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Tutti gli articoli con tag FACEBOOk

Asana, un social network per i gruppi di lavoro con Dustin Moskovitz

pubblicato da Federico Moretti

Asana è – a grandi linee – un social network orientato ai professionisti. Il progetto è di Dustin Moskovitz: il sistemista che ha garantito il funzionamento dei server di Facebook nel 2004, quando è stato concepito da Mark Zuckerberg (Eduardo Saverin, ecc.). Tuttavia, la definizione di social network appare inappropriata per Asana.

Le caratteristiche della piattaforma ricordano, piuttosto, Google Drive. Asana non è un luogo dove incontrare nuovi contatti, per amicizia o per lavoro. È un servizio erogato alle imprese, a partire da gruppi di trenta, per gestire i progetti comuni. Le funzionalità di Asana sono ispirate a Yammer e Salesforce.com. Qual è la novità?

Moskovitz sostiene che Asana sia preferibile ad altre soluzioni perché è più veloce ed efficiente. Le modifiche agli spazi di lavoro sono aggiornate in tempo reale: Asana propone un’applicazione “nativa” per iOS e una versione mobile del sito — per gli altri dispositivi portatili. Sono tutti alla ricerca della prossima «big thing».

Via | The New York Times

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Facebook: il profilo Timeline aumenta la vita dei post e l'interazione degli utenti

pubblicato da Daniele P.

Facebook280Il profilo Timeline introdotto da Facebook qualche mese fa non è stato ancora stato accettato di buon grado da tutti gli utenti. Eppure, lo sostiene uno studio condotto da Sotrender, il nuovo profilo ha avuto effetti positivi sul modo in cui gli utenti interagiscono con i loro brand preferiti e sull’effetto di ogni singolo post.

L’azienda ha monitorato 130 tra le principali pagine di altrettanti brand su Facebook ed ha analizzato circa 5 mila post per due diversi periodi a febbraio ed aprile 2012, prima e dopo il passaggio obbligatorio per le Pagine al nuovo profilo. Tenendo in considerazione diversi fattori - il numero di post giornalieri, la percentuale di interazione degli utenti per ogni pagina, la vita di ogni singolo post, il numero medio di “like” e dei commenti registrati per ogni post - è stato dimostrato che il profilo Timeline ha allungato, seppur di poco, la vita media di ogni post.

Prima dell’introduzione del nuovo profilo circa la metà dei commenti ad un singolo post arrivava entro la prima ora. Ora la metà dei commenti o dei like arriva entro due ore e mezzo, mentre entro 8 ore e 30 minuti un post riceve circa l’80% dei suoi commenti, due ore in più rispetto al vecchio profilo. La vita media di ciò che viene pubblicato, in sintesi, si è allungata proprio grazie al profilo Timeline.

L’altra scoperta di Sotrender riguarda l’interazione degli utenti, a quanto pare più attivi col profilo Timeline di quanto non lo fossero con la vecchia grafica. L’azienda ha registrato un aumento del 13%: di fronte ad un post dei brand presi in considerazione la risposta è stata in media di 179 utenti, 21 in più rispetto alla stessa analisi condotta col vecchio profilo. Per le aziende, insomma, il profilo Timeline si è rivelato un successo. E voi, avete cambiato idea rispetto al nuovo profilo?

Via | TNW

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USA: boom di donatori di organi grazie a Facebook

pubblicato da Daniele P.

FacebookOrganDonor

L’intuizione di Mark Zuckerberg & Co. si è rivelata un successo, almeno nel breve periodo: l’aver introdotto la possibilità per gli utenti di comunicare ad amici e conoscenti di essere iscritti ad un registro per donatori di organi - per ora soltanto in Inghilterra e Stati Uniti - ha provocato un vero e proprio boom di iscrizioni: Donate Life California, per esempio, ha visto in poche ore un aumento delle registrazioni dell’800%, segno che il passaparola ipotizzato da Zuckerberg ha sortito fin da subito i suoi effetti.

La situazione è molto simile anche in Inghilterra. Il registro dei donatori di organi del sistema sanitario nazionale si è arricchito di 850 membri nel giro delle prime 24 ore successive all’annuncio fatto da Facebook. E questo soltanto seguendo il link al sito ufficiale suggerito dal social network. Molti altri sono gli utenti arrivati al form ufficiale non passando da Facebook, più o meno tra i 450 e 500 al giorno.

Il servizio, lo ricordiamo, non è ancora attivo in Italia e, allo stato attuale, sembra difficile che venga introdotto a breve. Il motivo è ben spiegato dal direttore del Centro nazionale trapianti Alessandro Nanni Costa: “In Italia abbiamo pensato a soluzioni simili, ma occorre una gestione attenta e aggiornata a livello centrale. Oltretutto da noi per la registrazione della volontà occorrono requisiti di legge precisi che vanno rispettati, per non parlare della questione della privacy“.

Via | TNW

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Facebook: gli utenti possono comunicare sulla Timeline di essere donatori di organi

pubblicato da Daniele P.

FacebookOrganDonor

Facebook ha appena svelato lo strumento “salva vita” anticipato da ABC News, mettendo così fine alle ipotesi circolate nelle ultime ore: il social network introdotto la possibilità per gli utenti di comunicare ad amici e conoscenti l’avvenuta iscrizione al registro dei donatori di organi, operazione fondamentale nel caso in cui si muoia prematuramente e si voglia donare i propri organi vengano utilizzati per salvare la vita ad altre persone. Così ne ha parlato Mark Zuckerberg in una nota diffusa oggi:

La missione di Facebook è molto semplice: rendere il mondo più aperto e connesso. Ma la comunità di Facebook ci ha mostrato che attraverso la condivisione e la connessione il mondo diventa più piccolo e migliore. […] Oggi più di 114 mila persone negli Stati Uniti, e milioni in tutto il mondo, stanno aspettando un trapianto di cuore, di rene o di fegato che potrà salvare le loro vite. Molte di queste persone - la media è di 18 al giorno - muoiono nell’attesa, semplicemente perché non hanno trovato un donatore di organi adatto alle sue esigenze. Gli esperti ritengono che una più ampia consapevolezza circa la donazione degli organi possa essere una delle soluzioni per risolvere questa crisi. E noi crediamo che sia sufficiente comunicare agli altri di essere un donatore di organi, il potere della connessione e della condivisione può giocare un ruolo fondamentale.

Da oggi chi si è già registrato come donatore di organi può creare un apposito evento sul proprio profilo Timeline: è sufficiente cliccare su Avvenimento importante nella parte superiore del diario e selezionare Donazione d’organi dal menu Salute e benessere.

Lo scopo non è soltanto quello di comunicare il mondo il proprio stato di donatore di organi, ma anche e soprattutto quello di convincere amici e conoscenti a fare lo stesso. Ed è per questo che Facebook - per ora soltanto in alcuni Paesi, Italia esclusa - fornirà anche informazioni utili su come registrarsi correttamente presso le autorità locali competenti. Per saperne di più vi invitiamo a visualizzare il video che trovate dopo il break o a collegarvi al centro assistenza di Facebook.

Continua a leggere: Facebook: gli utenti possono comunicare sulla Timeline di essere donatori di organi

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Publish Sync: cross-posting fra Facebook, Twitter e Google Plus

pubblicato da sigul



Publish Sync è una magnifica estensione che consente di postare su Facebook, Twitter e Google Plus in perfetta sintonia. Spesso infatti vorremmo condividere lo stesso messaggio con gli amici di Facebook, i nostri follower su Twitter o qualche cerchia di G+. Bene, con Publish Sync possiamo farlo, ovunque ci troviamo: indipendentemente dal servizio che stiamo fruendo, nel momento in cui andiamo a postare possiamo scegliere se condividere o meno quel post anche sugli altri social e, nel caso di Facebook e Google Plus, con quali cerchie o gruppi (in realtà per ora su Facebook c’è solo l’opzione tutti, amici, amici degli amici).

Al momento l’applicazione funziona solo all’interno di un browser. I quattro principali (Safari, Internet Explorer 8 e superiori, Chrome e Firefox) sono tutti supportati. Per installare l’add-on basta andare sul sito e cliccare install. A questo punto, quando possiamo fare il nostro cross-post semplicemente flaggando il social che ci interessa.

Publis Sync supporta articoli, video, foto, link e più o meno tutto quello che supportano Google Plus e Facebook, affermano gli sviluppatori. Twitter al momento supporta però solo il testo. La cosa interessante è che possiamo anche, per esempio, postare sulla nostra pagina Facebook da Google Plus o Twitter. Purtroppo non è ancora invece possibile postare sulle pagine Google Plus.

L’applicazione supporta anche Plurk, un social network alternativo invero da noi in Italia poco usato.
Ecco come sincronizza i tuoi post

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Il gruppo Anonymous annuncia la distruzione di Facebook per il 5 novembre

pubblicato da Marco Giacomello


Pare confermato da più fonti il comunicato video rilasciato dal gruppo di hacker ‘Anonymous‘: “Il 5 novembre distruggeremo Facebook“. Dalle varie notizie che circolano sulla rete - qui il tweet direttamente dal loro account - pare che non tutti gli attivisti del gruppo siano d’accordo, ma oramai l’azione di attacco è decisa e non è necessaria l’unanimità per sferrare l’attacco.

#OpFacebook (questo l’hashtag dell’operazione che già spopola su twitter) sembra quindi il proclama degli Anonymous nei confronti di Facebook, accusato in particolare di vendere i dati personali dei milioni di utenti ai governi e alle multinazionali e di rendere impossibile la cancellazione reale dell’account. Il solitamente ben informato Mashable ha lanciato poche ore fa la conferma sulla sua homepage - anche se a ben vedere il video è stato caricato su Youtube da quasi 30 giorni. Intanto in rete impazza il tormentone con tanto di countdown. Attendiamo sviluppi e risposte da parte dei soggetti interessati.

Via | Mashable

La Costituzione che arriva dal web

pubblicato da Marco Giacomello

flag icelandMentre in Italia il progetto ‘Internet in Costituzione‘ (per fortuna o per disdetta) latita, in Islanda centinaia di cybernauti hanno contribuito – attraverso social network, blog e siti - alla stesura di una bozza per la riforma della massima legge del paese. La proposta è stata presentata al Parlamento locale nei giorni scorsi dopo mesi e mesi di dialoghi tra tutte le compagini reali e virtuali.

Questo progetto di rielaborazione della Costituzione – il testo originario è quello dell’indipendenza dalla Danimarca del 1944 – si pone come il primo modello di legge suprema elaborato in crowdsourcing. In questi mesi sono state raccolte centinaia di proposte e di suggerimenti – soprattutto grazie a Youtube e Facebook, quest’ultimo per una volta utilizzato per scopi utili.

Questa proposta non comprende solo nuove ipotesi di sviluppo economico e sociale (ricordiamo che l’Islanda nel 2008 ha affrontato la sua peggiore crisi con il collasso del sistema bancario interno), ma spinge fortemente su principi legati alla net-neutrality. La ‘palla’ passa ora al Parlamento islandese che dovrà pronunciarsi entro la fine dell’anno. La speranza è quella che i tempi siano finalmente maturi per una reale partecipazione dei cittadini alle scelte statali. Se siete linguisti esperti…questo è il link al draft costituzionale!

Via | Flickr
Foto | Wired

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Aspetti un bimbo? Dillo su Facebook

pubblicato da Marco Giacomello

bambini facebookForse non ne sentivate troppo la mancanza, ma Facebook non vi fa mancare nulla! La news è di quelle importanti: nelle impostazioni dei profili potete ora annunciare al mondo intero la vostra gravidanza. I geniali sviluppatori del social network per antonomasia hanno infatti aggiunto alle varie opzioni profilo la voce “Bimbo in Arrivo”.

Come se questo non bastasse potete anche indicare il nome del futuro bimbo e specificare la data di nascita prevista. Il lancio di questa super features è stata fatto senza troppa pubblicità, forse per evitare la solita sommossa popolare dei pro-privacy. La soluzione trovata per evitare violazioni troppo esplicite della riservatezza è stata quella di non pubblicare direttamente in bacheca il lieto annuncio, ma di relegare il tutto ad una semplice modifica del profilo.

Una cosa è sicura: chi deciderà di informare della gravidanza amici-parenti-contatti tramite il social network, si troverà sommerso di annunci pubblicitari ed advertising su prodotti e servizi per futuri mamme e papà. Privacy o non privacy l’importante è esserne consapevoli!

Via | Insidefacebook.com
Foto | Insidefacebook.com

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Nirvana e Facebook: il niet a Nevermind

pubblicato da Marco Giacomello

nirvana facebook banNiente Nevermind per Facebook! A quasi vent’anni dall’uscita del fantastico album dei Nirvana, il bimbo che nuota verso il dollaro torna a fare scalpore. La famosa copertina del gruppo grunge più ascoltato al mondo, più di 25 milioni di copie vendute, ritrae in copertina Spencer Elden fotografato alla tenera età di 4 mesi in una piscina californiana. Secondo la storia i genitori percepirono 150 dollari per la foto, ed il gruppo per ringraziarlo gli regalò il disco di platino dell’album.

Ma cos’ha fatto scattare i sensori anti-policy di Facebook? La foto nuda del bimbo violerebbe i termini d’utilizzo del social network, che non tollerano immagini o contenuti legati ad uso di droghe, violenza o nudità. Per questo motivo i censori di Mark Elliott Zuckerberg hanno rimosso l’immagine dal mondo virtuale di Facebook.

Giusto o sbagliato che sia, il caso ha fatto tornare alla ribalta questo mitico album che ha segnato l’adolescenza di molti di noi e ha fatto uscire qualche riflessione. Voi che ne pensate di questo utilizzo ‘a singhiozzo’ della policy del famoso social network? E’ giusta questa censura? Non pensate che siano altri i problemi di Facebook, come la tutela della privacy e della sicurezza dei suoi tanti utenti?

Via | Nme.com
Foto | Flickr

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Facebook spiega come disattivare il riconoscimento dei volti

pubblicato da claudiasantini

facebook riconoscimento volti

Facebook si scontra ancora una volta con la strenua difesa della privacy. Dopo aver attivato la funzione di riconoscimento dei volti in modo automatico, Facebook ha dovuto correggere il tiro diffondendo pubblicità che mostrano come disattivare Tag Suggestions (attiva di default).

La funzionalità entra in gioco quando dobbiamo taggare un gruppo di amici in una foto e sfrutta una tecnologia che riconosce i volti precedentemente taggati in altre immagini, suggerendo quindi in automatico il nome dell’amico. Facebook ha quindi dovuto spiegare come disattivare il riconoscimento dopo che George Jepsen, procuratore generale del Connecticut, ha contattato la compagnia per sollevare la questione: la funzionalità può ledere la privacy degli utenti?

Le istruzioni per disattivare la funzionalità vanno quindi incontro alle richieste del procuratore, che ha dichiarato:

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Proust è un nuovo social network per conoscere meglio i propri amici

pubblicato da Federico Moretti

Proust è un social network ideato per accrescere la conoscenza dei propri contatti, siano essi familiari o amici. Le relazioni esistenti si possono acquisire da Facebook. In alternativa è possibile invitare le persone via e-mail. Il modello di privacy è semplice: quanto si pubblica è visibile a tutti o soltanto ai contatti invitati.

La piattaforma mutua il nome dallo scrittore novecentesco francese Marcel Proust e in particolare dal Proust Questionnaire del quale ambisce a diventare il prosecutore contemporaneo. Proust è, infatti, un servizio basato su domande e risposte: esistono temi predefiniti da selezionare per arricchire il profilo con la propria storia.

Il significato di Proust non è quello di proporsi come alternativa a Facebook: è, piuttosto, un libro di ricordi da condividere con le persone cui si vuole bene. Alcuni quesiti sono molto banali, altri estremamente privati al punto da sconsigliarne la condivisione pubblica. Il risultato è molto gradevole dal punto di vista grafico.

Via | GigaOM

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Facebook potrà dedurre il nostro umore dalle foto, grazie a Face.com

pubblicato da Federico Moretti

Face.com GuyFacebook sarà presto in grado di riconoscere il nostro umore dalle espressioni ritratte nelle fotografie caricate sul social network. Face.com, il partner di Facebook per il riconoscimento facciale, oltre a “taggare” automaticamente le foto potrà rivelare l’umore dei presenti: è un ulteriore sacrificio per la nostra privacy in rete?

La documentazione fornita agli sviluppatori di applicazioni da Face.com ha, effettivamente, qualcosa d’inquietante. La nuova tecnologia può assegnare un umore di riferimento alle espressioni del volto sulla base di due parametri: la posizione e l’apertura delle labbra. Concorrerà a stabilire l’umore anche la posizione della lingua.

Nella maggioranza dei casi, a detta di Face.com, gli utenti «non sentiranno il bisogno» di utilizzare questa tecnologia: del resto, è sufficiente osservare una foto per capire l’umore di una persona. Un’azienda, però, potrebbe usare questo strumento per valutare il gradimento di un brand basandosi sulle espressioni dei consumatori.

Via | IBT - New York

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