Datagate e PRISM: il Garante della Privacy chiede chiarezza, Letta chiamato all'azione

Come i francesi, anche per gli italiani dopo mesi di apparente sonno, è tempo di farsi domande scomode: gli americani ci spiano?

Il Garante della Privacy Antonello Soro ha chiesto in una lettera al presidente del consiglio Enrico Letta di indagare e chiarire se nel sistematico furto di dati personali e intercettazioni delle telecomunicazioni della NSA siano coinvolti anche cittadini italiani.

La richiesta, che fa eco a quella che Le Monde ha fatto al governo francese, trae la sua origine dalle ormai ben note rivelazioni di Edward Snowden, ex contractor del controspionaggio americano e ora super-ricercato, esule in Russia.

La richiesta di Soro

"Il governo accerti, con tutti gli strumenti utili, se la raccolta, l'utilizzo e la conservazione di informazioni relative alle comunicazioni telefoniche e telematiche abbia coinvolto anche i cittadini italiani''

Con queste parole il garante privacy richiede l’intervento del governo. Mi verrebbe quasi da dire: che Enrico Letta non si sforzi troppo, sappiamo già che la risposta è purtroppo positiva. Gli americani hanno spiato tutti, nemici e alleati, senza alcun ritegno e con la solita scusa di proteggere il proprio paese.

Soro non dimentica neppure un punto dolente nella propria missiva: che in Italia “non è stata ancora adottata la normativa di attuazione dei principi del Codice in materia di protezione dei dati personali relativamente ai trattamenti effettuati per fini di giustizia, polizia o sicurezza nazionale”.

Di fronte alle ovvie perplessità del Garante Privacy si esprime anche l’ex premier e ex presidente del Copasir Massimo D’Alema, che afferma che non è mai stato concesso agli Stati Uniti di intercettare cittadini italiani.

Considerata la storia passata dei rapporti tra Italia e Stati Uniti, effettivamente qualche dubbio ci era venuto.

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