Il collettivo Anonymous ha sempre utilizzato YouTube come mezzo di diffusione dei propri video e messaggi di protesta, assicurandosi vasta diffusione e promozione delle proprie azioni che spesso contano proprio sulla partecipazione collettiva. Dal mese di Aprile le cose sono cambiate: i video delle ultime operazioni del collettivo (OpSony, OpSony Update e OpBlackOut) sono stati rimossi per violazione dei termini del servizio.
L’allarme “censura” è stato lanciato tramite TorrentFreak e Google non ha fornito spiegazioni specifiche, commentando semplicemente come la violazione dei termini prenda in considerazione un ampio spettro di possibilità, quindi al momento non è possibile sapere le ragioni precise della rimozione. Successivamente Google ha aggiunto che:
YouTube ha una politica chiara che proibisce i contenuti inappropriati sulla propria pagina. La nostra comunità comprende le norme e le politiche del sito per il trattamento del materiale inappropriato. Quando gli utenti si imbattono in materiale non adatto noi ci attiviamo e lo analizziamo il prima possibile per capire se viola le condizioni di utilizzo. Se gli utenti continuano a reiterare una volta eliminato il video, viene disabilitato l’account.
Ovviamente questa dichiarazione non calma gli animi di chi grida alla censura e non accontenta nessuno. Speriamo che il discussione rimanga su toni pacati e civili e che YouTube spieghi per quale motivo ha ritenuto di eliminare i video in questione.

YouTube ha annunciato che, da questo momento, tutti i video caricati sul sito verranno salvati in formato WebM, oltre che in tutti gli altri formati supportati come Adobe Flash. Il 30% degli archivi di YouTube, che forniscono il 99% delle visite, è ora disponibile in WebM e il resto degli archivi viene convertito nel nuovo formato a partire da ieri.
WebM è un formato audio-video pensato per fornire una compressione libera da royalty, open e di alta qualità da utilizzare con i video HTML5. Diverse compagnie hanno lavorato sul formato per creare una alternativa Web migliore di Flash. Naturalmente il supporto a livello di browser è fondamentale: Firefox ha aggiunto il supporto per il formato il mese scorso, mentre Microsoft ha annunciato un plug-in per Internet Explorer pensato ad hoc. Google e Opera sono già pronti anche nella versione mobile dallo scorso Dicembre. Tra i browser compatibili, per il momento, manca solo Safari.
Nonostante si tratti di un passo avanti interessante, i miglioramenti delle prestazioni potrebbero non essere immediatamente evidenti. Il sito legato al progetto WebM dichiara che:
le prestazioni di riproduzione e il rendering non sono ancora pienamente ottimizzati nei browser che supportano WebM, ma i miglioramenti sono imminenti.
Per comprendere il reale successo dell’esperimento, quindi, dovremo attendere ancora un po’.
Se siete attenti lettori di siti, forum e community americane e adorate i meme, non vi sarà sfuggita la canzone “Friday” di Rebecca Black. Si tratta del singolo di una 13enne americana cantautrice amatoriale e frequentatrice di YouTube che, cercando visibilità, ha pubblicato il proprio video. In breve tempo la canzone ha catturato l’attenzione del pubblico non tanto per il valore artistico, quanto per il testo lievemente banale accompagnato dall’uso massiccio dell’auto-tune.
Da allora, “Friday” è stata presa di mira dal popolo di Internet che si è inventata ogni sorta di meme e presa in giro possibile, ma intanto ha raggiunto lo scopo: portare notorietà all’autrice. Il video ha raggiunto le 100 milioni di visualizzazioni su YouTube e, tenetevi forte, ha battuto Justin Bieber (altro cantante molto giovane e amatissimo dalle ragazzine, a sua volta tirato in ballo in centinaia di meme) ottenendo questo risultato più velocemente rispetto alla canzone “Baby” dell’”avversario”.
Secondo le stime di YouTube, “Friday” ha impiegato solo un mese a raggiungere il traguardo, mentre “Baby” ci ha messo due mesi e otto giorni. Secondo lo staff di YouTube, il video è cresciuto rapidamente perchè rispecchia tutti gli standard del video virale.
Continua a leggere: “Friday” di Rebecca Black: 100 milioni di visualizzazioni su YouTube
Uno dei talloni d’Achille di YouTube è la violazione di copyright, problema che costringe la piattaforma ad un controllo costante e a tappeto sui contenuti video caricati. Proprio in quest’ottica YouTube ha lanciato una campagna per educare gli utenti alle conseguenze della violazione di diritto d’autore, includendo l’invio di un video particolare (che trovate in apertura) allegato al messaggio di notifica in caso di infrazione.
Il video chiamato “YouTube Copyright School” sfrutta i simpatici personaggi della serie di cartoni truci Happy Tree Friends, accompagnati dalla voce narrante che spiega la legislazione corrente sul copyright e le nuove policy anti-infrazione messe in atto da YouTube: insomma, come cercare di rendere simpatico un argomento spinoso. Il particolare importante è che in caso di notifica di infrazione è obbligatorio guardare il video e, per poter effettuare futuri upload, è obbligatorio rispondere alle domande di un quiz.
Lance Kavanaugh, Google Senior Product Counsel, ha dichiarato:
Lunedì abbiamo parlato del rapido declino di MySpace, passato dai 95 milioni di utenti dell’inizio del 2010 ai 63 milioni del marzo di quest’anno. Messo sul mercato da News Corp., MySpace ha già tagliato più di 500 posti di lavoro: il futuro del social network potrebbe essere con VEVO, una piattaforma statunitense di video musicali.
VEVO è un sito creato con la collaborazione di tre delle major più importanti del panorama musicale internazionale: Sony Music Entertainment, Universal Music ed EMI (via Abu Dhabi Media). È basato su YouTube, dove propone la maggioranza dei video. Purtroppo, è accessibile soltanto dagli Stati Uniti… se non con degli “escamotage”.
Lunedì è scaturita una lunga discussione riguardo MySpace e sono emersi i nomi di possibili candidati al rimpiazzo: SoundCloud è in prima linea per quanto riguarda la promozione di gruppi emergenti, mentre VEVO è orientato ad artisti affermati. Se il passaggio sarà confermato, avremo MySpace solo negli USA o VEVO in tutto il mondo?
Via | Bloomberg

Se i social network si sono eletti a specchio della società, quale dev’essere la loro posizione in caso di dilemma etico? Nel caso delle proteste avvenute in Medio Oriente, Facebook e company devono accettare i contenuti dei “ribelli” e fare informazione o restare fedeli alle policy più stringenti? È questa l’interessante riflessione che il New York Times fa prendendo ad esempio la vicenda di Hossam el-Hamalawy, un blogger egiziano ed attivista a sostegno dei diritti umani, che si è visto cancellare alcune foto della polizia egiziana da Flickr.
Hossam el-Hamalawy ha caricato su Flickr per due giorni le foto degli agenti di polizia egiziani utilizzati dallo Stato per gestire la sicurezza durante la rivolta. Le foto, recuperate dagli attivisti su un CD trovato nel quartier generale della polizia di Stato di Nasr, sono scomparse una ad una dalla celebre piattaforma:
Credevo di essere stato oggetto di hack.

Proprio oggi, nella ricorrenza del Giorno della Memoria, scopriamo che lo Yad Vashem e Google hanno iniziato una collaborazione in nome di un ambizioso progetto: digitalizzare la collezione di materiale presente nel museo dell’Olocausto. Lo Yad Vashem è l’ente nazionale per la memoria della Shoah istituito nel 1953 dopo un atto del Parlamento israeliano. La missione dell’ente è quella di raccontare e tramandare la storia dell’Olocausto e delle sei milioni di vittime tramite una biblioteca, degli archivi, musei collegati e la Scuola.
A partire da oggi, qualsiasi utente può accedere direttamente ad oltre 130.000 fotografie in alta risoluzione appartenenti alla collezione dell’ente direttamente dalla pagina di ricerca di Google. Il motore di ricerca ha anche implementato una tecnologia di riconoscimento ottico sperimentale dei caratteri appositamente per il progetto. La tecnologia OCR dovrebbe rendere le fotografie e i documenti privi di metadata più semplici da trovare in differenti lingue.
Il direttore della sezione Ricerca e Sviluppo di Google Israele, Yossi Matias, ha commentato come il progetto dello Yad Vashem combaci con la missione globale di Google stesso:
Continua a leggere: Google insieme a Yad Vashem per digitalizzare la Shoah
Youtube ha raccolto i video più cliccati del 2010 in un breve (e un po’ confusionario) filmato. In meno di un minuto e mezzo ci possiamo fare un’idea di cosa tira sulla rete.
Fra imitazioni di pop star, acrobazie con le auto, giochi fatti di reazioni di catene e singolari prese in giro il meglio del meglio si rivelano quei video capaci di strapparci un breve sorriso. C’è un’eccezione però: il primo posto infatti l’ha conquistato Bed Intruder Song, canzone nata dal racconto in tv di un tentativo di stupro. E anche il trailer del nuovo episodio di Twilight Eclipse è fra i premiati.
Ecco l’elenco dei top video: Bed Intruder Song, Tik Tok Kesha Parody, Greyson Chance Sings “Paparazzi”, Annoying Orange Wazzup, Old Spice Ad, Double Rainbow, OK Go – “This Too Shall Pass”, The Twilight Saga: Eclipse – Trailer, Jimmy Kimmel Surprises Justin Bieber Fan, Gymkhana Three, Part 2.
A mio modesto parere, l’unica cosa che possa competere con il bimbo Ethan che strappa i giornali , è solo lo stupore del tizio che ha ripreso per intero l’arcobaleno (Double Raibow). E secondo voi, c’erano migliori video in rete?
Via | Gizmodo

YouTube ha lanciato in questi giorni una versione aggiornata dell’editor per modificare online i video caricati sul servizio di sharing. Si tratta di un sistema semplice ed essenziale, che ben si adatta ai filmati amatoriali pur non possedendo tutte le finezze dei programmi professionali di video editing.
Lo scopo ultimo di questo editor è consentire di effettuare piccole modifiche importanti, come selezionare una porzione di filmato per creare un nuovo video o riunire più video in uno solo. Due precisazioni: la prima è che per poter essere modificato, il video originale deve essere prima caricato su YouTube, con tutti i tempi d’attesa richiesti. La seconda è che non è possibile modificare video caricati da altri utenti, una limitazione ovviamente dettata da questioni di copyright.
Il nuovo video nato dalle modifiche effettuate potrà godere di tutte le opzioni classiche del sito: nuovo titolo, tags, categorie, opzioni di condivisione e così via. Si potrà anche aggiungere un brano musicale scelto dalla libreria AudioSwap messa a disposizione da YouTube, purtroppo al momento non molto fornita. L’inserimento della musica è peraltro vincolato alla visualizzazione di annunci pubblicitari durante il video.
Continua a leggere: YouTube lancia il nuovo editor per i video

YouTube ha lanciato un nuovo toolkit dedicato a tutti i politici che volessero utilizzare il servizio di sharing per la loro campagna elettorale. Il Campaign toolkit 2010 di YouTube si inserisce in un pacchetto di servizi più ampio denominato Google Campaign Tools, che comprende tutti i servizi più importanti, da AdWords ad Analytics.
L’idea è di rendere più semplice per i politici l’utilizzo della piattaforma per poter comunicare al meglio il proprio messaggio e interagire con gli elettori. Varie sono le funzioni, dal canale privato del politico dove caricare tutti i video-discorsi alla funzione moderatore per aprire un dialogo con i cittadini, passando per YouTube Insight, che misura le performance e ricava informazioni su coloro che vedono e linkano i video.
Ovviamente alla base di tutto c’è il business, e infatti alcuni importanti servizi del toolkit sono a pagamento, come ad esempio le campagne pubblicitarie o i video promozionali. L’idea deve essere venuta al colosso Google dopo aver osservato le performance di Obama, con l’utilizzo estensivo e, una volta tanto, ragionato delle funzioni del web a fini elettorali. Il pacchetto per ora è limitato all’anno solare 2010, ma se avrà successo lo vedremo esteso anche ai prossimi anni.
Campaign Toolkit è un’ottima idea di mercato perché permette anche ai politici meno ferrati di utilizzare Internet con coerenza e senza quello spreco di soldi spesso causato dalla creazione di siti web fini a se stessi. Mi chiedo se mai qualcuno dei nostri politici riuscirà mai a comprendere in pieno le potenzialità di servizi di questo tipo.
Via | TechCrunch
In questo video, YouTube Turns Five!, è raccontata la storia del popolare sito di condivisione video che ha rivoluzionato il mondo dei media, arrivando ad essere visitato da due milioni di persone ogni giorno.
Per l’occasione è stato creato anche un canale, YouTube Five Year in cui la gente potrà raccontare come YouTube ha cambiato la loro vita. Buon compleanno!

RxnStream è un sito di video sharing con una marcia in più rispetto anche a YouTube, almeno dal punto di vista della socialità e delle possibilità di interazione fra i suoi utenti (in ogni caso, per funzionare sfrutta YouTube stesso).
Gli sviluppatori di RxnStream hanno fatto in modo che i suoi utenti non si limitassero ai commenti, come possibilità espressiva delle loro reazioni rispetto a un video. E neanche alle video-risposte, rese celebri da YouTube stesso. Su RxnStream le reazioni sono in diretta, trasmesse dalla web cam dell’utente che sta visionando il contributo video che avete segnalato.
Il funzionamento del tutto è molto semplice: si copia negli appunti il link al video che vogliamo condividere e lo si incolla nell’apposito campo sul sito di RxnStream. Il che genererà un ulteriore link che potrete condividere nel modo che riterrete più opportuno: Twitter, Facebook, mail.
Una volta cliccato sul link, i vostri amici saranno portati su una pagina che “embedda” il video in questione e anche una videochat, in collegamento con voi, in modo da poter conoscere le loro reazioni e commentare insieme il contenuto. Una volta effettuato il collegamento, e chiusa o ricaricata la pagina, la videochat non sarà più disponibile, ma il filmato di YouTube continuerà ad essere presente. Per ora RxnStream funziona solo con YouTube.