
Nuovi sviluppi nella causa che Paul Ceglia ha intentato contro Facebook, sostenendo di essere il co-proprietario del social network. Giorni fa i legali di Zuckerberg, in possesso di circa 200 mail che smentiscono il racconto di Ceglia, hanno chiesto l’archiviazione del caso, ma per il giudice Leslie Foschio, chiamato ad esprimersi sulla questione, non è ancora giunto il momento di archiviare il tutto.
Foschio ha stabilito che l’avvocato di Ceglia, Dean Boland, potrà incontrare i difensori di Zuckerberg e confrontare il materiale in suo possesso - lo scambio di email che proverebbe la cessione di metà del social network - con quello recuperato dagli esperti di Facebook - le mail originali, ben diverse da quelle presentate dall’uomo in un primo momento - e viceversa. Poi, a carte scoperte, le due parti potranno decidere come procedere. Negata, invece, la richiesta di Boland di poter interrogare Zuckerberg e di accedere ai computer usati dal giovane durante la sua permanenza all’università di Harvard.
Se per Facebook questa decisione mostra l’intenzione della corte di concentrarsi sulla frode attuata da Ceglia, gli avvocati dell’uomo la vedono in maniera diversa: “siamo fiduciosi che una volta che avremo ottenuto quelle informazioni, la corte negherà la mozione dell’imputato di archiviare il caso e ci permetterà di arrivare al processo“. Il confronto tra le parti dovrebbe avvenire entro i prossimi due mesi. Staremo a vedere.
Via | Washington Post

La lunga diatriba legale tra Facebook e Paul Ceglia, l’uomo che sostiene di essere il co-proprietario del social network, potrebbe essere ad un passo dall’archiviazione grazie ad un’interessante scoperta fatta dagli avvocati di Mark Zuckerberg: circa 200 email recuperate dai server dell’Università di Harvard che confermano l’avvenuto scambio di messaggi tra il giovane fondatore di Facebook e Ceglia, ma in termini ben diversi da quelli sostenuti dall’uomo.
Ceglia sostiene che Zuckerberg, proprio in uno scambio di email avvenuto nel 2003, gli avrebbe ceduto all’uomo metà del social network e a sostegno di quanto affermato ha presentato in tribunale quel carteggio. Quello scovato dai legali del social network, però, è ben diverso da quello sbandierato ai quattro venti da Ceglia: quelle email, in sintesi, sarebbero state create ad arte nel tentativo di vincere una causa contro il colosso dei social network, “una causa basata sulla menzogna“.
Alla luce di questa scoperta i legali di Facebook hanno presentato una mozione in tribunale per chiedere che la causa intentata da Ceglia archiviata. Si attende, però, la scoperta delle ultime carte del diretto interessato, che ha recentemente assunto cinque nuovi avvocati forse nel tentativo di sfruttare l’ormai prossima quotazione in borsa di Facebook e convincere l’azienda a raggiungere un accordo.
Via | Wall Street Journal

Paul Ceglia, l’uomo che sostiene di essere il co-proprietario di Facebook e che ha recentemente perso una causa proprio contro il colosso - multa da 5.000$ e spese legali per un totale di 75.000$ - ha deciso di tornare alla carica contro Mark Zuckerberg. Seriamente convinto della forza del suo caso, il newyorkese ha assunto cinque nuovi avvocati dello studio legale Milberg, specializzato in class action e conosciuto per l’altissima percentuale di accordi raggiunti in tribunale.
Le ipotesi sono due: Ceglia ha un asso nella manica - il caso è basato su un presunto scambio di mail avvenuto nel 2003 con Zuckerberg, nel corso del quale il fondatore di Facebook avrebbe ceduto all’uomo metà del social network - oppure i suoi avvocati sono convinti che la società, ormai prossima alla quotazione in borsa, non voglia avere processi pendenti durante questo delicato passo. E che quindi Zuckerberg sia disposto a raggiungere un accordo.
L’azienda, intanto, ha preferito non commentare pubblicamente l’ultima mossa di Ceglia. Non ci resta che attendere i nuovi sviluppi.
Via | Bloomberg

Paul Ceglia, ancora lui. Triste epilogo per la persona che ha fatto causa a Facebook e Mark Zuckerberg, reclamando la proprietà del social network: dopo la prima multa di 5.000$, l’uomo è infatti stato condannato a pagare anche le spese legali sostenute da Facebook, da corrispondere agli avvocati coinvolti nel caso per un totale di circa 75.000$.
Lo ha deciso il giudice Leslie G. Foschio di Buffalo, rifiutando allo stesso tempo la richiesta di Facebook di impedire con un’ingiunzione a Ceglia di poter portare avanti il caso finché i debiti non saranno tutti quanti pagati. Una spesa complessiva di oltre 80.000$ che probabilmente basterà a far passare all’uomo di New York la voglia di proseguire nella propria lotta, la quale ha preso una brutta piega dal momento in cui la corte gli ordinò di fornire le credenziali d’accesso al suo account email: Ceglia rifiutò infatti di farlo, cambiando nel frattempo anche uno dei propri avvocati.
Una vittoria che a questo punto sembra su tutta la linea su Facebook, che ha sempre definito come false (naturalmente) tutte le prove fornite da Ceglia nel corso dei mesi.
Via | Cnet.com

Sono tempi sempre più duri per Paul Ceglia, l’uomo che come saprete sostiene di essere il proprietario di diritto di Facebook: il riconoscimento di tale proprietà si allontana sempre di più, ma in compenso arriva una multa da 5.000$ da parte del giudice Leslie G. Foschio, per aver fatto ostruzionismo davanti all’ordine da parte della corte di fornire le informazioni riguardanti il suo account email personale. Evento che tra l’altro qualche tempo fa scatenò anche la separazione di Ceglia dal proprio legale dell’epoca.
Ceglia aveva poi in realtà fornito i dati richiesti, ma solo dopo aver ricevuto un secondo ordine da parte di un altro giudice: la multa da 5.000$ a quanto pare non sarà né il più grande né l’ultimo dei problemi per Ceglia, visto che secondo quanto riportato da Buffalo News lo stesso giudice Foschio ha condannato l’uomo a pagare parte dei compensi degli avvocati assunti da Facebook per la causa, che immaginiamo potranno ammontare a una cifra ben maggiore.
La sensazione a questo punto è che per Mark Zuckerberg tutto possa filare per il meglio, con l’avvocato Orin Snyder che ha già anticipato quella che sarà la richiesta ufficiale di chiudere definitivamente la questione in tribunale. Lo stesso Ceglia doveva aver già sentito puzza di cose andate storte da tempo, visto che da molto ormai si vocifera un suo trasferimento in Irlanda più o meno permanente. Certi personaggi se non ci fossero bisognerebbe inventarli.
Via | Allfacebook.com

Avrà ben poco da sorridere Paul Ceglia, meglio conosciuto come la persona che ha portato Facebook in tribunale reclamando un accordo con Mark Zuckerberg per la creazione del social network. Avrà poco da ridere perché ha perso il proprio avvocato, il secondo ad abbandonare Ceglia dall’inizio della causa.
Questa volta è stato Jeffrey Lake a lasciare l’uomo alla ricerca di un nuovo avvocato, costringendolo inoltre a chiedere un rinvio di tre settimane per completare l’operazione. Alla base potrebbe con buone probabilità esserci una questione rivelata nei giorni scorsi dallo stesso Lake, che ha scelto di rendere pubblica la vicenda per mettersi al riparo (spostando la colpa su Ceglia) da possibili sanzioni:
“Ho informato Mr. Ceglia che la corte gli aveva ordinato di fornire, tra altre cose, anche username e password di tutti gli account email che ha usato dal 2003 a oggi. Mr. Ceglia mi ha dato istruzioni di non obbedire a questa richiesta e portare la questione davanti al Giudice Distrettuale Richard Arcara.”
Nel frattempo, Paul Ceglia e la sua famiglia avrebbero traslocato dall’altra parte dell’Atlantico: in Irlanda per l’esattezza, a quanto pare per mettersi al riparo dal risalto mediatico ottenuto dalla causa legale. Ma c’è ovviamente chi pensa che possa essersi allontanato prevedendo un possibile (e plausibile) peggioramento della situazione.
Via | Cnet

La nascita del social network Facebook è sicuramente uno dei punti più interessanti dell’ultimo decennio all’interno del campo tecnologico: da essa infatti è nata in pochissimi anni quella che è a tutti gli effetti una delle superpotenze del web, proiettata verso il miliardo di iscritti (nonostante Google+).
Discussioni e film come The Social Network si sono sprecate sull’argomento: da un lato Mark Zuckerberg, ufficialmente riconosciuto come il creatore dell’intera piattaforma, e dall’altro una serie di persone impegnate a reclamare attraverso le vie legali il proprio ruolo nella nascita di Facebook: tra questi, quelli sicuramente più agguerriti sono i fratelli Winklevoss, visti anche all’interno del sopra citato film, e Paul Ceglia, colui che afferma di avere prove evidenti costituite da contratti (prontamente bollati come falsificati da Facebook) e scambi email con lo stesso Zuckerberg.
La settimana scorsa per il sondaggio del lunedì vi avevamo chiesto chi secondo voi in tutta questa confusione avesse ragione: a vincere è il partito di coloro che ormai si sono rassegnati a non sapere mai la verità, con il 54% dei voti. Singolare anche il fatto che la seconda posizione sia occupata esattamente con gli stessi voti al 20% da Zuckerberg e dai Winklevoss, mentre solo il 6% crede che Paul Ceglia (ultimamente separatosi dal suo rappresentante legale) possa avere ragione.
A proposito di social network, questa settimana si vota su MySpace: l’avete già fatto?
Tra i fratelli Winklevoss e il solito Paul Ceglia, non si può di certo dire che gli avvocati di Facebook non abbiano modo di guadagnarsi il loro stipendio, visto che gli stessi gemelli protagonisti del film The Social Network hanno di recente deciso di aprire una nuova causa contro il colosso del web.
Se Mark Zuckerberg viene da molti osannato come un innovatore, c’è anche chi teme che prima o poi possa cadere in tribunale: quanto raccontato dalla pellicola girata da David Fincher, supportato dalle teorie degli stessi Winklevoss (l’ultima accusa è relativa all’inquinamento delle prove) e da Ceglia potrebbe letteralmente stravolgere il futuro di Facebook. A questo punto per il nostro solito sondaggio del lunedì vi chiediamo di dirci che idea vi siete fatti sulla nascita del social network, avvenuta nell’ormai lontano 2004: credete ci sia qualcuno che ha veramente ragione? Oppure non riusciremo mai a sapere la verità?

Dopo la pubblicazione del presunto scambio di email avvenuto tra Mark Zuckerberg e Paul Ceglia, sembrava strano che da Facebook non arrivasse una dichiarazione ufficiale in merito all’ultimo sviluppo sulla causa che vede l’uomo di New York reclamare la propria quota all’interno del social network, grazie a un presunto contratto risalente al periodo della fondazione di Facebook a cavallo tra 2003 e 2004.
Il mese scorso da Facebook era arrivato solo un mezzo no-comment, definendo le email “fabbricate ad arte”, e nulla più: adesso invece possiamo saperne di più sulla posizione ufficiale dell’azienda, grazie a quanto dichiarato nei confronti della Corte Distrettuale di Buffalo:
“Questa causa è una frode spudorata e oltraggiosa nei confronti della corte. Il querelante è un inveterato artista del raggiro le quali colpe vanno oltre le decadi e i confini. La sua ultima e più prolungata frode è la pretesa relativa a qusto procedimento, basato su un contratto falsificato e su evidenza fabbricata. Il querelante dice di aver ’scoperto’ un presunto contratto che gli dà il possesso del 50% della proprietà di Zuckerberg su Facebook. Il presunto contratto sarebbe stato firmato nel 2003, ma il querelante ha aspettato il 2010 per far partire l’azione legale - un ritardo di sette anni durante i quali il querelante sarebbe rimasto in silenzio mentre Facebook cresceva diventando una delle aziende più conosciute al mondo. Il querelante è uscito ora allo scoperto pretendendo miliardi in danni”
Niente che in realtà non vada a rimarcare ancora una volta la posizione di Facebook in merito alla vicenda, con dei toni per questa contro-accusa più accesi che mai nel definire l’operato di Ceglia un’intera truffa messa in atto a opera d’arte. Inutile dire che ne vedremo arrivare ancora delle belle dallo scontro tra Zuckerberg e il suo presunto socio.
Via | Nytimes.com
Ricordate Paul Ceglia e il suo presunto contratto (che ritrovate anche qui sopra) con Mark Zuckerberg in base al quale il primo reclamava una bella fetta percentuale della proprietà del social network del secondo? Quando a distanza di quasi un anno sembrava ormai solo uno dei tanti tentativi di spartirsi la torta, Ceglia e il suo studio di avvocati DLA Piper sono tornati alla carica, permettendo a Business Insider di pubblicare una serie di messaggi email provenienti dall’archivio di Ceglia. Il mittente? Ovviamente, Mark Zuckerberg.
In quelle che Facebook ha immediatamente definito come email “fabbricate ad arte”, ci sarebbe parte della corrispondenza tra Ceglia e Zuck a cavallo tra il luglio 2003 e lo stesso mese del 2004, legata ai momenti principali della nascita del social network culminati nell’offerta di dare indietro i 2.000$ corrispondenti all’investimento iniziale di Paul Ceglia, a causa della mancanza di tempo per completare il sito da parte di Mark Zuckerberg:
“Dammi il tuo indirizzo e ti invio indietro 2.000$, in modo da riparare la nostra relazione d’affari. È arrivata un’altra estate e ancora non ho avuto modo di costruire il nostro sito: capisco di aver promesso che l’avrei fatto, ma sono venute fuori altre cose e mi trovo a lavorare in California durante il break [universitario]”