Il Parlamento Europeo respinge la legge francese sulle disconnessioni degli utenti

pubblicato: sabato 28 marzo 2009 da PG

Il Parlamento Europeo respinge la legge francese sulle disconnessioni degli utenti Una volta ogni tanto, buone notizie che riguardano gli utenti su Internet: il Parlamento Europeo ha infatti approvato una relazione che va contro il piano francese di disconnessione degli utenti dopo 3 avvisi per presunte violazione del copyright.

E’ la prima volta che il Parlamento Europeo si pronuncia contro una delle più discusse normative anti-pirateria e, un po’ a sorpresa, si è pronunciato in favore dei diritti degli utenti su Internet.

Ancora più interessanti i numeri di questa relazione, proposta dal deputato greco Stavros Lambrinidis: 481 voti a favore, 25 contrari e 21 astenuti, che fanno ben capire il senso di questa azione. Secondo la relazione, bisogna controllare e limitare l’uso di tecniche di sorveglianza e di controllo che minacciano le libertà degli utenti. I governi, conclude la relazione, non dovrebbero negare l’accesso ad Internet, tramite l’imposizione di sanzioni, come proposto, appunto, in alcuni paesi. L’ultimo punto della relazione evidenzia l’importanza dell’alfabetizzazione elettronica come un importante aspetto dell’istruzione moderna.

Via | Torrentfreak.com

Foto | Flickr

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Commenti dei lettori

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  • maurr

    28 mar 2009 - 22:37 - #1
    0 punti
    Up Down

    “481 voti a favore, 25 contrari e 21 astenuti”
    meno male.E dico questo perche’ internet non e’ una strada con semafori telecamere e controllori del traffico,ma un mezzo come l’elettricita’.
    Con l’elettricita’ possiamo illuminare una stanza o “torturare una persona..come si fa a limitarla?Lo scaricamento di brani copyright,e’ un reato,ma per poterlo perseguire oltre a calpestare diritti delle persone si rischiano errori clamorosi,sull’attribuzione del “responsabile.E’ logico che,come ad esempio richiesto nel caso di Skype possa venir decrittata la fonia unicamente alle forze dell’ordine e’ una esigenza,di ordine pubblico,oscurati siti diffamatori o peggio razzisti,esercitare azioni contro il cyberterrorismo etc..ma questa e’ un altra storia..

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