
Non c’è soltanto Twitter in prima linea per la raccolta fondi come aiuti umanitari alle popolazioni colpite dal tremendo sisma di Haiti: nelle ultime ore il numero di social network che si sono accodati all’esempio di Biz Stone è cresciuto enormemente — al punto che persino Google è intervenuta attraverso vari interventi di supporto sui propri servizi.
Tumblr non è stato da meno e ha creato una pagina ad hoc per sensibilizzare i propri utenti alla donazione: oltre alla “classica” lista di organizzazioni no-profit impegnate nella raccolta degli aiuti, lo staff consiglia di seguire il tumblog di Medici Senza Frontiere (che contiene utili aggiornamenti sullo sviluppo degli interventi sanitari).
A corredo dell’iniziativa Tumblr propone di mostrare il proprio supporto – ovviamente dopo aver effettuato almeno una donazione simbolica – attraverso l’utilizzo di un ribbon da applicare al proprio avatar in un semplice clic: il fiocco reca ovviamente i colori della bandiera haitiana.
Google, il consorzio One Laptop per Child e l’Unicef hanno creato un nuovo sito, chiamato Our Stories, con l’obiettivo di rilanciare le favole e i racconti per bambini. Il progetto, in particolare, punta ad aiutare le persone di tutto il mondo a condividere storie e racconti delle proprie vite da qualsiasi posto della Terra.
Primi destinatari del progetto, ovviamente, i bambini dei Paesi in via di sviluppo che usano (o useranno) i laptop a basso costo della Olpc e coloro che sono protetti dall’Unicef.
Il sito, che utilizza le mappe di Google, permette di scegliere i contenuti in base alla loro collocazione geografica: una volta scelta un’area geografica e una favola, l’audio viene fornito da un player YouTube (come quello che ho inserito qui sopra) in cui la parte video è assente.
Il numero delle favole online, spiegano i creatori del sito, è in continua crescita: al momento è possibile ascoltare storie dal Museo brasiliano della Persona e da Ghana, Uganda, Tanzania e Pakistan (la maggior parte registrate con l’aiuto di volontari). Non mancano, inoltre, anche alcuni discorsi di benvenuto, tra cui quello del segretario generale delle Nazioni Unite, Ban Ki-moon.
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