Google e Samsung nella top 10 dei "Linux contributor". Microsoft sparita.

Le due corporation sono diventate tra i maggiori sponsor del kernel open source, che negli anni è diventato più raro nei PC domestici, ma onnipresente nella galassia mobile e nei server

Delle nere, crudeli corporation che fanno da mecenate per la libertà d’espressione, per l’open source? Se parliamo del rapporto tra Google, Samsung e Linux allora non c’è di cosa stupirsi, dopo tutto entrambe devono molto del loro attuale successo al sistema operativo GNU - Basti pensare ad Android da un lato, e alla selva di server che ricopre il mondo dall’altro.

L’ultimo rapporto Linux Kernel Development della Linux Foundation infatti dichiara che Samsung e Google sono rispettivamente al settimo e all’ottavo posto dei contributori più frequenti nell’ambiente corporate.

Una lista prestigiosa



Tutte le multinazionali e aziende in cima alla lista sono molto importanti per l’ecosistema Linux. La maggior parte di esse, comunque, vive in uno stato di simbiosi con il sistema operativo e non si può certo dire che contribuisca per mera beneficienza.

Il primo è Red Hat, e non credo che sia sorprendente. Questa entità vive e respira Linux ed è responsabile per supporto e distribuzione della distro commerciale più usata in assoluto.

Seguono Intel, Texas Instruments, Linaro, SUSE, IBM - E poi Samsung e Google. Il primo posto della top 10, a dire il vero è assegnato a “None” perché si tratta di sviluppatori che lavorano per conto proprio, mentre il termine “Unknown” invece copre tutti gli interventi che non hanno un’origine o una sponsorship chiara.

I dati più significativi, forse, riguardano Samsung, Linaro e Texas Instrument, accomunate dai grandi investimenti nel consorzio ARM - I sistemi mobile sono assoluti protagonisti di Linux nel panorama odierno.

Google non contribuisce per Android?



Il dato più sorprendente invece riguarda Google, che non è al suo posto della lista per Android. Google contribuisce ovunque, nel Kernel, e tutti i suoi contributi sono considerati di gran qualità e importanza dalla Linux Foundation.

Molto meno utile Microsoft, almeno quest’anno. L’anno scorso era addirittura la quinta della lista, ma ora è sparita - La ragione è che Redmond ha ottenuto quello che voleva, cioè sviluppare dei driver per la piattaforma di virtualizzazione Hyper-V. Ottenuto questo risultato, la corporation ha smesso di impegnarsi.

E che dire di Canonical? I creatori di Ubuntu non sono affatto significativi. Non sono nella top 30 - ma a onor del vero sono molto impegnati nel campo delle GUI.

Via | Linux Foundation

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