La diffusione di Internet negli ultimi anni ha portato un’apertura grazie alla quale, oggi, chiunque può aprire un sito web. Peccato, però, che non tutti i siti contengano delle informazioni credibili, in particolar modo i blog. E’ questo il motivo per cui alcuni ricercatori stanno cercando di sviluppare un sistema che permetta di analizzare automaticamente il contenuto di un sito stabilendo un criterio di credibilità. I ricercatori, di provenienza austriaca, stanno lavorando ad un programma che analizzi la lingua utilizzata per i blog al fine di classificarne il contenuto come altamente credibile, mediamente credibile o poco credibile. Il codice guarda la distribuzione delle parole, confrontandone il contenuto con articoli presenti su siti autorevoli e realizzando il paragone.
Andreas Juffinger ha affermato, alla World Wide Web conference di Madrid, che il software sta mostrando risultati promettenti, e la strada imboccata è quella giusta. Ovviamente confrontare le notizie e le opinioni pubblicate su un blog non può essere il modo migliore per determinarne la credibilità. Il bello di Internet è che la gente può scrivere apertamente su qualsiasi argomento e si può essere in totale disaccordo con le informazioni.
Ma si tratta di un segno del fatto che, in mezzo alla enorme proliferazione di siti, gli utenti abbiano bisogno di una bussola per orientarsi. Lo dimostra un altro studio Giapponese, molto simile, che raccoglie un certo numero di punti di vista su un dato argomento e presenta all’utente una mappa. Anche i ricercatori dell’Università di Udine hanno presentato un algoritmo che assenza punteggi agli articoli di Wikipedia al fine di aiutare gli utenti a determinare l’affidabilità di una fonte.
Via | Arstechnica.com
Foto | Flickr
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06 mag 2009 - 01:00 - #1.
“sarebbe” (perché non credo il progetto abbia alcun futuro) semplicemente una nuova ed ulteriore forma di CENSURA
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infatti, se venisse realizzato, CHI dovrebbe decidere l’attendibilità di un blog? la maggioranza? ma, nella storia, quante ha avuto ragione la minoranza?! o anche solo UNO?!
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come direbbe la Majonchi del programma di Chiambretti (che sto ascoltando mentre scrivo) “per me è NO!” :)
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06 mag 2009 - 01:01 - #2quante VOLTE ha avuto
Neck
06 mag 2009 - 04:50 - #3Solo che nascera’ certamente un blog che dimostrera’ che i ricercatori non sono credibili!
uaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa h ah ah ah aha ha
ma le sovvenzioni….
insomma funizona cosi nche in Austria? (non correggo,sara’ meno credibile…ma mi piace )
progetto
ok commissione
grano e via….
penso di si…
nettud
06 mag 2009 - 12:13 - #4Chiamasi “riduzionismo”. Roba da pseudoscienziati, anzi da stregoni.
nettud
06 mag 2009 - 12:30 - #5E basta con sti discorsi paranoici della censura.
gigi78
06 mag 2009 - 17:49 - #6cacca cacca cacca!!!
sm
11 mag 2009 - 14:58 - #7Si tratta di segnalare possibili fonti di disinformazione, non di censurare. E’ più simile all’idea di dirti “Caro utente, il dottore da cui ti stai facendo visitare non ha mai studiato medicina.. poi vedi tu..”
GiorgioB
12 mag 2009 - 23:25 - #8credo possa essere molto interessante per trovare nuove modalità per fare informazione. il problema dei blog e del citizen journalism è l’assoluta inattendibilità e il fatto che il più delle volte si faccia opinione e non informazione. un progetto di questo tipo mi sembra comunque di difficile realizzazione. ciao