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Tutti gli articoli con tag Wall Street Journal

Facebook risponde alle accuse del Wall Street Journal: userà ID criptate

pubblicato da natrium

In risporta alle accuse mosse da una inchiesta del Wall Street Journal meno di una settimana fa, Facebook fa sapere tramite il suo Developer Blog che intende utilizzare comunicazioni criptate per trasferire comunicazioni ed informazioni tra le applicazioni iframe-based.

Negli ultimi giorni avrebbero studiato soluzioni tecniche per gestire la condivisione del Facebook User ID (l’identificativo unico per ogni utente). Sebbene le accuse mosse dalla stampa vengano giudicate “molto esagerate” riguardo alle possibili implicazioni della diffusione degli ID e le policy stabiliscano esplicitamente il divieto di diffusione dei dati a compagnie pubblicitarie o data brokers, da Palo Alto ammettono che alcune applicazioni hanno inavvertitamente condiviso informazioni attraverso la trasmissione delle URL.

La tecnologia che i laboratori di Facebook sta attualmente sperimentando prevede una criptazione dei dati prima di ogni transazione. La decodifica sarà permessa solo al destinatario previsto e quindi sarà impossibile “catturare” dati in chiaro nel passaggio da utente ad applicazione. Per chi fosse interessato viene messa a disposizione anche una documentazione tecnica che descrive gli algoritmi di criptazione in analisi.

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Murdoch perderebbe solo il 10-12% di pubblicità senza Google

pubblicato da giovanni de stefano


Quanti sono rimasti perplessi, ieri, al nostro riportare che Rupert Murdoch, padrone di News Corp., ha annunciato di voler fare a meno dell’indicizzazione su Google dei siti di informazione del proprio gruppo, troveranno che in fin dei conti la “minaccia” di Murdoch è più sostenibile di quello che non si pensasse.

Silicon Alley Insider ha calcolato infatti che, se una decisione del genere dovesse realmente essere messa in pratica, la perdita in ricavato pubblicitario per il magnate australiano potrebbe essere semplicemente del 10-12%.

Questo, soprattutto grazie alla grande forza degli abbonamenti ai quotidiani e ai magazine online targati Murdoch. Come, solo per fare un esempio, il Wall Street Journal, che fattura ogni anno solo per gli abbonati più di 50 milioni di dollari. In più, Murdoch, che sa il fatto suo, sa anche quanto siano più importanti le inserzioni che generano guadagni tramite utenti che arrivano si suoi siti da segnalibro, e non da motore di ricerca. Vedremo come andrà a finire questo braccio di ferro.

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Le dimensioni dei vostri monitor

pubblicato da nexusdue

sondaggio monitor

Circa una settimana fa abbiamo lanciato un sondaggio chiedendovi la dimensione del monitor che utilizzate. L’idea partiva da uno studio universitario pubblicato sul Wall Street Journal che affermava che aumentando le dimensioni del monitor si aumentava la produttività.

Su 748 votanti, il 14% ha dichiarato di possedere uno schermo di dimensioni minori di 15 pollici. Si tratta ovviamente di chi lavora con un laptop e di pochi “nostalgici” con un 15 pollici collegato al proprio PC desktop. La maggioranza dei voti, 33% è andata ai monitor da 17 pollici. Risultato ovvio, considerato che era lo schermo per computer entry-level fino a poco tempo fa.

L’accessibilità dei prezzi è confermato dal 27% di possessori di uno schermo da 19-20 pollici. Il 16% dei votanti ha dichiarato di avere un monitor di grandi dimensioni (maggiore di 20 pollici) e nei commenti al sondaggio alcuni di voi hanno confermato la tesi dello studio, dichiarando un forte aumento di produttività e comodità nel lavoro con schermi con una grande superficie. Solo il 7% afferma di lavorare con due monitor, e sicuramente tra questi molti hanno affiancato al proprio portatile un monitor esterno.

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Il sito del Wall Street Journal diventerà gratuito. Parola di Murdoch

pubblicato da D@di

Wsj

Vedete, nella foto qui sopra, la dicitura “For subrcribers only”? Fra qualche tempo probabilmente non la vedrete più. Rupert Murdoch, capo di uno dei più grandi gruppi editoriali del mondo (News Corp.), ha chiesto agli azionisti di rendere totalmente gratuita la fruizione del sito del Wall Street Journal, che come probabilmente saprete è uno dei più importanti quotidiani economici internazionali.

Scopo dell’iniziativa, quello di rafforzare la propria presenza in rete, passando dal milione di abbonati a circa 10-15 milioni di lettori in tutto il mondo. Secondo Murdoch è tutto collegato: una volta che il sito diverrà gratuito, aumenteranno esponenzialmente i lettori e, di conseguenza, la raccolta pubblicitaria.

News Corp. è l’ultimo dei grandissimi gruppi editoriali a prendere questa importante decisione; solo poco tempo fa anche la dirigenza del New York Times aveva annunciato il passaggio alla quasi totale gratuità.

Via | C|Net News

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Il tuo nome non è su Google? Non sei nessuno

pubblicato da D@di

Mario RossiOggi ho letto un interessante articolo del Wall Street Journal che suona più o meno così: “Se scrivi il tuo nome su Google e non compari tra i primi risultati, non sei nessuno”. Curioso, ma in parte vero purtroppo. Quante volte avete cercato informazioni su alcune persone e non avete trovato nulla? Quante volte, al contrario, vi siete sorpresi nello scoprire che un vostro amico è stato militante di un partito politico o il vostro collega ha un blog in cui appunta ogni giorno tutto ciò che gli capita?

L’argomento, che potrebbe suscitare facili ironie, in realtà è serio: secondo un sondaggio più dell’ottanta per cento di coloro che nelle aziende si occupano della selezione del personale cerca informazioni aggiuntive proprio sui motori di ricerca.

Negli Stati Uniti c’è addirittura chi, avendo un nome e cognome troppo comune (stile Mario Rossi) lo ha cambiato o ha trovato degli accorgimenti speciali (firmandosi, ad esempio, con una sigla) per apparire tra i primi risultati. E voi, avete mai fatto carte false per apparire (o non apparire) tra i primi risultati di Google?