Logo Blogo

La privacy degli utenti a rischio con i nuovi servizi Web?

Pubblicato: 27 apr 2009 da PG

La privacy degli utenti a rischio con i nuovi servizi Web? Il Cloud Computing ci permetterà di archiviare e condividere i nostri dati su Internet come non è mai stato possibile fino ad oggi. Ma, nonostante le assicurazioni delle aziende, è chiaro che questo sistema non è sicuro per la nostra privacy, soprattutto perchè servizi che si basano proprio sulla localizzazione degli utenti sono inaccettabili.

Ultimamente alcuni servizi Web hanno sofferto di violazioni della privacy. Uno dei più gravi ha interessato Google Docs che ha reso disponibili al pubblico documenti privati dei suoi utenti. E successivamente anche Facebook è passato sotto l’occhio del ciclone per questioni di privacy collegate alle foto degli utenti; infine anche Twitter ha avuto problemi legati alla privacy dei messaggi.

Nel caso di Google Docs, l’azienda ha tenuto a specificare che solo lo 0.5% di tutti i documenti è stato coinvolto nel problema. Ma anche quando si parla di milioni di utenti, si tratta comunque di una cifra che comprende migliaia di persone. Tutto questo dimostra che nessun servizio è sicuro al 100%, e la possibilità che si verifichi un bug c’è sempre.

D’altra parte pare inaccettabile che un servizio metta a rischio di violazione i dati degli utenti e i loro documenti personali. Sarebbe grave se dati bancari e password personali finissero in mani sbagliate a causa della loro pubblicazione.

E non è finita qui, perchè è noto da tempo che i servizi su Internet stiano cercando di salvare i dati medici degli utenti, e di tante altre informazioni personali.

Casi come quelli citati rischiano non solo di rendere pubblici i dati degli utenti, ma anche di far perdere la fiducia dei navigatori verso gli stessi servizi. E, recuperare la fiducia, è una cosa molto difficile.

Purtroppo non c’è una risposta semplice a questo dilemma, ma possiamo solo affermare che la parola “privato” non significa che “questo dato rimarrà nascosto fino a che qualcosa non si romperà”.

Via | Techcrunch.com

Foto | Flickr

1 stelle2 stelle3 stelle4 stelle5 stelle (nessun voto)
condividi condividi
3 commenti

Commenti dei lettori

(Inserisci un commento - Nascondi commenti anonimi)
  • -

    27 apr 2009 - 07:48 - #1
    0 punti
    Up Down

    .
    la totale assenza di privacy dei servizi web 2.0 è solo UNO dei suoi lati negativi perché bisogna aggiungere…
    .
    la scarsa qualità media di questi servizi rispetto alle versioni (anche gratuite) di software desktop
    .
    la lentezza di collegamento ed elaborazione rispetto anche al più scarso PC + software
    .
    la necessità di avere sempre una connessione internet per usare questi servizi, il che è particolarmente grave per chi usa i servizi da computer mobile con internet key a tariffa oraria
    .
    le sporadiche (ma accadute) interruzioni e malfunzionamenti dei servizi (magari prorio quando ti servono)
    .
    è davvero incredibile! per anni ci siamo allarmati per i programmi spia, i trojan e tutti i trucchi inventati dagli hackers per intrufolarsi nei nostri PC e leggere o scaricare dati e files perosnali, e adesso, con i servizi web 2.0 ci “spiamo da soli” inviando dati e files VOLONTARIAMENTE su server situati chissà dove, gestiti da chissà chi, per farne chissà cosa!
    .
    ma siamo scemi? :|
    .

  • friulodino

    27 apr 2009 - 09:36 - #2
    0 punti
    Up Down

    OLDDDD

  • helix

    27 apr 2009 - 12:06 - #3
    0 punti
    Up Down

    Quotone per -

    Non so se dietro c’è la lobby delle aziende telefoniche e degli ISP ma far sviluppare applicazioni basate sul collegamento web piuttosto che software sul proprio pc è davvro antitetico…

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori.
Commenta questo articolo

Registrati per riservare il tuo nickname preferito su tutti i blog di Blogo e per caricare il tuo avatar. Se sei già registrato, effettua il login per usare il tuo nickname.

Si No
I commenti sono sottoposti alle linee guida per la moderazione.

Anteprima del commento