Google, Microsoft e Apple insieme per riformare la sorveglianza del governo USA

Dopo lo scandalo Datagate le grandi aziende tecnologiche statunitensi hanno deciso di far sentire la propria voce al governo statunitense. Ecco la campagna Reform Government Surveillance.

Le grandi aziende tecnologiche statunitense hanno deciso di unire le forze e far sentire la propria voce al governo statunitense in tema di sorveglianza online e intercettazioni alla luce dello scandalo sollevato dopo le rivelazioni di Edward Snowden.

Otto aziende tra le più grandi - Google, Microsoft, Facebook, Twitter, Yahoo, AOL, LinkedIn e Apple - hanno lanciato la campagna Reform Government Surveillance con la quale intendono chiedere alla NSA, agli Stati Uniti e a tutti i governi di rivedere il modo in cui “spiano” i cittadini:

Capiamo che i governi hanno il compito di proteggere i loro cittadini. Ma le rivelazioni di quest’estate hanno messo in evidenza l’urgenza di riformare la pratiche di sorveglianza in tutto il Mondo. L’equilibrio in molti Paesi è stato troppo spesso a favore dello Stato e lontano dai diritti degli individui, diritti che sono assicurati dalla nostra Costituzione.

Questo un passaggio della lettera inviata al Presidente degli Stati Uniti Barack Obama e al Congresso USA, in cui le otto aziende hanno delineato cinque principi sui quali il governo USA dovrebbe basare il processo di revisione del proprio sistema di sorveglianza.

I cinque principi


  1. Limitare l’autorità governativa nella raccolta delle informazioni degli utenti: devono esistere delle limitazioni che regolino l’accesso ai dati e bilancino l’intervento dei governi con la privacy degli utenti e la reale necessità di accedere ai loro dati sensibili. Non devono essere compiute, ad esempio, grosse raccolte di comunicazioni su Internet senza alcuno scopo e senza alcun controllo;

  2. Controllo e responsabilità: le agenzie di Intelligence che vogliono raccogliere dati devono farlo appoggiandosi a una chiara struttura legale che controlli la reale necessità di tale raccolta e autorizzi il processo;

  3. Trasparenza nelle richieste del Governo: passaggio essenziale, le aziende devono essere libere di pubblicare senza alcuna censura il numero e la natura delle richieste che vengono avanzate dai governi;

  4. Rispetto del libro flusso di informazione: nel 21esimo secolo è impensabile che i Governi limitino il trasferimento di dati da una Paese all’altro, le aziende e i service provider non dovrebbero essere obbligati e locare le proprie infrastrutture all’interno dei confini di un Paese e a operare localmente;

  5. Evitare i conflitti tra Governi: dovrebbe esserci una struttura robusta, trasparente e di sani principi che regoli la richiesta di dati tra diverse giurisdizioni e che eviti inutili conflitti.

Per l’occasione è stato anche creato un sito internet ad hoc che riporta anche le opinioni e le posizioni dei CEO e delle personalità di spicco delle aziende che hanno aderito alla campagna, da Mark Zuckerberg a Larry Page, passando per Marissa Mayer e Dick Costolo.

Quest’ultimo, ad esempio, ha dichiarato:

Twitter si impegna a difendere e proteggere la voce dei suoi utenti. La sorveglianza governativa incontrollata e segreta inibisce il libero flusso di informazione e limita la loro voce. I principi che avanziamo oggi dovrebbero riformare il sistema attuale per bilanciare correttamente le necessità della sicurezza e della privacy mentre si salvaguardano il diritto umano essenziale della libertà di espressione.

Stesso tono quello adottato da Mark Zuckerberg, fondatore e CEO di Facebook:

I rapporti sulla sorveglianza del governo hanno mostrato che c’è la reale necessità di una più grande divulgazione e nuovi limiti entro i quali i governi raccolgono informazioni. Il Governo USA dovrebbe cogliere questa opportunità e portare avanti questa riforma e mettere le cose a posto.

I diretti interessati, gli Stati Uniti, non hanno ancora commentato ufficialmente questa campagna, questa presa di posizione che non potrà restare inascoltata ancora per molto.

Via | Washington Post

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