
Internet Explorer 9 è uscito da poco e Microsoft, in linea con Google e Mozilla (che ha cambiato il ciclo di rilascio per Firefox), pensa già a Internet Explorer 10. La prima versione di testing del browser è immediatamente disponibile al download dal sito di Internet Explorer Test Drive: non bisogna aspettarsi granché dal software.
Com’era successo in precedenza, Internet Explorer 10 Platform Preview è privo della barra degli indirizzi. Il sito di Microsoft offre una serie di pagine per provare le funzionalità di HTML5 e CSS3. Tra queste una particolarmente utile agli sviluppatori permette d’eseguire lo scripting per lo standard ECMA5 su Internet Explorer 10.
Questa versione del browser, proposta esclusivamente in lingua inglese, non è adatta all’utilizzo quotidiano e non è indirizzata agli utenti finali. Tuttavia, non sostituisce Internet Explorer 9 e, perciò, può essere installata senza particolari problemi da chiunque. Include uno strumento di diagnostica per identificare gli errori.
Internet Explorer 10 Platform Preview
Via | InformationWeek

TweetDeck, uno dei più popolari client per microblogging e social network, si prepara a un consistente aggiornamento dell’interfaccia web. Chi stesse già utilizzando l’estensione per Chrome, però, non noterà grandi differenze: le novità saranno portate sugli altri browser grazie ad HTML5. Alla faccia della nuova politica di Twitter.
L’obiettivo degli sviluppatori di TweetDeck è quello d’ampliare il target di ChromeDeck (tra le estensioni più scaricate del Chrome Web Store) a tutti gli utenti di internet a prescindere dal browser e dal sistema operativo in uso. Forse è un po’ in ritardo rispetto a competitor come Seesmic Web e HootSuite5 già in linea da agosto.
TweetDeck Web Beta, accessibile in questa fase soltanto su invito, è orientato in particolare a Firefox 3.6+, Safari e ovviamente Chrome. Essendo in HTML5, prima della disponibilità pubblica, raggiungerà anche Internet Explorer 9 e Opera. L’aspetto più interessante è nella possibilità d’avere la stessa interfaccia sugli smartphone.
Via | TweetDeck

Altri tre anni serviranno per completare il processo di standardizzazione legato ad HTML5, prossima versione del linguaggio di markup enormemente attesa dagli addetti ai lavori e non. Proprio questa spasmodica attesa avrebbe spinto, secondo TheRegister, il W3C a gettare un po’ d’acqua sul fuoco dell’hype.
Secondo il World Wide Web Consortium infatti, HTML5 diventerà uno standard a pieno regime non prima del 2014, per “raggiungere la piena interoperabilità”. Tra i più accesi sostenitori di HTML5 ci sono in prima fila Steve Jobs e la sua Apple, che come sappiamo ha deciso già da tempo di non includere il supporto ad Adobe Flash nei propri dispositivi: una decisione che alla luce delle novità provenienti dal W3C potrebbe essere rivista, dato che bisognerà a questo punto aspettare almeno tre anni per veder diminuire un po’ dell’enorme confusione generata dal punto di vista tecnico intorno ad HTML5.
Voi che ne pensate? Credete che a questo punto Apple debba decidere di ritornare sui propri passi?

Mentre il nostro nuovo sondaggio legato al bisticcio tra Bing e Google va avanti, andiamo a vedere i risultati del sondaggio proposto la scorsa settimana. Come ricorderete, abbiamo provato a chiedervi con una domanda secca quale fosse la vostra preferenza tra Flash e HTML5, da molti contrapposti ma in realtà (come qualcuno ha fatto notare nei commenti) al momento forse necessari per un uso complementare.
I risultati comunque sono stati nettamente a favore di HTML5, con 853 voti che rappresentano così l’83% del totale, rispetto ai 172 voti ottenuti da Flash, pari al 17%. Un risultato che comunque non sorprende, visti i passi fatti da HTML5 negli ultimi tempi, di pari passo con l’attenzione dei media che in larga parte continuano a spingere per la nuova versione del linguaggio di markup. Viceversa, Flash risente forse un po’ troppo della campagna negativa mossa soprattutto da Apple, la quale intenzione di non voler offrire il supporto a questa tecnologia ha sicuramente influenzato anche le quotazioni di Flash sul mercato.

Si prepara una nuova fase della guerra tra Google e Microsoft. Dopo essere stata accusata da Google di copiarle i risultati di ricerca, ora è Microsoft ad accusare la controparte di inconsistenza ed incertezza legale nell’arena dei web video supportando nativamente solo il nuovo formato open source WebM nel proprio browser Chrome, invece che l’H.264, preferito da Microsoft e Apple.
Per tutta risposta Microsoft dichiara di voler creare un plug per Chrome che ristabilisca il supporto per il formato H.264, formato più vecchio e più utilizzato comunemente. La compagnia inoltre lo supporterà anche nella prossima versione del proprio browser Internet Explorer, aggiungendo anche un plug-in che consenta di utilizzare il supporto WebM. Dean Hachamovitch, alla guida di Internet Explorer, ha dichiarato:
Il nostro punto di vista è molto chiaro. Il nostro supporto per il formato H.264 è il risultato del nostro modo di intendere un solido ecosistema Web e video che fornisca un livello di funzionalità ricco, è il prodotto di un processo di apertura degli standard come la specifica W3C HTML5 ed è scevra da attacchi legali. Microsoft è agnostica ed imparziale circa il formato per i video HTML5 fintanto che continua ad esserci libertà.
Da parte sua Google ha dichiarato che la sua decisione di basare il supporto video di HTML5 su WebM è dovuta proprio alle royalties associate all’utilizzo del formato H.264.
Riconosciamo che H.264 ha un maggior supporto nella comunità degli editori, sviluppatori e in quella hardware (anche se il supporto per WebM sta crescendo rapidamente), ma usare e distribuire il formato H.264, per browser e a venditori di OS, produttori hardware ed editori che fanno pagare i contenuti significa versare ingenti royalty senza la garanzia che il balzello cresca in futuro.
[Via All Things Digital | Foto Flickr]

Quello che vedete qui sopra non è la nuova S di Superman, ma il logo di HTML5 scelto dal World Wide Web Consortium (W3C). La descrizione del nuovo supereroe in giro per la città? Eccola:
“Si erge forte e autentico, resistente e universale come il markup che scrivi. Splende brillante e chiaro come te, sviluppatore web dal pensiero lungimirante. È lo standard degli standard, stendardo del progresso. E di certo non usa le tabelle per il layout”
Come Batman e altri supereroi, anche HTML5 ha bisogno del supporto delle persone: ecco dove comprare le sue magliette e ottenere i suoi adesivi! Smaltita l’euforia, fateci sapere nei commenti cosa ne pensate del logo.
Via | Techcrunch.com
Archiviato il disastro degli ultimi giorni, che ha causato il blocco di molti profili, Skype ha pubblicato un sito promozionale piuttosto criptico. È intuibile che nel 2011 (o, addirittura prima?) “qualcosa” realizzato da Skype avrà a che vedere con video e HTML5: i colleghi di Mobileblog.it sono pronti a scommettere che saranno le videochiamate su iPhone. Eppure, alcuni aspetti fanno pensare a una piattaforma di video sharing.
In particolare, gli smartphone di Apple precedenti ad iPhone 4 non sono dotati di fotocamera anteriore e i filmati inclusi da Skype sul nuovo sito non sembrano riferirsi alle videochiamate. Nulla impedisce che Skype sia effettivamente in procinto d’annunciare la funzionalità per iOS, tuttavia le discussioni generate da #whatsnext lasciano ampio spazio a prospettive diverse. Qualcuno dovrebbe conoscere la piattaforma Qik.
Qik è un servizio (disponibile per Android, BlackBerry, iOS, Symbian, ecc.) che permette di trasmettere dei flussi audiovisivi in streaming dal cellulare. È quanto di più vicino all’auspicio di Skype, che «vorrebbe condividere certi momenti» – questo lo slogan di #whatsnext – proprio dai dispositivi mobili. Bisogna ricordare che i filmati di Skype sfruttano WebM/VP8 e si prestano facilmente all’inclusione sul web in HTML5.
Via | Skype
Con gli Html 5 Labs Microsoft compie un ulteriore passo verso lo sviluppo partecipato dei propri prodotti. Dal sito creato da Redmond si possono scaricare infatti dei componenti aggiuntivi per Internet Explorer 9 da abilitare o disabilitare nel momento in cui andiamo a sviluppare un sito in Html 5.
Ie9, la cui beta ci ha già sorpreso, include infatti solo alcune potenzialità della nuova versione di Html, e cioé quelle già standardizzate. L’obiettivo è assicurare agli sviluppatori che le feature Html inserite e disponibili nel browser siano stabili e buone per creare siti, ma al tempo stesso consentire di sperimentare gli standard emergenti.
Sul proprio blog dedicato all’Interoperabilità Microsoft spiega:
Questi prototipi ci aiuteranno a discutere con la comunità degli sviluppatori, e forniranno un’ulteriore esperienza per nuove specifiche ed eventuali standard. Questo ci consentirà anche di mostrare alla comunità quelle specifiche che consideriamo interessanti, ma non ancora pronte per supportare prodotti ufficiali.

Impossibile che qualcuno non conosca ancora SecondLife, il mondo virtuale creato nel 2003 da Linden Lab che ha sdoganato il termine avatar applicato all’informatica. Era ed è una specie di gioco di ruolo in cui impersonare un individuo di nome e cognome inventati per interagire con altri avatar da tutto il mondo. L’entusiasmo per SL è scemato grazie a Facebook.
Eppure qualche anno fa SecondLife ha generato una serie di emuli: Lively è uno dei fallimenti più noti di Google. Molto simile a quest’ultimo è KataSpace, un mondo virtuale scritto in HTML5 e WebGL (una tecnologia che porta il 3D di OpenGL sul browser). Il funzionamento è identico a quello di SecondLife: si crea un personaggio o, avatar per comunicare con altri.
La novità di KataSpace riguarda la tecnologia utilizzata per la sua creazione e, di conseguenza, la facilità d’uso. Non serve installare un software e KataSpace funziona con tutti i sistemi operativi. SmallWorlds è un altro di questi giochi, ma richiede Flash Player: perché KataSpace sia accessibile basta solo un browser tra Firefox 4 Beta oppure Chrome, Opera e Safari.
Via | CNet News
Era prevedibile che il W3C intervenisse sulla questione. Mercoledì abbiamo visto come Internet Explorer 9 risulti primo nei test creati per valutare l’adozione di HTML5: per evitare polemiche sull’affidabilità del W3C, Philippe Le Hégaret ha sottolineato come il test debba essere considerato sperimentale. Una precisazione doverosa, benché non cambi gli equilibri in gioco. Il consorzio non può partecipare al marketing.
E, allora, quanto abbiamo affermato è falso? Assolutamente, no: potremmo entrare nel meccanismo perverso che porta a cambiare idea su un prodotto ogni cinque minuti sulla base delle breaking news… tuttavia, è preferibile evidenziare (com’è stato fatto mercoledì) pro e contro. IE9 è il primo browser di Microsoft ad abbracciare in toto gli standard e se pure i test venissero ribaltati questo dato rimane incontrovertibile.
Ciò non ha mai significato che IE9 possa essere considerato come il browser migliore in circolazione. L’instabilità dello strumento del W3C era cosa nota. La notizia è che Microsoft ha realizzato un prodotto in grado di avviare un test di compatibilità simile. Gli utenti possono scegliere.
Via | ReadWriteWeb
Nonostante gli errori di marketing e l’esclusione di Windows XP, Internet Explorer 9 continua a crescere. Soltanto pochi mesi fa nessuno l’avrebbe detto, eppure l’ultima anteprima del browser di Microsoft sbaraglia la concorrenza sul supporto agli standard web di HTML5.
È quanto risulta nientemeno che dal test ufficiale del W3C: non si tratta di un’operazione pubblicitaria. Microsoft si appresta a ribaltare quella situazione che ha visto per anni IE in ritardo sull’aderenza agli standard internazionali. Una svolta senza ombra di dubbio epocale.
IE9 Preview 6 (che, personalmente, continuo a non trovare eccelso) batte tutti su HTML5: Chrome, Firefox, Opera e Safari. Non era solo propaganda quella di Microsoft su Silverlight.
Via | TWN Microsoft
Dopo altre recenti critiche all’invito del W3C a frenare sull’uso di HTML5, anche Facebook ha voluto dire la sua tramite una nota pubblicata da David Recordon, open programs senior manager del social network, intitolata “Using HTML5 Today” - “Usare HTML5 oggi”.
Nella nota, alcuni esempi degli utilizzi di HTML5 fatti all’interno di Facebook, già compatibili e supportati dai browser principali (compresi quelli dei dispositivi mobili): tra essi quello di Carl Jackson, autore di un player video HTML5 compatibile H.264 ad alta definizione, ma anche lo stesso Places, per il quale viene fatto uso delle Geolocation API.
HTML5 sarebbe quindi secondo molti già pronto all’uso in moltissimi ambiti, anche complessi come quello di Facebook può essere. Discorso differente invece sulla reale necessità d’uso della nuova tecnologia per tanti siti e su quanto cioè questa possa essere dettata da effettivi bisogni o dal semplice hype creato intorno ad HTML5.
Via | News.cnet.com