
Kindle è il lettore di ebook, dotato di sistema e-ink, con cui Amazon sta cercando di rivoluzionare (o almeno di risollevare) il mondo dell’editoria. Purtroppo non è ancora in vendita in Italia, ma una notizia che riguarda i blogger potrebbe diventare un’opportunità di guadagno in più, anche per qualche italiano.
Amazon ha annunciato oggi che comincerà a distribuire ai suoi lettori di ebook, massicciamente (e a pagamento), anche contenuti tratti da blog, insieme ai quotidiani e ai libri. Chiunque può sottoporre il suo blog ad Amazon che, se deciderà di approvarlo e di inserirlo nei suoi cataloghi, dividerà gli introiti degli abbonamenti con l’autore.
Come? Basta compilare questo semplice form, se il vostro blog è scritto in una delle lingue “maggiori” (fra cui l’italiano, e non ce lo aspettavamo). Potrete così far parte di un programma che venderà (o tenterà di piazzare) abbonamenti per cifre da 99 centesimi di dollaro a 1,99 dollari mensili, ricavandone personalmente il 30%. Questo, solo consegnando ad Amazon il proprio feed e il numero del conto in banca. Non male essere presti tanto in considerazione, vero?
Via | Labnol
::: Off Topic News :::
14 mag 2009 - 18:13 - #1.
Amazon vuole far soldi con i bloggers come fa già Google, in più vuole “scegliersi” i blogger che preferisce (cosa che non fa neanche Google!) ed, invece di pagare le royalties ai blogger con un vaglia o con PayPal, vuole sapere il NUMERO DELO LORO CONTO CORRENTE BANCARIO (una informazione alla quale, per adesso, neanche Google può accedere!) e non mi meraviglierebbe se, tra i “terms and conditions” del servizio (che aziende come Amazon e Google si riservano in genere il diritto di cambiare in qualsiasi momento e senza preavviso anche agli utenti già iscritti) non ci fosse anche qualche “clausoletta” riguardo ai diritti di pubblicazione ed utilizzo (perenne e mondiale) dei contenuti dei blogs che Amazon tanto “generosamente” ci vende pagandoci un misero 30% per il nostro lavoro!
.
e non mi meraviglierebbe se Amazon chiedesse ai blogger (o favorisse quei blog che fanno) qualche “recensione benevola” (leggasi “marketta”) su Kindle, Amazon ed altri prodotti
.
del resto, anche se non lo chiedesse, come si fa a NON parlare tutti i giorni, più volte al giorno (o addirittura parlare MALE) di chi (come già Google e adesso Amazon) ti fa guadagnare qualche dollaro???
.
la cosa triste non è la proposta di Amazon (che, come mi si farà notare di certo) “è volontaria e nessuno obbliga nessuno ad iscriversi” ma il fatto che, migliaia e migliaia di TV, siti, giornali, forum e blog di tutto il mondo, parleranno di questa porposta di Amazon “dimenticandosi” (come già avviene con Google TUTTI I GIORNI) di mettere in guardia i potenziali utenti inesperti (ovvero la maggior parte) dai potenziali rischi di questo genere di affiliazioni, che, a differenza della semplice pubblicità online (che anche Amazon offre) “potrebbe” cedere ad altri nostri tutto o parte del diritto d’autore sui nostri blog oltre ad informazioni (decisamente personali e sensibili) come i dati del nostro conto corrente bancario
.
Sbronzo di Riace
14 mag 2009 - 18:32 - #2ti chiede il conto per versarti i soldi mica per prelevarli :-)
::: Off Topic News :::
14 mag 2009 - 20:12 - #3.
l’ho capito, ma si tratta pur sempre di informazioni sensibili che sono facilissime da elaborare per trarne (e farne trarre ad altri) dei vantaggi di marketing
.
ad esempio, così vieni già a saper quale blogger ha un conto corrente e quale no, l’importanza della banca nella quale ha il conto e fornire queste informazioni alle società di carte di credito o ad altre banche o a gestori di fondi (che magari hai autorizzato involontariamente cliccando on non cliccando su qualcosa al momento della registrazione) le quali poi ti inviano delle email mirate per proporti di aprire un conto da loro o chiedere una loro carta o sottoscrivere un fondo pensioni o di gestione di capitali (anche pochi, che, sommati, fanno cifre enormi) ecc.
.
naturalmente, dei professionisti del marketing ti troverebbero (e ti spiegherebbero) cento altre “applicazioni” utili (per loro) di queste informazioni… :)
.
abreas
14 mag 2009 - 21:35 - #4> ad esempio, così vieni già a saper quale blogger ha un conto corrente e quale no
Vorrei sapere quale essere umano sopra i 20 anni (per tenermi largo) non abbia un conto corrente.
> vuole sapere il NUMERO DELO LORO CONTO CORRENTE BANCARIO
Ti informo che il numero di conto corrente non è un’informazione da tenere strettamente segreta. Ti stai confondendo col numero della carta di credito, il che è qualcosa di completamente diverso.
Col tuo numero di conto corrente il pericolo più grande che può succedere è che qualcuno ti ci faccia un bonifico.
:::: Off Topic News ::::
14 mag 2009 - 22:06 - #5@abreas
.
forse non mi sono spiegato bene… chi raccoglie informazioni e le usa a fini di marketing, non vuole sapere statisticamente quante persone per milione di abitanti ha un conto corrente o una carta di credito, ma CHI esattamente, in QUALE luogo, di QUALE nazione, in QUALE BANCA, ecc.
.
è la stessa ragione per la quale ti chiedono tante informazioni (apparentemente) inutili ogni volta che ti iscrivi ad una servizio web… non lo fanno per raccogliere informazioni “generiche”, ma SPECIFICHE, ovvvero, le TUE + quelle di un altro + quelle di un altro ancora… così possono elaborare ed utilizzare informazioni VERE di persone REALI alle quali inviare promozioni MIRATE per le quali le aziende pagano alle agenzie di marketing fior di euro (o di dollari) per le loro consulenze… o forse pensi ancora che, quando ti arriva una certa pubblicità invece di un altra, sia sempre “casuale” come le email di spam sul Viagr*a?
.
:::: Off Topic News ::::
15 mag 2009 - 02:58 - #6.
dirò di più (anche se so bene che NESSUN blog ne parlerà) perché io ritengo che l’idea serva SOLO a raccogliere informazioni sui blogger, e, magari, trasformarli in supporters, incrementare le affiliazioni al programma di banners di Amazon, vendergli libri ed altri prodotti, ecc.
.
infatti, che cosa hanno da offrire i blog e i blogger che non sia già INTERAMENTE online e leggibile da TUTTI senza pagare un centesimo?
.
assolutamente NULLA!
.
se un blogger ha qualcosa che non è online, allora non è un blogger ma uno scrittore che può benissimo vendere i suoi scritti ad una Casa Editrice oppure farlo produrre e vendere ad uno dei servizi web di stampa in tirature anche minime!
.
e poi, diciamo la verità… delle decine di milioni di blog esistenti al mondo (che adesso correranno in massa a registrarsi, e farsi profilare alla grande, sul servizio di Amazon con l’illusione di far soldi) QUANTI hanno dei contenuti “vendibili” a più di qualche decina di persone? anzi, QUANTI vengono VISITATI da più di qualche decina di persone? :(
.
ma poniamo pure il caso che una persona o un azienda o un giornale, trovi interessante l’articolo di un blogger e voglia acquistarlo per riprodurlo su una tesi di laurea, un articolo, un libro… ebbene, perché mai dovrebbe acquistare l’articolo passando attraverso Amazon (e regalando alla stessa il 70% del prezzo!) invece di (semplicemente) inviare una mail all’autore del blog, che, magari, il permesso ad usare l’articolo glielo offre gratis in cambio di un link?
.
e se, magari, Amazon volesse entrare in contatto con (e raccogliere le informazioni personali di) decine di milioni di blogger per costituire la base di un nuovo social network tipo Facebook, Twitter o MySpace SENZA aspettare anni per raggiungere una “massa critica” sufficiente ad avere successo ed a competere contro i giganti del settore???
.
tale ennesimo social network forse non varrebbe i (presunti) 15 miliardi di dollari di Facebook, ma anche valesse solo uno o due miliardi di dollari, sarebbe un bell’affare per Amazon e la migliore dimostrazione di quanto valgono i dati personali di milioni di blogger di tutto il mondo…
.
peccato, però, che di tutto questo (a parte me, qui ed oggi) nessuno ne parlerà mai… :(
.
abreas
15 mag 2009 - 11:33 - #7– infatti, che cosa hanno da offrire i blog e i blogger che non sia già INTERAMENTE online e leggibile da TUTTI senza pagare un centesimo? assolutamente NULLA!
Sono perfettamente d’accordo con te. E’ la prima cosa che ho pensato quando ho letto questa notizia.
— e poi, diciamo la verità… delle decine di milioni di blog esistenti al mondo QUANTI hanno dei contenuti “vendibili” a più di qualche decina di persone? anzi, QUANTI vengono VISITATI da più di qualche decina di persone?
Di nuovo assolutamente d’accordo.
— e se, magari, Amazon volesse entrare in contatto con (e raccogliere le informazioni personali di) decine di milioni di blogger per costituire la base di un nuovo social network tipo Facebook, Twitter o MySpace SENZA aspettare anni per raggiungere una “massa critica” sufficiente ad avere successo ed a competere contro i giganti del settore?
Questa invece si chiama “paranoia”. Piccolo quiz: cosa pensi delle scie chimiche?
— così possono elaborare ed utilizzare informazioni VERE di persone REALI alle quali inviare promozioni MIRATE per le quali le aziende pagano alle agenzie di marketing fior di euro (o di dollari) per le loro consulenze… o forse pensi ancora che, quando ti arriva una certa pubblicità invece di un altra, sia sempre “casuale” come le email di spam sul Viagr*a?
Mi permetto di contraddirti, ma nonostante tutti i numerosi siti su cui mi sono registrato inserendo il mio prezioso nome e prezioso cognome e preziosa email, nonchè altri preziosi dati personali, nel corso di tutti questi anni di esistenza di internet, non mi è MAI (e ribadisco MAI) successo che mi arrivasse un’email promozionale mirata. E ribadisco MAI, nel caso fosse sfuggito.
Secondo me sei un poco paranoico.
ugo manetta
15 mag 2009 - 13:48 - #8“Mi permetto di contraddirti, ma nonostante tutti i numerosi siti su cui mi sono registrato inserendo il mio prezioso nome e prezioso cognome e preziosa email, nonchè altri preziosi dati personali, nel corso di tutti questi anni di esistenza di internet, non mi è MAI (e ribadisco MAI) successo che mi arrivasse un’email promozionale mirata. E ribadisco MAI, nel caso fosse sfuggito.”
Mi spieghi come fai a sapere che lo spam che certamente arriva alla tua casella e-mail, come arriva alle caselle di tutti, non è spam “mirato”?
Lo hai dedotto dal fatto che c’è alcun avviso del tipo:
“questa mail pubblicitaria è stata pensata per le sue specifiche necessità”
o roba del genere?
“Secondo me sei un poco paranoico”
Il fatto che alcuni servizi Internet si finanziano vendendo i dati personali degli utenti è cosa nota e ammessa dagli stessi fornitori di servizi.
:::: Off Topic News ::::
15 mag 2009 - 14:52 - #9“Secondo me sei un poco paranoico”
“Il fatto che alcuni servizi Internet si finanziano vendendo i dati personali degli utenti è cosa nota e ammessa dagli stessi fornitori di servizi.”
.
non solo, ma, l’ipotesi che Amazon faccia questo per realizzare una specie di “social network di intellettuali” (quali dovrebbero essere i blogger e i clienti della sua liberia online) è la più logica per giustificare l’investimento su un servizio, altrimenti, del tutto inutile… :)
.
una cosa è certa, secondo la mia opinione (”paranoica” o meno) la motivazione ufficiale addotta da Amazon NON E’ (e non può essere) quella vera!
.
:::: Off Topic News ::::
15 mag 2009 - 14:52 - #10liberia > LIBRERIA
:::: Off Topic News ::::
15 mag 2009 - 14:56 - #11@abreas
.
comunque, a proposito di marketing ed email “mirate”, ti faccio notare (anzi, ti ricordo, visto che lo sai già) che Amazon è uno dei più grandi (se non il più grande) negozio online di libri (ed altri prodotti) del mondo!
.
quindi, le informazioni che raccoglie (anche solo i MILIONI di nomi, indirizzi fisici ed email di persone che ancora NON SONO nel suo data base!) di certo gli saranno utili… :)
.
abreas
15 mag 2009 - 16:52 - #12@ ugo manetta
— Mi spieghi come fai a sapere che lo spam che certamente arriva alla tua casella e-mail, come arriva alle caselle di tutti, non è spam “mirato”?
Lo hai dedotto dal fatto che c’è alcun avviso del tipo:
“questa mail pubblicitaria è stata pensata per le sue specifiche necessità”
o roba del genere?
Te lo spiego. L’email pubblicitaria è mirata quando invece di propormi un prodotto generico di cui non mi frega niente, mi propone qualcosa che rientra tra i miei gusti o interessi.
Dato che ciò non è mai successo, posso affermare pacificamente che non mi è mai arrivata alcuna email pubblicitaria mirata. Se invece ciò è successo, allora la cosa è stata fatta così male da rendere di fatto l’email per nulla “mirata”, con buona pace di tutti i soldi spesi per raccolta di dati sensibili di milioni di utenti ai fini di creare un database mondiale che spia i nostri gusti mascherando tutto ciò da social network etc etc.
Il massimo di pubblicità mirata che ho mai notato è che su alcuni siti le “donne disponibili” sono sempre tutte della città in cui mi trovo (che riescano magicamente a leggere il mio IP?). Ma da quando uso Adblockplus anche quella è scomparsa.
Come mai?
17 mag 2010 - 21:03 - #13Hai ben 7 banner google in questa pagina…
non sai che sei fortemente a rischio ban?