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Paul Ceglia condannato a pagare anche le spese legali di Facebook

pubblicato da Rosario

Paul Ceglia condannato a pagare anche le spese legali di Facebook

Paul Ceglia, ancora lui. Triste epilogo per la persona che ha fatto causa a Facebook e Mark Zuckerberg, reclamando la proprietà del social network: dopo la prima multa di 5.000$, l’uomo è infatti stato condannato a pagare anche le spese legali sostenute da Facebook, da corrispondere agli avvocati coinvolti nel caso per un totale di circa 75.000$.

Lo ha deciso il giudice Leslie G. Foschio di Buffalo, rifiutando allo stesso tempo la richiesta di Facebook di impedire con un’ingiunzione a Ceglia di poter portare avanti il caso finché i debiti non saranno tutti quanti pagati. Una spesa complessiva di oltre 80.000$ che probabilmente basterà a far passare all’uomo di New York la voglia di proseguire nella propria lotta, la quale ha preso una brutta piega dal momento in cui la corte gli ordinò di fornire le credenziali d’accesso al suo account email: Ceglia rifiutò infatti di farlo, cambiando nel frattempo anche uno dei propri avvocati.

Una vittoria che a questo punto sembra su tutta la linea su Facebook, che ha sempre definito come false (naturalmente) tutte le prove fornite da Ceglia nel corso dei mesi.

Via | Cnet.com

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Facebook IPO: Mark Zuckerberg come Steve Jobs a 1$ all'anno

pubblicato da Rosario

Facebook IPO: Mark Zuckerberg come Steve Jobs a 1$ al mese

L’ammirazione di Mark Zuckerberg per Steve Jobs è ormai cosa ben nota, ma dal 2013 il fondatore di Facebook avrà un altro elemento che lo avvicinerà al padre di Apple: in seguito all’avvio del processo di quotazione in Borsa, Zuckerberg ha infatti annunciato che riceverà 1$ di stipendio annuo, proprio come Jobs nei suoi ultimi anni alla Apple.

Un bel taglio ai 500.000$ di stipendio ricevuti nel 2011, destinati ad aumentare a 600.000$ nel 2012 e integrati da un bonus di 220.500$ ricevuto a metà 2011: ma dal 1 gennaio 2013 non sarà più così per diretta richiesta del buon Mark, che comunque potrà continuare a contare sul suo 28% di proprietà di Facebook per sostenersi. Considerando che si tratta di una società valutata intorno ai 100 miliardi di dollari, possiamo anche evitare di essere in pena per il “povero” Zuckerberg.

Per i più curiosi, il taglio a 1$ di salario effettuato da Zuckerberg segue non solo quello più famoso di Steve Jobs, ma anche quelli analoghi effettuati da Eric Schmidt e Larry Page in Google, Larry Ellison in Oracle e Meg Whitman in Hewlett-Packard.

Via | Latimes.com

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Facebook IPO: la "Hacker Way" di Mark Zuckerberg nella lettera agli investitori

pubblicato da Rosario

Facebook IPO: la "Hacker Way" di Mark Zuckerberg nella lettera agli investitori

“Facebook non è stato creato per essere una società. È stato costruito per compiere una missione sociale - rendere il mondo più aperto e connesso.”

Facebook si quota in borsa: la notizia dell’avvio del procedimento è ormai sulla bocca di tutti, grazie alla cosiddetta IPO (Initial Public Offering) avviata da Mark Zuckerberg e dai suoi. Disquisizioni tecnico-economiche a parte sull’ingresso in Borsa della società, è interessante oggi dare un’occhiata alla lettera scritta dal CEO di Facebook ai possibili investitori, destinata ovviamente a invogliare questi ultimi a spendere il loro capitale abbracciando la filosofia del social network nato nel 2004. Un’assaggio lo avete appena avuto in apertura del post, con quella che è in realtà anche l’apertura della missiva scritta da Zuck.

Scorrendo la lettera, a catturare la mia attenzione è stata la sezione intitolata The Hacker Way, che più di ogni altra cosa forse può spiegare la filosofia di Facebook e ovviamente di chi sta alle sue spalle:

“Come parte della costruzione di una società forte, in Facebook lavoriamo duro perché possa essere il miglior luogo per persone talentuose per avere un grande impatto sul mondo, imparando da altre persone talentuose. Abbiamo coltivato un approccio unico a cultura e gestione che chiamiamo Hacker Way.

La parola “hacker” ha una connotazione ingiustamente negativa, in base ai media che li dipingono come persone che entrano nei computer. In realtà, hacking significa costruire qualcosa rapidamente o testare i limiti di ciò che si può fare. Come molte cose, può essere usato per fare del bene o del male, ma la vasta maggioranza degli hacker che ho conosciuto tende a essere composta da persone idealistiche che vogliono avere un impatto positivo nel mondo.

La Hacker Way è un approccio costruttivo che comporta continui miglioramenti e iterazioni. Gli hacker credono che qualcosa possa sempre essere migliorato e che nulla sia veramente completo. Devono sistemarlo - spesso a dispetto di persone che lo ritengono impossibile o che sono contente dello status quo.”

Continua dopo il break.

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Facebook fa causa a Mark Zuckerberg

pubblicato da Rosario

Ebbene sì: Facebook ha fatto causa a Mark Zuckerberg. L’israeliano Mark Zuckerberg. Quello che conoscete è nato a White Plains, New York, anche se comunque di origine ebraica? Beh è così perché in realtà non stiamo parlando del fondatore del social network. Ripartiamo dall’inizio: Facebook ha fatto causa a tale Rotem Guez per il suo “Negozio di Mi Piace” con il quale metteva in vendita Like del social network a brand e privati che decidevano di comprarli. In violazione delle regole d’uso di Facebook, il negozio di Guez è stato così costretto alla chiusura.

Ma invece di farsene una ragione, l’israeliano è andato oltre, cambiando legalmente il proprio nome in Mark Zuckerberg e aprendo la pagina I’m Mark Zuckerberg su Facebook (oltre al sito web Markzuckerbergofficial.com), dove ha finora raccolto più di 4.000 “Mi Piace”. L’ex cittadino israeliano chiamato Rotem Guez è finito anche in televisione, facendo sapere successivamente di aver ricevuto diverse chiamate al telefono da parte dei suoi amici che l’hanno definito semplicemente un pazzo, così come quella che sembra essere l’impiegata dell’ufficio dov’è andato a cambiare il nome nel video che vedete qui sopra.

Il motivo dietro tutto ciò per il trentaduenne in possesso anche di una società di online marketing? Oltre quello di farsi pubblicità in modo bislacco, anche la volontà di “vedere come una volta fatta causa a me, Facebook farà causa a Mark Zuckerberg”. Un nuovo esempio per i troll di tutto il mondo.

Via | Latimes.com

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Google+ non è una minaccia per Facebook: parola di Mark Zuckerberg

pubblicato da Daniele P.

Mark Zuckerberg, il fondatore di Facebook

Il fondatore di Facebook Mark Zuckerberg torna a parlare di Google
+, suo diretto concorrente. L’aveva già definito “un piccolo Facebook” ed ora è tornato alla carica sostenendo di non sentirsi affatto minacciato dalla crescita del social network dell’azienda di Mountain View.

Lo ha dichiarato nel corso di uno speciale a lui dedicato, Mark Zuckerberg Inside Facebook, trasmesso ieri sera dalla BBC. A domanda diretta il 27enne ha risposto con un sorriso:

Google è una grande azienda e tutti vogliamo guardare a lei ed imparare qualcosa da tutto quello che fa. Allo stesso tempo, però, le persone hanno già condiviso moltissimo su Facebook ed hanno già detto moltissimo sulle loro vite. Siamo convinti che quello che abbiamo noi sia lo strumento migliore per fare queste cose.

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I potenti dell'industria tecnologica: risultati del sondaggio

pubblicato da Rosario

I potenti dell'industria tecnologica: risultati del sondaggio

Chi sono i personaggi più potenti dell’industria tecnologica? Ce lo eravamo chiesto una settimana fa dopo che Forbes aveva risposto nei giorni precedenti alla stessa domanda, mettendo Bill Gates e Mark Zuckerberg in cima alla lista delle persone più potenti non solo del loro specifico campo, ma anche del mondo intero nella top ten accanto a politici alla guida di superpotenze del calibro di Barack Obama e Vladimir Putin.

Ma il parere espresso da voi lettori ha premiato Larry Page e Sergey Brin, vale a dire i fondatori di Google: va infatti a loro il 42% delle preferenze, in barba agli stessi Gates e Zuckerberg che devono accontentarsi rispettivamente solo del 18% e del 16%. Non va meglio per Tim Cook di Apple, fermo al 10%, seguito dal resto dei personaggi presenti al di sotto del 10%, guidati da Rupert Murdoch di News Corp.

Di riflesso ai risultati dei sondaggi è a quanto pare Google la società più influente all’interno del panorama tecnologico: in base a cosa avete espresso questo voto? Credete che la ricerca e le webapp di Mountain View siano in grado di permettere un maggior livello di “potenza” a Google, anche nonostante l’uso ormai massiccio che si fa di Facebook e di prodotti come Windows? Parliamone.

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Google risponde a Mark Zuckerberg: "felici di essere sottovalutati"

pubblicato da Rosario

Dopo le esternazioni di Mark Zuckerberg, secondo il quale “Google sta costruendo la sua piccola versione di Facebook” con Google+, la risposta da parte della società di Mountain View non ha tardato ad arrivare, per bocca di Bradley Horowitz che ha risposto a Zuckerberg durante un’intervista concessa a Bloomberg (in video qui sopra).

Horowitz, una delle figure chiave dietro Google+, si è detto “felice di essere sottovalutato” dal rivale Facebook, rifiutando tra l’altro ogni paragone sia con la creatura di Zuckerberg sia con ogni altra piattaforma social esistente, e affermando quindi l’intenzione dello staff di Google+ di continuare a sviluppare il prodotto per renderlo sempre migliore senza curarsi della concorrenza. Una serie di dichiarazioni che va in realtà parzialmente contro alcune frasi pronunciate dallo stesso Horowitz nel caso legato alle critiche di Steve Yegge, dove il buon Bradley parlava di “gara delle funzionalità” con Facebook e Twitter.

A ogni modo, come sicuramente saprete Google+ ha introdotto proprio in queste ore alcune nuove funzionalità, che riguardano principalmente la possibilità di creare pagine per i brand in modo molto simile a quanto già da tempo presente su Facebook. Ancora una volta, parlando del futuro di Google+, Horowitz ha confermato l’intenzione di Google di renderlo uno spazio d’aggregazione per gli altri servizi della propria società, che ritiene sempre più importante l’aspetto legato al collegamento tra i vari Gmail, Plus, Reader e compagnia.

Via | Thenextweb.com

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Mark Zuckerberg: "Google sta costruendo la sua piccola versione di Facebook"

pubblicato da Daniele P.

Non sono solo gli utenti a pensare che Google+ sia una copia, al momento in piccolo, di Facebook. Ce lo avete detto più volte nei commenti e ora lo ha sostenuto pubblicamente anche Mark Zuckerberg, il giovane fondatore di Facebook, in un’intervista concessa al giornalista e conduttore televisivo americano Charlie Rose.

Parlando delle compagnie tecnologiche, il CEO dell’azienda di Palo Alto ha speso buone parole nei confronti di Amazon e Apple: “sono estramente in linea con noi. Abbiamo discusso spesso con persone delle due compagnie per cercare di fare qualcosa di più insieme ed abbiamo sempre trovato una buona accoglienza“.

Lo stesso non si può dire per Google che, a detta di Zuckerberg, “è più competitiva e sta indubbiamente cercando di creare una sua piccola versione di Facebook“. Lo dimostra, in effetti, anche l’ultima caratteristica introdotta da Google+, la possibilità di creare pagine ufficiali di aziende e prodotti e di far sì che gli utenti le seguano e ricevano i loro aggiornamenti, già presente su Facebook fin dagli inizi. Cosa dovrebbe spingere un’azienda - così come gli utenti - a creare un altro profilo su un altro social network e pubblicare di volta in volta un doppio status, caricare due volte le stesse foto e così via? Sarà il tempo a darci la risposta a questa domanda.

Se volete approfondire il pensiero di Mark Zuckerberg e quello del direttore operativo dell’azienda, Sheryl Sandberg, potete leggere la trascrizione dell’intera intervista a questo indirizzo.

Via | Allthingsd

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Il sondaggio del lunedì: i potenti dell'industria tecnologica

pubblicato da Rosario

Il sondaggio del luned�¬: i "potenti" del Web

Come avrete letto qualche giorno fa, Forbes ha inserito Bill Gates e Mark Zuckerberg nella lista delle dieci persone più potenti del mondo, al fianco di politici, autorità religiose e altri imprenditori appartenenti a vari settori.

Per il sondaggio del lunedì qui su Downloadblog vogliamo quindi chiedervi chi credete sia attualmente il personaggio più potente, rapportando il suo potere anche oltre alla specifica sfera del suo settore: siete d’accordo con Forbes? Credete siano Gates e Zuckerberg i più potenti? Oppure i due “Mr Google”? O ancora qualcun altro? Votate nel sondaggio qui sotto.

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Bill Gates e Mark Zuckerberg nella top ten delle persone più potenti di Forbes

pubblicato da Rosario

Bill Gates e Mark Zuckerberg nella top ten delle persone più potenti di Forbes

Chi sono le persone più potenti del mondo? Come ormai da tradizione, Forbes ha provato a rispondere a questa domanda, stilando la propria classifica. Ai primi posti appaiono ovviamente politici del calibro di Barack Obama (che ha riguadagnato la vetta soffiatagli nel 2010), Vladimir Putin e Hu Jintao: per noi appassionati di tecnologia è però sicuramente più rilevante vedere la presenza di personaggi che non si trovano alla guida di grandi nazioni, ma di società appartenenti a tale ramo.

Il primo della speciale lista filtrata è Bill Gates, salito addirittura fino alla quinta posizione grazie al suo impiego come presidente di Microsoft e fondatore della Bill & Melinda Gates Foundation, come saprete attiva nella ricerca medica e nel miglioramento delle condizioni di vita nel terzo mondo. Un Bill Gates addirittura più potente di Papa Benedetto XVI, a sua volta più potente di un altro protagonista della scena tecnologica: Mark Zuckerberg, inserito in nona posizione.

Lo stesso fondatore di Facebook è secondo Forbes più potente del Primo Ministro UK David Cameron, cosa che del resto qui su Downloadblog avevamo già detto scherzando qualche tempo fa. Non vi sembra che a questo punto manchi qualcuno? Ma sì, Larry Page e Sergey Brin, precipitati al trentesimo posto dopo aver occupato il quinto nel 2009. Tim Cook di Apple è invece appena cinquantottesimo (ma siamo sicuri che uno Steve Jobs ancora in vita avrebbe occupato un posto più in alto).

Il nome di qualche italiano? Ovviamente per trovarlo bisogna escludere il campo tecnologico: abbiamo il Presidente della BCE Mario Draghi al dodicesimo posto, mentre Silvio Berlusconi è ventunesimo.

Via | Cnet.com

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Mark Zuckerberg parla di "The Facebook" in un video del 2005

pubblicato da Rosario

Mark Zuckerberg e il suo Facebook come li conosciamo oggi hanno percorso moltissima strada dalla nascita del social network, avvenuta in quel di Harvard nel 2004. Il video che vedete qui sopra risale all’anno successivo, il 2005, e ci mostra un Zuckerberg in maglietta e calzoncini impegnato a descrivere quello che allora era ancora chiamato The Facebook.

La cosa più interessante è legata proprio a quella che è attualmente la maggior critica rivolta a Facebook: la sua fame di dati personali dei propri iscritti. L’attuale CEO della società parla infatti di fare in modo che la piattaforma diventi sempre più interessante, per fare in modo che le persone siano spinte a pubblicare una quantità sempre maggiore d’informazioni relative a sé stessi: un obiettivo sicuramente centrato, vista la mole di dati di ogni tipo che Facebook si trova a gestire al giorno d’oggi.

Tornando al video, fa comunque un certo effetto vedere Zuckerberg discutere prima di “diventare qualcuno”, ma comunque abbastanza determinato già all’epoca per diventare uno dei personaggi più importanti degli ultimi anni sul Web e oltre.

Via | Thenextweb.com

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Paul Ceglia perde un altro avvocato nella causa contro Facebook

pubblicato da Rosario

Paul Ceglia perde un altro avvocato nella causa contro Facebook

Avrà ben poco da sorridere Paul Ceglia, meglio conosciuto come la persona che ha portato Facebook in tribunale reclamando un accordo con Mark Zuckerberg per la creazione del social network. Avrà poco da ridere perché ha perso il proprio avvocato, il secondo ad abbandonare Ceglia dall’inizio della causa.

Questa volta è stato Jeffrey Lake a lasciare l’uomo alla ricerca di un nuovo avvocato, costringendolo inoltre a chiedere un rinvio di tre settimane per completare l’operazione. Alla base potrebbe con buone probabilità esserci una questione rivelata nei giorni scorsi dallo stesso Lake, che ha scelto di rendere pubblica la vicenda per mettersi al riparo (spostando la colpa su Ceglia) da possibili sanzioni:

“Ho informato Mr. Ceglia che la corte gli aveva ordinato di fornire, tra altre cose, anche username e password di tutti gli account email che ha usato dal 2003 a oggi. Mr. Ceglia mi ha dato istruzioni di non obbedire a questa richiesta e portare la questione davanti al Giudice Distrettuale Richard Arcara.”

Nel frattempo, Paul Ceglia e la sua famiglia avrebbero traslocato dall’altra parte dell’Atlantico: in Irlanda per l’esattezza, a quanto pare per mettersi al riparo dal risalto mediatico ottenuto dalla causa legale. Ma c’è ovviamente chi pensa che possa essersi allontanato prevedendo un possibile (e plausibile) peggioramento della situazione.

Via | Cnet

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