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Tutti gli articoli con tag Megaupload

Megaupload, ultimatum alle autorità: 21 giorni per svelare tutte le prove contro Kim Dotcom

pubblicato da Daniele P.

KimDotCom2012

Iniziano a smuoversi un po’ le acque nel caso che vede Kim Dotcom, il fondatore di Megaupload, e sei suoi associati accusati di aver danneggiato i produttori di materiale protetto da copyright per ben 500 milioni di dollari e di aver guadagnato qualcosa come 175 milioni di dollari dallo sfruttamento illecito di quei contenuti.

Ieri il giudice del distretto neozelandese di Auckland David Harvey ha dato un ultimatum alle autorità locali - che il 20 gennaio scorso hanno arrestato DotCom in collaborazione con l’FBI e il Dipartimento di Stato statunitense - intimando loro di fornire entro tre settimane tutte le prove in loro possesso contro DotCom e soci.

La decisione è arrivata dopo la richiesta dei difensori di Megaupload, che hanno giustamente preteso di poter visionare tutti i documenti che, secondo l’accusa, proverebbero la colpevolezza dei sette uomini. Finora il Dipartimento di Giustizia statunitense si era limitato a presentare qualche documento ed una serie di conversazioni avvenute via mail, ma adesso è giunto il momento di scoprire tutte le carte, così da avere un quadro completo della situazione e permettere a DotCom & Co. di difendersi.

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Megaupload: la Electronic Frontier Foundation continua la lotta per recuperare i dati perduti

pubblicato da Daniele P.

MegauploadEFF

La chiusura di Megaupload da parte dell’FBI ha creato e sta creando non pochi problemi a tutti quegli utenti che utilizzavano il cyberlocker per conservare copie dei propri file. E pagavano per farlo. Uno di questi, Kyle Goodwin, ha deciso di lottare e tramite la Electronic Frontier Foundation (EFF) ha presentato un fascicolo in cui chiede, a suo nome a quello di tutti gli utenti che si trovano nella sua situazione, di poter accedere al proprio account e recuperare così i file.

Il caso di Goodwin riassume al meglio la situazione che si è venuta a creare: lui, cronista sportivo presso un liceo in Ohio e proprietario di OhioSportsNet, era un utente premium di Megaupload - aveva da poco rinnovato l’abbonamento biennale - ed utilizzava il servizio per effettuare copie di backup del suo hard disk, principalmente materiale di lavoro, incluso un documentario in fase di montaggio sulla squadra di calcio femminile di Strongsville. Il caso ha voluto che proprio in concomitanza con la chiusura di Megaupload l’hard disk dell’uomo si sia rotto e i file conservati siano andati perduti. E il backup fatto online è inaccessibile.

Il fascicolo dell’EFF va ad aggiungersi alla mozione d’urgenza presentata pochi giorni fa dalla Carpathia Hosting Inc., la società proprietaria dei server che stanno ospitando quei 25 petabyte di contenuti caricati da oltre 66 milioni di utenti, al costo di circa 9.000 dollari al giorno. La questione sarà discussa in tribunale il mese prossimo e non è da escludere che da qui a quella data l’Electronic Frontier Foundation presenterà altri casi simili a quello di Goodwin, sperando che il detto “l’unione fa la forza” funzioni anche in questo caso.

Via | ArsTechnica | EFF

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Megaupload: MPAA vuole che i dati degli utenti siano conservati

pubblicato da Francesco L.


L’MPAA vuole che il tribunale si assicuri che i 25 petabyte di contenuti degli oltre 66 milioni di utenti di Megaupload siano conservati indefinitamente, in quanto materiale utile in tribunale.

La notizia, data così, ha generato un nervosismo non indifferente attraverso tutto il globo, al punto da ingannare persino Wired, inducendo la testata a pubblicare un articolo dai toni allarmisti (successivamente corretto), che ventilava l’ipotesi di un coinvolgimento legale degli utenti.

In verità stando alle parole di Howard Gantman, Vice Presidente della Motion Picture Association of America, l’intenzione non è quella di dare la caccia ai singoli individui. Lo scopo è di preservare un archivio spettacolare di dati incriminanti da rivolgere contro Megaupload, Kim Dotcom ed i loro associati, rei (secondo i film-maker americani) di aver creato una cospirazione quinquennale che ha causato più di mezzo miliardo di danni.

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Google difende Hotfile (e Megaupload) in tribunale

pubblicato da Francesco L.


Google ha inaspettatamente spezzato una lancia a favore di Hotfile, un “cyberlocker” molto popolare (specie oltreoceano) recentemente finito nel mirino della giustizia come il concorrente Megaupload. Le critiche di Google al governo americano e all’MPAA sono piuttosto taglienti. Secondo Google, infatti, il governo e l’MPAA hanno unito le forze per cercare di ingannare le corti di giustizia, rigirando la frittata e cercando di deformare i diritti garantiti a aziende e cittadini dal DMCA.

Gli studi cinematografici hanno cercato con tutte le forze di far chiudere i servizi come Hotfile dichiarandoli un vero e proprio verminaio di pirateria informatica, che non deve essere protetto dal DMCA, o Digital Millennium Copyright Act, che limita molto la responsabilità dei fornitori di serivizi relativamente alle violazioni da parte degli utenti. In questi cyberlocker la gente deposita i propri file per passarli agli amici, sia pubblicamente che privatamente, un’attività sulla quale le Major hanno fortissime riserve. Google ha deciso di prendere la parola e ha cercato di smontare la posizione delle Major con un breve pamphlet di 22 pagine.

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Megaupload: errore della polizia potrebbe causare la restituzione dei beni di Kim Dotcom

pubblicato da Francesco L.

kim dotcom

Pessime figure in Nuova Zelanda: l’Alta Corte ha deciso che i beni di Kim Dotcom e Megaupload sono stati sequestrati illegalmente perchè la polizia ha posto in essere il tipo di mandato sbagliato.

Secondo il tribunale, il commissario di polizia incaricato di gestire la situazione ha applicato un mandato di arresto verso stranieri, mentre secondo la regolare procedura avrebbe dovuto usare un mandato di arresto provvisorio. La differenza è significativa perchè quello contro stranieri è così tempestivo da non consentire alcuna difesa davanti alla corte.

Il commissario ha dichiarato già tempo fa di “essersi accorto dell’errore” e di aver ottenuto il tipo di mandato corretto, ma ha comunque scoperto il fianco nei confronti della difesa di Dotcom, che ora cercherà di provare la malafede da parte della polizia. Se avesse successo nell’impresa, e solo in tale caso, i beni dovranno essere restituiti all’imputato. Provare l’esistenza di un intento malizioso è impegnativo, ma gli avvocati sostengono di aver rilevato non uno ma ben cinque “errori” molto sospetti durante l’arresto del loro cliente.

Dotcom, al secolo Kim Schmitz (nella foto, che è datata 1996 ed è presente su Wikipedia), è un cittadino tedesco e finlandese. Il governo americano sta cercando pertinacemente l’estradizione per processarlo negli Stati Uniti, un po’ come è accaduto al giovane admin di TVShack. Kim è al momento a piede libero sotto cauzione, mentre le sue cadillac, le moto d’acqua, i contanti e le vaste proprietà sono per il momento congelate dal governo neozelandese.

Via | CNet | TorrentFreak

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Kim Dotcom: moltissimi gli account di ufficiali governativi su Megaupload

pubblicato da Francesco L.


Il team legale di Tim Dotcom sta cercando di fare in modo che gli utenti di Megaupload possano per lo meno salvare i propri dati, una battaglia intrapresa anche dalla Electronic Frontier Foundation. Alcuni dettagli interessanti sono emersi, nel frattempo, primo fra tutti quello che riguarda l’identità di alcuni di tali utenti: degli ufficiali governativi americani.

Megaupload era un servizio estremamente popolare ed usatissimo, anche per scopi perfettamente legali come quello dell’utente il cui tweet è riportato qui sopra. Proprio per questa ragione ha fatto discutere l’oscuramento di tutti i dati - talvolta di un certo valore - immagazzinati dagli utenti. Per un periodo si era addirittura pensato che fossero stati cancellati in tutta fretta.

Il team di legali è adesso impegnato in complesse trattative con il Dipartimento di Giustizia per trovare una maniera di salvare tali dati. Ironicamente, alcuni degli account in questione sono riconducibili direttamente a impiegati ed ufficiali di vario rango di questo stesso dipartimento, oltre che del Senato. Chiaramente lo sforzo contribuisce a fare buona pubblicità alla linea difensiva che servirà in tribunale per gli imputati collegati al caso Megaupload. Dotcom ed i suoi, infatti, sono accusati di aver violato le leggi sul copyright, di riciclaggio di denaro e di creazione di un racket.

Quale sia la situazione, la decisione del Dipartimento di Giustizia dovrebbe arrivare a breve, entro una settimana.

Via | TorrentFreak

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Il fondatore di MegaUpload, Kim Dotcom: "non sono un violatore di copyright"

pubblicato da Rosario

Dopo essere uscito di prigione su cauzione e aver anche ottenuto la conferma della propria “libertà”, il fondatore di MegaUpload Kim Dotcom è apparso in quella che è la sua prima intervista ufficiale dopo il sequestro della piattaforma da lui creata e il suo arresto.

L’intervista è stata trasmessa da New Zealand’s 3 News, ai microfoni del quale Dotcom ne ha ovviamente approfittato per togliersi qualche sassolino dalla scarpa, chiarendo la propria linea difensiva. In primo luogo infatti, sarebbe impossibile individuare i contenuti in violazione di copyright viste le enormi dimensioni raggiunte dal sito, mentre in secondo luogo servizi simili come Mediafire e Fileserve fornirebbero lo stesso identico servizio senza però subire il trattamento riservato a MegaUpload. Tra l’altro, Dotcom sostiene di non essere mai contattato né dalla Motion Picture Association of America (MPAA), né da alcuno degli Studios.

Il motivo di tutta l’attenzione per MegaUpload e lo stesso Dotcom? Eccolo qua:

“Sono un bersaglio facile. La mia vistosità, la mia storia come hacker, sapete, non sono americano, vivo da qualche altra parte del mondo in Nuova Zelanda. Ho targhe divertenti sulle mie automobili, sapete, sono un bersaglio facile. Non sono Google. Non ho 50 miliardi di dollari sul conto e proprio ora non ho nemmeno un centesimo.”

Secondo Dotcom inoltre, la colpa delle violazioni di copyright nell’industria cinematografica sarebbe proprio degli stessi studi, rei di aver introdotto un sistema di licenze per il quale i film finiscono per essere pubblicati nei Paesi esterni agli Stati Uniti con mesi e mesi di ritardo rispetto all’uscita negli USA. Una tesi almeno in parte anche vera, visto che spesso soprattutto chi conosce l’inglese vede come una vera e propria punizione il dover aspettare del tempo aggiuntivo per vedere un film.

Via | Theverge.com

MegaUpload: il fondatore Kim Dotcom ha bisogno di 180.000$ al mese per vivere

pubblicato da Rosario

MegaUpload: il fondatore Kim Dotcom ha bisogno di 180.000$ al mese per vivere

A pochi giorni dalla sua uscita di prigione su cauzione, il fondatore di MegaUpload conosciuto come Kim Dotcom torna a far parlare di sé.

Tornato a casa per “stare con la sua famiglia”, Dotcom ha chiesto a un giudice della Nuova Zelanda di liberare alcuni dei beni sequestratigli durante l’ormai famosa operazione d’arresto. La motivazione sarebbe quella di permettere appunto a Kim e ai suoi cari di mantenersi. Fin qui tutto comprensibile, se non fosse che Dotcom ha chiesto la bellezza di 180.000$ al mese, cifra che va ovviamente ben oltre il semplice concetto di “mantenimento”.

Solo 24.000$ servirebbero a Dotcom per pagare guardie del corpo, con una cifra simile anche per il resto delle persone che lavorano all’interno della sua casa. Nel frattempo secondo quanto riporta Stuff.co.nz, il buon Kim è in attesa di sapere se potrà rimanere fuori di prigione. Per l’estradizione negli Stati Uniti invece, bisognerà aspettare fino ad agosto.

Update: Dotcom resterà fuori di prigione grazie alla cauzione.

Via | Cnet

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Kim Dotcom: il fondatore di MegaUpload fuori di prigione su cauzione

pubblicato da Rosario

Kim Dotcom ha ottenuto la possibilità di uscire di prigione su cauzione: la stessa gli era stata negata a inizio febbraio, ma il giudice della North Shore District Court in Nuova Zelanda ha deciso nella nuova udienza in programma oggi di concederla al particolare fondatore di MegaUpload in base al fatto che egli non nasconderebbe alcun bene in grado di permettergli una fuga dalla nazione.

Le condizioni di libertà su cauzione per Dotcom riguardano prima di tutto il divieto di avere qualsiasi tipo di accesso a Internet a disposizione, ma anche di avere elicotteri in viaggio all’interno della sua proprietà e di viaggiare a più di 80km dalla stessa. In caso di spostamenti Dotcom dovrà inoltre avvisare la polizia con 24 ore d’anticipo, tranne che per eventuali emergenze mediche.

Mentre il fondatore di MegaUpload ha dichiarato di voler “solo stare con la sua famiglia”, la cauzione non pone ovviamente la parola fine a una possibile estradizione di Dotcom negli Stati Uniti: CNET ci ricorda infatti che i legali dell’U.S. Attorney’s Office in Virginia avranno ancora fino al 2 marzo di tempo per presentare la richiesta alle autorità neozelandesi.

Via | Huffingtonpost.com

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Megaupload: la Electronic Frontier Foundation vuole recuperare i dati perduti

pubblicato da Rosario

megaupload2Vicenda Megaupload, nuova puntata: l’attenzione è rivolta sempre ai dati inseriti sulla piattaforma dalla sua moltitudine d’iscritti, soprattutto a quelli che non violano alcun copyright e non fanno quindi male a nessuno. La Electronic Frontier Foundation ha dato vita a uno sforzo congiunto con Carpathia Hosting, una delle società che ospita i server di Megaupload: obiettivo quello di proteggere i dati legali dalla cancellazione.

Per l’occasione è stato aperto il sito web Megaretrieval.com, dove sono presenti anche le motivazioni di entrambi i soggetti coinvolti. Ecco come la spiega l’avvocato della EFF Julie Samuels:

“La EFF è preoccupata per i tanti utenti rispettosi della legge di Megaupload.com che hanno visto la loro proprietà portata via senza avvisi e senza che il governo facesse nulla per aiutarli. Pensiamo sia importante che questi utenti ottengano che le loro voci siano ascoltate nell’andare avanti del processo.”

Interessante invece la dichiarazione di Carpathia Hosting sulla cancellazione dei dati:

“Non abbiamo piani immediati per i server di Megaupload. Ciò significa che non ci sarà a breve alcuna perdita di dati per gli iscritti a Megaupload. Se la situazione dovesse cambiare, pubblicheremo un avviso con almeno 7 giorni d’anticipo su www.Carpathia.com e www.MegaRetrieval.com.”

Via | Slashdot.org

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Giusto chiudere Megaupload? I risultati del sondaggio

pubblicato da Rosario

Giusto chiudere Megaupload? I risultati del sondaggio

È stato giusto chiudere Megaupload? La domanda relativa al sondaggio del lunedì ha concluso la settimana di votazioni, dandoci così modo di scoprire cosa ne pensate voi lettori sulla questione che sta tenendo banco negli ultimi tempi sulla rete.

Col 69% dei voti, vince il partito di chi non ritiene giusta la chiusura e che quindi pensa fosse lecito quanto effettuato dalla piattaforma online. Ma è comunque alta anche la percentuale di chi pensa che invece fosse giusto prendere provvedimenti, senza però arrivare alla chiusura definitiva 23% per questa opzione, seguita invece da quella di chi pensa che la chiusura sia stata giusta col 9%.

Ricordiamo che proprio in queste ore la cancellazione dei dati di MegaUpload è stata scongiurata almeno per qualche tempo: come vi siete organizzati intanto? Avete individuato una delle alternative?

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MegaUpload: i dati sono salvi, per ora

pubblicato da Rosario

megaupload2Passando da queste parti ieri avrete sicuramente letto la notizia secondo la quale i dati di MegaUpload sarebbero stati cancellati a breve dal fornitore di hosting per la piattaforma di Kim Dotcom: sappiate invece che potete tirare un sospiro di sollievo, visto che il pericolo è almeno per il momento scongiurato.

I dati dei 50 milioni e passa di utenti di MegaUpload non saranno cancellati, o almeno non così a stretto giro: lo ha reso noto News.com, citando come fonte direttamente gli avvocati che si stanno occupando della difesa di MegaUpload. L’accordo sarebbe stato stretto direttamente con le due compagnie di hosting, Carpathia Hosting e Cogent Communications Group, per mantenere i file in vita per almeno due settimane.

L’avvocato Ira Rothken ha inoltre reso noto di essere al lavoro per risolvere la questione in modo permanente, in modo da non perdere il tesoro di file inseriti sulla piattaforma da tutti gli iscritti: per farlo però, Rothken sostiene di avere la necessità di sbloccare alcuni dei beni confiscati dalle autorità durante le operazioni che hanno portato alla chiusura di MegaUpload.

Via | Neowin.net

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