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Tutti gli articoli con tag Julian Assange

The World Tomorrow: Julian Assange con Hassan Nasrallah di Hezbollah

pubblicato da Federico Moretti

RT NewsJulian Assange, co-fondatore e volto pubblico di WikiLeaks, ha intervistato Hassan Nasrallah – leader del movimento integralista islamico libanese di Hezbollah – nella prima puntata di The World Tomorrow, il programma televisivo che conduce per RT News — il broadcaster “controllato” dal governo russo del Presidente, Vladimir Putin.

Negli Stati Uniti è scoppiata immediatamente la polemica, dal momento che Nasrallah e i membri di Hezbollah sono considerati dei terroristi — nonostante “il partito di Dio” sia stato eletto dal popolo libanese con delle regolari elezioni. Subito è stato insinuato un dubbio sulla buonafede di Assange partendo dalla scelta del canale.

La trasmissione, registrata in lingua inglese, è stata pubblicata in forma integrale sul web. Il discorso Nasrallah, intervenuto via webcam, è tradotto simultaneamente da un collaboratore di RT News. Considerando il contenuto reale dell’intervista, la prima a Nasrallah dal 2006, l’allarmismo statunitense appare del tutto infondato.

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Wikileaks offshore: la fuga verso Sealand

pubblicato da Francesco L.

sealand

Secondo FoxNews, Wikileaks starebbe pianificando di lasciare Svezia ed Islanda, dove attualmente sono localizzati la maggior parte dei suoi server. Il piano, dicono i pettegolezzi della Fox, è di spostare le proprie operazioni a Sealand, una semi-nazione che vive ai confini delle leggi internazionali su una vecchia piattaforma petrolifera arrugginita nel Mare del Nord.

La storia di Sealand è addirittura più rocambolesca di quella di Wikileaks, essendo stata occupata da un veterano inglese della Seconda Guerra Mondiale e poi dichiarata “nazione” dallo stesso, che se ne è autonominato sovrano assoluto. Secondo le leggi internazionali non esiste, ma fino al 2008 vi albergava un server indipendente chiamato HavenCo, che ha cessato le operazioni per ragioni sconosciute. Per FoxNews Wikileaks vorrebbe fare lo stesso, piazzandosi fuori dalla legge, in acque internazionali - Un po’ come la nave del film I Love Radio Rock.

Purtroppo il piano è tutt’altro che geniale e i problemi che ne insorgerebbero sono tanto insormontabili da rendere l’articolo di FoxNews davvero inverosimile. Per prima cosa, coloro che lavorano ed operano attraverso Wikileaks non sarebbero certo al sicuro, perchè poco conta dove sono i dati: le persone fisiche sarebbero comunque sotto la giurisdizione del loro paese d’origine o del paese in cui vivono. Riterrei piuttosto strano se desiderassero trasferirsi a loro volta su un ammasso di ruggine nel Mare del Nord, magari con tutta la famiglia.

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Julian Assange apparirà dentro I Simpson

pubblicato da Rosario

Julian Assange arriva dentro I Simpson

La puntata numero 500 della popolare serie animata I Simpson sarà un appuntamento speciale, non solo per la cifra tonda con la quale il frutto della mente di Matt Groening celebrerà ancora una volta il suo successo, ma anche per la presenza di un ospite d’eccezione: Julian Assange. Il fondatore di WikiLeaks presterà infatti la propria voce per il fortunato cartoon.

Le registrazioni sarebbero avvenute durante la scorsa estate, a quanto pare direttamente per volere di Matt Groening dopo aver sentito che Assange sarebbe un fan della serie. Per gli amanti dei Simpson, l’anticipazione di turno vede il buon Julian impegnato ad aiutare Homer e Marge dopo una riunione segreta degli abitanti di Springfield, in seguito alla quale l’intera famiglia Simpson viene mandata via dalla città, vedendosi costretta a unirsi a una comunità.

Per saperne di più e per vedere all’opera Assange in versione gialla, non dovremo fare altro che aspettare l’episodio in onda il prossimo 19 febbraio negli Stati Uniti.

Via | Nydailynews.com

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Wikileaks chiude temporaneamente: ha bisogno di donazioni

pubblicato da Gabriele Ferraresi

I soldi sono finiti: Wikileaks chiude temporaneamente i battenti. Il sito di informazione trasparente creato da Julian Assange ha comunicato oggi che resterà “chiuso” fino a data da destinarsi a causa della mancanza di fondi. Il 95% dei risparmi arrivati dalle donazioni ricevute fino al dicembre del 2010 sarebbe già stato speso. Quali sono le spese di Wikileaks?

Le riassume con un’ironia amara lo spot che vedete qui sopra, evidente parodia di una nota carta di credito: ma quanto aveva ricevuto nel 2010 Wikileaks dalle donazioni di privati? Di certo almeno 1,9 milioni di dollari solo nel 2010, transitati e dichiarati dalla Wau Holland Foundation - qui il report integrale in pdf, pubblicato da Wired.com nell’aprile scorso - con un picco nel novembre e dicembre, al tempo del cablegate - la pubblicazione dei 251.287 cablogrammi delle ambasciate Usa - e dell’inizio della “persecuzione” ai danni di Julian Assange.

Da quella fase in poi, dal dicembre scorso, per Wikileaks è stato un lento sparire dalle prime pagine. Assange? Dimenticato. Bradley Manning, detenuto per aver svelato informazioni a Wikileaks? Dimenticato. Wikileaks stessa? Dimenticata. Ed è cominciata la demolizione del mito: nel febbraio di quest’anno Daniel Domscheit-Berg in promozione per il suo libro attaccò frontalmente quello che era diventata Wikileaks…

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Per tutto il resto c'è Assange...

pubblicato da Francesco

Geniale lo spot spoof di Mastercard visto su Graphisme. Il retroscena del rapporto tra MAstercard e Wikileaks lo leggete qui in archivio.

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Julian Assange s'è offerto all'asta su eBay (per un pranzo a Londra)

pubblicato da Federico Moretti

WikiLeaks - Julian Assange by Surian Soosay

Julian Assange, popolare co-fondatore e figura più rappresentativa di WikiLeaks, ha scontato sei mesi agli arresti domiciliari: per sostenere le spese legali e mantenere il portale, ha deciso di mettere all’asta un pranzo con sé e il filosofo sloveno Slavoj Žižek su eBay. Quasi un concorso per chi voglia incontrare il proprio idolo.

La scelta di Assange non costituisce una grande novità: eBay ha già ospitato aste sui generis. Partita da una base di $564, l’asta ha già superato la quota di $3,463 con trentaquattro offerte. Ci sono ancora tre giorni per partecipare e accaparrarsi il pranzo con Assange e Žižek. È probabile che gli offerenti siano dei giornalisti.

Assange ha dichiarato di destinare il 100% del ricavato a WikiLeaks. Perciò sfrutterà esclusivamente il patrimonio personale per appellarsi all’estradizione in Svezia, dov’è ricercato per violenza sessuale. Il pranzo si terrà sabato 2 luglio, a margine di una conferenza per la pubblicazione del libro di Žižek. Presenta Amy Goodman.

Immagine | Surian Soosay (via Flickr)

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Assange: Facebook usata per spiare, i rapporti con i gruppi editoriali

pubblicato da Gianluca Pezzi

Julian Asange ha rilasciato una lunga intervista a Russia Today. Potete vederne uno stralcio qui sopra, mentre su RT è possibile vederne versione e trascrizione completa.

La maggior parte dei media si è limitata a riportare le frasi di Assange che riguardano Facebook e che non rappresentano niente di nuovo, almeno per noi.

Facebook, in particolare, è la macchina di spionaggio più spaventosa che sia mai stato inventata. Qui c’è il database più completo al mondo sulle persone, sui loro rapporti, i loro nomi, gli indirizzi, le posizioni e le comunicazioni con altre persone, parenti. E’ all’interno degli Stati Uniti, e le informazioni sono tutte accessibili ai servizi segreti americani. Facebook, Google, Yahoo, tutte queste grandi organizzazioni statunitensi sono dotati di interfacce per i servizi segreti americani. Non si tratta di eseguire un mandato giudiziario: hanno un’interfaccia che hanno sviluppato per l’intelligence degli Stati Uniti.

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Per Julian Assange «WikiLeaks è più “responsabile” della democrazia»

pubblicato da Federico Moretti

VOTE by Theresa Thompson

Julian Assange, co-fondatore e “simbolo” di WikiLeaks, ha sostenuto in un’intervista al Guardian che l’esperienza della stessa WikiLeaks sia più responsabile di quella dei governi occidentali, eletti democraticamente. Alla base di questa riflessione ci sono le donazioni dei liberi cittadini, grazie alle quali il portale si sostiene.

Se WikiLeaks continua a esistere, infatti, è perché settimanalmente riceve il supporto economico dei suoi sostenitori: questa è la tesi esposta da Assange a un pubblico di circa settecento persone. Un sistema meritocratico, perciò, legato ai risultati conseguiti dal portale mentre i governi sopravvivono alla sfiducia dei cittadini.

Stando ad Assange, WikiLeaks riceve dai propri supporter un feedback più autentico di quello dei governi, sostenuti nell’arco della legislatura dal finanziamento di società e imprenditori che tutelano i propri interessi economici. Assange cita, ad esempio, il caso della guerra in Iraq. Però i governi sono eletti e Assange non lo è.

Foto | Flickr

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Assange: Internet è la più grande macchina per spiare del mondo

pubblicato da Gianluca Pezzi

Julian Assange, lo sappiamo, è un personaggio che va controcorrente. E mentre tutti lodano internet ed i social network utilizzati durante le rivolte arabe, Julian Assange si scaglia contro la rete. “Internet è la più grande macchina di spionaggio che il mondo abbia mai conosciuto, ed è un ostacolo per la libertà di parola”, avrebbe detto durante un discorso agli studenti dell’Università di Cambridge.

C’era già stata una rivolta al Cairo tre o quattro anni fa, ha spiegato Assange. Una piccola rivolta, ed in quel caso proprio Facebook venne usato per arrestare i partecipanti. Così mentre internet ci ha dato la possibilità di conoscere cosa fanno i governi, viene utilizzato a sua volta per spiare cosa fanno gli utenti. Le tecnologie possono quindi aiutare i regimi per controllare cosa fanno o pensano i propri abitanti. Internet non è quindi “una tecnologia che favorisce la libertà di parola“, e “non è una tecnologia che aiuta i diritti umani“. “Piuttosto è una tecnologia che può essere usata da un regime totalitario, in un modo mai visto in passato“. Eppure, nonostante questo, Assange crede che grazie anche al suo Wikileaks, siano partite le rivolte arabe. La pubblicazione di alcuni documenti diplomatici americani, hanno “cambiato parte delle dinamiche” che hanno poi portato al cambiamento politico in Tunisia.

Pensieri che si contraddicono, almeno all’apparenza. Eppure non ci voleva Assange per ribadire ciò che da anni andiamo dicendo anche noi. I social network sono strumenti bellissimi, straordinari, ma che vanno usati con attenzione. Far sapere agli altri cosa ci accade o cosa pensiamo, può essere divertente, può essere stimolante, ci può portare a conoscere realtà che mai avremmo potuto sospettare.E nello stesso tempo tutto ciò che facciamo o diciamo in rete può essere usato contro di noi. In maniera talvolta innocua, in altri casi traumatica.

Abbiamo sempre detto che internet è lo specchio della vita, e Assange non fa altro che ribadirlo: ogni strumento può essere usato per a fin di bene, o per scopi nefasti. Solo chi non conosce la rete e non vuole comprendere a fondo i meccanismi che la governa, può scandalizzarsi per quanto affermato o far finta di vederne solo le contraddizioni. Per tutti gli altri, possiamo dirlo, è solo la scoperta dell’acqua calda.

Foto | Flickr

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WikiLeaks, un negozio in rete per sostenere il giornalismo d'assalto

pubblicato da Federico Moretti

WikiLeaks - SpreadshirtPer supportare la divulgazione dei documenti segretati, trafugati da istituzioni, banche, ecc. WikiLeaks ha aperto un negozio in rete. Julian Assange, il fondatore dell’organizzazione, potrebbe essere presto estradato in Svezia: è probabile perciò l’uso dei fondi raccolti attraverso la vendita dei gadget per pagarne le spese legali.

Gli oggetti in vendita su Spreadshirt spaziano dalle borse alle felpe, passando per le spille e addirittura un ombrello a marchio WikiLeaks. Non poteva mancare una t-shirt in cui Assange appare come il nuovo “Che” Guevara. Bisogna chiedersi, però, se i fondi non siano destinati al conto di Bradley Manning, appena sospeso da PayPal.

Secondo i termini di servizio previsti da Spreadshirt una certa percentuale del ricavato (stimata attorno al 17%) sugli acquisti superiori a $35 è trattenuta per le spese di produzione e consegna. Altre modalità di donazione a WikiLeaks sono indicate sul dominio svizzero del portale, tra i pochi superstiti con l’arresto di Assange.

Via | ITProPortal

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Polizia arresta 5 uomini per attacco DDoS "Anonimo"

pubblicato da claudiasantini

pirate

La polizia di Londra ha annunciato l’arresto di cinque persone connesse con una serie di attacchi su siti Web intorno al mondo rivendicati da un gruppo soprannominato “Anonymous”, ovvero anonimo. I cinque arrestati hanno un’età che varia tra i 15 e 26 anni e sono stati sorpresi ad inizio mattinata nelle proprie case. L’accusa è quella di essere coinvolti in attacchi DDoS, ovvero attacchi “denial of service” (negazione del servizio, traducendo letteralmente) in cui un gruppo di utenti sovraccarica un sito Web con più traffico di quanto possa sopportarne, causandone il down.

Lo scorso anno un gruppo ha rivendicato la responsabilità di numerosi attacchi a siti Web in apparente rapporto con WikiLeaks, l’ormai arcinota “Wikipedia dei segreti” che ha scosso i governi di tutto il mondo. Gli obiettivi del gruppo Anonymous includono siti quali PayPal, Mastercard e Visa Europe, ovvero tutti i gruppi bancari che hanno sospeso la possibilità di sostenere economicamente WikiLeaks con donazioni. L’operazione è stata ribattezzata “Operation Payback”. La polizia comunque non ha specificato in quali di questi attacchi i cinque arrestati fossero coinvolti.

Anche Amazon sembrava essere stata presa di mira quando in Dicembre alcune voci sostenevano che Anonymous avrebbe colpito, ma in realtà Amazon ha confermato un down nel servizio a causa di problemi tecnici. La vicenda fa comunque riflettere se pensiamo a quanto possa essere fuorviante chiamare un gruppo simile “Anonymous”: la maggior parte delle persone che hanno scelto di partecipare agli attacchi hanno scaricare un software sul proprio computer chiamato Low Orbit Ion Canon.

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Julian Assange ha ricevuto i dati bancari di 2.000 conti in Svizzera

pubblicato da Federico Moretti

Julius Baer Gruppe

Questa volta gli Stati Uniti non c’entrano o, non direttamente. Julian Assange – l’ormai celebre fondatore di WikiLeaks – ha ricevuto ieri un documento contenente i dati relativi a circa 2.000 conti correnti bancari aperti in Svizzera presso il Julius Bär Gruppe. A fornire questi dettagli è stato Rudolf Elmer, licenziato dalla banca svizzero-tedesca già nel 2002.

Il passaggio dei dati è avvenuto in una forma insolita per WikiLeaks, perché Assange ed Elmer hanno tenuto una conferenza stampa pubblica a Londra. Non è chiaro quali informazioni siano contenute nel dossier di Elmer e Assange ha stimato in due settimane la pubblicazione dei documenti su internet. Si parlerebbe di conti correnti mantenuti tra il 1990 e il 2009.

La Julius Bär non ha fatto attendere una dura condanna di Elmer, dipinto come un professionista frustrato dalle scarse possibilità di carriera offertegli da una posizione che non era in grado di gestire. Questa la chiosa sul licenziamento dell’uomo che ha consegnato il plico a WikiLeaks. I soggetti implicati sarebbero aziende e/o privati da tutto il mondo occidentale.

Via | BBC News

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