Abbiamo seguito tutta la vicenda giudiziaria di LimeWire ed è giusto offrire un riscontro del suo epilogo. Il popolare client per il download via P2P è stato portato in tribunale dalla RIAA, l’associazione che rappresenta i discografici statunitensi, diversi anni fa. Quest’estate il processo ha subito un’impennata con la richiesta della chiusura immediata di LimeWire, avvenuta soltanto in autunno con la disposizione della Corte.
Alla lettura della sentenza i legali della società che controlla LimeWire hanno ventilato l’ipotesi che il servizio si trasformasse in qualcosa di simile a Spotify perché fosse saldato il debito con la RIAA imposto dai magistrati. È bene sottolineare come dal 2004 sia stata proposta una versione legale di LimeWire previa abbonamento: una mossa che è servita ad arginare il collasso dovuto alle cause per violazione di copyright.
Tutto ciò non è bastato ed è improbabile che LimeWire possa riemergere in un’altra forma. Dopo l’apparizione della Pirate Edition basata sul client a pagamento è stato posto sotto sequestro anche quanto di legale era stato costruito da sei anni a questa parte. Niente più abbonamenti, né forfait per scaricare contenuti protetti dal diritto d’autore. LimeWire non esiste più e chi ancora resiste è destinato alla chiusura a breve.
Via | Ars Technica

La RIAA, alla fine, ce l’ha fatta: a inizio giugno era stata inoltrata una richiesta di chiusura nei confronti di LimeWire, il client P2P in Java per la rete Gnutella. L’accoglimento della domanda della RIAA non è stata immediata, come avrebbe voluto l’associazione, ma la Corte federale statunitense è giunta ugualmente a disporre la chiusura del popolare servizio.
La battaglia legale con le major dell’industria musicale degli Stati Uniti dura già da 4 anni e si riferisce al periodo 2000-2004, quando LimeWire ha inaugurato il servizio a pagamento che ha reso legale il download. Al momento, sul sito campeggia l’immagine che vedete qui sopra in cui il team di LimeWire avvisa gli utenti dell’ingiunzione cui è sottoposto il client.
Cosa accadrà nel prossimo futuro? Le indiscrezioni trapelate dai legali e dagli sviluppatori di LimeWire escludono l’eliminazione del servizio: piuttosto, è probabile che l’azienda sia messa all’asta per coprire i debiti con le etichette discografiche per diventare simile a Spotify. A prescindere, la chiusura cautelare di LimeWire è un grande successo per la RIAA.
Via | Guardian
A pochi giorni di distanza dal decimo anniversario di LimeWire, gli avvocati della RIAA hanno presentato un documento alla corte di New York per chiederne la chiusura: il servizio di P2P avrebbe recato danni economici all’industria discografica per miliardi di dollari. La documentazione presentata dalla RIAA è volta alla sospensione immediata di LimeWire, poiché quest’ultimo aumenterebbe di giorno in giorno i consistenti ammanchi delle major.
Già nella prima metà di maggio la RIAA aveva ottenuto un’importante vittoria contro Lime Group, la società che controlla LimeWire, grazie alla sentenza emessa da Kimba Wood: il giudice del distretto meridionale di New York aveva riconosciuto infrazioni al copyright da parte di Lime Group e del fondatore di LimeWire, Mark Gorton. Le motivazioni si riconducono alla presunta ottimizzazione del client per consentire anche il download digitale di contenuti protetti dal diritto d’autore.
LimeWire è disponibile in tre soluzioni, una gratuita con funzionalità di base e due a pagamento: stando alla sentenza newyorkese queste ultime conterrebbero tecnologie atte a rendere più semplice e rapido il download illegale di film, musica e software. Secondo gli analisti la decisione della corte sarà fatale per LimeWire. Una consultazione con Kimba Wood era stata programmata per il 1 giugno da Lime Group. Se non si dovesse giungere alla chiusura coatta di LimeWire, la società dovrebbe corrispondere $150,000 per ogni infrazione e andrebbe comunque in fallimento.
Via | CNET News
BitTorrent è il protocollo di condivisione file più diffuso su Internet. Tuttavia il programma più installato al mondo resta ancora Limewire. Limewire permette di collegarsi alla rete Gnutella ma può gestire anche i download BitTorrent. Tuttavia sembra che gli utenti che lo installano lo usano soprattutto per accedere alla rete Gnutella.
Nel 2008 le statistiche indicavano che Limewire aveva una quota di mercato del 37%, contro il 14% dei client BitTorrent. Questi dati ci fanno comprendere quanto siano differenti i valori circa il volume di dati generati: infatti, nonostante quel 14%, la rete BitTorrent genera un traffico ben maggiore.
Gli sviluppatori di Limewire hanno quindi dichiarato che, in futuro, verrà data più importanza alla sezione dedicata a BitTorrent, proprio perchè non è possibile ignorarne la presenza. Fino ad oggi, infatti, le funzionalità BitTorrent di Limewire sono state piuttosto limitate rispetto a client come uTorrent o Vuze. Nelle prossime versioni del programma, quindi, dovremo aspettarci delle novità in questa direzione, come, per esempio, il progetto LibTorrent, attualmente in fase beta.
Via | Torrentfreak.com
La tendenza sembra da ogni parte inarrestabile. Diversi sistemi P2P hanno lanciato o stanno per lanciare il proprio Music Store, alle volte anche integrato nel software client peer-to-peer.
Limewire ha appena pubblicato il proprio store con già 500.000 canzoni Mp3 pronte per il download. Ogni Mp3 ha un prezzo di 99 cent. Limewire Store offre anche la possibilità di sottoscrivere un abbonamento mensile di 9.99 $ per 25 download oppure con 19.99 $ si può scaricare mensilmente fino a 75 canzoni.
Per ora si trovano solamente pezzi di artisti indipendenti ed etichette minori, anche se il team di Limewire promette che a regime saranno in grado di fornire migliaia di nuovi brani giornalmente.