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Si arriva poi al problema della proprietà di Current. Non ci sono, assicura Gore, investitori italiani, ma per una legge americana non è possibile dire esattamente chi sono gli investitori: “Diciamo che all’inizio – racconta – ci sono stati dei grossi prestiti, già tutti ripagati, e che nessuno ha mai imposto alcuna regola alla Tv, lasciandoci una libertà completa”.
E allora, si chiedono in tanti, come conciliare questa libertà completa col fatto che Current Tv si affidi a Sky, che è proprietà di News Corp. del magnate australiano dei media Rupert Murdoch? “Sky si vuole aprire a ciò che Current rappresenta. È una televisione libera: quando ci siamo seduti al tavolo per iniziare le contrattazioni non abbiamo mai avuto alcuna pressione su nessun argomento. Anche qui in Italia ci sentiamo liberi”. Eppure, aggiungiamo noi, Murdoch è anche proprietario della Fox, che negli Stati Uniti parteggia - anche poco velatamente - per i repubblicani di Bush, mentre Al Gore è nei democratici. Mah.
L’unica domanda intelligente, tra quelle non programmate, è l’ultima: se un blogger/film-maker che invia un video a Current.tv dovesse avere problemi legali, cosa farebbe il sito per aiutarlo? Gore spiega che lo staff è addestrato per essere molto attento a tutto quello che passa in video, che non violi regole né comportamentali né di copyright.
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Continuano le domande da parte dei blogger. Un ragazzo affronta il problema dei media tradizionali e dell’ancora scarsa credibilità e penetrazione nella popolazione che hanno i blog e i video online. Come può Current, allora, sovvertire i media tradizionali? “Più la gente è connessa, più la gente ci guarda, più si alzerà automaticamente la qualità dei video su internet. Solo così - racconta Al Gore - riusciremo a far capire alle persone che si può fare dell’ottima informazione anche in rete”.
La domanda più interessante arriva come un fulmine in un momento un po’ di fiacca: l’Italia si trova al sessantaquattresimo posto tra i paesi del mondo per la libertà d’informazione; se venisse pubblicato un video scomodo, ad esempio sul Vaticano, come si comporterebbe Current?
E Al Gore: “Lo mostriamo comunque. Noi rispondiamo solo a voi”. Permettetemi su questo punto di essere un po’ scettico: ricordate, solo per fare un esempio, quanto scalpore fece la messa in onda del documentario della Bbc sui preti pedofili qualche tempo fa?
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Per Al Gore, dunque, un’informazione libera è la base di una società democratica: basti pensare – spiega – che a causa di un’informazione distorta in molti e per molto tempo negli Stati Uniti hanno pensato che il mandante degli attentati dell’11 settembre fosse Saddam Hussein.
“L’informazione oggi – prosegue l’ex-vicepresidente degli Stati Uniti - soffre di un deficit di libertà, i media elettronici di massa sono controllati da governi e corporation, mentre internet ha invece introdotto nuove opportunità di libertà, consentendo alla gente di esprimere le proprie opinioni, di offrire la propria visione, di dare notizie e informazioni.
Current vuole collegare internet e la tv in modo semplice e accessibile, dando voce alla gente, creando un accesso ai media per gli individui di tutto il mondo. In molti paesi, Usa inclusi, la concentrazione della proprietà dei media ha portato alla conseguenza che molte voci sono state escluse”.
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Come preannunciato ieri pomeriggio al teatro Ambra Jovinelli a Roma abbiamo partecipato all’incontro del premio Nobel Al Gore con i blogger italiani in occasione della presentazione di Current Tv Italia. È stato un pomeriggio molto interessante in cui si è discusso, tra le altre cose, di libertà d’informazione e nuovi media, di giornalismo ed economia, e che forse non ha lasciato tutti - noi per primi - al cento per cento soddisfatti delle risposte e dei temi trattati.
All’incontro, moderato dal direttore di Sky Tg24 Emilio Carelli, oltre ad Al Gore hanno partecipato il direttore dei programmi di Current Tv Italia Tommaso Tessarolo, il blogger e conduttore di “Reporter Diffuso” Marco Montemagno e il Ceo di Current Mark Goldman.
Al Gore, contento per una platea molto entusiasta, ha incentrato il suo discorso tutto sull’esigenza di una televisione e di un’informazione più libera e democratica, che risenta dell’energia del Www e degli individui che popolano Web&blog. Per Gore, da quando internet è diventato un mezzo di comunicazione di facile accesso per molti, è come se l’individuo si fosse ripreso il potere di informarsi, di esprimersi e di informare: “Quando il potere è nelle mani di pochi - spiega il premio Nobel - la democrazia ne soffre”.
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Ha fatto parlare molto di sé, sia nel mondo che in Italia. E oggi sbarca finalmente anche nel nostro Paese (dopo Stati Uniti e Inghilterra). Stiamo parlando di Current.tv, il canale televisivo online e satellitare (di cui si sono più volte occupati anche i cugini di Tvblog.it) fondato dal premio Nobel per la pace 2007 Al Gore insieme a Joel Hyatt e che in Italia sarà guidato da Tomaso Tessarolo.
Fulcro della nuova Tv, che sarà ospitata sul canale 130 della piattaforma Sky, sono i VC2, cioè i contenuti creati dagli utenti. Ma a differenza di quanto accade su YouTube, questi materiali sono selezionati e vengono portati in televisione, entrando pienamente a far parte del palinsesto del canale.
La televisione di Al Gore, inoltre, trasmette anche brevi programmi (chiamati Pod) dedicati ad argomenti di attualità. Parte più importante del progetto è sicuramente il sito, che svolgerà un po’ il ruolo di social network e aggregatore di video, ma con una novità: i filmati più interessanti saranno, per gli utenti, fonte di guadagno (con assegni da 200 a 800 euro).
Un servizio di SkyTG24 (via Twitter) ed un articolo di Repubblica.it parlano di un recente studio della Banca Mondiale sul rapporto tra gli italiani e i media. Purtroppo nessuna novità sul fronte internet: meno del 50% degli italiani usa il web.
In Europa siamo dietro Olanda (l’89% della popolazione usa Internet), Norvegia (87,4%), Svezia (76,9%), Danimarca (58,3%), Gran Bretagna (55,4%), Francia (49,1%). Peggio di noi i tedeschi (46,9%), gli spagnoli (42,1%), portoghesi (30,3%) ed i greci (18,4%). Nel mondo invece al primo posto troviamo Nuova Zelanda con il 76,5% della popolazione, poi l’Australia con il 73,9%, gli Usa con il 69,5%, il Giappone con il 68,5% e il Canada 68,1%.
Inoltre solo il 36% degli italiani possiede un computer, contro l’impressionante 122% degli abitanti di Israele (più di un computer a testa). Da noi si comprano pochi giornali e la TV è sempre il mezzo più usato per informarsi. La strada è lunga…
Via | Skylife.it
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Quanto vale Google Sky, il livello di Google Earth che permette di esplorare il cielo? Circa 25 milioni di dollari. O almeno è quello che crede un ex-appaltatore di Google, Jonathan Cobb.
L’uomo, infatti, ha denunciato il grande colosso mondiale di internet chiedendo, appunto, 25 milioni di dollari di ricompensa (pari a circa 17 milioni di euro) per avergli rubato l’idea di inserire le mappe celesti all’interno di Google Earth.
L’uomo, in particolare, sostiene di aver parlato per la prima volta dell’idea in un forum di discussione “interno” dedicato ai dipendenti Google. Al momento da “Big G” non arrivano commenti alla notizia. In rete, però, sono già in molti coloro che si chiedono: se Google offre il servizio di mappe celesti gratuitamente e in teoria non guadagna nulla, perché allora tutto questo accanimento? Staremo a vedere.
Via | Techdirt.com

Google ha annunciato di aver migliorato la funzione “Sky” all’interno di Google Earth, quello che permette di esplorare pianeti e costellazioni.
La nuova versione porta con sé - a mio avviso - un’interessante novità, che è quella di poter vedere in tempo reale i fenomeni astrologiciastronomici. Si chiama “Eventi Sky correnti” e non è un layer dedicato a un canale televisivo, ma permette di avere aggiornamenti sui movimenti di comete e asteroidi.
Tra le novità, anche altri due layer: “Osservatori in primo piano”, che offre immagini del cielo “a diversa lunghezza d’onda provenienti da diversi satelliti, tra cui immagini a raggi infrarossi, raggi X, ultravioletti e mappe a microonde”.
Continua a leggere: Nuove mappe del cielo in Google Earth (aggiornato)

In questi ultimi giorni si fa un gran parlare di Google Earth e Google Maps, come vi abbiamo puntualmente informato. Oggi un’altra novità: Google ha annunciato di aver aggiunto le mappe celesti a Google Earth.
“Sin dall’antichità - si legge sul Lat Long Blog di Google - la gente ha guardato al cielo cercando un ordine al caos di stelle e pianeti. Con Google Earth vi abbiamo dato la possibilità di espolorare il pianeta Terra, ma non sarebbe bello esplorare stelle e galassie”?
La novità, dunque, si chiama Sky, e permette di esplorare galassie lontane centianaia di milioni di anni luce così come costellazioni e pianeti comodamente dalla propria scrivania. Il tutto corredato da fotografie e spiegazioni.
Per iniziare a esplorare il cielo bisogna scaricare l’ultima versione di Google Earth (disponibile sia per Windows che per Mac) e fare click sul nuovo bottone “Sky” presente sulla toolbar. Al momento ci sono 100 milioni di stelle e 200 milioni di galassie “in attesa di essere esplorate”.
Da oggi su Google Video sarà possibile vedere le clip migliori prodotte da Sky. La tv satellitare di Murdoch, infatti, ha firmato un accordo con Google per cui, ogni settimana, caricherà sui server di Google Video i filmati più interessanti selezionati da Sky Cinema, Sky Sport e SkyTg24.
I filmati, si legge nel blog di Google Italia, “sono molto vari e spaziano da interviste ad attori e registi cinematografici a notizie di sport e di attualità da non perdere”. Sul sito di Sky, inoltre, è stata creata un’apposita pagina che raccoglie tutti i contenuti. Così, dopo il programma Reporter Diffuso e la pubblicazione su internet in streaming in chiaro del canale SkyTg24, continua l’apertura e l’interesse di Sky verso il mondo di internet e delle nuove tecnologie.
MySpace ha lanciato la versione italiana del proprio servizio, in versione beta, come potete vedere dall’immagine a fianco: l’indirizzo è it.myspace.com .
Cercando di accedere al mio profilo di MySpace mi sono inbattuto nella richiesta di passare alla versione italiana di Myspace o mantenere la versione in inglese: non ho provato se questa scelta permetta o meno di tornare indietro, quindi pensateci bene.
Difficile ipotizzare quale tecnica promozionale verrà adottata per aggredire il mercato italiano, ma posso immaginare l’apporto che potrebbe arrivare da Sky, visto che, per chi non lo sapesse, MySpace è di proprietà di Rupert Murdoch.