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Tutti gli articoli con tag API

Justin.tv rende disponibili le API gratuitamente

pubblicato da PG

Justin.tv rende disponibili le API gratuitamenteIn passato abbiamo avuto modo più volte di parlare di Justin.tv, il servizio di streaming video e live video che negli ultimi tempi ha visto crescere la sua popolarità.

Il sito ha annunciato proprio ieri la disponibilità delle API, che saranno disponibili per chiunque voglia utilizzarle gratuitamente. E’ arrivato dunque il momento per il live video di superare il traffico dei siti di video-sharing come YouTube? E’ presto per dirlo, ma sicuramente il live video vedrà aumentare il traffico nei prossimi mesi.

Se ne è accorto perfino Facebook, che recentemente ha siglato un accordo proprio con Justin.tv, che permetterà di seguire in diretta grandi eventi online tramite il più grande social network del mondo.

Via | Techcrunch.com

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Facebook Photo Uploader: carica le foto sul tuo profilo dal desktop

pubblicato da Vincenzo Baiocco

Caricare foto su facebook dal desktopFB-Photo-Uploader è una applicazione scritta in Java che sfrutta le API di Facebook per consentire all’utente di caricare sul suo profilo le foto direttamente dalla cartella in cui risiedono sul disco fisso (o meglio ancora dalla memory card della macchina fotografica), senza dover usare l’online uploader di Facebook, non sempre all’altezza.

Usarlo è molto facile: una volta scaricato file di setup, si lancia il file run.bat e si inizia a trascinare le immagini nella sezione “Photos to Upload” della finestra; terminata la scelta, basta cliccare su “Upload to Facebook”.

Come nella normale procedura online, anche con questa utility è possibile taggare le foto prima di pubblicarle. Lo sviluppatore Phill Sacre rilascia Facebook Photo Uploader con licenza GPL.

Via | KillerTechTips.com

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Zoho writer si rinnova e introduce i MenuTab

pubblicato da Davide

zoho writer 2.0 e i MenuTab

Zoho Writer ha rinnovato la sua interfaccia utente con un restyling che ha riguardato sia il menu principale che le funzionalità. Ora i menu hanno dei tab sulla parte superiore che richiamano una serie di pulsanti raggruppati per funzionalità, proprio come ha fatto Microsoft con la release di office 2007; la nuova interfaccia viene denominata MenuTab. Le funzioni contenute nei tab possono essere anche richiamate attraverso un pulsante per un accesso più rapido. Attraverso questa modalità sono quindi presenti i pulsanti per un accesso rapido, ma gli stessi comandi vengono esplicitati per esteso aprendo i menu.

Le funzioni di utilizzo più comune come Salva, Undo/Redo, Copia&Incolla sono invece raggruppate a sinistra e sono sempre visibili. La sidebar è ora consistente con quella introdotta precedentemente in Zoho Sheet e permette di compiere azioni su documenti multipli. Le novità introdotte in Writer si rifletteranno anche sulle altre applicazioni che lo utilizzano, sia interne che esterne (attraverso le API). Anche le funzioni di collaborazione sono state riviste attraverso appositi pulsanti presenti nell’angolo in basso a destra.

Le funzionalità di accesso offline presenti attraverso Google Gears sono state aggiornate per essere consistenti con la nuova interfaccia. Inoltre è stato inserito un editori di funzioni e formule basato su LaTeX che farà al gioia di studenti e professori. E’ probabile che l’avvicinarsi del nuovo Office 14 di Microsoft che presenterà anche applicativi web-based abbia spinto Zoho a migliorare i suoi prodotti per non perdere terreno.

Via | ZohoBlog.com

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XXClone: clonare dischi Windows al volo

pubblicato da Davide

xxcloneXXClone per Windows è un programma appartenente alla categoria dei software di Backup. Il suo scopo infatti è quello di creare una immagine del disco per poter ripristinare le funzionalità del PC a seguito di una perdita di dati. La sua particolarità è quella di poter effettuare l’immagine anche con il S.O. in funzione. Quasi tutti i suoi concorrenti infatti necessitano di riavviare il PC per creare l’immagine attraverso una procedura apposita che legge direttamente i settori sul disco.

XXClone invece opera attraverso le API standard di Windows leggendo i file e creando una immagine auto avviante che ripristina il sistema. Questo metodo ha indubbi vantaggi, come ad esempio il fatto che il ripristino produce un disco automaticamente deframmentato, e che è possibile costruire delle immagini incrementali contenenti solo i file modificati. Inoltre si può clonare il sistema su un disco con un filesystem differente, ad esempio da FAT a Ntfs, e non è necessario che i due sistemi abbiano la stessa identica dimensione del disco.

Lo si può scaricare a questo indirizzo. E’ disponibile anche in versione Pro a pagamento con alcune funzioni avanzate come il backup incrementale e l’automazione delle procedure.

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SearchCube, i risultati delle ricerche di Google in 3D

pubblicato da Vincenzo Baiocco

SearchCube: i risultati delle ricerche di Google in un cubo 3dSearchCube è un motore di ricerca grafico che propone i risultati forniti da Google come screenshots in piccole mattonelle di un mosaico sulle pareti di un cubo tridimensionale, che può essere ruotato e girato dall’utente.

I risultati per ogni ricerca dal search engine grafico sviluppato da Symmetri sono 32 e comprendono siti, video ed immagini, fino ad un massimo di 96 suggerimenti. Per muovere il cubo si possono usare le frecce direzionali oppure il mouse, tenendo premuto il tasto Shift.

Per funzionare, SearchCube utilizza le Ajax Search API di Google e thumbshots.org, oltre a Sandy (una libreria opensource 3D sviluppata in Actionscript 2.0 e 3.0) e Tweener rispettivamente per il rendering e l’animazione. Il servizio è ancora in fase di beta testing.

Via | GenBeta.com

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Facebook: controllo età e luogo di provenienza nelle API

pubblicato da HellSpawn

Facebook: controllo età e luogo di provenienza nelle APIFacebook ha aggiornato gli strumenti destinati agli sviluppatori di terze parti, mettendo a loro disposizione la possibilità di controllare età e luogo di provenienza di chi ne utilizza le applicazioni da loro realizzate.

In questo modo i programmatori saranno più tutelati da possibili azioni legali per violazioni di leggi nazionali, controllando ad esempio la maggiore età dell’utente di turno per evitare che vada a utilizzare un’applicazione non adatta ai minori di 18 (o 21 negli USA) anni o che l’applicazione stessa vada in conflitto con le leggi di una determinata nazione.

Dato che i profili degli iscritti spesso non sono aggiornati e/o veritieri, Facebook ha consigliato a tutti gli sviluppatori di chiedere comunque tali dati anche all’avvio dell’applicazione sviluppata.

Via | Webware.com

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Yahoo! Boss: le API di ricerca a disposizione di tutti

pubblicato da Vincenzo Baiocco

Yahoo! Boss: API di ricerca libereYahoo! ha annunciato, tramite il suo blog YSearchBlog, il lancio di BOSS, una piattaforma libera per permettere di creare nuovi motori o plugin di ricerca utilizzando la tecnologia del search engine Yahoo!.

Grazie a BOSS, acronimo che sta per Build your Own Search Service (cioè costruisci il tuo servizio di ricerca), sarà dunque possibile creare motori di ricerca personalizzati, in cui non sarà nemmeno obbligatorio inserire il logo Yahoo!: si potranno cercare, oltre a pagine web, notizie ed immagini, senza limiti di query giornaliere.

Per i più abili ci sarà la possibilità di inventare nuovi mash-up con altre applicazioni usanto le librerie Python e templates UI.

Via | AppScout.com

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Feedtweeter aiuterà Plurk ad essere l'anti-Twitter?

pubblicato da nexusdue

Feedtweeter Twitter Plurk rssNegli ultimi tempi, Twitter non ha passato bei momenti. I continui blocchi e soprattutto gli update dei cinguettii non disponibili via IM o applicazioni desktop come l’ottimo Twhirl hanno fatto spostare una gran numero di utenti verso il nuovissimo Plurk.

Plurk è una piattaforma di microblogging. Quindi anche in questo caso messaggi in pochi caratteri, 140, come con Twitter. L’originalità di Plurk è nella sua “esposizione”. La timeline dei messaggi infatti è disposta orizzontalmente e non verticalmente, in una sorta di linea temporale aggiornata automaticamente dove vedremo scorrere i messaggi (i “plurk”) dei nostri amici. Divertente poi il karma, un punteggio che aumenta con l’attività sulla piattaforma e consente di sbloccare nuove opzioni. I messaggi possono essere liberi oppure “guidati”, grazie ad una lista di verbi utilizzabili per esprimere il proprio stato d’animo. Per adesso non sono disponibili API per sviluppo di applicazioni.

Un nuovo servizio (attualmente in “closed beta”), Feedtweeter, potrebbe aiutare Plurk a dare un colpo decisivo a Twitter. Feedtweeter infatti consente di mandare i propri Plurk su Twitter. Ma non solo. Infatti si parla di link provenienti da Flickr, del.icio.us, e YouTube. Vedremo se Twitter resisterà.

Via | Downloadsquad.com

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Una falla nelle API MySpace rende pubbliche le foto private di Paris Hilton e Lindsay Lohan

pubblicato da HellSpawn

Paris Hilton foto private MySpace

A Paris Hilton e Lindsay Lohan probabilmente non interesserà granché il fatto che un informatico canadese è riuscito a entrare in possesso delle foto private del loro profilo MySpace, ma la vicenda pone dei seri interrogativi sull’effettiva privacy delle informazioni che ogni giorno tutti noi mettiamo sulla rete, credendole come in questo caso sufficientemente “private” e protette dai siti che le ospitano.

Per arrivare alle foto delle 2 regine del gossip internazionale, Byron Ng (già scopritore di altre falle sul web) non ha fatto altro che utilizzare le API del popolare social network dentro il suo account Yahoo!, procedura spiegata dettagliatamente su Valleywag e ora riparata dagli sviluppatori dei suddetti strumenti.

Jeremiah Grossman, CTO di White Hat Security, ha commentato la notizia con un perentorio “Qualsiasi cosa si inserisca su un sito pubblico non è privato, è pubblico. Anche se si crede sia protetto da password”.

Mentre l’esperto in sicurezza rincara la dose attribuendo la colpa a un insufficiente sistema di autorizzazioni, MySpace giustifica il tutto con il presunto utilizzo di API deprecate, difendendo il sistema di portabilità dei dati che ultimamente si sta espandendo a macchia d’olio tra i social network e che a quanto pare rischia di avere più buchi del formaggio svizzero.

Via | News.cnet.com

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Yahoo! offre le API del proprio Address Book agli sviluppatori di terze parti

pubblicato da the_dandy

Nella giornata di ieri, Yahoo ha aperto “le porte” allo sviluppo di terze parti, fornendo le API del proprio servizio di Address Book. Chris Yeh, a capo del team di sviluppo di Yahoo, considera tale passo il secondo importante punto di “svolta” della campagna di servizi open del motore di ricerca, la quale iniziò con la presentazione di Search Monkey, un ambiente progettato per consentire agli sviluppatori di realizzare mini-applicazioni in stile Yahoo.

Oltre alla ricerca per diversi campi tra i contatti e alla lettura dei loro dati, gli sviluppatori saranno in grado di aggiungerne anche di nuovi; solamente un ristretta cerchia di developer pre-approvati, saranno in grado di editare tali contatti e dati.

Yeh ha inotre dichiarato che attualmente non esiste nessuna policy di limitazione nei confronti della possibilità di utilizzo e archiviazione dei dati ottenuti dagli sviluppatori: semplicemente Yahoo si riserva il diritto di bloccarne l’utilizzo qualora ne percepisse un “cattivo comportamento”.

Come Nick O’Neill sottolinea, la disponibilità delle API dell’Address Book di Yahoo offrirà agli sviluppatori uno strumento “intrusivo” che probabilmente non ha ancora eguali, poiché offre l’accesso potenziale ad indirizzi email e, soprattutto, numeri telefonici, cosa che attualmente non è offerta da nessun social network più o meno diffuso.
Attualmente sia LinkedIn che Plaxo utilizzano le API in questione.

Per una maggiore comprensione o magari una semplice panoramica, rimando alla guida di utilizzo delle API di Address Book che si trova a questa pagina oppure al file in fomrato pdf scaricabile direttamente a questa pagina.

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Goosh: Google a linea di comando

pubblicato da HellSpawn

Goosh

Tra i vari siti web nati sulle API Google segnaliamo oggi Goosh, divertente progetto non ufficiale basato sulla shell dei sistemi Unix per effettuare le ricerche sul famoso motore tramite parole inserite da riga di comando.

Il funzionamento è molto semplice: basta digitare le proprie chiavi di ricerca al prompt dei comandi, come potete vedere anche nell’esempio dell’immagine a capo post, dove la parola cercata è downloadblog: una volta effettuata la ricerca, premendo il tasto invio verranno visualizzati gli altri risultati.

Chi volesse saperne di più può digitare help per vedere l’elenco dei comandi disponibili, tra i quali lucky per la funzione “Mi sento fortunato”, wiki per la ricerca in Wikipedia, news per la ricerca in Google News e clear per pulire lo schermo proprio come in una shell.

Via | Google Blogoscoped

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Google rilascia API e plugin di Google Earth

pubblicato da HellSpawn

Google Earth API

Google ha rilasciato API e plugin di Google Earth, con cui divertirsi ancora più a visualizzare la Terra dal satellite. Una delle novità principali è costituita dalla possiibilità di integrare il plugin nel proprio browser, visualizzando così i dati di Google Earth direttamente nella finestra web.

La mossa segue immediatamente il rilascio delle nuove funzionalità di Maps, lasciando pensare che il colosso informatico voglia avvicinare le due applicazioni “planetarie” l’una all’altra, integrando le caratteristiche web-based di Maps in Earth e viceversa quelle desktop di Earth in Maps

Via | Google Blogoscoped

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