Brasile: "Faremo una mail sicura per contrastare lo spionaggio USA"

Il Brasile è rimasto particolarmente bruciato dallo scandalo PRIMS/Datagate, e la presidentessa Dilma Roussef ha annunciato azioni immediate per proteggere il paese contro lo spionaggio USA.

Dilma Roussef (nella foto), la presidentessa del Brasile, ha annunciato ieri che il suo governo sta studiando la maniera pratica per sviluppare un servizio di mail sicuro per impedire a USA e altri paesi altrettanto invadenti di spiare le comunicazioni governative.

La Roussef non ha nascosto il proprio disappunto nei confronti degli americani, condannando pubblicamente lo spionaggio sistematico degli stranieri che le rivelazioni di Edward Snowden hanno reso universalmente noto. Tra i molti paesi vittime del pessimo comportamento del controspionaggio a stelle e strisce, la famigerata National Security Agency, c’è anche il Brasile.

Il Progetto


Lo sviluppo sarà a carico del SERPRO, il Servizio Federale di Data Processing brasiliano, e consentirà di comunicare agli enti governativi e ufficiali statali senza il pericolo di finire sotto alla lente di ingrandimento dell’NSA.

La SERPRO si occupa dei sistemi informatici ufficiali, e sviluppa un sistema sicuro online per pagare le tasse e creare documenti personali come il passaporto.

I problemi del Brasile e le ricadute della crisi


Gli Stati Uniti hanno apparentemente spiato le comunicazioni della presidentessa, dei suoi aiutanti e diretti collaboratori e anche quella del gigante petrolifero statale Petrobras. Di tutti gli alti ufficiali che rappresentano gli stati che si sono trovati a subire le attenzioni non volute delle spie yankee forse la Roussef è stata la più rumorosa.

Il mese scorso la presidentessa ha portato la questione di fronte all’Assemblea delle Nazioni Unite, ha cancellato con grande decisione una visita di stato a Washington e ha dichiarato di voler ospitare una conferenza sulla governance di Internet in aprile. Purtroppo l’argomento non è così facile, né è completamente ovvio dove risiedano gli interessi del Brasile in questa faccenda. Rinunciare all’attuale sistema di governance in cui il controllo di Internet è fondamentalmente in mano a entità americane no profit significherebbe sferrare un colpo micidiale alla libertà di espressione e comunicazione internazionali - E manderebbe di fatto in pezzi la Rete, che non sarebbe più una struttura planetaria e libera, diventando piena di confini.

Foto | Flickr
Via | Google - AFP

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