In questa penultima puntata la guida di Tamar Weinberg, iniziata qualche giorno fa, si occupa dell’atto generico del bloggare (termine assolutamente inesistente, ma rende l’idea perché è - purtroppo - usato), del lasciare commenti ai post e del comportamento in generale sui social site.
Occorre ricordare, infatti, che il blogging non coincide assolutamente con la scrittura di un vero e proprio articolo. Al di là di post “tutorial” come questa serie ed altre circostanze simili, un post è interattivo, può dar fuoco alle micce su un tema caldo, fornendo quella caratteristica di Web Read-Write (Web a lettura e scrittura), cioè di bidirezionalità che manca del tutto al giornalisimo tradizionale, tipicamente ciclopico e mastodontico, dal quale spetta solo al lettore decidere se assorbire nozioni o voltar pagina. Una staticità i cui limiti sono stati recepiti dalle principali testate di tutto il mondo, proprio affiancando al quotidiano vero e proprio una serie di blog.
E proprio perché, nel blogging, il senso di un post può essere totalmente rovesciato dai commenti che la blogosfera vi lascia accodati, Tamar Weinberg suggerisce di astenersi da alcuni comportamenti che vanificherebbero proprio queste caratteristiche, sia per chi scrive il post che per chi lo commenta: vediamo quali.
Continua a leggere: Netiquette 2.0: blogging, commenti e altri social site
Prosegue la nostra carrellata sulla Netiquette 2.0 scritta da Tamar Weinberg, partita qualche giorno fa e questa volta dedicata all’esame di alcuni comportamenti da evitare su siti come FriendFeed, StumbleUpon e YouTube.
Mentre i primi due - entrambi dedicati all’aggregazione di notizie, sia pure con metodi e finalità diversi - sono relativamente poco conosciuti in Italia rispetto agli Stati Uniti, il terzo è decisamente più noto alla comunità intera degli internauti, siano essi 2.0 o meno.
Questo non deve, tuttavia, trarre in inganno: se negli States c’è Digg, in Italia si è provveduto a fornire un servizio simile, oltre tutto in lingua italiana, con Diggita. Le dinamiche si ripetono e, trattandosi di servizi tipicamente 2.0, tendono a ripetersi anche gli errori.
Continua a leggere: Netiquette 2.0: FriendFeed, StumbleUpon e YouTube
Torna una nuova puntata della guida di Tamar Weinberg (qui il primo episodio), per seguire alcuni aspetti di LinkedIn e delle cosiddette Social News, cioè tutte quelle notizie di cui si ha evidenza “frequentando” i Social Bookmark.
LinkedIn, per chi non dovesse conoscerlo, è un sito di Social Networking a tutti gli effetti, orientato al mondo del lavoro, in cui è possibile intrecciare relazioni che, nel prosieguo della propria attività, potrebbero tornare utili per reperire specifiche qualifiche professionali, per proporne (ovvero “raccomandarne”, in senso anglosassone e non italiano!) alcune e, non ultimo, per mettersi “sul mercato” internazionale alla ricerca di un impiego.
Navighiamo ogni giorno su molti siti che fanno parte del cosiddetto web 2.0, ricchi di funzioni (più o meno utili) e di collaborazione, quali social network, social bookmarks, ecc… Ma li sappiamo riconoscere al volo dal logo?
Se l’è chiesto un utente di Quizible che ha così creato il test “How Web 2 are you?” in cui ha inserito parti di loghi celeberrimi e che abbiamo sotto gli occhi ogni giorno, ma al contrario di quel che sembra, non è affatto facile totalizzare un buon punteggio.
Per registrare il proprio punteggio e condividerlo con amici e contatti si può creare gratuitamente un account su Quizible, utilizzare l’OpenID oppure i dati di accesso a Facebook. E voi, quanti punti fate?
Via | TechCrunch.com

Continuiamo la guida proposta da Tamar Weinberg (qui il primo episodio) e vediamo cosa suggerisce per Twitter.
Per chi non lo dovesse conoscere, Twitter è un sistema di c.d. microblogging: consente di inviare, al pubblico o verso un determinato utente, dei messaggi di massimo 160 caratteri, come gli SMS. Tramite il sito e tramite appositi applicativi, sia l’invio che la ricezione possono avvenire su varie piattaforme, cellulari inclusi.
Riprendiamo la guida proposta da Tamar Weinberg (qui il primo episodio) e parliamo stavolta di Facebook.
Nella sua disamina, Tamar propone alcuni punti fondamentali da osservare attentamente. Sono circostanze il cui presentarsi inficia, secondo la blogger, il proficuo impiego del social networking su Facebook.
Ecco cosa evitare accuratamente:
In rete circolano molti suggerimenti per utilizzare al meglio il social networking, ma c’è una guida particolarmente completa su cui vale la pena di soffermarsi: è quella scritta da Tamar Weinberg, appassionata del Web 2.0, consulente di Real Simple Magazine, Lateral Action, Search Engine Roundtable e Mashable ed anche ex-blogger di Lifehacker.
I Social Media - spiega Tamar - in molti casi tentano di riprodurre le dinamiche delle relazioni sociali reali.
Per ciascuno di essi ci sono alcune “regole d’oro”, che potranno trarsi dai comportamenti da evitare. Seguendole, si imparerà a gestire e mantenere al meglio le relazioni sociali online.
Continua a leggere: Guide/ Netiquette 2.0, per socializzare meglio
Da oggi il Ministro italiano per la Pubblica Istruzione, l’Università e la Ricerca scientifica, on. Mariastella Gelmini, ha aperto un proprio canale su YouTube. Nel video di presentazione della nuova iniziativa, della durata di 27 secondi e qui pubblicato, il Ministro avanza la sua intenzione di confrontarsi con gli utenti sulla Scuola e sull’Università accettando idee, progetti, proposte, anche critiche.
La scelta del Ministro di utilizzare YouTube è un buon segno. Forse anche in Italia si è finalmente capito quanto internet possa fare bene alla politica, soprattutto per confrontarsi con chi viene direttamente coinvolto dalle scelte del legislatore.
Bisognerà ora vedere come e con che frequenza il canale verrà utilizzato. Certo è che abbiamo fatto un grande passo avanti rispetto alle dichiarazioni di due anni fa dell’allora Ministro Fioroni che, per fronteggiare i bulli che usavano YouTube per diffondere video illeciti, voleva censurare internet.
Continua a leggere: Il Ministro Gelmini apre un canale su YouTube
Sempre in materia di privacy e anonimato sul Web, una importante notizia giunge da Facebook. La rete sociale più grande del mondo sta per rilasciare una nuova funzione, ovvero Facebook Connect.
Facebook Connect, secondo le dichiarazioni di Mark Zuckerberg, permetterà agli utenti di seguire i propri contatti ovunque. Tramite gli accordi con gli altri siti Web, i membri di Facebook potranno seguire gli amici e le loro attività anche sugli altri siti. Già nelle prossime settimane una serie di importanti siti Web sigleranno accordi con Connect, tra cui Discovery Channel, Digg e Hulu.
Facebook Connect rappresenta una novità nel modo di pensare le relazioni sociali: invece di accumulare informazioni sui propri utenti su ogni sito, i giganti di Internet stanno pensando di condividere le informazioni in modo che persone non debbano ogni volta creare una lista contatti. Una impostazione che avvicina al cosiddetto Web sociale.
Via | Nytimes.com
Con l’avvento del Web 2.0 è partita una nuova era di Internet, con i lati positivi e negativi. Purtroppo, tra i lati negativi, va segnalato un aspetto che ha cambiato profondamente la nostra esperienza di navigazione: oggi è infatti quasi impossibile navigare anonimamente.
La sfumatura tra reale e virtuale si è assottigliata, ed oggi, attraverso i vari profili creati sui siti del Web 2.0, ognuno di noi ha una foto, una frase, un pezzo della propria vita reale che mostra come siamo anche sulla rete.
Il Web del futuro, quindi, è un Web non più anonimo. Complici anche le società che gestiscono i siti internet e che premono per la creazione di profili virtuali in cui le informazioni personali sono sempre più dettagliate. E gli utenti, forse incautamente, forse ignorando i pericoli, sono sempre più coinvolti.

Twitter ha raggiunto l’importante cifra di un miliardo di messaggi registrati. Il record è stato segnalato da GigaTweet, sito che tiene il conto dei messaggi di Twitter attraverso Popacular.
Non è ancora chiaro quando il contatore ha iniziato a registrare i messaggi, ma considerando che Twitter è stato laciato nel 2006, la cifra dà un’idea della crescita esponenziale del sito. Un segnale forte che dimostra la grandezza di Twitter che, in poco tempo, è diventato uno dei principali siti del web 2.0. Un record che si affianca a quelli recenti segnati da Facebook e Flickr.
Via | Washingtonpost.com
Al Web 2.0 summit di questi giorni un rumor molto particolare ha iniziato a serpeggiare tra gli addetti ai lavori: tutto è nato da una frase di John Battelle, CEO di Federated Media, che ha provocato il fondatore di Facebook Mark Zuckerberg proponendogli di acquistare Twitter.
La risposta di Zuckerberg non è stato un rifiuto, ma un “Sarà difficile”. Riflettendoci bene, la funzione che permette di aggiornare lo status su Facebook funziona un po’ come il sistema di aggiornamento di Twitter, e ci sono contatti che scrivono frequentemente ciò che pensano o stanno facendo in un determinato momento.
Probabilmente si tratta solo di gossip informatico, ma non è detto che la notizia non contenga un minimo di verità. Lo stesso Zuckerberg ha dichiarato di non usare Twitter, anche se, secondo indiscrezioni, in realtà ha un account che usa per tenersi in stretto contatto con una manciata di amici stretti.
Via | News.cnet.com