Google, giudice rigetta la class action per il tracking di Safari

Un giudice del Delaware ha rigettato la class action presentata da alcuni utenti di Apple e Microsoft per il tracking di Safari e Internet Explorer compiuto da Google senza alcuna autorizzazione.

Google

Sembrano finite le grane di Google in relazione alla violazione delle impostazioni della privacy di Safari e Internet Explorer, bypassate dall’azienda di Mountain View grazie ad uno speciale codice inserito in alcuni banner pubblicitari. L'azienda, lo ricorderete, era stata multata dalla Federal Trade Commission per 22,5 milioni di dollari, ma nello stesso periodo un gruppo di utenti aveva deciso di fare causa a Google.

La class action era state presentata nel febbraio dello scorso anno da alcuni utenti di Apple e Microsoft contro Google e tre aziende di advertising che avevano partecipato alla mossa. Mercoledì, però, la class action è stata rigettata dal giudice Sue Robinson che, pur riconoscendo che le quattro aziende citate hanno bypassato le impostazioni della privacy dei due browser, ha stabilito che i querelanti non hanno subito alcun danno dalla raccolta delle loro informazioni personali.

Google, scrive il giudice nelle 25 pagine che trovate in calce al post, non ha intercettato alcun contenuto di rilievo e non ha compromesso la funzionalità dei computer dei querelanti. Il danno, quindi, non c'è stato e il caso non può procedere oltre.

Immediato il commento di Google, che subito dopo la decisione del giudice ha diffuso una brevissima nota:

Come sempre, proteggere la privacy e la sicurezza dei nostri utenti è una delle nostre priorità.

Da parte dei querelanti, invece, nessuna comunicazione ufficiale. Di seguito il documento ufficiale del giudice del Delaware:

Google cookie ruling

Via | CNET

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