Facebook è il sito web più bloccato dalle aziende americane

Facebook, Twitter e YouTube sono i siti web più bloccati dalle società negli USA.

Le aziende americane che bloccano i siti web per aumentare la produttività dei propri dipendenti sono particolarmente preoccupate da Facebook, che risulta così essere la piattaforma più bloccata in percentuale negli USA. Secondo uno studio di Statista, le società che inseriscono il social network di Mark Zuckerberg nella blacklist aziendale sarebbero infatti il 19,4% del totale.

Secondo posto per un altro social network, Twitter, fermo a quota 15,1%, mentre fanno paura anche i video di YouTube, classificato in terza posizione della speciale classifica con il 13,7% delle aziende che lo bloccano. Seguono anche Pinterest, LinkedIn (che qualcuno lo usi per cercare lavoro altrove?) e addirittura webmail come Gmail e Yahoo, bloccate dal 9,3% delle aziende americane.

Mito o realtà?


Sull'impatto dei social network sulle performance dei lavoratori si è detto tutto e il contrario di tutto, al punto che ognuno si è fatto una propria idea della situazione. Non mancano neanche studi che non solo smentiscono un calo della produttività, ma anzi elogiano i social media e la loro capacità di aumentare le prestazioni degli impiegati davanti alla scrivania.

Dalle nostre parti come funziona? Quali sono, se ci sono, i siti web bloccati presso il vostro ufficio? Siete liberi di fare ciò che volete, senza abusarne, o per collegarvi a Facebook dovete per forza di cose sbirciare sul vostro smartphone?

Via | Mashable.com

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