
Se avete seguito tutta la questione legata al cosiddetto “abbandono” di TechCrunch da parte del suo fondatore Michael Arrington, probabilmente vi sarete anche chiesti negli ultimi giorni che fine abbia realmente fatto il buon Michael sul web, oltre naturalmente a ricoprire il proprio ruolo come investitore in start-up.
Proprio nel weekend, Arrington è riaffiorato con un blog nuovo di zecca intitolato Uncrunched, che ovviamente è stato subito preso d’assalto dal numero di fan e troll che solo una persona come lui sa portarsi dietro: ovviamente, uno dei primi post ha riguardato la posizione dell’ex Editor di TechCrunch, che ha ribadito la propria trasparenza con chiaro riferimento al recente accaduto.
Staremo ovviamente a vedere la direzione che Arrington vorrà dare al nuovo blog, se cioè si tratterà di una specie di piattaforma personale o se nelle sue intenzioni ci sarà la possibilità di tirare un bel colpo allo stesso TechCrunch.
Di quanto sta accadendo tra Michael Arrington e AOL per la questione legata a CrunchFund e la guida di TechCrunch avrete probabilmente letto a sufficienza qui su Downloadblog, dove abbiamo continuato a seguire con attenzione l’evolversi della diatriba con al centro quello che è il blog più influente della Silicon Valley.
Ma non siamo qui ora per darvi altri aggiornamenti: i mattacchioni di Next Media Animation hanno infatti realizzato un cartone animato, come da loro tradizione dedicato all’argomento più delicato delle news degli ultimi giorni (insieme al licenziamento di Carol Bartz). Michael Arrington contro AOL si trasforma quindi in un divertente cartoon a sfondo fantasy, dove il mago-Arrington prova a riempire il forziere di CrunchFund.
Via | Latimes.com

Ci chiedevamo proprio ieri cosa stia realmente accadendo a TechCrunch, famoso blog americano della Silicon Valley in mezzo alla tempesta dopo la notizia dell’uscita del fondatore Michael Arrington dallo staff per dare vita a CrunchFund, fondo venture capital da 20 milioni di dollari messo in piedi da AOL con altre società.
Soshable.com, dal quale abbiamo anche prelevato la divertente immagine che vedete qui sopra, ha ricostruito più o meno bene il modo in cui si sono svolti i fatti, evidenziando uno scontro tra Michael Arrington e Arianna Huffington, boss di Huffington Post e della divisione editoriale di AOL.
Dopo che gli alfieri di Arrington hanno detto la propria nel colorito modo proprio di TechCrunch, lo stesso Michael ha deciso di scrivere un proprio post intitolato Editorial Independence, dal quale è possibile estrarre due cose: la prima è che Arrington non si sente affatto fuori dallo staff di TechCrunch come la Huffington vorrebbe, mentre la seconda è una diretta conseguenza. Arrington chiede infatti ad AOL di rispettare la promessa d’indipendenza editoriale fatta all’epoca dell’acquisizione di TechCrunch, oppure che quest’ultimo venga rivenduto agli investitori originali.
La minaccia? Quella di abbandonare TechCrunch qualora AOL non accetti nessuna delle due alternative. Come Business Insider ci fa notare, tutto ciò equivale a un impiegato licenziato che chiede alla propria società di fare in modo che la sua ex divisione non sia più sotto il controllo del vecchio capo, minacciando le proprie dimissioni. Se tutto ciò vi suona quantomeno divertente, aspettate qualche altro giorno: l’impressione è che continueremo a vederne delle belle.

“TechCrunch come lo conosciamo potrebbe finire”, “TechCrunch è sul precipizio” e un inquietante “The end” nello slug del post scritto dall’editor MG Siegler, destinato a far vedere la notizia del cambio al vertice del popolare blog, dopo che Michael Arrington ha lasciato la propria carica per dare vita a CrunchFund, fondo venture capital da 20 milioni di dollari messo in piedi da AOL (proprietaria dello stesso TechCrunch) più altre società.
Cosa succede dunque realmente a TechCrunch? Più di una cosa, probabilmente: la prima è costituita dalla polemica sui conflitti d’interesse per un blog storicamente dedicato alle start-up, in realtà già da parecchio tempo in atto ma divampata dopo un recente post del New York Times che ha fatto letteralmente infuriare lo staff di TechCrunch, con Siegler (anche sul suo blog personale) e Paul Carr in prima linea.
Ma perché a questo punto parlare di precipizi e di fine? Eccoci alla seconda “cosa”: a distanza di un anno dalla sua cerimonia, il matrimonio tra AOL e TechCrunch sembra essersi rovinato. La stessa rimozione di Arrington dalla propria carica in TechCrunch sembra essere al centro della discordia, secondo questo significativo estratto dal post di Siegler linkato all’inizio.

Si tratta sicuramente di uno dei blogger più influenti sulla scena americana e mondiale, o almeno fino a quando non ha annunciato di voler abbandonare il proprio lavoro per dedicarsi ad altro. Stiamo parlando di Michael Arrington, fondatore e guida di TechCrunch dall’11 giugno 2005, data in cui per l’appunto l’importante blog dedicato alle start-up della Silicon Valley (ma non solo) andò online per la prima volta.
Come appena detto, Arrington e il suo blog sono da sempre stati vicini alla scena delle start-up: basti infatti pensare all’evento TechCrunch Disrupt, organizzato ogni anno per dare fondi e visibilità a neonate compagnie. Proprio al mondo delle start-up sarà legato il nuovo lavoro di Michael Arrington: sarà infatti alla guida di un fondo venture capital da 20 milioni di dollari, dal nome CrunchFund e messo in piedi da AOL (proprietaria dello stesso TechCrunch) più altre società del campo interessate al progetto.
In realtà comunque, il rapporto tra Arrington e TechCrunch continuerà ad andare avanti, visto che l’ex blogger continuerà a scrivere ma senza avere più il proprio ruolo di supervisione editoriale. In attesa di un degno sostituto di Arrington, la guida di TechCrunch è stata ora affidata a Erick Schonfeld, già autore del blog. Rivedremo scene come il vaffa di Carol Bartz in futuro?
Via | Mashable.com
Foto | Flickr
L’intervista di Michael Arrington a Carol Bartz di Yahoo! in occasione del TechCrunch Disrupt ha preso sicuramente una piega inaspettata quando, come testimoniato nel video che vedete qui sopra, la CEO dell’azienda ha letteralmente a quel paese Arrington con un bel “fuck off”.
Le continue pizzicate del fondatore di TechCrunch sarebbero state per la Bartz la classica goccia che fa traboccare il vaso, a suo dire già colmo di attacchi ingiustificati e continui nei confronti di Yahoo! da parte dei media. Dal canto suo Carol non è di certo una che le manda a dire, dotata anche di sicuro di una certa ambizione, visto che ha anche paragonato il suo momento in Yahoo! a quello del ritorno di Steve Jobs in Apple nel 1997: gli auguri sono che possa riuscire a fare di meglio, il carattere di certo non le manca.
Per i più curiosi, dopo la pausa la versione completa dell’intervista.
L’ultima edizione di TechCrunch50 è stata proprio l’ultima in tutti i sensi, dopo che i due cofondatori della manifestazione Michael Arrington e Jason Calacanis hanno annunciato nei propri rispettivi spazi sul web la fine della loro collaborazione, apparentemente in pace tra loro anche se leggendo tra le righe si può intravedere un certo disaccordo tra le parti che potrebbe essere stato il motivo principale del divorzio.
La fiera delle startup comunque vedrà dei degni eredi (si spera) nei nuovi progetti di Arrington e Calcanis: TechCrunch Disrupt (questo mese a New York) e la Launch Conference per il secondo, per la quale però bisognerà aspettare i primi mesi del 2011.
Non ci resta che sperare che la cancellazione della TechCrunch50 possa significare una maggior possibilità di visibilità per le realtà del web, che dunque insieme alla DEMO di VentureBeat avranno un ulteriore modo per esporsi al pubblico.
Via | News.cnet.com

Per la seconda volta nel giro di 24 ore, TechCrunch è stato nuovamente bucato, a quanto pare dallo stesso autore del primo attacco che evidentemente non deve essersi ritenuto soddisfatto da quanto ottenuto.
Le contromisure prese per difendere il sito (aggiornamento WordPress, autenticazione sul server per il pannello wp-admin) non hanno fermato il nuovo tentativo d’attacco, completato con un messaggio in bella mostra in cui si accusa oltre che TC anche altri siti come Yahoo e BBC: al suo interno un chiaro attacco nei confronti della pagina welcome.html, introdotta da Arrington come pubblicità d’intermezzo prima dell’accesso al sito.
A questo punto le domande vanno verso la verifica del metodo utilizzato per l’attacco: un possibile mezzo potrebbe essere stato il file xmlrpc.php di WordPress, usato per attaccare anche il sito shoemoney.com quasi allo stesso tempo di quando è avvenuto il primo deface su TechCrunch. Chi ha bucato il sito avrebbe potuto però in realtà anche usare una webshell su Wordpress, argomento sul quale potete trovare un video dopo la pausa.
A ogni modo queste sono solo supposizioni, in attesa di avere i ragguagli tecnici che TechCrunch ha promesso di fornire alla fine delle proprie indagini.
Continua a leggere: TechCrunch bucato per la seconda volta in 24 ore

Il popolare sito TechCrunch fondato da Michael Arrington sarebbe stato bucato da qualcuno che evidentemente deve avere il blogger un po’ sulla gola: a riportarlo è stato Sean Percival su Posterous con tanto di screenshot documentativo che potete vedere in cima a questo post.
Al momento il sito risponde con un laconico “We’ll be back soon.” (Torneremo presto.), che lascia pensare a dei problemi sopraggiunti in via di risoluzione. Semplice disguido tecnico o reale attacco da parte di qualcuno? Immagino che quando il sito tornerà su ne sapremo di più, in puro stile-Arrington.
Aggiornamento: “Earlier tonight techcrunch.com was compromised by a security exploit. We’re working to identify the exploit and will bring the site back online shortly”. Questo il messaggio che conferma l’attacco a TechCrunch, attualmente visibile sul sito.
Aggiornamento2: TechCrunch è tornato a funzionare normalmente.
Qualche tempo fa il sito web TechCrunch pubblicò la notizia secondo la quale Last.fm avrebbe ceduto i dati dei propri alla RIAA, associazione americana dell’industria discografica. La risposta da parte del social music network fu abbastanza perentoria, riportando un “TechCrunch è pieno di m***a” agli onori della cronaca.
Secondo Michael Arrington di TechCrunch la “gola profonda” che fece la soffiata al proprio sito avrebbe pagato con il licenziamento da CBS, proprietaria di Last.fm che secondo una seconda fonte avrebbe materialmente fornito i dati alla RIAA.
Il tutto è sfociato in un post sul forum di Last.fm dove Russ Garrett ha smentito tutto sostenendo che qualsiasi tipo di richiesta avrebbe dovuto avere la sua approvazione e che le operazioni delle due società CBS e Last.fm restano slegate.
Continua a leggere: Lite tra TechCrunch e Last.fm via Twitter per i presunti dati ceduti alla RIAA