Groupon in India, il sito è stato "abbattuto" dalle cipolle in offerta

Ogni paese ha le proprie richieste di mercato e a quanto pare in India le cipolle sono sufficienti a mandare in crisi un grande polo del commercio elettronico come Groupon.

Generalmente quando parliamo di cipolle su Downloadblog ci riferiamo al network anonimo Tor che le usa come simbolo. Questa volta, invece, le cipolle sono proprio i familiari bulbi molto “aromatici”.

Una svendita di cipolle è infatti stata la responsabile dell’abbattimento per traffico eccessivo di Groupon in India, un paese che non scherza quando si parla di gusti forti. Per gli indiani le cipolle sono vitali alla buona riuscita di un piatto, sono un cibo indispensabile nel paniere delle spese familiari - Non si scherza con le cipolle, noi italiani possiamo capirli benissimo.

Questione di rupie



Il disastro informatico in cui è caduto Groupon deriva da un’apparente penuria di cipolle in cui è caduto il mercato ortofrutticolo indiano: recentemente i prezzi si sono alzati a qualcosa come 100 rupie per chilogrammo, pari a circa €1.17/Kg.

Groupon funziona a offerte limitate nel tempo o nel numero, da ritirare poi presso l’esercizio commerciale che ha aderito all’offerta. In questo caso la convenienza era sostanziale, anzi, mostruosa: il network pubblicizzava cipolle a 9 rupie al chilo, che per noi sarebbero circa 10 centesimi di euro.

Il passaparola è stato letteralmente fulmineo e Groupon ha venduto 3 tonnellate di cipolle in 44 minuti. Alla fine dell’offerta - e alla fine delle cipolle - il quantitativo di bulbi venduti è arrivato a 8 tonnellate totali.

Le cipolle sarebbero finite anche prima, se il sito non fosse letteralmente crollato per ore sotto ad una piena di utenti disperati. Da un certo punto di vista si può ritenere davvero umiliante per un servizio di shopping online cedere di fronte ad un motivo tanto banale. Purtroppo, però, sulle cause di questa debacle c'è poco da ridere.

La situazione economica indiana



Siamo abituati a pensare all’India come a un paese povero. È in parte vero: ci sono vaste fette della popolazione sotto alla soglia della povertà. Eppure l’economia di questo gigante era in una crescita che sembrava inarrestabile - Ci sono purtroppo segni che la situazione stia iniziando a scricchiolare.

La “crisi delle cipolle” è solo una piccola parentesi, una virgola nella storia finanziaria di questa tigre in via di sviluppo, ma dovrebbe far preoccupare. Le cipolle in India non costavano 9 rupie dal 1999, e la valuta locale vale sempre meno. Non sono solo le cipolle a risultare introvabili nei mercati ortofrutticoli e il cibo inizia a diventare davvero caro.

Via | The Verge

  • shares
  • +1
  • Mail