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Il Parlamento Europeo unito per una maggiore trasparenza sul trattato ACTA

pubblicato da giovanni de stefano in: Peer-to-peer Internet Diritti digitali


Buona parte del Parlamento Europeo si sta dimostrando - coraggiosamente - insofferente rispetto all’atmosfera di segretezza e di mancanza di trasparenza intorno a tutto quello che riguarda il cosiddetto Anti-Counterfeiting Trade Agreement (ACTA: “Accordo Anti-Contraffazione”), da parte della Commissione Europea.

L’ACTA è un accordo plurilaterale su cui la Commissione è al lavoro per stabilire degli standard riguardo i diritti sulla proprietà intellettuale. Oltre all’Unione Europea, vi sono al lavoro anche i governi di paesi come l’Australia, il Giappone, gli Stati Uniti, la Svizzera, gli Emirati Arabi Uniti. Tutti i maggiori partiti rappresentati al Parlamento Europeo hanno fatto quadrato intorno a questa sensazione di disagio, facendo approvare nella seduta di ieri una risoluzione che renda obbligatorio per la Commissione pubblicare tutti i documenti fin’ora prodotti dalle contrattazioni con gli altri paesi.

Il Parlamento deve essere informato sui processi di negoziazione: è questa la parola d’ordine. Anche l’unico membro del Parlamento aderente al Partito “dei Pirati” Christian Engström ha firmato la risoluzione.

L’altro elemento su cui sembrano essere tutti d’accordo è l’assoluta contrarietà alla cosiddetta legge dei “Three strikes” (“le tre disconnessioni“): una normativa paventata o già applicata in alcuni paesi dell’Unione Europea, che infliggere la riduzione della banda dedicata a Internet o l’interruzione totale di essa per chi si fosse macchiato di crimini contro il diritto d’autore (dopo tre avvertimenti). Il Parlamento ha sempre fermamente condannato l’ipotesi che si possano diffondere ulteriormente leggi come questa.

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Negoziati ACTA, segreti e silenzio assoluto

pubblicato da Gianluca Pezzi in: Diritti digitali

actaACTA, un nome che sulla carta dovrebbe significare Anti-Counterfeiting Trade Agreement, ovvero un trattato internazionale anticontraffazione. C’è qualcosa di oscuro in questi negoziati ACTA, se davvero si fa fatica a capire di cosa si tratti in realtà.

C’è infatti un velo di silenzio impenetrabile attorno a questo accordo internazionale. ACTA dovrebbe portare in teoria ad una stretta alla contraffazione, in pratica sarà qualcos’altro. Come spiegare altrimenti il segreto di stato posto da Obama per motivi di “sicurezza nazionale” nello scorso Marzo? Qualcosa non quadra se vengono “svelati” i segreti delle torture della Cia, mentre si vuole far passare sotto silenzio i dettagli di un semplice negoziato anticontraffazione.

Non si riesce a trovare materiale di una certa rilevanza sui media tradizionali italiani, è allora necessario passare in rassegna i siti “underground”, cercando di risalire alle fonti. Parla di ACTA LSDI Lsdi (Libertà di Stampa Diritto Informazione), con un articolo sull’ultimo round tenuto a fine Gennaio in Messico. Ecco cosa si celerebbe dietro ad ACTA:

imporre un accordo ‘’volontario’’ fra i fornitori di accesso a internet e i titolari dei diritti per combattere in maniera extra-giudiziaria le violazioni al diritto d’ autore attraverso una risposta graduata e un filtraggio oppure la soppressione automatizzata dei contenuti. Per forzare gli operatori ad accedere a tali restrizioni, ACTA li renderebbe responsabili delle violazioni al diritto d’ autore compiuto dai loro utenti.

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L'Unione Europea chiede di rivelare il contenuto dell'ACTA, legge contro la pirateria informatica

pubblicato da PG in: Varie Peer-to-peer

L'Unione Europea chiede di rivelare il contenuto dell'ACTA, legge contro la pirateria informaticaL’Anti-Counterfeiting Trade Agreement (ACTA) è attualmente in discussione in diversi parlamenti a livello mondiale. La proposta di legge contro la pirateria, però, è oggetto di numerose critiche, soprattutto perchè non è ancora chiaro a cosa porterà. Anche in Europa si sta discutendo la nuova e problematica proposta di legge.

Il grado di segretezza che circonda i contenuti e i negoziati intorno all’ACTA sono sorprendenti. Istituzioni, giornali e rappresentanti dei vari paesi hanno chiesto invano una panoramica dettagliata dei contenuti, ma senza alcun risultato. A differenza di quanto invece stanno facendo associazioni come RIAA e MPAA, viste come manipolatori segreti dietro alla legge.

Attualmente, infatti, sappiamo solo che la RIAA ha avanzato alcune proposte radicali, tra cui la trasformazione degli ISP in poliziotti virtuali, e chiedendo agli stessi di filtrare Internet contro il peer-to-peer. Tutti i governi che stanno discutendo la legge si stanno rifiutando di rivelare il contenuti.

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Alcuni senatori contrari all'ACTA

pubblicato da Francesco in: Varie Diritti digitali

Alcuni senatori contrari all'ACTACi sono preoccupazioni crescenti per quanto riguarda l’Anti-Counterfeiting Trade Agreement (ACTA), la legge che in gran segreto l’amministrazione Bush sta elaborando. Dell’ACTA abbiamo parlato tempo fa, quando i leader del G8, riuniti a Tokyo, ne discussero.

Alcuni senatori, infatti, hanno chiesto al Congresso di poter rallentare l’iter della legge, in modo da porre alcune modifiche al testo originale. In una lettera inviata a Susan Schwab, rappresentante della camera del Commercio americana, i senatori Patrick Leahy e Arlen Specter chiedono di non firmare l’accordo che potrebbe limitare di molto la libertà sulla rete, tramite l’inserimento massiccio di lucchetti digitali e il filtraggio degli ISP.

Una legge che, fin dal suo primo momento, ha mostrato degli elementi di poca chiarezza e fatta in modo da porre dei limiti alla libertà di Internet, tramite il controllo degli ISP attraverso alcuni organi (come la RIAA). Intanto, però, negli Stati Uniti continuano le trattative: in ballo, probabilmente, non vi è solo la libertà della rete, ma anche interessi economici enormi.

Via | Arstechnica.com

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Al G8 di Tokyo si discute di un nuovo accordo antipirateria

pubblicato da PG in: Peer-to-peer Diritti digitali

Al G8 di Tokyo si discute dell'ACTA

Durante il loro incontro al vertice annuale in Giappone, i membri del G8 si sono organizzati per firmare un accordo, chiamato Anti-Counterfeiting Trade Agreement (ACTA) contro la pirateria. Il testo del G8 recita: “Noi incoraggiamo l’accelerazione dei negoziati per stabilire un nuovo quadro giuridico internazionale, ACTA, e cercare di completare i negoziati entro la fine di quest’anno.

Cosa rappresenterà l’ACTA per gli utenti del P2P? Non è chiaro: il grado di segretezza che circonda i negoziati è soprendente, e non è possibile avere notizie certe. Sostanzialmente nessun rappresentante del G8 vedrà il testo completo dell’ACTA fino a quando non sarà pronto a firmare, almeno secondo quanto emerso da alcune indiscrezioni.

Dietro l’ACTA ovviamente vi sono i suggerimenti della RIAA, che ha lavorato a stretto contatto con i redattori del testo giuridico. Ed in questa occasione le proposte della RIAA vanno ben oltre la legislazione americana in materia di diritti d’autore online. E l’Unione Europea non sembra essere d’accordo con questa politica.

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