La Francia ordina a Google, Microsoft e Yahoo di rimuovere i siti pirata

Google, Microsoft e Yahoo, insieme ai provider, obbligate a oscurare 16 siti contenenti materiale pirata.

siti pirata

Giovedì scorso, una corte francese ha ordinato a Google, Microsoft e Yahoo di rimuovere dai risultati delle ricerche i contenuti provenienti da 16 siti web, conosciuti per ospitare materiale protetto da copyright. È il risultato di un procedimento avviato nel dicembre 2011 da parte della Association des Producteurs de Cinéma (APC), che rappresenta importanti società come Paramount e Sony, insieme a La Fédération Nationale des Distributeurs de Films (FNDF) e Syndicat de l’Edition Vidéo Numérique (SEVN), più altri soggetti.

La responsabilità sarà anche dei provider, che dovranno prendere "tutti i provvedimenti appropriati, incluso il blocco", trasformando così in polizia i vari Orange, Free, Bouygues Telecom, SFR, Numericable e Darty Telecom. Nel dettaglio, le piattaforme colpite riguarderebbero siti che fanno capo ad Allostreaming, Fifostream e DPstream, come suggeriscono i nomi tutti impegnati nello streaming via Internet di materiale pirata. Le misure nei confronti dei 16 portali resteranno in vigore per 12 mesi.

Secondo la motivazione della corte, le major avrebbero chiaramente dimostrato come i siti in questione siano "dedicati o virtualmente dedicati alla distribuzione di materiale audiovisivo senza il consenso dei creatori", violando così le regole sul copyright. Esultano naturalmente i proprietari del materiale piratato:

"La sentenza di oggi dell'Alta Corte riconosce i meriti dell'approccio che vede ISP e motori di ricerca in collaborazione coi proprietari dei copyright, per proteggere la legge sul materiale letterario e artistico su Internet."

Non tutto andrà però per il verso giusto per le major, visto che secondo la corte i costi delle operazioni di oscuramento non dovranno essere sostenuti da provider e motori di ricerca, che dunque potranno presentare il conto. Google, Microsoft, Yahoo e i provider avranno ora 2 settimane per prendere provvedimenti.

Via | Bgr.com

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