una stretta alla contraffazione, in pratica sarà qualcos’altro. Come spiegare altrimenti il segreto di stato posto da Obama per motivi di “sicurezza nazionale” nello scorso Marzo? Qualcosa non quadra se vengono “svelati” i segreti delle torture della Cia, mentre si vuole far passare sotto silenzio i dettagli di un semplice negoziato anticontraffazione.

Non si riesce a trovare materiale di una certa rilevanza sui media tradizionali italiani, è allora necessario passare in rassegna i siti “underground”, cercando di risalire alle fonti. Parla di ACTA LSDI Lsdi (Libertà di Stampa Diritto Informazione), con un articolo sull’ultimo round tenuto a fine Gennaio in Messico. Ecco cosa si celerebbe dietro ad ACTA:

imporre un accordo ‘’volontario’’ fra i fornitori di accesso a internet e i titolari dei diritti per combattere in maniera extra-giudiziaria le violazioni al diritto d’ autore attraverso una risposta graduata e un filtraggio oppure la soppressione automatizzata dei contenuti. Per forzare gli operatori ad accedere a tali restrizioni, ACTA li renderebbe responsabili delle violazioni al diritto d’ autore compiuto dai loro utenti.

Continua a leggere: Negoziati ACTA, segreti e silenzio assoluto

....
condividi 0 Commenti

L'Unione Europea chiede di rivelare il contenuto dell'ACTA, legge contro la pirateria informatica

pubblicato da PG

L'Unione Europea chiede di rivelare il contenuto dell'ACTA, legge contro la pirateria informaticaL’Anti-Counterfeiting Trade Agreement (ACTA) è attualmente in discussione in diversi parlamenti a livello mondiale. La proposta di legge contro la pirateria, però, è oggetto di numerose critiche, soprattutto perchè non è ancora chiaro a cosa porterà. Anche in Europa si sta discutendo la nuova e problematica proposta di legge.

Il grado di segretezza che circonda i contenuti e i negoziati intorno all’ACTA sono sorprendenti. Istituzioni, giornali e rappresentanti dei vari paesi hanno chiesto invano una panoramica dettagliata dei contenuti, ma senza alcun risultato. A differenza di quanto invece stanno facendo associazioni come RIAA e MPAA, viste come manipolatori segreti dietro alla legge.

Attualmente, infatti, sappiamo solo che la RIAA ha avanzato alcune proposte radicali, tra cui la trasformazione degli ISP in poliziotti virtuali, e chiedendo agli stessi di filtrare Internet contro il peer-to-peer. Tutti i governi che stanno discutendo la legge si stanno rifiutando di rivelare il contenuti.

Continua a leggere: L'Unione Europea chiede di rivelare il contenuto dell'ACTA, legge contro la pirateria informatica

....
condividi 7 Commenti

Alcuni senatori contrari all'ACTA

pubblicato da Francesco

Alcuni senatori contrari all'ACTACi sono preoccupazioni crescenti per quanto riguarda l’Anti-Counterfeiting Trade Agreement (ACTA), la legge che in gran segreto l’amministrazione Bush sta elaborando. Dell’ACTA abbiamo parlato tempo fa, quando i leader del G8, riuniti a Tokyo, ne discussero.

Alcuni senatori, infatti, hanno chiesto al Congresso di poter rallentare l’iter della legge, in modo da porre alcune modifiche al testo originale. In una lettera inviata a Susan Schwab, rappresentante della camera del Commercio americana, i senatori Patrick Leahy e Arlen Specter chiedono di non firmare l’accordo che potrebbe limitare di molto la libertà sulla rete, tramite l’inserimento massiccio di lucchetti digitali e il filtraggio degli ISP.

Una legge che, fin dal suo primo momento, ha mostrato degli elementi di poca chiarezza e fatta in modo da porre dei limiti alla libertà di Internet, tramite il controllo degli ISP attraverso alcuni organi (come la RIAA). Intanto, però, negli Stati Uniti continuano le trattative: in ballo, probabilmente, non vi è solo la libertà della rete, ma anche interessi economici enormi.

Via | Arstechnica.com

....
condividi 2 Commenti

Al G8 di Tokyo si discute di un nuovo accordo antipirateria

pubblicato da PG

Al G8 di Tokyo si discute dell'ACTA

Durante il loro incontro al vertice annuale in Giappone, i membri del G8 si sono organizzati per firmare un accordo, chiamato Anti-Counterfeiting Trade Agreement (ACTA) contro la pirateria. Il testo del G8 recita: “Noi incoraggiamo l’accelerazione dei negoziati per stabilire un nuovo quadro giuridico internazionale, ACTA, e cercare di completare i negoziati entro la fine di quest’anno.

Cosa rappresenterà l’ACTA per gli utenti del P2P? Non è chiaro: il grado di segretezza che circonda i negoziati è soprendente, e non è possibile avere notizie certe. Sostanzialmente nessun rappresentante del G8 vedrà il testo completo dell’ACTA fino a quando non sarà pronto a firmare, almeno secondo quanto emerso da alcune indiscrezioni.

Dietro l’ACTA ovviamente vi sono i suggerimenti della RIAA, che ha lavorato a stretto contatto con i redattori del testo giuridico. Ed in questa occasione le proposte della RIAA vanno ben oltre la legislazione americana in materia di diritti d’autore online. E l’Unione Europea non sembra essere d’accordo con questa politica.

Continua a leggere: Al G8 di Tokyo si discute di un nuovo accordo antipirateria