Mentre il processo a The Pirate Bay continua a fare il suo corso, è notizia di oggi che l’FBI ha rintracciato in America due persone ree di aver scaricato effettuato upload alcuni film candidati agli Oscar, vale a dire Australia, Il Curioso Caso di Benjamin Button e Slumdog Millionaire.
I due, che avrebbero scaricato diffuso i film proprio attraverso i tracker The Pirate Bay, Movie Hogs e Demonoid.com, sono stati accusati di “Upload di materiale sotto copyright in procinto di essere distribuito commercialmente” e ora rischiano 3 anni di galera oltre a 250.000$ di multa.
Via | TorrentFreak.com
Il governo australiano sarebbe seriamente intenzionato a filtrare il traffico di Internet in modo da bloccare l peer-to-peer. La notizia arriva direttamente dal blog del senatore Conroy che, in un post, ha dichiarato che una tecnologia per il filtraggio della rete sarebbe pronta.
L’Australia è già da tempo sotto i riflettori per alcune limitazioni al traffico web, ma ora il nuovo obiettivo sembra essere il traffico P2P. La proposta australiana di un filtro sulla rete sta causando numerose polemiche al riguardo. Apparentemente, infatti, questa decisione è stata presa come mossa per tutelare la sicurezza informatica dei cittadini e soprattutto dei minori.
In un post dal titolo “Promoting a civil and confident society online”, il ministro Stephen Conroy ha risposto alle critiche mosse da un utente che ha posto questa domanda: “Il filtraggio della rete si fermerà al traffico BitTorrent e P2P o andrà oltre?” La risposta è che il governo considera questo sistema di filtraggio della rete come un modo per proteggere i bambini su Internet.
Continua a leggere: Il governo australiano pronto a filtrare Internet e BitTorrent

Può un semplice mouse senza filo causare un incidente aereo come quello avvenuto il 7 ottobre scorso a un Airbus A330-300 della Qantas Airways? A quanto pare sì, o almeno è questo il pensiero della compagnia aerea.
Un precedente sempre su un volo Qantas risale allo scorso luglio, quando un passeggero che stava utilizzando il proprio mouse wireless causò un’interferenza nei sistemi di navigazione dell’aereo: in un periodo in cui si parla sempre più di connessioni Wi-Fi a bordo degli aerei di linea la cosa non può non sollevare un brivido freddo in tutti noi…
Via | Slashdot.org
Foto | Flickr
Un aspetto molto importante della tecnologia informatica è la conservazione a lungo termine delle informazioni digitali. L’archivio nazionale australiano ha sviluppato una tecnologia per conservare tutto il proprio archivio digitale in una rappresentazione ASCII contenente metadata XML, chiamata normalizzazione binaria, tramite codifica Base64, un sistema di numerazione posizionale che usa 64 simboli.
Il software partorito dal National Archives of Australia si chiama Xena 4.1 ed è un eseguibile java che per funzionare richiede la presenza nel sistema oltre che di JRE, di OpenOffice 2.x. La conversione è completamente reversibile. Il software è rilasciato per piattaforme Windows e Linux sotto licenza opensource (GPL2).
Xena determina il formato dell’oggetto digitale da normalizzare, e lo converte in un formato open, che può essere aperto dal suo visualizzatore per file, Xena Viewer, che si trova all’interno del pacchetto Xena 4.1.
Via | Innovate
Non è la prima volta che l’Australia si fa notare per le sue misure di filtraggio e controllo su Internet. Già tempo fa si parlò di un sistema di rating per l’accesso ai siti, mentre un anno fa si parlò di filtraggio di YouTube per arginare il fenomeno bullismo. Arriva la notizia che il governo Australiano ha ammesso che il sistema di filtraggio applicato alla rete per proteggere i bambini dalla pornografia è stato un completo fallimento.
Il programma consisteva nella diffusione di un software per filtrare i contenuti e impedire l’accesso a particolari categorie di siti. Ma solo 144.000 copie del software sono state scaricate o ordinate su CD, anche se solo 29.000 di queste copie sono in uso. Questo fattore non sarebbe così grave se il governo non avesse speso 85 milioni di dollari per questo programma, che fa parte di un progetto molto più ampio del costo di 189 milioni di dollari.
Via | Mashable.com
L’Australia ha preso un’importante decisione per regolare l’accesso dei più giovani ai contenuti del Web.
Il governo, infatti, ha deciso che dal 20 gennaio prossimo tutti coloro che pubblicano siti in Australia dovranno auto-classificare il proprio sito secondo il rating già previsto per videogiochi e film, dall’X18+ (contenuti di sesso esplicito) passando per PG (bambini accompagnati dai genitori) fino a il classico bollino verde G (general audience).
Per quanto riguarda l’accesso ai siti vietati ai minori, gli adulti dovranno provare la propria identità fornendo un numero di carta di credito o una firma digitale.
Cosa ne pensate della decisione? Siete d’accordo con la decisione australiana, oppure pensate che sia troppo esagerata o inutile?
Via | Mashable.com
Dalla sede australiana di Yahoo! arriva un nuovo esperimento sull’interfaccia dei motori di ricerca.
Si chiama provocatoriamente Alpha (beta) e permette di personalizzare quali tipologie di risultati ottenere dalle proprie ricerche con una interfaccia simile a quelle delle home page personalizzabili come Netvibes.
L’interfaccia è molto simile a quella di Searchmash, analogo esperimento di Google sull’interfaccia di ricerca: i blocchi che contengono tipologie come foto (Flickr) , video (stranamente da YouTube), o risultati da Wikipedia ed altri servizi di Yahoo! sono in questo caso riposizionabili e se ne possono inserire altri con altre fonti.
Continua a leggere: Yahoo! lavora sull'interfaccia di ricerca con Alpha
Il bullismo potrebbe essere causato dall’effetto-imitazione dei video presenti su YouTube. O almeno è quello che pensano al ministero dell’Istruzione di Victoria, il secondo stato popoloso dell’Australia, che corre ai ripari e blocca l’accesso al più famoso sito di video-sharing nelle sue 1.600 scuole pubbliche. La goccia che ha fatto traboccare il vaso è stata un’aggressione - filmata - ai danni di una ragazzina di 17 anni.
Non è la prima volta che lo stato australiano si trova a dover bloccare alcuni siti: il ministro dell’istruzione Jacinta Allan ha infatti spiegato che c’è già una lista lunga di siti non accessibili dai computer scolastici. “Il nostro stato non ha mai tollerato i bulli - ha dichiarato - e quindi la tolleranza zero si applicherà anche online. Tutti gli studenti - continua - hanno il diritto di navigare su internet, ma noi siamo anche obbligati a farli crescere e studiare in un ambiente sano e produttivo”.
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