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Il Senato americano approva una legge sul blocco dei contenuti non adatti ai bambini

pubblicato da PG

Il Senato americano approva una legge sul blocco dei contenuti non adatti ai bambiniIl Senato degli Stati Uniti ha unanimemente approvato una legge che consentirà alla Federal Communications Commission di aiutare i genitori a scovare e bloccare contenuti non adatti ai bambini, su Internet. La legge, chiamata “Child Safe Viewing Act“, è stata voluta dal senatore Mark Pryor.

Oggi, tramite la tecnologia, i bambini possono più facilmente entrare a contatto con contenuti non adatti alla loro età. Per questo la legge appena approvata viene incontro alle esigenze dei genitori di monitorare l’attività dei loro figli. Il testo della legge prende atto che i bambini passano una media di quattro ore al giorno tra televisione e Internet.

Il 99.9% della pubblicità è a base di contenuti osceni o indecenti. La legge, però, va oltre a tutto questo, perchè si chiede alla FCC di concentrare il sistema di blocco dei contenuti su una grande varietà di piattaforme, tra cui le connessioni Wi-Fi, Internet, e tutta una serie di dispositivi, tra cui lettori DVD. Il progetto di legge non dà alla FCC tutto il potere di applicare le regole, ma si potrebbe arrivare al punto di richiedere ai produttori di includere determinate tecnologie di filtraggio nelle loto applicazioni.

Via | Arstechnica.com

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Lo State Department degli Stati Uniti su Twitter e Flickr

pubblicato da PG

Lo State Department degli Stati Uniti su Twitter e FlickrIn un mondo in cui la visibilità su Internet sta diventando sempre più importante, attraverso i social network e i servizi del Web 2.0, non stupisce che lo State Department degli Stati Uniti abbia creato profili su diversi siti.

L’ultimo, in ordine di tempo è un profilo su Twitter. Janice Jacobs, assistente segretario per gli affari consolari, ha dichiarato in una email che lo State Department crede in Twitter e negli altri siti di social networking perchè essi offrono una possibilità di condividere le informazioni su una base molto ampia di utenti, soprattutto i giovani americani.

E non è finita qui. Lo State Dept. è presente anche su Facebook, con una pagina dedicata e un photostream su Flickr, dove è possibile sfogliare le foto di personalità importanti della politica americana.

Via | Nytimes.com

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Seguire le elezioni americane su Twitter

pubblicato da PG

Seguire le elezioni americane su Twitter

Twitter ha annunciato la creazione di un profilo completamente dedicato alle elezioni americane che si terranno fra poco più di un mese negli Stati Uniti. La campagna elettorale che porterà John McCain e Barack Obama a scontrarsi per la Casa Bianca è stata una delle più seguite sul Web, soprattutto grazie al candidato Democratico Obama, che ha aperto profili su quasi tutti i social network conosciuti.

Sfruttando le caratteristiche del suo servizio Twitter aggiornerà in tempo reale i commenti politici e tutte le notizie relative agli ultimi giorni di questo periodo pre-elettorale. Il profilo, infatti, raccoglie tutti i messaggi dei profili iscritti a questa particolare pagina. Guardando il numero dei messaggi che arrivano, è quasi impossibile seguire la lista, poichè si aggiorna ogni secondo con nuovi post.

Twitter spera di arrivare prima di ogni altra fonte nel pubblicare le notizie, e inoltre vuole essere un punto di riferimento per i tanti utenti che seguiranno sul web le elezioni. D’altronde non è la prima volta che Twitter arriva prima di chiunque altro nel segnalare eventi di interesse internazionale, grazie al passaparola.

Via | Blogs.zdnet.com

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John McCain accusato di copiare i discorsi da Wikipedia

pubblicato da PG

John McCain accusato di copiare i discorsi da WikipediaProbabilmente mai come in questo caso le elezioni presidenziali americane sono strettamente collegate con Internet. E se da una parte abbiamo il candidato democratico Obama onnipresente in quasi tutti i social network, il suo rivale John McCain non ama particolarmete la rete.

Eppure McCain è stato accusato di aver copiato il materiale di Wikipedia per alcuni interventi durante la sua campagna elettorale. Un discorso tenuto in merito alla Georgia l’11 agosto è risultato molto simile ad alcune pagine di Wikipedia.

Probabilmente non c’è nulla di male in tutto questo. Ma stupisce la contraddizione di un personagio che pubblicamente ha ammesso di non amare i blogger, e che non ha mai negato di non avere dimestichezza con i servizi della rete. Voi cosa ne pensate?

Via | Thaindian.com

Gary McKinnon, hacker inglese, sarà estradato negli Stati Uniti

pubblicato da PG

Gary McKinnon, hacker inglese, sarà estradato negli Stati UnitiLa storia di Gary McKinnon ha interessato l’opinione pubblica in questi giorni per una condanna di estradizione. 42 anni, disoccupato con un passato da sistemista, è riuscito a scavalcare le difese informatiche dei computer militari degli Stati Uniti dalla sua camera da letto in Wood Green vicino Londra, con la scusa di cercare informazioni sugli UFO.

Tuttavia i tribunali hanno respinto la sua difesa, soprattutto le affermazioni di minacce nei suoi confronti da parte dei pubblici ministeri statuninenti e il rifiuto di annullare il procedimento di estradizione.

McKinnon ha ammesso l’accesso a 97 computer militari statunitensi e della NASA, mentre i procuratori americani sostengono che egli abbia reso inutilizzabili 300 computer della marina, in un momento critico, ovvero immediatamente dopo gli attacchi terroristici dell’11 settembre 2001.

Continua a leggere: Gary McKinnon, hacker inglese, sarà estradato negli Stati Uniti

Statistiche USA di giugno: Google vicino al 70% del mercato

pubblicato da Rosario

Statistiche USA di giugno: Google vicino al 70% delle ricerche

Ulteriore passo in avanti per Google nella classifica d’utilizzo dei motori di ricerca negli USA, che si piazza a pochissimo dal traguardo del 70% con la sua percentuale del 69,17%, incrementata di quasi un punto rispetto a maggio.

Del successo di Google ne risentono praticamente tutti gli altri concorrenti, tra i quali Ask.com che fino a oggi aveva un trend di crescita continua pur rimanendo in ultima posizione. Mentre la maglia nera si attesta al 4,17% sopra di lei troviamo Msn.com al 5,46% e Yahoo! al 19,62%.

Anche rapportando la classifica a un anno fa la musica non cambia, con Google in grado di guadagnare 4 punti percentuali distribuiti in perdita tra gli altri suoi rivali.

Via | Readwriteweb.com

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Denunciato per aver tentato di vendere il proprio voto su Ebay

pubblicato da Vincenzo Baiocco

Denunciato per aver tentato di vendere il voto su ebayNegli Stati Uniti la lotta per le elezioni presidenziali ha mietuto un’altra vittima: si tratta del giovane Max Sanders, che ha avuto la poco brillante idea di mettere all’asta il suo voto su Ebay.

L’asta, già rimossa, partiva da 10 dollari e sembrava più uno scherzo o una provocazione che non una offerta vera e propria, ma così non l’ha pensata un procuratore del Minnesota che ha denunciato Sanders secondo una legge di fine ‘800 (usata anche negli anni venti dello scorso secolo); adesso rischia fino a 5 anni di carcere e una multa di diecimila dollari.

Alcuni bloggers hanno creato a loro volta aste simili per solidarietà, altri, a cui mi associo, hanno criticato la decisione poco “politically correct” di Sanders, che aveva ben altri modi di protestare o far conoscere il suo pensiero.

Via | TechCrunch.com

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Su Twitter il primo dibattito politico per le elezioni americane

pubblicato da PG

Su Twitter il primo dibattito politico per le elezioni americaneGli americani sono molto attenti alle novità tecnologiche. Dalle ultime statistiche è emerso che gran parte della popolazione si è interessata alle elezioni politiche proprio attraverso la rete. Ma anche la politica sembra aver capito l’importanza di Internet, tanto da organizzare il primo dibattito su Twitter.

Due rappresentanti del partito repubblicano e del partito democratico si sono affrontati su Twitter in un dibattito moderato dal blogger del Time Ana Marie Cox: Liz Mair per il partito repubblicato e Mike Nelson come sostenitore di Obama.

La discussione è diluita nel tempo, cioè quotidianamente il moderatore pone ai due rappresentanti una o due domande: non c’è limite di risposte, ma una sola regola, ovviamente quella di rispettare il limite dei 140 caratteri imposto da Twitter. Spetta al moderatore stabilire quando un argomento è esaurito.

Si tratta sicuramente di un sistema piacevole, leggero e innovativo su come affrontare una campagna elettorale e i temi dei due candidati. Non sappiamo quando il dibattito avrà fine, ma la bellezza di servizi web come Twitter è proprio la sua flessibilità, senza imposizioni di carattere mediatico o televisivo.

Via | Techpresident.com

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Statistiche USA di maggio: il 68% delle ricerche effettuate via Google

pubblicato da Rosario

Statistiche motori di ricerca USA maggio 2008

Le statistiche d’utilizzo dei motori di ricerca negli USA nel mese di maggio vedono ancora Google saldamente in testa. Se ancora ci fosse bisogno di prove della sua supremazia, la Grande G ha visto una percentuale d’utilizzo nelle interrogazioni al web del 68,29%: un incremento del 0,39% rispetto al mese precedente e del 3,16% rispetto allo stesso mese del 2007.

L’ascesa di Google sembra ormai da tempo inesorabile, con Yahoo!, Msn e Ask.com a dividersi la maggior parte del rimanente 30% circa: nonostante sia comunque l’ultimo della graduatoria, a crescere è proprio Ask.com con un incremento del 0,30% rispetto a maggio 2007, mentre Msn e Yahoo! di attestano al 5,89% e al 19,95%, perdendo rispettivamente nei confronti di un anno fa l’1,72% e lo 0,94%.

Via | Hitwise.com

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YouTube rifiuta di rimuovere alcuni video di Al-Qaeda

pubblicato da Rosario

YouTube LogoSecondo quanto riportato su United Press International, il direttivo di YouTube avrebbe rifiutato di rimuovere una parte dei video diffusi dai terroristi di Al-Qaeda tramite la sua piattaforma.

A richiedere la cancellazione dei video era stato Joe Lieberman, Senatore degli USA, al quale lo staff di Google ha risposto di ritenere i filmati non in contrasto con il proprio regolamento d’uso del sito e pertanto non meritevoli l’eliminazione: alla base della decisione, l’assenza nei video in questione di contenuti violenti o dichiarazioni d’odio nei confronti dell’Occidente.

Concludendo lo staff di YouTube si è detto intenzionato a difendere la libertà di parola e di esprimere punti di vista differenti e scomodi anche in casi come questo, anche se viene spontaneo domandarsi cosa farebbe se gli Stati Uniti dovessero bloccare l’accesso alla piattaforma nel proprio territorio come fatto in passato da Cina e Turchia.

Via | Slashdot.org

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Internet, nonostante la censura i navigatori cinesi sorpassano quelli americani

pubblicato da D@di

Internet CinaIncredibile ma vero, la notizia sta facendo in queste ore il giro del mondo. Gli utenti internet cinesi hanno appena sorpassato quelli degli Stati Uniti, facendo diventare la Cina il paese con il maggior numero di internet users al mondo.

Ad affermarlo, l’agenzia di stampa “Nuova Cina”, secondo cui i navigatori cinesi della rete sono ad oggi 221 milioni, contro i 215 milioni dei di americani connessi. Un boom che però, se si guarda al rapporto con la popolazione totale, rimane molto al di sotto della media mondiale: secondo le ultime statistiche, che si riferiscono al 2007, in media in ogni paese è collegato il 19,1 per cento della popolazione, contro il 16 per cento della Cina.

Ricordiamo che Pechino, già sotto l’occhio del ciclone internazionale per via dei diritti umani spesso negati, sottopone quotidianamente la rete a una rigida censura, nella quale sono impegnati oltre trentamila esperti governativi. Tra i siti più censurati, la maggior parte ricade nella categoria dei “politicamente pericolosi”, come quelli dei dissidenti in esilio e dei mezzi d’informazione occidentali.

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La guerra segreta tra Cina e USA

pubblicato da PG

La guerra segreta tra Cina e USASecondo recenti rapporti dell’intelligence americana i computer militari degli Stati Uniti hanno subito numerosi attacchi negli ultimi tempi. E questi attacchi sembrano provenire dalla Cina. Lo rivela il Wall Street Journal, segnalando come le reti militari sono gli obiettivi preferiti dagli hacker.

Il Generale Kevin Chilton dichiara che non vi sono prove significative di una volontà cinese di attaccare gli obiettivi militari americani, ma la Cina, in questo momento, rappresenta una vasta area geografica interessata in questo senso. Eppure le guerre cibernetiche stanno diventando sempre più comuni. L’anno scorso la rete Internet in Estonia è stata resa inattiva da attacchi provenienti dalla Russia, in seguito ad una disputa su un memoriale storico sulla Seconda Guerra mondiale. Tuttavia in quel caso si trattò di un attacco all’infrastruttura di Internet, e non a obiettivi militari o di governo. Tali attacchi, infatti, possono rendere instabile il traffico dell’intera rete, e sono fondamentalmente diversi da attacchi mirati ad impianti specifici, ciò che fa la differenza tra guerra e spionaggio.

La Cina, in questo momento, è considerata da molti un posto pericoloso per Internet: la maggior parte degli attacchi sono stati condotti proprio contro nemici della Cina. E la Cina è anche la nazione più colpita dal cyber crimine nel mondo, con abusi, frodi e attacchi di vario tipo. Il Governo Cinese può anche continuare con la sua politica di controllo e pressione, ma proprio questa strategia sta rendendo la rete in Cina un luogo pericoloso per il mondo.

Continua a leggere: La guerra segreta tra Cina e USA

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