La popolare toolbar di Google è approdata su Internet Explorer 9, portando con sé l’auto-completamento per la ricerca di Instant. L’aggiornamento di Google Toolbar 7 è arrivato a qualche mese di distanza dalla versione per Firefox e funziona sulle precedenti release di IE. Non c’è modo di sostituire il modulo di ricerca del browser.
È un problema che non riguarda IE9, poiché il modulo di ricerca di Internet Explorer 7 e 8 è stato integrato nella barra degli indirizzi. Perciò quello di Google Toolbar è l’unico modulo espressamente deputato alla ricerca. Oltre a Instant si possono attivare altre funzionalità come Latitude via WiFi e tutti i servizi dell’account.
Non è obbligatorio possedere ed effettuare il login su Google per utilizzare la toolbar, tuttavia avrebbe poco senso installarla senza un profilo. Tutte le feature di Google Toolbar 7 possono essere rimpiazzate, soprattutto su Firefox, da apposite estensioni: su Internet Explorer, però, è molto più comodo personalizzare la toolbar.
Via | Download.com

McAfee ha pubblicato delle statistiche relative a un attacco informatico, definito Night Dragon, perpetrato dalla Cina a una lunga serie di società petrolchimiche occidentali attive nella gestione di petrolio e gas per l’energia elettrica. Le infezioni sono partite a novembre da servizi di proprietà cinese situati negli Stati Uniti.
Compromettendo dei server olandesi, l’infezione è dilagata nel resto del mondo: l’attacco ha colpito Kazakistan e Thailandia, Stati Uniti, Grecia e altri paesi europei. Si parla di SQL injection dei Remote Administration Tool (RAT) di alcuni server. È bastato disabilitare il proxy su Internet Explorer, affinché l’attacco riuscisse.
Lo schema dell’attacco è relativamente semplice: il cracking delle password di alcune extranet ha permesso l’upload degli strumenti utili a prendere il controllo dei server. Compromessi i database, gli account degli utenti sono stati utilizzati per diramare il virus: rimuovendo il proxy hanno ottenuto un accesso diretto a internet.
Via | ZDNet
Le statistiche che chiudono il 2010 non sono confortanti per quanto riguarda l’utilizzo dei browser. Nonostante l’impegno profuso da Microsoft per eliminare IE6 e integrare gli standard del W3C, Internet Explorer è ancora il programma più diffuso per la navigazione web. E, ritirato dal mercato perché considerato obsoleto, IE6 mantiene un numero di utenti superiore a quello di tutte le versioni di Chrome.
Stando ai dati sulla diffusione dei browser, Internet Explorer supera il 58% degli utenti del web: Firefox, il diretto inseguitore, non arriva alla metà dei download con il 22% circa del mercato globale. Purtroppo, le percentuali di IE non includono l’ultima versione sperimentale del browser — l’unica già pronta alla sfida di HTML5. Google si attesta alle spalle di Mozilla, attorno al 9% appena sul totale degli utenti.
È curioso notare come Safari, il browser di Apple, abbia soltanto il 5% delle preferenze: il successo di iPhone e iPad non basta a garantire un utilizzo più consistente. In genere questo tipo di statistiche può interessare solo agli azionisti del settore, ma l’immaturità di browser come Internet Explorer 6 crea problemi consistenti a chi è chiamato a realizzare dei servizi web. Una situazione che non è affatto favorevole.
Via | The Huffington Post
Internet Explorer 9, a sentire quelli di Microsoft, sarebbe già pronto da usare, benché sia ancora in beta. Le prestazioni, in termini di velocità e rendering, sono di altissimo livello, grazie all’accelerazione hardware integrata e alla totale compatibilità con Html 5.
Intendiamoci, quanto detto fin ora vale se prendiamo a paragone Internet Explorer 8. Se il confronto lo andiamo a fare con Firefox o Chrome, le cose cambiano un po’. Microsoft mantiene il vantaggio di aver iniziato a lavorare per prima sull’accelerazione grafica integrata nell’hardware, ma gli altri sono su questa strada e il fatto che ci arrivino dopo non è certo un grande svantaggio, visto che partono molto più avanti.
All’indirizzo www.beautyoftheweb.com potete sia scaricare la beta che divertirvi con i vari test proposti da Microsoft. A impressionare più di tutto è l’incredibile quantità di aziende il cui marchio compare nelle pagine di promozione del nuovo browser (le cui funzionalità, ovviamente, sono esaltate da Seven), per esempio su quella di Hulu.
Continua a leggere: Internet Explorer 9 beta visto in casa di Microsoft: un ottimo punto di inizio

Nell’ultimo pacchetto di aggiornamenti rilasciato da Microsoft attraverso Windows Update, era presente anche un’estensione per le barre strumenti del browser. La cosa strana, però, è che questo add-on non si è installato solo su Internet Explorer, ma anche su Mozilla Firefox. Il tutto, e qui nasce il problema, senza che nella schermata di update fosse presente alcuna notifica in merito alla doppia installazione, e quindi senza alcuna richiesta di consenso.
L’add-on per Firefox era nascosto perché, come evidente nello screenshot, parte del Microsoft Search Enhancement Pack, classificato come download importante. Niente nella schermata sta ad indicare che l’aggiornamento sia per entrambi i browser, ma una volta eseguito l’aggiornamento, all’apertura di Firefox gli utenti si sono trovati la classica finestra dei componenti aggiuntivi recenti, con la fantomatica Search Helper Extension.
Su alcuni forum dedicati al browser di Mozilla sono subito iniziate le discussioni su quale sia la reale natura di questa estensione. E pare che ancora non si sia giunti ad una conclusione. Nella pagina del supporto Microsoft dedicata, questo aggiornamento (KB982217) viene descritto come essenziale per Windows Live Toolbar, MSN Toolbar e Bing Bar, in quanto consentirebbe di correggere un problema nella funzionalità categoria homepage di queste barre degli strumenti. Ma quale sarebbe questo problema?
Continua a leggere: Microsoft: estensione per Firefox installata senza il consenso dell'utente
Opera, Microsoft e Google: in pochi giorni il formato Web Open Font Format (WOFF) sembra aver fatto l’en plein di adesioni e si avvia a diventare uno standard per la tipografia online dopo anni di incertezze e soluzioni provvisorie.
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Ma facciamo un passo indietro: il WOFF è essenzialmente un guscio che racchiude, compressi, font TrueType, OpenType o Open Font.
Sino a pochi giorni fa l’alfiere del formato era Mozilla, che ha introdotto le specifiche lo scorso anno, a settembre, annunciando poco dopo di volerlo adottare nel suo browser per i vantaggi che porta rispetto alle altre soluzioni (in primis il risparmio di spazio e la presenza di informazioni sul font).
Così è stato e il WOFF ha fatto il suo esordio in Firefox a gennaio, con la versione 3.6 del browser.
Continua a leggere: WOFF: il futuro dei font sul web secondo Mozilla, Microsoft, Opera e Google

Non so quanti di voi ne facessero già uso: la Facebook Toolbar era inizialmente un’estensione ufficiale riservata a Firefox per accedere alle funzionalità di Facebook senza la necessità di aprire la pagina del proprio profilo — un po’ come avviene con decine d’altri servizi simili.
Nella notte è giunta la notizia della sua disponibilità per Internet Explorer dalla versione 6 con SP2 in avanti: il download è già disponibile dalla pagina dell’applicazione. Ma non è tutto: anzi, l’aspetto più interessante è un altro e riguarda la traduzione dell’estensione.
A prescindere dal browser in uso, la toolbar di Facebook supporta finalmente 16 localizzazioni (tra cui ovviamente l’italiano): fino a ieri l’estensione era soltanto in lingua inglese. Motivo in più per provarla, considerando anche la possibilità d’integrare le notifiche col dock di OS X.
Almeno questa è l’ambizione di Yoolink, una piattaforma sviluppata dall’omonima azienda francese (che ha sede a Parigi) per la condivisione di link attraverso i social network: non è propriamente un’idea originale, ma la sua realizzazione è intrigante.
Yoolink vuole “abbattere” le difficoltà e rendere più rapido il link sharing con un’unica soluzione che si adatta tanto agli utenti occasionali, quanto a quelli professionali: la condivisione avviene con un semplice bookmarklet — disponibile in versioni diverse per i browser più diffusi.
Selezionando una parte del testo presente sulla pagina – che servirà da descrizione – è possibile inviare a Yoolink l’indirizzo desiderato: configurando i servizi (tra cui gli immancabili Facebook, LinkedIn e Twitter) sul proprio profilo questi riceveranno immediatamente una notifica. Nulla di trascendentale, ma è un servizio da tenere sott’occhio.

Come già detto pochi giorni fa Microsoft ha annunciato alcune delle caratteristiche principali della prossima major release di Internet Explorer ancora in fase di svuluppo. Una delle caratteristiche più sventagliate sarebbe l’utilizzo di accelerazione hardware tramite Direct2D per sveltire il rendering delle pagine e l’interpretazione del Javascript.
Peccato che a quanto pare la concorrenza made in Mozilla ci abbia già pensato. Secondo quanto spifferato da EnGadget uno sviluppatore, tale Bas Schouten, avrebbe già incluso il supporto alle chiamate Direct2D in una versione alpha di Firefox 3.7 attualmente in fase di sviluppo.
E l’annuncio è stato fatto, neanche a farlo apposta, il giorno seguente alle dichiarazioni di mamma Microsoft sul futuro supporto di Internet Explorer a questa tecnolgia, l’unica a quanto pare capace di riempire il gap prestazionale con la concorrenza.
Orbit Downloader, giunto alla versione 2.8.18, è un download manager gratuito molto noto ed apprezzato, sia per le sue numerose funzioni che per la velocità con cui scarica i files.
Le caratteristiche del software, consultabili in forma completa su questa pagina, sono davvero tante e comprendono anche il salvataggio di contenuti streaming di vario tipo: Orbit, per fare solo due esempi, consente di salvare musica da MySpace o video da Youtube.
Vengono supportati i principali siti di file sharing (Rapidshare in primis) e un po’ tutti i browser: Internet Explorer, Opera, Firefox, Netscape e Maxton.
Potete scaricare il programma da qui, funziona anche con Windows 7.
Sidewiki – la controversa funzionalità introdotta di recente da Google – può essere ora sfruttata anche in assenza della Google Toolbar: gli sviluppatori hanno infatti creato un bookmarklet (disponibile anche in lingua italiana) per quei browser che non la supportassero.
Il bookmarklet è installabile su Chrome (o, Chromium), Internet Explorer e Safari – volendo, può essere caricato anche nella sidebar di Firefox al posto della toolbar predefinita – per Windows e OS X: non sembra funzionare sulla versione per Linux del browser di Mozilla.
Qualora s’incontrassero dei problemi d’installazione, è sempre possibile creare da sé il bookmarklet: dal supporto ufficiale di Google Sidewiki è possibile reperire il codice sorgente in JavaScript per costruire l’URL per le lingue disponibili — attualmente, oltre all’inglese e all’italiano, il bookmarklet è installabile in altri idiomi europei ed extraeuropei.
Via | Google Operating System

Una recente indagine di Cenzinc, software house specializzata nella sicurezza online, individua in Firefox il browser meno sicuro e più vulnerabile fra i quattro grandi browser.
A grande sorpresa la creatura di Mozilla è risulta vulnerabile al 44% dei 3100 attacchi provati, seguita da Safari con un poco meno preoccupante 33%. Buoni risultati per il bistrattato Internet Explorer, permeabile al 15% degli attacchi, ma la palma di migliore in assoluto va a Opera con un tasso di penetrabilità del 6%.
Peccato per l’assenza di Chrome dalla comparativa: sarebbe stato interessante vedere i risultati del nuovo browser targato Google.
via | Hardware Upgrade