
Proseguono le innovazioni e le timide migliorie per Bing, il motore di ricerca Microsoft, nonché uno dei prodotti più sottovalutati nel suo genere (e, probabilmente, a ragione). Questa volta gli sviluppatori Microsoft tentano la strada della chicca, al di là delle funzionalità classiche che si chiedono a un buon motore di ricerca.
Bing Maps (fin’ora timidissimo concorrente del ben più famoso e onnipresente Google Maps) ha lanciato una variante per la sua Spatial Search, che include la posizione delle costellazioni fra quello che può mostrarvi delle città del mondo. Per ora disponibile, in via sperimentale, solo per Seattle, San Francisco e Vancouver. Il tutto, naturalmente, gira su Silverlight.
Interessante? Forse, peccato solo che la cosa arrivi anni dopo Google Sky, con un grosso numero di limitazioni e con l’obbligo di installare, appunto Microsoft Silverlight. Oltre all’incompatibilità con diversi browser. Ecco come non si sviluppa una chicca.
Continua a leggere: Microsoft include le costellazioni in Spatial Search. Deja vu?

Come anticipato dai nostri cugini di OutdoorBlog, dalle pagine del blog ufficiale Google arriva la segnalazione dell’introduzione in Google Maps dei percorsi anche per gli spostamenti in bicicletta, che vanno a unirsi a quelli già esistenti in auto, a piedi e/o coi mezzi pubblici.
Il funzionamento della nuova aggiunta è più o meno lo stesso di sempre ed è testabile collegandosi a http://maps.google.com/biking, dove al momento non vengono riconosciuti itinerari italiani, per cui ho dovuto fare la prova con un paio di strade americane. La caratteristica più carina consiste nella differenziazione nel percorso calcolato tra strade dedicate solo alle bici, piste ciclabili a bordo strada e strade senza piste dedicate.
Lo staff di Google ha anche rilasciato un video che descrive la nuova funzionalità: lo trovate dopo la pausa.

Google, per moltissimi, è soprattutto motore di ricerca e Gmail, la webmail potente e - quasi sempre - affidabile. Aggiungiamo Google Maps, e anche un bisogno ormai primario, come quello della cartografia online, soddisfatto (sempre meglio).
Non tutti sanno però che Google, fra esperimenti e nicchie varie, offre una miriade di servizi secondari, atti a soddisfare anche le esigenze meno immediate. Alcuni sono servizi originalmente inventati da Google, altri sono frutto di qualcuna delle tante acquisizioni che Mountain View fa di tanto in tanto, come noialtri facciamo shopping. La lista ce l’ha segnalata Lost in Technology.
1. Aardvark, che è una versione moderna e impronunciabile di Yahoo! Answers. Provate per credere, risponderanno ad ogni vostra domanda, ma solo in inglese. Il suo compito è quello di effettuare una social search. Si propone, in pratica, di trovare persone, e non siti o soluzioni. Molto interessante.
2. Google Sets vi lascia dei campi vuoti a disposizione, in cui voi inserirete degli elementi. Magari dei film che hanno qualcosa in comunque, oltre al fatto di piacervi molto. Sets si occuperà di completare la lista con altri elementi attinenti. Un po’ magico, ma funziona.
3. Audio Indexing tiene conto di quante volte un certo argomento è trattato
nell’audio dei video di YouTube. Per ora funziona solo con la politica americana, ma le potenzialità sono enormi.
Continua a leggere: 10 servizi molto utili di Google che forse non conoscevate

Il menu Labs con il quale Google permette di attivare e testare nuove funzionalità su alcuni dei suoi prodotti è arrivato anche in Google Maps, utilizzatissima webapp per la visualizzazione di mappe e tanto altro ancora.
Le nuove opzioni attualmente attivabili con Labs su Maps sono il trascinamento con zoom per ingrandire automaticamente un’area su cui si è disegnato un rettangolo, l’attivazione delle immagini aeree, il ritorno alla beta (puramente simbolico), un gioco con il quale indovinare la nazione visualizzando una sua foto satellitare, la possibilità di ruotare le mappe, informazioni sui punti d’interesse nei dintorni dell’area che si sta visitando, strumenti per la visualizzazione di latitudine e longitudine e uno zoom intelligente per ingrandire in giusta misura una parte di mappa senza scendere troppo col dettaglio.
Tanto per fare un test, dopo la pausa una bella foto dell’Italia a testa in giu.
Approfondiamo quanto scritto nel post precedente su Google Buzz. Dopo il mezzo passo falso di Wave era lecito aspettarsi che ulteriori applicazioni sarebbero andate in quella direzione, invece Google Buzz è realmente interessante — benché non proponga nulla di realmente innovativo, “limitandosi” ad applicare feature che già conosciamo grazie a Facebook, FriendFeed e Twitter.
Ed è proprio a FriendFeed che ho immediatamente pensato seguendo la conferenza stampa ospitata su un apposito canale di YouTube (terminato lo streaming alle 20:00 ora italiana, quando Google Buzz è entrato in funzione per gli Stati Uniti, è possibile che il link non sia più valido). Parte della nuova applicazione è del tutto simile al social network acquistato tempo fa da Facebook.
Uno degli aspetti più interessanti di Buzz è la sua integrazione coi profili pubblici di Google: finalmente un’applicazione riesce a dare loro un senso, aggregando tutto ciò che si condivide attraverso di essa nella propria pagina personale. Ma Google Buzz è molto di più: condividere link, video – negli esempi è stato mostrato solo YouTube – e immagini (da Picasa e Flickr) su GMail non sarà più la stessa cosa.




Continua a leggere: Google Buzz: cos'è, come funziona e quando sarà disponibile

Google Street View potrebbe presto arricchirsi con una nuova funzionalità denominata Google Store View, con la quale vedere anche gli interni dei negozi delle strade che si percorrono con il popolare servizio associato a Google Maps. Lo riporta Search Engine Land con tanto di testimonianza fotografica proveniente da New York, città da dove a suo tempo partì anche Street View.
La catena di dolciumi Oh Nuts avrebbe confermato di aver ricevuto in uno dei suoi negozi un impiegato Google dotato di macchina fotografica, con la quale egli avrebbe provveduto a raccogliere foto a 360° di tutto il locale. Contattata sia dal suddetto sito che da Mashable, Google non ha né confermato né smentito la notizia affermando semplicemente di essere “sempre al lavoro per offrire nuove funzionalità in Google Maps”.
Quanto al momento solo vociferato potrebbe del resto trasformarsi in un modo per monetizzare con il servizio di mappe, di recente avvicinato a un possibile utilizzo pubblicitario alternativo.
Continua a leggere: Google Street View mostrerà anche gli interni dei negozi?

Fra poco non sarà più necessario ricorrere a complicati metodi fai-da-te per farsi pubblicità attraverso la modalità Street View di Google Maps.
Google ha appena depositato un brevetto che prevede la possibilità di riconoscere automaticamente cartelloni e locandine all’interno delle immagini scattate dalla sua celeberrima Street View Car in giro per il mondo. Dopodiché, passerebbere a sostituire le stesse immagini con altrettanti banner pubblicitari, magari contestualizzati geograficamente non tanto in base alla location che si sta visitando virtualmente, quando in accordo con la posizione di chi la visiti.
I geniacci di Google hanno in mente anche un sistema ad aste per vendere gli spazi pubblicitari che dovessero restare invenduti. Naturalmente, la speranza è che i proprietari dei cartelloni e degli spazi pubblicitari nella vita reale possano condividere con Google i proventi di una tale compravendita di impressioni.
Continua a leggere: Google sta per lanciare la compravendita di spazi pubblicitari su Street View
Non abbiate paura: non si tratta di scatti pornografici, eppure ciò che ha scoperto Mark Frauenfelder – co-fondatore e autore di Boing Boing, il celeberrimo blog su cui scrive anche il “guru” Cory Doctorow (che è già stato in Italia e segue la nostra blogosfera) – ha dell’incredibile. O, meglio, appare abbastanza ridicolo.
In pratica – e le stranezze immortalate dal sistema non sono poche – Mark ha recuperato da DeadDog (un blog piuttosto ironico, che contiene anche scatti vagamente erotici) una galleria di foto provenienti da Google Street View che ritraggono ragazze che molto probabilmente svolgono il mestiere più antico del mondo.
E volete sapere cosa rende ancora più vergognosa la notizia? Beh, leggendo i commenti di chi si è premurato d’andare a cercare su Google Maps i luoghi in cui le fotografie sono state realizzate pare che gli scatti siano stati fatti in Spagna e in Italia. Sarà per questo che gli Svizzeri hanno richiesto l’eliminazione dei contenuti da Street View.
Foto | DeadDog
Continua a leggere: Google Street View immortala anche le prostitute
WordPress – la popolare piattaforma di blogging – ha recentemente introdotto (per il solo servizio ospitato sul dominio gestito da Automattic) una funzione per il geotagging degli interventi — “appoggiandosi” a Google Maps.
La feature è sfruttabile esclusivamente sui blog che risiedono su WordPress.com, mentre chi utilizzasse il CMS sul proprio dominio dovrà accontentarsi di uno dei numerosi plugin dedicati: la geolocalizzazione dei post era già possibile su Blogger — il principale concorrente di WordPress, acquistato anni fa da Google.
Come spesso accade nel settore informatico, la scelta d’implementare questa funzione (presente o, pianificata su numerosi servizi web 2.0 come Twitter) è scaturita da una necessità oggettiva degli sviluppatori, reduci da un incontro di lavoro in Québec: l’aspetto più interessante di questa feature per WordPress.com è la compatibilità con gli standard che si stanno delineando — ed è suggerito l’utilizzo di estensioni per Firefox che li possano riconoscere.
Via | Mashable
Continua a leggere: WordPress introduce la geolocalizzazione dei post
Present.ly è una piattaforma di microblogging che sfrutta le API di Twitter: la caratteristica più interessante riguarda il fatto che il servizio si rivolge alle aziende, anziché ai privati.
Proprio per questo l’iscrizione e l’accesso ai network è subordinata all’utilizzo di un indirizzo e-mail residente sul dominio dell’intestatario (opzionalmente, può essere abilitato un sistema di invite code per chi non ne disponesse o, addirittura aprire al pubblico le sottoscrizioni), un po’ come avviene con le reti professionali di Facebook.
Il social network è in continua evoluzione e presenta feature di tutto rispetto: di recente è stata introdotta un’integrazione con SharePoint di Microsoft ed era già predisposta l’inclusione delle API di Google Maps. Il servizio è accessibile anche da iPhone grazie all’applicazione dedicata sull’App Store di Apple.
Via | Mix
Continua a leggere: Present.ly: microblogging privato per le imprese
Grazie all’anteprima della versione di Google Maps che gli sviluppatori di Android hanno in serbo per i loro utenti di telefonia mobile, possiamo avere un’idea abbastanza chiara della direzione in cui sta andando il progetto di mappe di Mountain View.
La novità principale è che Google Maps passerà progressivamente sempre più alla visualizzazione 3D, verso una vera e propria navigazione “turn by turn”, lasciandosi alle spalle tutto un glorioso passato di mappe tracciate e studiate a tavolino, prima di salire in auto o durante una sosta (anche su dispositivi mobili).
La ricerca di parole chiave e indirizzi via voce sembra una delle caratteristiche che potrebbero porre le nuove Maps di Google più avanti rispetto alla loro concorrenza, insieme alle onnipresenti raffigurazioni satellitari.
Continua a leggere: Le novità della prossima versione di Google Maps

Google Maps è uno dei servizi di Google più interessanti ed utili. Peccato che per consultare le mappe bisogna essere collegati ad Internet. Ma ci sono software che permettono di collegarsi a Google Maps e scaricare le mappe per poi consultarle offline. Tempo fa vi abbiamo segnalato l’ottimo Google Map Buddy.
Offline Maps è un programma per Windows che offre diverse funzionalità per utenti e sviluppatori. Per esempio è possibile scaricare sul PC le mappe, visualizzando tutte le informazioni possibili di un determinato luogo; chiedere informazioni e salvare un percorso.
Offline Maps è disponibile sia per Microsoft Windows che per Windows Mobile. Il programma richiede .NET Framework per funzionare. Potete scaricare Offline Maps cliccando su questo link.
Via | Ghacks.net
Continua a leggere: Scaricare e consultare sul proprio PC le mappe di Google