Microsoft rinuncia al modello "competitivo" della graduatoria interna degli impiegati

Microsoft cambia rotta e rinuncia alla competizione tra impiegati. Il vecchio modello ha fatto il suo tempo e non pare abbia mai portato a grandi benefici.

Il lavoro non è forse il posto migliore in cui rilassarsi. Bisogna produrre, creare, sforzarsi per il bene comune. Secondo la vecchia Microsoft creata da Bill Gates e Steve Ballmer, la maniera migliore di spingere la gente a dare il massimo era di metterli in contrasto l’uno con l’altro. Il manager di un team valutava gli impiegati in base alla performance, in una graduatoria in cui si decidevano i migliori e i peggiori.

Il sistema oggi è morto in tutta la multinazionale, come proclama un memo interno. Originariamente venivano puniti gli impiegati "peggiori" e premiati i "migliori". D'ora in poi ci saranno premi per chi eccelle, ma non ci sarà una caccia alle streghe per individuare gli impiegati "cattivi". Per noi utenti e clienti, sembra voler dire poco, ma è un cambio di rotta così profondo e drammatico che non può non avere delle forti implicazioni su come verranno sviluppati i nuovi prodotti e sul futuro commerciale di Microsoft.

Cannibalismo


Il sistema, sulla carta, premia l’eccellenza ed è meritocratico. Tutti gli ex impiegati Microsoft, però, l’hanno spiegato come un meccanismo burocratico, insensibile e in definitiva auto-distruttivo.

Da un lato, infatti, abbiamo una corporation che non lascia alcuna libertà individuale e decide tutto tramite comitati che si palleggiano le responsabilità, punendo di fatto chi ha iniziativa e diffondendo più possibile i meriti - Questo è vero e testimoniabile in qualsiasi corporation di grosse dimensioni.

Dall’altro lato abbiamo questo sistema di merito, che richiede meccanicamente che siano indicati i migliori e peggiori, generando odio e risentimento e uccidendo la collaborazione, spingendo gli impiegati a lavorare a obiettivi a breve termine, facili e raggiungibili, ostacolando i propri colleghi il più possibile. Peggio di tutto, forzando i manager a punire per forza qualcuno, anche se non è stato peggiore degli altri.

Il clima sociale “tossico”, come lo definirebbero gli americani, è responsabile di una sorta di cannibalismo interno che ha congelato Microsoft per 10 anni su prodotti facili che sembravano vendere sempre e comunque, come Office, rendendo le rivoluzioni possibili solo se ordinate e imposte dall’alto.

Ora l’idea è di promuovere la creatività e la crescita personale. Viene un po’ il dubbio se sia rimasto qualcuno a Redmond che sa ancora come si dovrebbe fare.

  • shares
  • +1
  • Mail