Il professor Nesson contro la RIAA: è possibile scaricare se per "uso personale"

Il professor Nesson contro la RIAA: è possibile scaricare se per "uso personale" Dal giorno della sua comparsa, la tecnologia P2P ha sempre sollevato grosse polemiche. La questione sulla legalità del file sharing è più accesa che mai, in questo periodo, come testimoniano i numerosi processi a carico degli utenti accusati di scaricare, e quelli ai grandi siti di condivisione come ThePirateBay.

Nel caso Joel Tenenbaum, accusato dalla RIAA di aver scaricato e condiviso file sulla rete, il professore di legge dell'Università di Harvard, Charles Nesson, ha aggiornato la sua difesa, dichiarando che non importa se il suo cliente abbia scaricato dei file musicali dalla rete. Nesson, infatti, sostiene che l'impatto della pirateria sull'economia è "zero" e che l'uso non commerciale è possibile.

Si tratta di una strategia audace, che prende in considerazione l'assurdità della multa richiesta, ovvero 150.000 dollari, in confronto al presunto danno economico provocato dalla condivisione di un file Mp3 su Internet.

In ogni caso, nel processo Tenenbaum, l'avvocato Nesson sostiene che l'utilizzo delle canzoni scaricate rientrava nell'"uso personale" e quindi non costituisce violazione del diritto d'autore. La difesa di Nesson non sembra aver colpito positivamente la difesa. La conferma arriva dalle dichiarazioni di Lawrence Lessig, grande esponente della "cultura libera", secondo cui la condotta di Tenenbaum è comunque contro la legge e che la teoria dell'"uso personale" semplicemente non sta in piedi.

Della stessa idea Terry Fisher, esperto di "uso personale" all'Harvard Berkman Center for Internet & Society, secondo cui la dottrina dell'"uso personale" non può essere un argomento di difesa nei processi, nè per una possibile riforma del file sharing.

Se Nesson dovesse vincere, renderebbe di fatto legale la condivisione su Internet, proprio perchè l'"uso personale" diventerebbe del tutto possibile. Non rimane che aspettare l'inizio dell'estate per seguire gli sviluppi del caso.

Via | Arstechnica.com

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