Applicazioni killer per gli smartphone, ecco quali consumano di più (e i possibili rimedi)

Una ricerca sugli smartphone ha fatto il punto sulle applicazioni che consumano di più, non senza proporre i possibili rimedi

foto facebookSappiamo tutti quanto sia fastidioso che le applicazioni dei nostri smartphone consumino energia a non finire: la batteria riesce ad arrivare difficilmente a fine giornata e, per problemi di spazio, risulta quasi impossibile anche solo concepire uno strumento più grande, dunque più capiente. L'unica soluzione, perciò, sta proprio nell'analisi del pacchetto di servizi di cui usufruiamo giornalmente e capire quali di questi sono utili e quali, invece, possono essere eliminati, consapevoli del fatto che esistono dei problemi a prescindere dal nostro uso.

Veniamo subito al dunque, senza perderci in chiacchiere: i ricercatori della Purdue University hanno scoperto che l'esaurimento della batteria è dovuto non solo all'uso che facciamo di certi programmi, ma anche ai cosiddetti no-sleep energy bugs, errori di programmazione che non permettono alle applicazioni di chiudersi correttamente, anche quando siamo noi a dare i comandi: succede, in altri termini, che certi software si aprano per circa dieci secondi e poi si chiudano, fino all'infinito, o meglio: fino a quando la batteria regge. "Sono dei killer silent", ha spiegato Y. Charlie Hu, uno degli autori dello studio.

A insistere sull'argomento è stato lo sviluppatore iOS tedesco Sebastian Duvel, che, stanco di vedere la batteria del suo iPhone 4S sempre scarica, ha deciso di indagare con Instrument, sistema utile per monitorare i processi in esecuzione; ebbene, l'esperto ha scoperto che l'applicazione killer più preoccupante è nientepopodimeno che Facebook:

Facebook è la prima killer app


"Si sveglia - spiega - fa qualcosa per dieci secondi, si riaddormenta, poi si riattiva: per tutto il tempo. Le soluzioni – così continua – sono due: disinstallarla definitivamente e usare la versione mobile del sito Internet; o uscire forzatamente dall’applicazione grazie alla funzione multitasking".

Ma sono molte altre le applicazioni: Verizon, per esempio, ha compilato una blacklist in cui compaiono Fruit Ninja, Doodle Jump, Draw Something e molti altri acnora. Seguono, senza sorprenderci, Twitter, Skype, le applicazioni che sfruttano il GPS (le mappe Google, le fotocamere e il meteo): sono queste a bruciare l'energia del cellulare e a renderlo inutilizzabile, anche quando decidiamo di chiuderle. Certo, pesa anche l'utilizzo che ne facciamo, ma i bug di programmazione - stranamente ancora non risolti - hanno il loro peso.

Quali rimedi?

L'unica soluzione possibile è quella di utilizzare Internet solo quando ci serve effettivamente:

"Possono drenare la nostra batteria quando usate impropriamente - spiega Taylor Casti -, ma il loro consumo si riduce molto con le dovute accortezze. [...] Non è necessario smettere di usare Internet dal proprio smartphone, ma perché la batteria duri l’intera giornata, è meglio disattivarlo se non è utilizzato effettivamente, come quando siamo alla scrivania e abbiamo a disposizione il PC".

E se non sappiamo quale applicazione consuma di più, non c'è problema: basta dare un'occhiata a strumenti utili (e scaricabili su Apple e PlayStore) come Carat e Juicedefender, che stilano rapporti dettagliati su quali applicazioni tenere e quali, invece, no. Si riuscirà mai a trovare una soluzione a un problema del genere?

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