
Il ministro degli esteri cinese ha risposto alle accuse di Google, negando qualsiasi possibilità che Beijing stia interrompendo l’accesso al servizio di posta elettronica Gmail. Jiang Yu, portavoce del ministero, ne ha parlato durante una conferenza stampa dichiarando:
Si tratta di un’accusa inaccettabile.
Per chi non avesse seguito la vicenda, nei giorni scorsi Google ha riportato le difficoltà di alcuni utenti nell’utilizzare Gmail a causa di blocchi imposti dal foverno. Secondo gli utenti, l’interferenza nel servizio è coincisa con una campagna Internet in favore della protesta, come accaduto in Medio Oriente.
Google riporta di non aver avuto alcun problema tecnicno ed ha attribuito la colpa “ad un blocco voluto dal governo accuratamente studiato per sembrare un problema di Gmail”. Il tutto si ricollega al cyber attacco subito lo scorso anno da Google da parte di una organizzazione cinese, intenzionata ad entrare nell’account di post di alcuni attivisti per i diritti civili in Cina. Già allora si creò tensione tra la Cina e gli Stati Uniti, portando Google a ridurre la propria presenza sul mercato.
Anche allora Beijing ha negato qualsiasi coinvolgimento nell’attacco.
Foto | Flickr

Aprire questo post scrivendo “dopo tre giorni Gmail tornò in vita” avrebbe indubbiamente avuto tutto un altro biblico effetto, ma purtroppo (soprattutto per chi è stato coinvolto dal problema) sono passati quattro giorni in totali dai primi disservizi registrati sul servizio di posta elettronica di Google. Comunque sia, a quanto pare dando un’occhiata alla App Status Dashboard tali problemi sono finalmente stati risolti per la maggior parte degli utenti, anche se Google mette le mani avanti dicendo che qualche casella potrebbe essere ancora a mezzo servizio.
In realtà su blog tipo quello del LA Times ci sono ancora diversi commenti che lamentano l’impossibilità di accedere a Gmail, per cui sembrerebbe al momento tutta da chiarire la quantità esatta di quella che Google definisce come “vasta maggioranza di persone” per le quali sarebbe stato risolto il problema. È inoltre capitato nei giorni scorsi che qualcuno chiedesse cosa fare nel caso in cui la propria casella Gmail sia per l’appunto ancora tra quelle non funzionanti: l’invito di Google è quello di contattare direttamente il proprio staff tecnico all’indirizzo gmail-maintenance@google.com.
Vi è capitato di avere una casella Gmail impattata dal disservizio? È tornata alla normalità?

Gmail è affetta da qualche piccolo problema ultimamente. Ma nessuna paura, i tecnici di Google sono al lavoro.
Oltre ai messaggi persi (davvero o per un falso allarme), di cui abbiamo parlato stamane, un altro piccolo problema sembra affliggere la mail di big G.
A molti utenti che usano Gmail su Mail di Mac utilizzando il protocollo imap infatti in questi giorni è comparsa più volte la scritta: “The Gmail IMAP server “imap.gmail.com” rejected the password for user….” Un problema momentaneo di Gmail, che i tecnici di Google stanno risolvendo. La promessa è un update in pochi giorni.
Se questo è il vostro caso, sappiate che a nulla serve cambiare password. Si può insistere con la vostra, oppure provare un trick che ogni tanto funziona. Andate nelle preferenze di Mail, togliete la flag a usa SSL, salvate, poi riaprite e rimettetela. Non è detto che funzioni, ma a volte vi riconnetterà almeno momentaneamente.
Perché non usare Hotmail? Dan Bull, aspirante rapper americano, ce lo spiega in questa lettera aperta in cui le “canta” alla Microsoft, chiedendo spiegazioni per i mille problemi che ha nell’usare i servizi di Redmond.
Si comincia dai miglioramenti apportati, su cui il giudizio è netto: “A cosa servono nuove funzionalità se quelle del 2002 erano meglio?” (EDIT: mi scuso per l’errore precedente avevo letto staff anziché stuff, grazie della segnalazione, ndr). E vai di versi.
Si tratta di una lettera che avrei potuto scrivere tranquillamente io (non in versi ovviamente), ma per fortuna il passaggio a Linux mi ha rasserenato (EDIT: era implicito, sto alla larga dai prodotti Microsoft). “L’ultimo aggiornamento non mi permette più di fare quello che facevo prima: ma come fate a parlare di sviluppo?”
Il problema principale di Dan è la mail, che non gli funziona. Il filtro antispam che lo costringe (vedi il video) a beccarsi un sacco di… appunto spam. “Poi c’è il fatto che Msn comprime le foto trascinate nella schermata di dialogo e che copiare e incollare un link è complicatissimo”. A mandare in bestia Dan è l’impossibilitò di avere una risposta da Microsoft a riguardo.
Può darsi che molti conoscano già il gadget di iBuno per Facebook: è un widget per iGoogle – l’homepage personalizzata di Google – che importa gli aggiornamenti di Facebook, come si trattasse di un dispositivo mobile. L’interfaccia del gadget (realizzato da Nicola Ferioli) è molto simile alle applicazioni per Android e iOS. L’estensione non è nuova, però può essere utilizzata in modi diversi da quello previsto.
Attivando le funzioni sperimentali di Google Labs su GMail, infatti, il gadget porta le funzioni basilari di Facebook sull’e-mail. Non si deve confondere con le notifiche di Facebook o, col progetto Titan — di là da venire per molti utenti italiani. L’integrazione porta le stesse feature previste per i dispositivi mobili su GMail. Se l’operazione abbia senso potete stabilirlo con una prova, che richiede pochi minuti.
Anziché utilizzare il metodo convenzionale per aggiungere il gadget su iGoogle, dovete abilitare l’estensione sperimentale chiamata Add any gadget by URL dalle impostazioni di GMail. Fatto ciò, comparirà una nuova scheda Gadgets sull’interfaccia. Nel modulo Add URL inserite l’indirizzo: http://hosting.gmodules.com/ig/gadgets/file/104971404861070329537/facebook.xml, ed è fatta.
Via | Instant Fundas

Chi usa Gmail e la sua videochat potrebbe provare una nuova funzionalità disponibile nella scheda Labs in Settings (sto provando la versione in inglese).
Attivando infatti “Video chat enhancements” si potrà usufruire di un video con maggiore risoluzione ed una finestra più grande. Affinché funzioni anche il nostro amico di chat deve aver fatto la stessa cosa in Labs.
Il team di sviluppo assicura che in futuro introdurrà altre migliorie alla videochat di Gmail che saranno automaticamente disponibili a chi ha attivato tale opzione.
Via | Gmailblog.blogspot.com
In tempi brevi Gmail dovrebbe introdurre una nuova ed interessante funzione: Priority Inbox.
Tale funzione arriverà in soccorso di quanti ricevono ogni giorno molte mail e perdono diverso tempo a districarsi cercando di rispondere o leggere quelle importanti. Priority Inbox infatti separerà automaticamente le mail importanti (quelle dell’amico con cui comunichiamo spesso, quelle che apriamo ecc.) inserendole nella sezione “Important and unread”. Potremo sempre segnare come “Starred” le mail che leggeremo in futuro e le altre infine saranno inserite nella sezione “Everything else”.
Ovviamente l’utente avrà la possibilità di “addestrare” Gmail nel caso commetta errori nel valutare l’importanza di una mail, grazie a dei piccolo bottoni con i simboli + e - che servono ad indicare la corretta priorità.
Via | Gmailblog.blogspot.com

Mentre già da qualche mese Gmail permette di inserire allegati trascinandoli da una cartella del proprio PC alla finestra del browser, lo stesso non era fino a questo momento per l’operazione inversa, quando cioè si vuole salvare qualche allegato sul computer.
Il blog ufficiale Gmail ci informa che questa possibilità esiste ora almeno per chi usa come browser Chrome. Come tante delle novità introdotte nelle proprie applicazioni, il drag and drop “all’inverso” degli allegati dovrebbe arrivare nel futuro anche sugli altri browser, anche se Google non ha ancora promesso nulla in tal senso.

Buone notizie per chi usa Gmail con Safari. Arrivano le feature HTML5.
In ritardo rispetto a Firefox e Chrome, ora anche per il browser made in Cupertino è consentito il drag and drop delle immagini e degli allegati in una mail. Inoltre è anche possibile aprire altre finestre di Gmail oltre a quella “nativa”.
Al solito, nulla sul fronte Explorer.
Via | Gmailblog.blogspot.com
Sicuramente si tratta di una novità ben vista da chi utilizza Gmail. E’ infatti ora possibile visualizzare gli allegati creati con Microsoft Word, quelli con estensione .doc o .docx, direttamente nel browser.
Come succede con i file .pdf, .ppt e .tiff, non è quindi più necessario scaricare il file .doc ed aprirlo con una applicazione desktop. Ovviamente, se si vuole editare il file, basta cliccare su “Edit online” ed aprirlo in Google Docs.
Via | Gmailblog.blogspot.com
Sfruttando le potenzialità offerte da HTML5, Google ha aggiunto in Gmail la possibilità di inserire file in allegato ai messaggi semplicemente selezionando i file e trascinandoli all’interno della finestra del browser, dove l’applicazione di occupa di riconoscerli e aggiungerli alla mail che si sta componendo.
Compatibile solo con Firefox 3.6 e Chrome 4 e superiori, la nuova funzionalità funziona in modo piuttosto intuitivo: una volta scelto il file che si vuole allegare basta portarlo nella finestra dove Gmail è aperto; il client stesso attiverà un’area dello schermo in verde dove lasciare l’allegato, per far poi partire automaticamente la procedura di upload in tutto e per tutto simile a quella a cui siamo abituati.
Via | Google Operating System

Desterà sollievo questa notizia fra i numerosi utenti di Google Buzz, che hanno espresso le loro lagnanze, fin dal lancio del servizio, sulla sua intrusività all’interno dell’inbox di Gmail.
Il blog ufficiale di Gmail ha annunciato che sarà possibile raffinare il filtro che, fino ad ora, ha solo permesso di accettare in toto le notifiche provenienti da Buzz, o di farle tacere del tutto. Le caselle sa spuntare saranno 3: includere i commenti ai propri post; includere i commenti ai post cui avete commentato; includere i commenti ai post in cui siete “menzionati” (per dirla alla Twitter).
In più altra novità: ogni elemento di Buzz presente nel vostro inbox di Gmail ora recherà in alto un’intestazione che spiega il motivo per cui si trova lì (”perché avete commentato anche voi”, etc. etc.). Basteranno “innovazioni” come questa a risollevare le sorti del sistema di microblogging made in Google?