Wikimedia Foundation è come sicuramente saprete l’organizzazione no-profit responsabile di Wikipedia e di altri progetti, dalla quale arriva l’annuncio del raggiungimento di oltre 20 milioni di dollari tramite le donazioni effettuate da più di un milione di persone (tra le quali anche Sergey Brin di Google): un risultato al quale Wikimedia è arrivata anche grazie ai numerosi appelli effettuati dal 2003 a oggi, e che anche nel 2011 hanno contribuito al raggiungimento del record.
Ma non ci sono solo le cifre sui soldi ottenuti da Wikimedia Foundation con le donazioni: secondo l’organizzazione, i suoi siti servirebbero adesso più di 470 milioni di persone ogni mese, con in testa ovviamente l’enciclopedia libera Wikipedia, supportata da oltre 100.000 volontari che operano anche su progetti collaterali. Per quanto riguarda proprio Wikipedia, in procinto di celebrare i suoi 11 anni, si parla invece di 20 milioni di articoli in 282 lingue diverse.
La stima delle spese di Wikimedia Foundation per il 2011-12 è in realtà pari a 28,3 milioni: il resto della cifra arriverà da donazioni minori e altre istituzioni.
Via | Techcrunch.com
Jimmy Wales, uno dei fondatori di Wikipedia, ha intenzione di bissare negli Stati Uniti la chiusura dell’enciclopedia libera per protestare contro l’approvazione dello Stop Online Piracy Act (SOPA) da parte del parlamento. È una decisione forte del successo ottenuto in Italia per la cd. “legge–bavaglio”, ma gli utenti sono divisi.
Il governo statunitense, infatti, ha introdotto il decreto lo scorso 26 di ottobre: la legge prevede che la magistratura possa interrompere la diffusione d’annunci pubblicitari, l’elargizione di donazioni, oppure il ricevimento di pagamenti ai siti colpevoli di promuovere la condivisione dei contenuti protetti dal diritto d’autore.
Wikipedia, contenendo informazioni di massima sul peer-to-peer e altre forme di scambio dei materiali potenzialmente protetti dal copyright, rientrerebbe così tra i principali indiziati dello SOPA. Mantenendosi grazie alle donazioni dei privati, Wikipedia rischierebbe per l’ennesima volta di chiudere i battenti. Forse, per sempre.
Continua a leggere: Jimmy Wales vuole chiudere Wikipedia per protesta negli Stati Uniti
Gli appelli che negli ultimi tempi hanno popolato le pagine di Wikipedia, compreso quello del fondatore Jimmy Wales, sembrano aver centrato come al solito l’obiettivo di ottenere fondi per mantenere l’enciclopedia online in vita, portando nelle ultime ore a effettuare una donazione anche a uno dei due fondatori di Google: Sergey Brin.
Secondo quanto diffusosi attraverso la rete, Brin avrebbe infatti donato a Wikipedia 500.000 dollari attraverso la Brin Wojcicki Foundation, una fondazione benefica creata dallo stesso Sergey insieme alla propria moglie, Anne Wojcicki. Secondo quanto riporta Geek.com, prima di questa donazione a Wikipedia la fondazione aveva già effettuato una donazione al fondo per la cura del morbo di Parkinson messo in piedi dall’attore Michael J. Fox.
Pur essendo apparentemente agli antipodi l’una dall’altra, Google e Wikipedia hanno in realtà molte più cose in comune di quante se ne potrebbero pensare a una prima analisi superficiale. Pensate per esempio a quando andate sul motore di ricerca per trovare informazioni su un argomento specifico: il 99,9% delle volte il primo risultato è proprio Wikipedia nelle sue varie versioni internazionali, in grado di soddisfare coi suoi articoli la nostra sete di conoscenza. Viceversa, la stessa Wikipedia trae in questo modo beneficio da Google: anche se già intenzionati a cercare qualcosa su Wikipedia, spesso l’abitudine di farlo attraverso Google ha il sopravvento su quella che sarebbe l’operazione più logica, cioè andare a cercare l’argomento direttamente su Wikipedia.
Wikimedia Foundation ha completato la transizione al protocollo HTTPS per tutti i wiki: in sostanza, è possibile navigare su Wikipedia, a prescindere dalla lingua, con un maggiore livello di sicurezza. I server includono una funzione per Do Not Track, affinché le abitudini di navigazione registrate dal browser non siano “tracciate”.
Gli utenti e i contributori dell’enciclopedia libera potranno godere di una maggiore sicurezza nel collegarsi ai propri profili. Lo stesso discorso è valido per Wikibooks, Wiktionary, ecc.: le autorità certificative di SSL e TLS sono molto spesso oggetto di intrusioni da parte di malintenzionati. Occorre comunque una certa cautela.
Esisteva già secure.wikimedia.org per fornire la medesima funzione: gli indirizzi sono stati modificati a livello di protocollo, tuttavia il risultato non cambia. Se non riuscite ad accedere al protocollo sicuro potreste avere bisogno di cancellare la cache del browser. Wikimedia è al lavoro con EFF per aggiornare HTTPS Everywhere.
Via | Wikimedia Foundation
Wikipedia è mantenuta soprattutto da volontari di sesso maschile: appena il 16% degli editori dell’enciclopedia libera è donna. Una tale “sproporzione” si riflette pure sull’accuratezza dei contenuti, perché le tematiche prettamente femminili hanno una lunghezza inferiore a quelle più adatte agli uomini oppure di carattere generale.
La ricerca è stata condotta dall’Università del Minnesota, che ha analizzato le contribuzioni d’oltre 100.000 editori tra il 2005 e il 2011. La curiosità di sondare il genere sessuale dei volontari di Wikipedia è stata suggerita da un articolo del New York Times, che ironizzava sullo squilibrio tra Sex and the City e The Sopranos’.
Com’è intuibile visitando i collegamenti, rispetto a gennaio le due voci citate sono molto più equilibrate. La prevalenza d’editori di sesso maschile, invece, è invariata: chissà che l’intervento di Jimmy Wales per risolvere la crisi delle contribuzioni a Wikipedia non possa introdurre delle quote rosa, per appianare la situazione.
Via | The Register
Wikipedia attraverserebbe un periodo difficile a causa della vertiginosa diminuzione degli editori. È stato Jimmy Wales, creatore dell’enciclopedia libera, a rivelarlo ad Associated Press. Le regole per modificare gli articoli di Wikipedia sono sempre più complesse e molti contributori abbandonano, perché richiede loro troppo tempo.
Nonostante Wikipedia si trovi quasi sempre nelle prime posizioni dei risultati di Google, il numero dei contributori è attestato attorno ai 90.000 utenti. Una cifra che potrebbe sembrare altissima, se non fosse per la vastità dell’enciclopedia. Wales spera d’incrementare gli editori di almeno 5.000 individui per il giugno del 2012.
Le linee editoriali di Wikipedia, però, sarebbero troppo complesse e addirittura «inaccessibili» ai nuovi utenti. Il contributore tipico è un maschio di 26 anni, appassionato d’informatica e tecnologia: Wales è determinato a cambiare queste statistiche per correre ai ripari sull’abbandono del portale. Gli editori sono fondamentali.
Via | Digital Trends

Non si può di certo dire che Wikipedia non voglia dare alle proprie funzionalità una rinnovata, soprattutto in questo periodo. Dopo il progetto WikiLove, lo staff dell’enciclopedia libera ha infatti deciso di introdurre un sistema di rating delle numerose pagine presenti all’interno della piattaforma, basato sulle valutazioni legate a vari ambiti tramite i quali giudicare un articolo. Tali valutazioni, da 1 a 5, verranno ovviamente espresse dagli iscritti stessi.
Funzionerà così: dopo aver letto un articolo, sarà possibile esprimere sotto forma di stelline il proprio parere su quattro aspetti differenti: affidabilità, obiettività, completezza e modo di scrittura, dando così un feedback più diretto rispetto alla funzionalità “social” offerta da WikiLove. Annunciato nel corso del weekend, il sistema di rating è in realtà già operativo: dopo una partenza su 100.000 articoli, è ora in fase di roll-out con incrementi di 370.000 pagine alla volta, fino al raggiungimento della somma totale degli articoli presenti su Wikipedia, attualmente pari a 19 milioni.
Cosa ne pensate di questo sistema di rating? Credete possa essere un buon modo per tenere discernere tra informazione e disinformazione su Wikipedia o lo vedete paradossalmente come una nuova possibilità per chi vuole inquinare gli articoli?
Via | Readwriteweb.com
Alterare una pagina di Wikipedia per danneggiare una società concorrente può costare fino a 25.000€. È il caso di Hi-Media, un’azienda francese, multata perché colpevole di avere alterato una pagina dell’enciclopedia libera a scapito di Rentaliweb. Entrambe le imprese comparivano nella voce enciclopedica relativa ai micro-pagamenti.
L’attribuzione della responsabilità è stata possibile grazie al riconoscimento dell’indirizzo IP da cui hanno effettuato la modifica. Hi-Media si è difesa sostenendo che non è possibile associare la provenienza dell’indirizzo a chi ha materialmente effettuato l’alterazione su Wikipedia. Una tesi piuttosto debole e poco convincente.
Tuttavia, Hi-Media è riuscita persino a guadagnarci. La rivalità con Rentaliweb le ha fruttato 50.000€, perché il concorrente aveva già effettuato simili operazioni e ha dovuto risarcire Hi-Media di 75.000€. A prescindere dall’entità del danno la modifica di Wikipedia per scopi commerciali è un’attività deprecabile, quanto diffusa.
Via | The Next Web
WikiLove è un progetto sperimentale di Wikimedia per rendere Wikipedia più simile a un social network. Non equivale al “like” di Facebook, tuttavia permette di mostrare l’apprezzamento per un autore dell’enciclopedia libera. WikiLove arriverà per tutti entro la settimana prossima e può già essere sperimentato, in forma di prototipo.
Per utilizzare WikiLove sarà necessario disporre di un account su Wikipedia: un pulsante a forma di cuore apparirà sulle pagine degli utenti e nelle discussioni. Sono perciò escluse le voci dell’enciclopedia. WikiLove è una nuova forma di comunicazione tra gli iscritti a Wikipedia, non è affatto un “like” per le pagine del portale.
La realizzazione di WikiLove si deve a Ryan Kaldari: inizialmente era un semplice gadget, poi Wikimedia ha deciso d’integrarlo su Wikipedia. Se si utilizza l’enciclopedia soltanto come fonte di consultazione e non si è coinvolti nella modifica delle pagine, WikiLove appare piuttosto inutile. Forse sarà così persino per gli editori.
Via | Wikimedia
Se state leggendo qui, avrete di sicuro aperto una pagina di Wikipedia nella vostra vita. Almeno una: più probabilmente alcune decine, quasi certamente centinaia o migliaia. Ma cosa c’è dietro a Wikipedia? I wikipediani, naturalmente: con il loro organizzatissimo e accurato lavoro.
Ma i wikipediani sono esseri umani: e per quanto precisi, si stancano e possono sbagliare. I bot invece, non si possono sbagliare: ed è proprio questa una delle storie si raccontano in Critical Point of View: A Wikipedia Reader, un saggio uscito quest’anno, segnalato anche da Bruce Sterling su Beyond the Beyond.
Potete ordinare il volume su networkcultures.org, oppure scaricarlo in pdf. Noi vi riproponiamo i punti salienti del capitolo The Lives of Bots, di Stuart R. Giger dopo il salto.
Continua a leggere: Wikipedia e bot editor: la storia di AntiVandalBot e Hagerman Bot
Wikipedia non è la Bibbia: spesso i contenuti che diffonde sono utili e verificati, alcune volte no. Ma gli attacchi che le ha rivolto negli scorsi giorni il Tg 5 proprio non mi sono andati giù, come penso a molti altri. Su WikiCulture, “magazine collaborativo dedicato al web che può cambiare il mondo”, ho trovato un bell’articolo che giustamente distrugge il servizio del Tg 5, visibile su Youtube.
Se i giornalisti spesso si fidano di Wikipedia e non verificano le loro fonti, come dimostrato da un ragazzino che ha menato per il naso diverse penne ben pagate lo scorso anno, la colpa non è di Wikipedia, ma dei giornalisti.
Il Tg5 ha attaccato Wikipedia su più fronti: non si possono modificare informazioni non corrette, fa finta di essere libera poi il fondatore chiede soldi, è ideologizzata e così via.
Continua a leggere: Wikipedia: una difesa dagli attacchi del Tg5
Forse l’appello di Jimmy Wales non è stato un gesto così ridicolo come alcuni “bontemponi” hanno ritenuto. Il Capodanno ha portato con sé un’ottima notizia per Wikipedia, perché la fondazione ha raggiunto l’obiettivo della campagna a sostegno dell’enciclopedia libera. Con un comunicato, Wales ha annunciato ieri che sono stati raccolti i $16 milioni necessari a mantenere gratuita (e priva di pubblicità) Wikipedia.
Sebbene il modulo per le donazioni riporti ancora un -$0.4 milioni nel contatore, più di cinquecentomila persone hanno contribuito a raggiungere l’obiettivo prefissato. Un traguardo doppio rispetto all’anno precedente, per cui bastavano $8 milioni. La media per le donazioni è di 22 dollari a individuo: il report completo per il 2010 non è stato ancora redatto. La campagna è stata un grande successo.
Il sostegno a Wikipedia è arrivato da 140 nazioni diverse in soli 50 giorni, cioè dalla pubblicazione della lettera aperta di Wales. Una raccolta fondi da record che sarà festeggiata con la creazione di t-shirt con uno slogan tradotto in 200 lingue, che saranno acquistabili con una donazione minima di $25. Nel 2010 i fondi raccolti da Wikimedia Foundation ammontano a un totale di circa 20.4 milioni di dollari.
Via | CBS News