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PayPal costringe un acquirente in disputa a distruggere un violino

pubblicato da Rosario

PayPal costringe un acquirente in disputa a distruggere un violino

Molti di noi ritengono a giusta ragione PayPal un ottimo metodo per proteggere le compravendite effettuate su Internet. Sarà forse l’eccezione che conferma la regola, ma la storia raccontata da Regretsy ha sicuramente dell’agghiacciante.

Questi i fatti: una donna di nome Erica mette in vendita su Internet un violino francese risalente a prima della Seconda Guerra Mondiale, usando appunto PayPal per la gestione del costoso pagamento. L’oggetto viene infatti comprato per 2.500$ da un acquirente canadese, che dopo averlo ricevuto ne contesta però l’autenticità: da qui la disputa aperta presso PayPal che per restituire i soldi chiede al compratore di distruggere il violino.

Agghiacciante come dicevamo, soprattutto alla luce del fatto che prima di vendere il prezioso Maurice Bourguignon la povera Erica ne aveva fatto anche certificare l’autenticità da un liutaio. Nonostante tale certificazione, PayPal ha ritenuto che l’oggetto fosse contraffatto chiedendone quindi la distruzione per il rimborso: per la venditrice ovviamente il doppio danno di non avere né i soldi né più il violino irreparabilmente distrutto.

Agghiacciante anche perché leggendo i termini d’uso dello stesso PayPal è possibile leggere quanto segue:

PayPal may also require you to destroy the item and to provide evidence of its destruction.

PayPal può dunque chiedere di distruggere l’oggetto e di fornire una prova per ottenere il rimborso, e tutto ciò viene ovviamente accettato da chi usa il servizio. Alla luce della certificazione, sarebbe stato doveroso quantomeno restituire l’oggetto al venditore, che ora immaginiamo vorrà rivalersi per vie legali nei confronti di PayPal: la tristezza in tutto ciò è che il violino è sopravvissuto alla Seconda Guerra Mondiale e a quasi un intero secolo di storia, ma non a una compravendita (apparentemente) protetta da PayPal.

Via | Geek.com

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PayPal a 100 milioni di utenti, niente più portafogli nel 2015?

pubblicato da Rosario

PayPal a 100 milioni di utenti, niente più portafogli nel 2015?Attraverso un post sul blog ufficiale, il presidente di PayPal Scott Thompson ha annunciato il raggiungimento della piattaforma di pagamento online della considerevole quota di cento milioni di account attivi, sparsi in tutto il mondo. Inutile stare qui a rimarcare il successo della piattaforma, visto che come ben saprete è diventata ormai un vero e proprio punto di riferimento per le transazioni sicure, sicuramente grazie alla considerevole spinta ricevuta da eBay ormai già da diverso tempo.

Oltre al sopra citato annuncio, a rendere interessante il post di Thompson è di sicuro questa affermazione:

“Crediamo che nel 2015 la moneta digitale verrà accettata ovunque negli Stati Uniti - dal negozio dietro l’angolo a Walmart. Non avremo più bisogno di avere un portafogli.”

Talmente fiduciosi di questa previsione, da volerla già sperimentare oggi nel 2011, chiedendo a cinque residenti nella zona di San Francisco di usare moneta digitale per tutti i loro acquisti, a quanto pare gentilmente pagati da PayPal come ricompensa per il “disturbo” di non essersi portati i contanti appresso. Quello che sembra un difficile, ma raggiungibile obiettivo negli USA, appare praticamente impossibile al momento qui in Italia: in che anno credete che una frase del genere di quella pronunciata dal presidente di PayPal potrà essere riferita anche al nostro Paese?

Via | Bgr.com

Google annuncia Google Wallet, PayPal gli fa causa

pubblicato da Rosario

Google annuncia Google Wallet, PayPal gli fa causaDopo la voce di corridoio circolata pochi giorni fa, non c’è voluto molto a Google per ufficializzare il lancio di Google Wallet, sistema di pagamenti tramite smartphone destinato a entrare in diretta concorrenza con Square e altri soggetti, sempre più interessati a questo ghiotto mercato. A beneficio di chi non sapesse di cosa stiamo parlando, ricordiamo che il sistema è basato su tecnologia NFC e permette sostanzialmente di effettuare acquisti “con la sola imposizione del proprio smartphone”.

Neanche il tempo di fare l’annuncio però, che Google si è ritrovata sulla testa una causa aperta da PayPal, che accuserebbe la società di Mountain View di furto di segreti aziendali favoriti da due ex impiegati PayPal ora diventati dipendenti Google, per i quali c’è un’accusa di violazione di obblighi contrattuali. Secondo quanto reso noto dalla società posseduta da eBay, tra 2008 e 2011 ci sarebbe stata anche una serie d’incontri con Google per rendere proprio PayPal un’opzione di pagamento nell’Android Market: proprio in questo periodo, PayPal avrebbe condiviso con Google una serie di importanti dettagli sul funzionamento dei pagamenti mobile, vista la carenza di conoscenza di Google sull’argomento.

Nello stesso periodo sarebbero anche avvenuti i colloqui di lavoro dei due ex dipendenti PayPal formando così un conflitto d’interessi: al centro della vicenda la figura di Osama Bedier, dimessosi da PayPal il 24 gennaio 2011 e approdato in Google a capo della divisione Mobile Payments, diventando così una delle figure chiave per la creazione di Google Wallet. Secondo quanto afferma PayPal, Bedier avrebbe portato con sé “capacità, strategie, piani e informazioni di mercato” nel settore mobile di proprietà di PayPal, danneggiata così in modo consistente dal furto dei propri segreti interni.

Il blog di PayPal contiene tutti i dettagli della vicenda, mentre online è stato pubblicato anche il documento ufficiale con il quale è stato dato il via alla causa legale: l’impressione è che ci sarà da sudare molto per gli avvocati di Google, per dimostrare che l’azienda è innocente nei confronti delle pesanti accuse mosse da PayPal, con tanto di prove che appaiono piuttosto evidenti.

Via | Geek.com

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American Express lancia Serve.com, Google si accorda con Mastercard e Citigroup

pubblicato da Gianluca Pezzi

money

Per una volta parliamo di soldi, o meglio di transazioni su internet. Perchè se fino ad oggi Paypal esercitava una sorta di monopolio di fatto, le cose potrebbero cambiare. Due guanti di sfida sono stati lanciati quasi contemporaneamente: American Express con il proprio Serve.com da una parte, Google con Mastercard e Citigroup dall’altra.

Vediamo allora come funziona Serve.com. Secondo quanto riportato da AllThingsDigital, si tratta di uno di quei conti che noi chiameremmo “ricaricabili”, e sul modello di quanto già accade con Paypal, sarà possibile ricevere denaro (anche da carte non Amex) e fare pagamenti verso altri account, indipendentemente che questi siano legati a persone o società. Ad ogni utente verrà data una carta Serve, accettata fin da subito da quei negozianti che già accettano American Express. Se inizialmente non si differenzia molto da altre carte in commercio, Serve.com vuole puntare ad essere piattaforma, e già sperimenta iniziative nel settore NFC (near-field communication) mentre dovrebbero essere disponibili da subito applicazioni per iPhone ed Android, mentre è in arrivo quella per Blackberry e Facebook.

C’è da dire che American Express non sembra aver messo in piedi il classico castello di carte. Serve.com si basa sull’esperienza di Revolution Money, società acquisita nel 2009. Al comando siede Dan Schulman, già al timone della divisione prepagati di Sprint e Virgin Mobile USA.

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Elon Musk inventore di Paypal è senza soldi?

pubblicato da Gianluca Pezzi

elonmusk

Il ragazzotto che vedete sorridente nella foto si chiama Elon Musk e sarebbe completamente al verde. Poco noto in Italia, è una star negli Usa. Se Iron Man fosse stato scritto e disegnato oggi, lui ne sarebbe sicuramente l’ispiratore. Come scienziato ha collaborato alla produzione dei motori del razzo SpaceX Falcon 9, alla creazione dell’azienda Solar City specializzata in energia solare ed ha lavorato anche sulla Tesla, auto elettrica ben nota agli amici di Autoblog che avevano anticipato la notizia. Un curriculum non indifferente, al quale si aggiunge un aspetto che interessa particolarmente a noi su Downloadblog. Elon Musk è anche l’inventore di PayPal.

E’ il caso di dire che la realtà supera la fantasia: l’intelligente, ricco e famoso Tony Stark aveva trovato la propria incarnazione nel trentenne sudafricano Elon Musk. Fino al giorno della bancarotta.

Il New York Times riporta che fino a poco fa a Musk “rimanevano in tasca” più di 200 milioni di dollari. E poi? Quando ci si mette in mezzo l’amore ed il matrimonio con la scrittice Justine Musk, la scappatella con l’attrice Talulah Ruley e il divorzio annunciato da lei sul proprio blog… Si, le cose possono prendere una brutta piega. Così Musk dice di aver investito tutto negli affari, di non avere un soldo e di vivere grazie ai prestiti dei propri, facoltosissimi, amici. Secondo la corte incaricata di decidere l’entità dell’assegno da dare alla ex moglie, Musk riuscirebbe a sopravvivere con 200.000 dollari al mese. Senza rinunciare al jet privato, ovviamente.

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HP annuncia l'acquisto di 3COM

pubblicato da Diego Martin

3com

Con una operazione da 2.7 miliardi di dollari il gruppo HP ha annunciato l’acquisizione del marchio 3COM, una volta leader del mercato delle comunicazioni ma oramai brand in declino.

Chi come me bazzica nell’informatica “professionale” da anni si è visto sparire sotto gli occhi un buon numero di brand, acquisiti da aziende più grandi interessate a quella precisa parte di mercato. Tra i grandi acquirenti figurano certamente Ebay, proprietaria dei marchi Paypal e Skype e Google con Youtube ed AdMob. HP non è quindi da meno, avendo acquisito nel lontano 2001 il brand Compaq ed, oggi, 3COM.

Nei piani di HP l’acquisizione di 3COM porterà benefici per quanto riguarda la penetrazione nei mercati asiatici, dove 3COM ha ancora un ruolo concorrenziale nei confronti del colosso CISCO.

Via | Silicon.com

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Tweefight, un gioco made in Italy basato su Twitter

pubblicato da giovanni de stefano


Finalmente qualche notizia dall’avanguardia dei social network, in questo caso Twitter, riguarda un nostro connazionale. Ad essere ripreso da Mashable per una sua Twitter application è stato Luca Filigheddu, già noto alle platee dei blog tecnologici internazionali per il suo blog personale (in inglese), e per la sua versione italiana Tecnopensieri.

Luca è in realtà un esperto di protocolli Voip, ma è già creatore di un’altra applicazione per Twitter, il motore di ricerca Tweefind). Stavolta ha realizzato un gioco che ha chiamato Tweefight, e che consiste nel far sfidare (probabilmente a colpi di ranking, quindi algoritmi basati su numero di followers, di reply, etc.) due account Twitter.

L’anomalia (quasi parodistica) è che gli “incontri” possono essere dopati a suon di pagamenti via PayPal: si può truccare una sfida mangiando, ad esempio, spinaci che costano 99 centesimi di dollaro. Idea geniale o flop annunciato?

Via | Mashable

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Last.fm rimanda la tariffazione obbligatoria dei suoi servizi

pubblicato da giovanni de stefano


Dal quartier generale Last.fm di Londra, un sospiro di sollievo per molti di noi che avevano visto tramontare il sogno di usufruire gratuitamente almeno dei servizi base della nota radio online.

La notizia era stata accolta particolarmente male dal pubblico italiano, soprattutto perché la tariffazione obbligatoria di Last.fm (a una cifra vicina ai 3 euro mensili) non avrebbe riguardato alcune nazioni: USA, Germania e Regno Unito. Nei giorni scorsi, tramite il proprio blog, Last.fm ha spiegato meglio le cause di quella decisione, individuandole nella difficoltà che aveva riscontrato nel reperire nuove sponsorizzazioni nella maggior parte dei mercati.

Sempre attraverso il suo canale di comunicazione ufficiale, la radio ha mostrato di aver cambiato rotta. Ma si tratta solo rimandare, probabilmente. Gli utenti base di Last.fm non saranno obbligati a pagare per ascoltarla almeno fino a che delle condizioni non si saranno verificate, fra cui l’attivazione della possibilità di donare abbonamenti ad altri utenti e quella di pagare i servizi con altri mezzi a parte PayPal.

Via | Mashable

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Rilasciato Noca, sistema di pagamento alternativo a Paypal

pubblicato da PG

Rilasciato Noca, sistema di pagamento alternativo a PaypalDopo un periodo di test, Noca rilascia finalmente il suo servizio di pagamenti online. Si tratta di un sistema fondato da ex dipendenti di Visa e che si propone come l’alternativa a PayPal.

Attualmente Noca offre un micro-sistema di pagamenti attraverso due applicazioni di Facebook: OneClickPay e HelpYourWorld. Ora l’azienda è in grado di offrire servizi di pagamento per importi illimitati.

Il vantaggio di Noca è la possibilità di aggirare le percentuali di tasse imposte dalle società di carte di credito ai consumatori (di solito il 2-3%): Noca, infatti, chiede solo lo 0.25% eliminando ogni altra forma di tassa fissa. Sul lato dei consumatori Noca garantisce la sicurezza e la prevenzione dei dati personali poichè il sistema di pagamento passa attraverso l’inserimento dei numeri di controllo attraverso un pannello virtuale, cui segue una verifica della transazione attraverso SMS inviato su telefono cellulare.

Via | Techcrunch.com

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Anche PayPal aderisce ad OpenID

pubblicato da PG

Anche PayPal aderisce ad OpenIDOpenID ha un nuovo partner: si tratta di PayPal, lo strumento che permette di gestire transazioni online su numerosi siti, il più famoso dei quali è eBay.

In realtà questo accordo non cambia molto nel sistema di collegamento degli utenti: infatti non significa che da oggi sarà possibile accedere al proprio account PayPal semplicemente utilizzando il proprio OpenID, ma solo che in futuro i due servizi potrebbero unirsi per migliorare la sicurezza delle transazioni.

Tuttavia si tratta di un punto importante a favore di OpenID, che dopo MySpace, AOL, Google Blogger, Yahoo, WordPress, LiveJournal e Microsoft, ha firmato questo accordo con PayPal, dimostrando di poter diventare un vero e proprio standard sul Web. L’elenco completo dei partner che aderiscono ad OpenID è disponibile sulla pagina relativa.

Via | Mashable.com

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Google si allea con eBay e PayPal contro il phishing

pubblicato da Rosario

Google si allea con eBay e PayPal contro il phishing

Google ha annunciato l’alleanza con eBay e PayPal per prevenire i tentativi di phising tramite Gmail.

Da ora in avanti ogni email inviata alle caselle del servizio di posta elettronica di Google dai domini ebay.com e paypal.com verrà autenticata da un sistema appositamente realizzato dalle tre piattaforme che va a integrare la tecnologia DomainKeys già utilizzata da Gmail e Yahoo! per contrastare il fenomeno dilagante dello spam.

I messaggi individuati come pericolosi verranno scartati a monte dai server Google, lasciando così gli utenti sicuri che qualora dovessero ricevere email firmate eBay o PayPal si tratterà di contenuti autentici e sicuri.

Via | ReadWriteWeb

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Paypal festeggia i dieci anni di attività

pubblicato da Francesco

Oggi il Mercury News dedica un articolo ai dieci anni di Paypal, che saranno festeggiati da Lunedì con un microsito che ripercorre la storia del famoso servizio, acquisito da eBay nel 2002. Nato come soluzione per micropagamenti tra PDA Palm Pilot, Paypal oggi vanta 60 milioni di utenti nei 190 paesi in cui è attivo nel mondo, con una quota di mercato del 12% negli USA.

Impressionante la carriera dei fondatori Levchin, Thiel e Musk: tra le aziende create dopo l’uscita da Paypal figurano mostri sacri come LinkedIn, YouTube, Yelp, SpaceX e Slide, il leader nelle applicazioni per Facebook (sono suoi SuperPoke e FunWall, mentre SuperWall è della concorrente RockYou).

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