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Il Premio Ischia del giornalismo apre ai blogger

Pubblicato: 04 mag 2009 da giovanni de stefano


Il Premio Ischia è giunto alla 30° edizione. Si tratta di uno dei riconoscimenti più prestigiosi nel campo del giornalismo conferiti nel nostro paese, che si svolgerà dal 1° al 4 luglio nella sua sede storica al largo della Campania. La novità di quest’anno è che sarà premiata anche una sezione dedicata al “giornalismo partecipativo”, e dunque ai blogger.

Entro il 25 giugno sarà possibile votare, attraverso questa pagina del sito ufficiale del Premio, una rosa di dieci “nominati”, fra i quali ci sono alcuni dei nomi più autorevoli della blogosfera italiana, insieme ad alcuni dei più irriverenti ai media tradizionali. E’ il caso, ad esempio, del blog Giornalettismo, che deve la sua selezione al clamoroso post che annunciò - per gioco - la decisione da parte degli autori dei Simpson di far morire Marge. La notizia fu presto ripresa da molti prestigiosi quotidiani, prova cocente del fatto che non tutti, fra di essi, verificano attentamente le fonti che usano.

A parte qualche scossone registrato proprio questa mattina, quando un “attacco hacker” è stato scagliato contro il sito del Premio, probabilmente per interferire nel sistema di votazione online per la sezione blogger, tutto sembra prospettare delle discussioni, dei confronti e delle motivazioni molto interessanti. Soprattutto, a guardare bene i temi dei post e dei blog in finale.

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5 commenti

Commenti dei lettori

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  • pollo alla cock

    04 mag 2009 - 18:05 - #1
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    magari la vince lo scoop sul Silvio Berlusconi pedofilo (gli mancava solo questa) che i giornalisti italiani hanno bellamente ignorato!
    Ole’!

  • Silvia M.

    04 mag 2009 - 18:16 - #2
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    esatto pollo, probabilmente hai ragione. E che dire delle parole della moglie che nessun giornalista si e’ curato di riportare!?

    vedi:

    http://splicd.com/cizOXgTQSwU11/695/752

  • Mirkooooo

    05 mag 2009 - 00:04 - #3
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    Non posso vedere certi errori da un sito tanto autorevole..
    Un hacker (termine coniato negli Stati Uniti del quale è difficile rendere una corretta traduzione in italiano) è una persona che si impegna nell’affrontare sfide intellettuali per aggirare o superare creativamente le limitazioni che gli vengono imposte, non limitatamente ai suoi ambiti d’interesse (che di solito comprendono l’informatica o l’ingegneria elettronica), ma in tutti gli aspetti della sua vita.

    Esiste un luogo comune, usato soprattutto dai mass media (a partire dagli anni ‘80), per cui il termine hacker viene associato ai criminali informatici (la cui definizione corretta è, però, “cracker”).

    Da Wikipedia….

  • mauro-p

    05 mag 2009 - 05:31 - #4
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    Non posso vedere certi errori da un sito tanto autorevole..

    autorevole? maddeche??!

  • critico D'arte Siciliani

    08 nov 2009 - 00:18 - #5
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    “IL PITTORE CHE DIPINGE LA STORIA”
    Le tele di Gaetano Porcasi: “il pittore che dipinge la storia” sono uniche, oltre che per i temi di impegno e di denuncia sociale trattati, anche per la tecnica ed i colori mediterranei da cui traspare un intensa “sicilianità ” . La mostra itinerante del 2003 sulla strage di Portella delle Ginestre ha rivelato l’elevato livello culturale dell’indagine pittorica di Porcasi e l’attualità dei temi trattati. Quel che accade nella Sicilia del 1947 quando i contadini occupavano le terre incolte che volevano seminare per sfamarsi scontrandosi con i proprietari terrieri difesi dai gabelloti mafiosi, accade oggi in Brasile dove i campesinos “senza terra” vengono assassinati dai vigilantes armati dai proprietari terrieri che erigono mura in difesa dei campi incolti. Nell’immobile “fotogramma” di una tela, desueto per la civiltà delle immagini che attualmente viviamo, l’autore riesce a trasferire il patos degli eventi ed i personaggi scaturiscono come prodotto puro della sua tensione morale, suscitando intense emozioni. A far da contrappunto alle pitture storiche che raccontano gli assassini di mafia, i paesaggi di una Sicilia solare con i fichidindia, le agavi, le ginestre, gli ulivi, le arance, i limoni; patrimonio di una terra baciata da Dio e calpestata dagli uomini. Infinite le tonalità dell’azzurro con le quali Porcasi dipinge il cielo della sua terra, è da lì che ha inizio il suo viaggio nel tempo. Le pagine della storia della Sicilia, sono scritte con il sudore e il sangue dei contadini che hanno dovuto combattere a mani nude per conquistare la terra e la libertà. Le bandiere rosse, simbolo della lotta dei lavoratori d’ogni tempo si fondono con il tricolore. In fondo è un’epopea italiana, mediterranea quella che l’autore ci racconta. Bandiere rosse e tricolore sullo sfondo di cieli di un azzurro struggente che nelle opere di Porcasi cambia di tonalità a seconda degli eventi, delle stagioni, degli umori degli uomini e delle loro azioni. Testimonianza questa dell’appartenenza dell’anima al tempo ed ai suoi mutamenti. Solo la natura rigogliosa tipica di questa terra, bella, solare e mediterranea, sembra rimanere immutata, muta ed immutabile testimone degli eventi e del trascorrere del tempo. Qui gli uomini sono solo “accidenti”. In questo l’artista opera come una divisione metafisica tra la natura: flora e fauna volte naturalmente al bene ed alle leggi immutabili (naturali) e l’uomo che quando è protagonista, è anche trasgressore per interessi di parte, per egoismo sfrenato, dell’armonia del creato, attore di violenza. C’è un’anima naturalistica dell’autore che può spiegarci l’impegno di Porcasi sul fronte ecologista in difesa della terra dall’inquinamento dell’aria, dell’acqua e del suolo che gli è costato persecuzioni e denunce da parte del potere costituito. Numerose, le analogie con i dipinti di Renato Gattuso rilevati dai critici d’arte nelle opere pittoriche di Porcasi. Oltre al realismo cromatico viene invocata la sicilianità, che appare condivisa aldilà delle tecniche utilizzate, con il grande maestro di Bagheria. Il verde dell’albero d’arancio amaro con le sue foglie di un verde acceso, le spine che nascono dai rami, così come i frutti colorati di un “colore arancio” dalle tonalità cromatiche rare, testimoniano, aldilà della semplice raffigurazione cromatica anche un’indagine psicologica complessa. Dal ramo, comune sorgente, scaturiscono frutti succosi e spine, proprio come accade nella vita degli uomini, che ogni giorno sono protagonisti della storia nel bene e nel male. La sicilianità in Gaetano Porcasi, diventa allora metafora della vita, e pretesto per raccontare storie mediterranee dal contenuto universale. L’artista dipinge con un linguaggio non criptato, facilmente comprensibile a tutti, dipinge con il cuore. Aldilà delle considerazioni “etiche” resta una riconoscibilità immediata delle tele di Gaetano Porcasi, che, nell’arte d’ogni tempo, è patrimonio dato a pochi artisti. Taluni restano sorpresi nel constatare la giovane età dell’autore, dietro queste opere d’arte che sanno di maturità piena. Il futuro, per questo “siciliano puro” non sarà un semplice accidente, ma qualcosa di straordinariamente importante per il mondo dell’arte.

    Giornalista e critico d’arte
    Cosmo Di Carlo

    PITTORE ANTIMAFIA GAETANO PORCASI http://WWW.GAETANOPORCASI.IT

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